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venerdì 30 agosto 2013

Non si esce vivi dagli anni ’80



A fine luglio in molti hanno alzato più di un sopracciglio, quando Giusi La Ganga è entrato in consiglio comunale, da ventitreesimo classificato nelle liste del PD, sfruttando la nomina ad assessore del capogruppo Lo Russo, che ha così lasciato libero un posto in Sala Rossa. A me, il sopracciglio l’ha fatto alzare l’intervento in aula del Partito Democratico (potete leggere il verbale di tutta la discussione, sicuramente interessante), in cui il capogruppo ad interim Paolino ha parlato di pacificazione, di riconciliazione, di guardare avanti, e persino di rappresentare la tradizione socialista (non oso immaginare quale).
Per questo ho preso la parola e, su due piedi, ho detto le cose che sentite nel video: in particolare, che non può esserci pacificazione con la classe politica di Tangentopoli, e che chi ha una condanna del genere in giudicato, pur avendo saldato il conto con la giustizia, non dovrebbe più avere la possibilità di amministrare la cosa pubblica, e le forze politiche non lo dovrebbero candidare (come già fa il M5S).
Allo stesso tempo, la vera riflessione che vorrei suggerire è che forse La Ganga è una falsa pista rispetto alla sostanza, e cioé al fatto che la politica italiana non è mai veramente uscita dagli anni ’80. Ci hanno detto per vent’anni che la seconda repubblica era tutt’altra cosa rispetto alla prima; che nella prima c’erano le ideologie, c’era la DC sempre al governo e il PCI sempre all’opposizione, e invece nella seconda finalmente c’era il bipolarismo, l’alternanza al governo. Questa, però, è la superficie; la realtà è che i comportamenti della politica, i modi con cui essa si approccia alla gestione quotidiana della cosa pubblica, non sono mai cambiati.
Nella realtà, la politica di oggi ha mantenuto la stessa concezione del bene comune e dello Stato, come feudo e come mucca da mungere e su cui scaricare i costi del consenso, di trent’anni fa; l’ha solo svuotata delle scuse ideologiche e ricoperta invece di “tette e culi”, di lustrini del Drive In e di tecniche pubblicitarie e manipolatorie importate dagli Stati Uniti, con convinzione e attitudine se parliamo di Berlusconi, e con la frustrazione del ragazzino sfigato che fa lo snob ma sotto sotto invidia l’arroganza e il successo dell’altro se parliamo della dirigenza del centrosinistra.
Il problema è che il mondo è cambiato, e se gli anni ’80 erano periodo di vacche grasse, oggi la nostra incapacità di arrivare a una gestione onesta e moderna della cosa pubblica ci è letale. Eppure siamo sempre lì: mentre si tagliano il welfare e i servizi, si mandano avanti enormi progetti infrastrutturali spesso superflui o mal pensati, ma che permettono un grande giro di denari pubblici tra aziende amiche. Mentre si rischia di non avere i soldi per pagare gli stipendi, si assumono decine di migliaia di precari nella pubblica amministrazione; e son ben contento per chi legittimamente aspettava da anni una sistemazione e ora festeggia come fosse un miracolo (e poi ovviamente voterà i partiti che gli hanno dato il posto di lavoro), ma dove si è mai vista un’azienda sull’orlo del fallimento che assume ottantamila persone, e che fine fa un’azienda che affronta così la crisi?
E’ proprio l’idea di Stato che abbiamo noi che è sbagliata; uno Stato che nella nostra testa dovrebbe dare tutto senza chiedere niente, anche se nei fatti poi, esattamente all’opposto, ci offre una pressione fiscale esagerata in cambio di servizi scadenti. Sarebbe allora meglio puntare su uno Stato che mantenga strettamente nelle proprie mani la proprietà dei beni comuni e la gestione dei servizi fondamentali, ma che poi chieda il meno possibile e faccia il meno possibile, evitando di accumulare nelle mani della politica una parte preponderante dell’economia, della società e del denaro dell’Italia, il che, in Italia, sta alla base del suo potere di corrompere e di corrompersi.
Nessun politico, però, potrà mai fare questo; perché in termini elettorali sarebbe un suicidio, la medicina cattiva che alla lunga ti salva, ma nel breve fa veramente schifo. Per questo io spero che lo faccia il Movimento 5 Stelle, che è sempre partito dal principio di essere una medicina sgradevole e temporanea, senza avere alcuna aspirazione a restare al potere all’infinito (il giorno della fondazione, nell’ottobre 2009, Grillo disse “avremo avuto successo se ci saremo sciolti entro cinque anni”). Temo, però, che l’unica cosa che potrà (forse) cambiare l’idea e la pratica del rapporto tra gli italiani e la cosa pubblica è il fallimento, l’azzeramento forzato per disastro annunciato da lustri e nonostante ciò mai evitato; è che il nostro Stato riesca infine ad uscire dagli anni ’80, nell’unico modo in cui ne può uscire: morto.
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Calo dei consumi, con la crisi non si salvano nemmeno i discount - ControLaCrisi.org

Calo dei consumi, con la crisi non si salvano nemmeno i discount - ControLaCrisi.org
Calo dei consumi, con la crisi non si salvano nemmeno i discount
Vendite in calo a giugno per i negozi di ogni dimensione e per i prodotti di ogni tipo, a partire da cerotti e aspirine. E non si salvano, questa volta, neppure i discount alimentari. L'indagine Istat sul commercio al dettaglio mostra una flessione del 3% a giugno rispetto all'anno precedente, la dodicesima consecutiva, e un identico calo nei primi sei mesi dell'anno rispetto allo stesso periodo del 2012. Se a maggio aveva fatto ben sperare un aumento delle vendite dello 0,1% su aprile, a giugno l'andamento congiunturale torna negativo (-0,2% su maggio). Vendono sempre meno i piccoli negozi (-3,6% su anno) ma anche la grande distribuzione (-2,3%) e si battono meno scontrini persino nei discount alimentari (-1,3%), che finora avevano retto alla crisi. Cali piu' marcati di quelli degli alimentari low cost colpiscono i supermercati (-3,2%) e gli ipermercati (-2,6%), mentre resistono solo le grandi superfici specializzate in una tipologia unica o prevalente di prodotti non alimentari, come per esempio Ikea, la Feltrinelli o Mediaworld, (+0,4%). Nella grande distribuzione le vendite diminuiscono, rispetto a giugno 2012, del 2,3% per i prodotti alimentari e del 2,4% per quelli non alimentari. Nelle imprese di piccole superfici, invece, le vendite segnano un calo del 4,5% per i prodotti alimentari e del 3,4% per quelli non alimentari. Tra i prodotti non alimentari nessuna tipologia sfugge al segno meno. Si va dal -0,6% degli utensili per la casa e ferramenta e dal -1,3% delle dotazioni per l’informatica, telecomunicazioni e telefonia, che riescono a limitare le perdite, fino al -4,6% dei prodotti farmaceutici che, insieme agli elettrodomestici (-5,9%), sono la categoria piu' colpita dalla stretta dei consumi.

Un giorno particolare

http://www.beppegrillo.it/2013/08/un_giorno_particolare.html
Io sono stanco. E' stata una giornata particolare quella di ieri con l'abolizione della parola IMU e la sua resurrezione in Service Tax che cadrà in gran parte sugli inquilini, fascia ovviamente più debole dei proprietari, una giornata in cui la coppia Violante&Napolitano ha forse trovato il cavillo mancante per salvare un pregiudicato con il rinvio della legge Severino alla Corte Costituzionale. Una legge che impedisce a chi ha condanne superiori a due anni di sedere in Parlamento. Violante, lo smemorato del processo di Palermo, è alleato di Berlusconi da più di un ventennio, a che titolo nessuno lo sa. Una giornata particolare con il pdl e il pdmenoelle che esultano per l'accensione dell'inceneritore di Parma contro cui il M5S si è battuto usando ogni forma legale. Esultano per le neoplasie future degli abitanti di Parma, per il cibo avvelenato della Food Valley. Chi mangerà in futuro parmigiano e prosciutti imbottiti di diossina? L'inceneritore è inutile e brucerà rifiuti provenienti da ogni dove, ma loro sono contenti. Loro. Io sono stanco di essere gandhiano, di osservare leggi fatte per favorire i delinquenti. Con uno sforzo enorme, un miracolo, siamo riusciti a diventare il primo MoVimento del Paese. Dietro il M5S ci sono quasi nove milioni di voti, ma questi, che hanno occupato ogni posto di potere, se ne sbattono i coglioni. Nove milioni di italiani sono rappresentati solo dalla presidenza di Vigilanza RAI con Roberto Fico, ma anche in questo caso è l'ennesima presa per il culo. Fico non può neppure sapere chi sono i cinque fornitori della RAI che si spartiscono un miliardo di euro. Nulla. Non dobbiamo contare nulla. Sapere nulla. Fare nulla. Abbiamo cercato di cambiare la legge elettorale con Parlamento Pulito, 350.000 firme buttate nel cesso perché decadute dopo due legislature in cui nessun presidente di Camera, Senato, di qualunque cazzo di istituzione ha mosso un dito. Abbiamo votato per la decadenza del Porcellum, unico gruppo parlamentare e ci hanno votato contro. Abbiamo chiesto di inserire delle modifiche, tra cui la preferenza, e ci hanno ignorato. Prendo atto che noi non esistiamo, che nove milioni di italiani sono dei fantasmi, che ogni legge partorita da loro, in particolare quella elettorale, è contro di noi e per la loro sopravvivenza. Prendo atto che non ci sono altre possibilità che mandarli tutti a casa il più presto possibile. Sono stanco di farmi prendere per il culo da questi incapaci, spocchiosi, intellettualmente depravati che hanno distrutto l'Italia. Sono stanco, ma di quella stanchezza che matura un'incazzatura formidabile.

mercoledì 28 agosto 2013

Apre il forno di Ugozzolo: Il Sindaco Pizzarotti scrive ai Parmigiani

http://parma5stelle.it/wp/2013/08/apre-il-forno-di-ugozzolo-il-sindaco-pizzarotti-scrive-ai-parmeggiani/
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Il Sindaco di Parma Federico Pizzarotti, esprime il suo rammarico ai cittadini per l’apertura dell’inceneritore attraverso una lettera aperta
Testo:
Oggi a Parma viviamo un momento particolare della nostra storia. Un evento che tutte le forze politiche, meno una, hanno fortemente sostenuto, e alla fine, dopo un lungo iter durato quasi un decennio, sono riuscite ad ottenere. Stiamo parlando dell’accensione dell’Inceneritore di Ugozzolo, l’ottavo in Emilia Romagna, che ha cominciato a funzionare a pochi chilometri dal centro storico. Se oggi sono qui a comunicare un evento di questa portata, è perché per anni a Parma si è combattuta una battaglia politica ed etica che ha smosso le coscienze di molti – chi pro e chi contro – suscitando una  discussione che dal livello locale ha finito per assumere un’importanza nazionale. Questo, in sintesi, dal 2006 ad oggi ha significato l’Inceneritore di Ugozzolo. E noi, come Movimento 5 Stelle, non ci siamo sottratti alla discussione, ma anzi ne abbiamo preso parte consapevoli. E alla fine della corsa abbiamo avuto ragione, ma al tempo stesso registriamo una grande delusione. Abbiamo avuto ragione perché oggi l’Emilia Romagna, dopo aver attivato 8 inceneritori nel cuore della Pianura Padana, si è detta pronta a invertire la rotta, e seguire il percorso ambientalista tracciato dall’Europa. Meglio tardi che mai, verrebbe da dire.Ma ci rammarichiamo perché l’Inceneritore di Parma non siamo riusciti a fermarlo. Si può dire quello che si vuole, perché in democrazia è libero il campo per ogni opinione politica: ma in campagna elettorale ci siamo dichiarati contrari – e questo è giusto dirlo – e abbiamo promesso di fare il possibile per arrivare ad un risultato che ci soddisfacesse. Per quel che mi riguarda, l’onestà nella battaglia politica che ho portato avanti, convinto di aver impegnato tutte le energie possibili e spendibili – le stesse che utilizzo per ogni azione politica intrapresa – mi portano oggi a parlarne a viso aperto, senza problemi e con assoluta onestà intellettuale. Ho fatto tutto ciò che era possibile fare con i poteri di un Sindaco. Come Amministrazione abbiamo portato alla luce un iter di costruzione dell’inceneritore a tratti poco chiaro, per certi aspetti davvero oscuro, rischiarando questioni di cui un domani si prenderà carico la Magistratura, se già non lo ha fatto. Come Amministrazione di Parma abbiamo lavorato con serietà, chiedendo e pretendendo il rispetto integrale di quelle che erano le normative di legge. Ora guardiamo avanti, perché il declino di queste strutture è già iniziato, ed è iniziato proprio nell’anno in cui le forze politiche che lo hanno voluto, centrosinistra e centrodestra, ne festeggiano l’apertura, quasi fosse una nostra sconfitta, e non loro. Esultano nel loro interesse, dimenticandosi, e senza vergogna, di aver negato un referendum sull’Inceneritore richiesto da una cospicua parte della città.Oggi il dibattito politico sull’Inceneritore ha bisogno di evolversi e smetterla di stagnare su quello che è stato detto in campagna elettorale. Purtroppo partiti e movimenti civici sono rimasti col pensiero a maggio 2012, mentre oggi c’è bisogno di guardare al futuro: perché pur importante che sia la lotta, non rappresenta comunque l’unico punto del nostro programma. Sull’Ambiente, poi, non torneremo indietro ne’ cambieremo posizione: è aumentata la raccolta differenziata in centro storico, è aumentata a livello generale su tutto il territorio del Comune di Parma; continuerà ad aumentare, e per questo diminuiranno per tutti i costi diretti a carico dei cittadini, quelli, per intenderci, delle bollette. Parleremo con Iren per arrivare a soluzioni condivise, di beneficio economico ed ambientale per la città. Siamo a lavoro per un nuovo piano di viabilità urbana, mai nemmeno discusso negli ultimi dieci anni. Lavoriamo e continueremo a lavorare.Mi auguro che dell’Inceneritore, e degli inceneritori in generale, se ne continui a parlare, ponendo la riflessione su quello che è stato e su quello che sarà la nostra nuova politica. Informate su chi lo ha voluto, su chi ha scelto di spendere più di 200 milioni per la sua realizzazione; su chi lo porterà ad essere mirino dei rifiuti delle altre Province emiliane; su chi ieri si sfregava le mani per la sua costruzione e oggi lo rinnega. E poi su chi lo ha contrastato e chi ha provato a fermarlo, con le armi della legge e col pensiero rivolto al nostro futuro.

lunedì 26 agosto 2013

L'insostenibile stupidità della TARES

http://www.comunivirtuosi.org/video/l-insostenibile-stupidita-della-tares
“Inserire chiari ed efficaci sistemi premianti per i comportamenti virtuosi di cittadini e aziende, facendo pagare meno chi produce meno rifiuti indifferenziati nel rispetto del principio comunitario del “chi inquina paga”; liberare il tributo sui rifiuti dalla copertura dei costi dei “servizi indivisibili”, eliminando la maggiorazione di 0,30 euro per metro quadro, perché non correlati in alcun modo alla produzione dei rifiuti e all’esigenza di responsabilizzare i comportamenti individuali applicando criteri meritocratici”. Ecco in sintesi le richieste espresse in una lettera aperta inviata oggi al ministro dell’economia e delle finanze Fabrizio Saccomanni, e per conoscenza anche al ministro dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare Andrea Orlando, al ministro per gli Affari regionali, le autonomie e lo sport Graziano Delrio e al ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali Nunzia De Girolamo da Legambiente insieme alle associazioni di produttori Confapi, Aiab, Cia, Coldiretti, Confagricoltura.

Tra le importanti norme che il Governo sta definendo in queste settimane per far uscire il nostro Paese dalla crisi, c’è infatti anche quella che riguarda la Tares, il nuovo tributo sui rifiuti.
“Le nostre associazioni – si legge nella lettera al ministro - sono preoccupate perché fino ad oggi la discussione si è concentrata molto sulla modifica dell’imposta sulla casa e poco sulla Tares, che nella versione attuale rischia di essere un nuovo pesante aggravio per tutte le utenze che producono rifiuti, senza prevedere alcun principio di premialità per i comportamenti virtuosi, anche perché comprende la copertura dei costi dei cosiddetti “servizi indivisibili” che poco hanno a che fare con la gestione dei rifiuti”. L’auspicio dei firmatari è che la modifica della Tares possa incidere sui comportamenti individuali, premiando quelli virtuosi attraverso criteri meritocratici, eliminando i tributi non correlati alla produzione dei rifiuti o all’esigenza di responsabilizzare i comportamenti.

Oggi in Italia solo alcune centinaia di enti locali fanno pagare in base alle quantità di rifiuti effettivamente prodotte grazie alla tariffazione puntuale, con risultati importanti sulla prevenzione, sull’avvio a riciclaggio e sulla riduzione delle quantità di rifiuti avviate a smaltimento. Eppure, sarebbe possibile affrontare concretamente la sfida della riduzione dei rifiuti, come è riuscita a fare ad esempio la Germania, utilizzando una equa leva economica, introducendo un criterio di giustizia e sostenibilità ambientale e alleggerendo la pressione fiscale sui più virtuosi, a partire dalla riforma del nuovo tributo sui rifiuti. “Solo in questo modo – si chiude la lettera firmata dai presidente delle associazioni - si contribuirà davvero a liberare l’Italia dal problema rifiuti, facendo entrare il nostro Paese a pieno titolo in quella ‘società europea del riciclaggio’ alla base nella nuova direttiva di settore”.
Tratto da "Eco dalle città"

domenica 25 agosto 2013

Gli americani riprovano ad imbrogliare mezzo mondo

http://www.reset-italia.net/2013/08/25/gli-americani-riprovano-ad-imbrogliare-mezzo-mondo/#sthash.KcY35rPW.dpbs
Caro premio Nobel per la pace, Barack Obama, non ti pare che sia passato troppo poco tempo da quando gli americani imbrogliarono mezzo mondo con la storiella delle “armi di distruzione di massa”, per scatenare quella che sarebbe dovuta essere una “guerra – lampo”, ma che “lampo” non fu, contro l’Iraq? Non ti pare che sia passato troppo poco tempo da quando gli americani imbrogliarono mezzo mondo con la balla che quella guerra serviva per combattere il terrorismo ed esportare la democrazia? Adesso volete riprovarci con la Siria, pensando che gli allocchi abbocchino? Io capisco che le armi vadano consumate, come le automobili e qualsiasi altro prodotto, capisco che bisogna anche provare la capacità distruttiva, devastante, di quelle nuove, ma perché non lo dite chiaramente che ogni tanto avete bisogno di una guerricciola? Ditelo chiaramente e non ci raccontate altre balle. Non fate finta che la guerra proprio non vi va di farla. Risparmiateci la commedia.
Renato Pierri

Patrimonio pubblico e profitti privati: La Scuola Grande della Misericordia

http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/venezia/2013/08/patrimonio-pubblico-e-profitti-privati-la-scuola-grande-della-misericordia.html
La Scuola Grande della Misericordia ha un valore particolare per la città di Venezia. Attribuita al Sansovino e realizzata nel XVI secolo, la sua mole domina la Cannaregio alta. Molti veneziani le sono affezionati, perché al suo interno hanno assistito dagli anni '40 agli anni '70 ai trionfi sportivi della Reyer.
La facciata della Scuola Grande della Misericordia
La facciata della Scuola Grande della Misericordia
Accanto al valore storico e artistico dell'edificio, è indubbio un notevole potenziale economico e sociale. Dimensioni e volumi unici nel centro storico veneziano ne fanno un contenitore ideale per eventi e congressi. Le affascinanti sale del piano terra e del primo piano costituiscono la scena ideale per rappresentazioni teatrali e esposizioni di arti visive. Notevoli quindi le opportunità per il Comune dei Venezia, che è proprietario dell'immobile, e per la città stessa.
Proprio per dar corpo a queste opportunità il Comune ha approvato la trasformazione della Scuola Grande della Misericordia in uno "spazio multifunzionale", utilizzando lo strumento del project financing. Il contratto di concessione è stato stipulato il 19 novembre 2009. Partner privato dell'operazione è Umana S.p.A., la società dell'allora presidente della Confindustria Veneziana Luigi Brugnaro.
Il progetto è il seguente: il partner privato, attraverso la
società di progetto SMV S.p.A., si impegna a realizzare opere di ristrutturazione per circa 8 milioni di euro. Tali opere comprenderebbero alcuni interventi strutturali e quanto necessario a utilizzare la Scuola per eventi vari. In cambio il privato ottiene la concessione quarantennale del bene. La logica sembra filare: il privato ci mette i soldi, contribuendo alla conservazione e alla valorizzazione del bene, e può sfruttarlo per un certo periodo, restituendolo alla fine migliorato all'Amministrazione. Insomma si tratterebbe in teoria di una situazione ottimale, dove ci guadagnano tutti: il privato, l'amministrazione e tutta la città. Solo in teoria però, perché nella realtà veneziana le cose sono andate diversamente.
Oggi, a quasi 4 anni di distanza dalla stipula della concessione, i lavori non sono ancora iniziati. Addirittura, e sono parole dell'Assessore ai Lavori Pubblici Alessandro Maggioni, "allo stato non ci sono previsioni di inizio e fine lavori". Nel frattempo però SMV S.p.A. utilizza il bene per eventi di vario tipo. Non si tratta però di eventi aperti alla cittadinanza. La Scuola della Misericordia ospita infatti soprattutto feste private per miliardarimatrimoni ed eventi aziendali vari.
Insomma pare che il partner privato stia utilizzando il bene senza realizzare gli interventi previsti. Così facendo ottiene un beneficio senza farsi carico dei costi connessi. E l'amministrazione e la città di Venezia non ci guadagnano nulla, anzi, perdono la disponibilità di un bene, che di fatto viene concesso gratis.
Immaginate di avere un'immobile che vorreste affittare come studio professionale, ma che avrebbe bisogno di essere ristrutturato. Uno stimato professionista vi propone di fare i lavori a proprie spese; in cambio chiede di non pagare l'affitto per due anni, e voi accettate. Se dopo un anno che ha stabilito la propria attività nel vostro immobile non ha ancora iniziato i lavori, che fate? Ragionevolmente cercherete di far valere il contratto che avete stipulato, in modo che inizi al più presto la ristrutturazione. Se non ci riuscite, cercherete di farvi pagare l'affitto arretrato. Se neanche questo è possibile, cercherete di mandare via l'inquilino inadempiente e di trovare un altro affittuario. Pochissimi, credo, starebbero con le mani in mano a vedere l'inquilino occupare un proprio immobile senza realizzare i lavori pattuiti né pagare un affitto.
Una finestra sul campo dell'Abbazia. Si notano varie crepe, e i vetri rimpiazzati da un telo di plastica.
Una finestra sul campo dell'Abbazia. Si notano varie crepe, e i vetri rimpiazzati da un telo di plastica.
Questo paradossale atteggiamento è molto simile a quello tenuto dall'amministrazione comunale per la Scuola della Misericordia. A quasi quattro anni di distanza dalla stipula del contratto di concessione, il partner privato ha la disponibilità del bene, senza aver realizzato le attività previste e senza aver versato un euro al Comune. E pare che l'amministrazione comunale faccia poco più che stare a guardare: non è neppure in grado di prevedere quando inizieranno i lavori. E le penali? A detta dell'Assessore Maggioni verranno quantificate "contestualmente all'avvio dei lavori". Quindi se i lavori non iniziassero mai nessuna penale sarebbe dovuta?
"Mi sembra un caso tipico di cattiva gestione del patrimonio pubblico" dichiara il capogruppo 5 stelle Gianluigi Placella "io non sono contrario di principio alle partnership pubblico privato. In questi tempi di vacche magre possono anzi rivelarsi strumenti estremamente utili. Però devono essere ben strutturate, e soprattutto i contratti devono essere rispettati. Pensate a Punta della Dogana: dopo solo due anni dalla stipula della convenzione i restauri erano finiti e l'esposizione aperta. Alla Misericordia invece di anni ne son passati ormai quattro, e non è stato ancora fatto assolutamente nulla.".
"Non intendo entrare nel merito dell'operazione di punta della Dogana. Voglio solo dire che quell'intervento è stato portato a termine nei tempi stabiliti. La differenza" continua Placella "è che per la Dogana Pinault aveva tutto l'interesse a finire i lavori e aprire la galleria. Nel caso della Misericordia invece il privato non ha nessuno stimolo: utilizza il bene, non spende nulla in quanto non realizza i lavori né paga un canone concessorio, nessuno gli chiede le penali".
"L'atteggiamento di questa amministrazione è paradossale" afferma il Consigliere 5 Stelle "ogni anno (s)vendono una quota di patrimonio per far quadrare i conti, mentre allo stesso tempo concedono gratuitamente beni di valore. In ogni caso" conclude Placella "spero sinceramente che quest'iniziativa ponga sotto i riflettori la situazione della Scuola Grande della Misericordia, e contribuisca a sbloccare l'attuale situazione di stallo. Non possiamo permettere che un bene così importante non sia valorizzato e aperto alla città".
MoVimento 5 Stelle Venezia - Gdl Scuola e Cultura

giovedì 22 agosto 2013

Altreconomia :: Expo, una scusa buona per tutte le stagioni

Leggi l' articolo dalla Fonte : Altreconomia :: Expo, una scusa buona per tutte le stagioni



L'Esposizione universale del 2015 è un contenitore di grandi opere, la cui realizzazione però non sembra strettamente necessaria alla manifestazione. L'ultimo caso è quello della M4, la quarta linea metropolitana di Milano: non arriverà in tempo, ma viene finanziata dal governo "nel capitolo Expo 2015". 
Il "grande evento" giustifica tutto: dalla M5 alla terza pista di Malpensa; dalla riqualificazione dell'ex Alfa di Arese alla Tangenziale Est esterna di Milano. Ed è sempre più "Exboh",  comeraccontammo in copertina a settembre 2012



I dati sull'economia italiana che non potete non sapere



Fonte: http://www.beppegrillo.it/2013/08/i_dati_sullecon.html

Napolitano blinda il governo e nasconde i conti sotto il tappeto. Per la prima volta nel suo mandato, il presidente della Repubblica ha incontrato il ragioniere generale dello Stato. Perché? Ve lo diciamo noi:
- Ammortizzatori: 80 miliardi erogati dall’Inps dall’inizio della crisi tra cassa integrazione e indennità di disoccupazione;
- Cassa integrazione: totale di ore di Cig richieste, da gennaio a giugno, supera il mezzo miliardo;
- Debito aggregato di Stato, famiglie, imprese e banche: 400% del Pil, circa 6mila miliardi;
- Debito pubblico: a giugno 2013 nuovo record a 2.075,71 miliardi di euro, dai 2.074,7 miliardi di maggio; oltre il 130% del Pil. Secondo le previsioni salirà al 130,8% del Pil nel primo trimestre 2014, rispetto al 123,8% del primo trimestre 2012.
- Deficit/Pil: 2,9% nel 2013. Peggioramento ciclo economico Imu, Iva, Tares, Cassa integrazione in deroga lo portano ben oltre la soglia del 3%;
- Disoccupazione: a giugno 2013 si attesta al 12,1%, dato peggiore dal 1977;
- Disoccupazione giovanile: il tasso nel segmento 15-24anni a giugno 2013 e' salito al 39,1%, in crescita di 0,8 punti percentuali su maggio e di 4,6 punti su base annua;
- Entrate tributarie: a maggio -0,7 miliardi rispetto allo stesso mese di un anno fa (a 30,1 miliardi, -2,2%). Nei primi 5 mesi del 2013 il calo è dello 0,4% rispetto ai primi 5 mesi del 2012;
- Gettito Iva: -6,8% nei primi 5 mesi del 2013, un vero disastro;
- Insolvenze bancarie: quelle in capo alle imprese italiane hanno sfiorato a maggio 2012 gli 84 miliardi di euro (precisamente 83,691 miliardi).
- Manifattura: indice Pmi resta sotto i 50 punti, linea di demarcazione tra espansione e contrazione;
- Neet: 2,2 milioni nella fascia fino agli under 30, ragazzi che non studiano, non lavorano, non imparano un mestiere, totalmente inattivi;
- Pil: nel secondo trimestre il prodotto interno lordo dell'Italia ha subito una contrazione dello 0,2% dopo il -0,6% nei primi tre mesi dell'anno. Comparando il secondo trimestre del 2013 con gli stessi mesi dell'anno precedente il calo è -2,0% (fonte: Eurostat. S&P ha abbassato la sua previsione di crescita 2013 per l'Italia, a -1,9% rispetto al -1,4% previsto a marzo 2013 e al +0,5% stimato a dicembre 2011. Il Fmi ha tagliato le stime del pil Italia 2013 a -1,8%. Nel 2012 il Pil ha subito una contrazione di -2,4%;
- Potere d'acquisto delle famiglie: -2,4% su base annua, -94 miliardi dall’inizio della crisi, circa 4mila euro in meno per nucleo;
- Precariato: contratti atipici per il 53% dei giovani (dato Ocse);
- Prestiti delle banche alle imprese: -5% su base annua nei mesi da marzo a maggio. In fumo 60 miliardi di prestiti solo nel 2012;
- Produzione industriale : crollata -17,8% negli ultimi dieci anni, su base annua è in calo -2%;
- Ricchezza: bruciati circa 12 punti di Pil dall’inizio della crisi, 200 miliardi circa;
- Sofferenze bancarie: a maggio 2013, secondo il rapporto Abi, le sofferenze lorde sono risultate pari ad oltre 135,7 miliardi di euro, 2,5 in più rispetto ad aprile 2013 (+22,4% annuo);
Alessandro Di Battista, portavoce MoVimento 5 Stelle alla Camera dei deputati

mercoledì 21 agosto 2013

LA PAURA DI TORNARE A CASA

Ho letto l'intervista alla Deputata MORETTI del Pd in cui sostiene che 30 senatori del Movimento 5 Stelle siano pronti a sostenere un governo "Letta/bis". 
Premesso che i nostri senatori sono meno di 50 in tutto. Ciò significa che quasi i due terzi del gruppo parlamentare al Senato sarebbe - come lei dichiara - "in sofferenza, quindi pronto a passare al misto". 
Se fosse stato così, questi fantomatici 30, avevano la maggioranza anche per cambiare il nome al gruppo del Movimento 5 Stelle al Senato, dettarne la linea politica, etc. Così non è stato.

LA VERITÀ è che il PD farà di tutto per non tornare a casa. La posta in gioco è troppo alta. Le loro correnti in vista del congresso stanno affilando le armi. Con un'intervista del genere cercano di spaccarci, è chiaro. Berlusconi compra direttamente gli avversari, il PD è solito usare metodi più subdoli. Gli riuscirà difficile in un momento in cui siamo veramente compatti.

LA PAURA DI TORNARE A CASA è una sindrome che affligge molti parlamentari in questo periodo. Penso a quei senatori del PDL che sono entrati in Senato grazie a premi di maggioranza regionali inaspettati, ma che stavano in lista solo come "riempi-lista" (non ci pensano proprio a mollare la sedia).
Penso a quelli del PD che saranno epurati nella prossima faida interna di congresso. E non saranno mai più messi in lista (molti bersaniani, etc).
Penso alla Lista Monti che dal 10% ora è al 4%. Un po' poco per affrontare nuove elezioni.

La paura di tornare a casa non ci appartiene. Altrimenti avremmo regalato i nostri voti a Bersani, alle prime sirene del suo "governo del cambiamento", poi rivelatosi un bluff (GUARDA VIDEO http://goo.gl/RX9B7v).
La paura di tornare a casa non ci appartiene perchè noi a casa troviamo gli attivisti con cui continuare questo percorso, non le Lobby che vi presentano il conto di quanti finanziamenti vi hanno erogato.

La MORETTI oggi ha lanciato l'amo per conto dell'establishment. Come c'hanno provato già in passato. Faranno di tutto per non tornare a casa, di tutto. Anche salvare BERLUSCONI.

Luigi Di Maio

martedì 20 agosto 2013

Femminicidio: la nuova legge approva alla Camera ma i delitti non sono in aumento e in Europa si uccide più che in Italia

http://www.disinformazione.it/femminicidio.htm

Questo ottimo articolo dell’amico giornalista Furio Stella, dimostra con dati alla mano, che il tanto pubblicizzato "femminicidio" rientra nelle armi di distrazione di massa usate dai media mainstream: notizie inventate o amplificate per distogliere l'attenzione dei sudditi dalle cose veramente serie e importanti.
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Femminicidio: la nuova legge approva alla Camera ma i delitti non sono in aumento e in Europa si uccide più che in ItaliaFurio Stella per www.disinformazione.it – 20 agosto 2013 - effervescienza@yahoo.it 
Il decreto legge sul femminicidio approda (oggi) alla Camera per la sua approvazione. Sul tavolo,  il  pacchetto di nuove norme varate d’urgenza dal governo che prevedono pene più severe (arresti in flagranza, querela irrevocabile, aggravanti per coniuge e compagno anche non conviventi, etc.) per contrastare l’ondata di delitti, praticamente uno ogni tre giorni, che dall’inizio dell’anno hanno una donna come vittima.
Sul fenomeno - omicidi efferati, dunque particolarmente odiosi e inaccettabili in un contesto civile -  si sono mobilitati in tanti. Peccato che in tanta mobilitazione sia mancato l’elemento più importante sul piano dell’informazione, e cioè i dati.
Il ministero dell’Interno, che sarebbe il primo deputato a fornirne, non ne ha. Il chè è già un dato preoccupante. Quei pochi che ci sono provengono o da data-base giornalistici, o dall’Istat (ma sono fermi al 2009), o da qualche istituto di ricerca indipendente come l’Eures. Pochi ma buoni? Se sì, è sorprendente come i dati a disposizione dicano cose diverse da quella che è la percezione del fenomeno. Nel senso che, nonostante quello che possa far supporre l’amplificazione data dai media, non è assolutamente vero che il 2013 (81 le vittime dall’inizio dell’anno fino a oggi) sia una sorta di anno record per quanto riguarda i femminicidi.
Né che questi ultimi siano in qualche misura aumentati rispetto agli anni scorsi. Dai giornali, difatti, si apprende che nel 2012 le donne uccise in Italia (nel 75% dei casi dal partner o dall’ex partner, e al 63% fra le mura di casa) sono state 124, e 137 nel 2011. Secondo l’Istat, le cui statistiche coprono il periodo dal 1992 al 2009, i femminicidi sono passati da 186 (1992) a 131 (2009), il che farebbe pensare a un fenomeno addirittura in calo.
In realtà non è nemmeno così, perché nel periodo sono presenti oscillazioni che, secondo l’Eures, vanno da 98 (i minimi storici di delitti verificatisi nel 2005 e nel 2007) ai 199 del 2000, anno record in negativo dell’ultimo ventennio. Insomma, a spanne i dati indicano che si tratta di un fenomeno costante nel tempo, e con una media che si attesta più o meno sui 120 casi l’anno, dunque 10 al mese. Ossia circa dieci volte di meno delle donne suicide o dei morti sul lavoro, per arginare i quali non risultano provvedimenti legislativi in arrivo.
Detto della differenza fra i fatti e la loro percezione - fenomeno sociologicamente tutt’altro che nuovo quando si ha a che fare con il tam-tam di giornali e tv - dai dati reali arriva un’altra fragorosa smentita, e cioè l’analisi secondo cui alla base dell’ondata di femminicidi nel nostro paese ci sia il maschilismo degli italiani. Frutto, sempre secondo la vulgata, non solo di mamme iperprotettive o castranti, ma più in generale di una società maschilista (la pubblicità osèe, la donna oggetto, le discriminazioni sul lavoro) ancora imbevuta di quella non-cultura per la quale per esempio fino al 1981 era ancora valido nel nostro codice penale il delitto d’onore che di fatto “derubricava” l’uccisione del partner fedifrago con pene da 3 fino a un massimo di 7 anni (praticamente come dare fuoco a uno scooter…).
Oddio, il discorso in generale è vero, se è vero che sono un milione e mezzo le donne italiane che hanno denunciato violenze dei loro partner, e che secondo magistratura e forze dell’ordine rappresenterebbero solo la punta dell’iceberg (il 6-7%) delle violenze di genere. E’ anche vero però che se paragoniamo l’Italia con gli altri paesi europei, i dati dicono un’altra cosa. E cioè che si uccidono molte più donne in Francia, in Germania e anche nella Svezia culla dell’emancipazione femminile. Secondo l’Oms, l’Organizzazione mondiale della sanità, difatti in Germania negli anni Ottanta i femminicidi erano il doppio che in Italia.  Mentre il paese europeo dove si ammazzano più donne è di gran lunga sapete chi? La Finlandia, in media 4-5 volte più che da noi. E dove, sempre in proporzione al numero degli abitanti, vantano anche il poco esaltante record europeo degli omicidi maschili. Dal che si deduce: o il maschio italiano non è affatto maschilista. O, se lo è, lo è meno dei suoi colleghi europei

Il discorso di Berlusconi

http://www.beppegrillo.it/2013/08/il_discorso_di_berlusconi.html
Craxi spiegò in Parlamento che se rubava lui, rubavano tutti. Nessuno si alzò in piedi per contestarlo. Silenzio assenso? C'è ora una larga attesa, figlia delle larghe intese, sul discorso che un pregiudicato, amico fraterno, non a caso, diBottino, farà alle Camere riunite. Di per sé è già un evento che Berlusconi si faccia vedere in aula dato il suo assenteismo cronico emulato solo dal suo avvocato parlamentare, il noto Ghedini. La giustificazione (vera) è che sono affezionati frequentatori dei tribunali della Repubblica, inseparabili. Posso permettermi qualche suggerimento all'evasore fiscale per le parole di commiato ai parlamentari? Due cose così per arricchire la concione che terrà dal suo banco.
"Cari, carissimi (quanto mi siete costati) parlamentari, se oggi sono qui è per mandarvi a fanculo. Certo, non è un linguaggio che mi appartiene, io, abituato alle cene eleganti, però esprime dal cuore quello che penso di voi. Se io sono un delinquente voi siete i servi di questo delinquente, i suoi soci in affari, i suoi dipendenti. Mi rivolgo soprattutto ai banchi della sinistra che mi è stata vicina in tutti questi anni con l'approvazione delle leggi vergogna, dell'indulto, dello Scudo Fiscale. Quanti bei ricordi assieme. E la scorpacciata del Monte dei Paschi? Indimenticabile. E ora vi voltate dall'altra parte, compreso Enrico Letta che spese parole di miele per me invitando a votarmi al posto del M5S (in verità le spese anche per Andreotti e per Monti, è un ragazzo volubile...). Lui che deve tutto asuo zio che a sua volta deve tutto a me. Se io sono colpevole, voi siete colpevoli di avermi tollerato, coperto, aiutato in ogni modo sapendo perfettamente chi ero. Non mi sono mai nascosto, al contrario di voi. Finocchiaro, D'Alema, Violante dove siete? Non potete lasciarmi solo. Potrei essere indotto, più dalla rabbia che dalla disperazione, a rivelare la storia di questi vent'anni agli italiani intontiti dalle televisioni che voi graziosamente mi avete regalato. Senza di me voi non sareste mai esistiti. Senza di voi, che avete ignorato per me qualunque conflitto di interessi, io non sarei mai esistito o forse avrei accompagnato il mio sodale aHammamet. Siamo legati come gemelli dalla nascita. E ora mi lasciate solo, ai domiciliari o ai servizi sociali per una semplice frode fiscale? A fanculo, dovete andare. Io non sono certo peggio di voi. I padroni, anche i più ributtanti, sono sempre migliori dei loro servi!".

domenica 18 agosto 2013

Dal riscaldamento globale alla dittatura mondialista Global warming o global freezing?

http://www.blogger.com/blogger.g?blogID=7027012656187264461#editor/src=dashboard
Questo articolo è stato tratto dall’ultimo bellissimo libro dell’amico giornalista e scrittore Maurizio Blondet: “Cretinismo scientifico e sterminio dell’umanità”, edito da Effedieffe.

Il termine Global Warming è un neologismo entrato nel vocabolario della lingua italiana, a tal punto che lo stanno insegnando nei libri di scuola fin dalle elementari.
Tutti, soprattutto i più piccoli, devono sapere che il problema più impellente al mondo è il riscaldamento.
L’immensa grancassa dei mezzi di comunicazione di media, e quindi dei poteri forti che li gestisce e controlla, sta allarmando il mondo intero del pericolo mortale del riscaldamento globale, attribuendone la causa all’uomo.
Come mai?
Il riscaldamento del clima è un fatto e nessuno lo mette in discussione - anche se poi vedremo che le cose non stanno proprio così’ - ma da questo affermare che è solamente l’attività umana la causa, ce ne passa di acqua sotto il ponte.
La storia per fortuna viene in aiuto: nella Francia del 1719, una canicola eccezionale fece morire oltre 450 mila persone.
Entro il 2070 si scioglieranno i ghiacciaiQuesto è uno dei tanti titoli pubblicati a caratteri cubitali e ripreso dai media maistream di tutto il mondo. Non abbiamo scampo, si stanno sciogliendo i ghiacciai e finiremo sommersi dalle acque o cotti dal calore del sole.
I ghiacciai alpini si stanno liquefacendo, come pure la calotta polare, si restringe la Groenlandia, i mari si alzano,  ecc.
Colpa ovviamente dell’uomo!
Le previsioni sono infauste, per non dire apocalittiche: dove fa caldo farà caldissimo, e dove fa freddo avremo una glaciazione tipo Siberia. In più spariranno molte città costiere.
Tutto questo tra il 2010 e il 2020.
Non tutti sanno però che l’ambientalismo catastrofico è mosso da interessi costituiti potentissimi e dall’ideologia della “crescita zero”, ed è teleguidato direttamente dalle fondazioni Rockefeller…
La Corrente del GolfoAd essere in questione è la Corrente del Golfo che porta l’acqua riscaldata nel Golfo del Messico verso nord, rendendo mite il clima del Nord America e dell’Europa settentrionale ed evitando che siano coperte dai ghiacci.
Quando la Corrente, che nel suo percorso da sud scorre in superficie, arriva alle estreme latitudini nord, si raffredda e diventa più densa, quindi sprofonda e nel fondo oceanico ripercorre all’inverso la sua rotta, tornando verso l’Equatore. Qui si riscalda, risale in superficie e riprende la rotta verso nord. E’ questo il motore che esenta l’Inghilterra, nonostante la sua alta latitudine dal clima che domina il Mar Baltico siberiano. Da un po’ di tempo però questo motore perde colpi. La causa: lo scioglimento dei ghiacciai dell’Artide: l’acqua dolce diluisce la salinità della corrente e ciò impedisce che nella rotta di ritorno essa sprofondi completamente.
Rallentamenti della Corrente sono avvenuti più volte in passato, assai prima dell’era industriale. L’ultima nel 1300 d.C. che determinò in Europa la “piccola era glaciale” che perdurò per due secoli.
Non solo, la corrente 8200 anni fa si fermò del tutto: l’Europa si coprì di ghiacci spessi anche 750 metri. Le isole britanniche e il Nord America erano dominate da un clima siberiano. Ci volle un migliaio di anni perché le zone tornassero abitabili.
Oggi, un rapporto del Pentagono ventila la possibilità che la corrente non solo rallenti, ma si arresti di nuovo.
Il mistero delle gocce di acquaGocce d’acqua che restano liquide a  gradi sottozero: impossibile? Dovrebbero essere cristalli di ghiaccio e invece goccioline di acqua liquida superfredda sono state trovate nelle nubi sopra il circolo polare, lo riferiva nel novembre  la U.S. National Oceanic Atmospheric Administration (NOAA). Quale tipo di inquinamento può mantenere liquida l’acqua a quelle temperature, e cosa può provare questo fatto insolito? Se una nube artica è composta da gocce liquide anziché di cristalli ghiacciati, cambia il modo in cui riflettere, assorbe e trasmette l’irraggiamento dalla superficie della terra. In pratica: gocce liquide scaldano l’atmosfera artica più che cristalli di ghiaccio. Queste nubi sembrano essere il principale dei fattori sconosciuti per comprendere il riscaldamento globale.
Riscaldamento interplanetario Nel maggio 2006 il telescopio spaziale Hubble mostrava che anche su Giove la temperatura stava salendo: di almeno 10 gradi Fahrenheit. Tritone, la maggior luna di Nettuno, sembra attraversare un periodo di riscaldamento globale almeno dal 1989. Persino sul lontanissimo Plutone, la temperatura planetaria sembra essere in aumento di 2 gradi centigradi negli ultimi 14 anni.
Quindi se di riscaldamento dobbiamo parlare, è bene estendere il globale a interplanetario. Ma se fosse così, allora l’attività umana non c’entra assolutamente nulla, visto che su Plutone non vi sono fabbriche e nemmeno automobili.
“Il Sole è al suo massimo energetico rispetto agli ultimi 60 anni e può influire sulla temperatura del pianeta”, diceva Sami Solanki, che dirigeva il centro di ricerca sul sistema solare al Max Plank Institutedi Gottinga.
Sole e raggi cosmiciUn altro fattore che conta, secondo il meteorologo e fisico Henrik Svensmark del Danish National Space Center di Copenhagen, sarebbero i raggi cosmici.
Cosa c’entra il sole con i raggi cosmici e come questi ultimi possono influenzare la temperatura sul pianeta Terra? Lo scienziato ha notato una apparente relazione da nuvolosità e quantità di raggi cosmici, ossia il numero di particelle atomiche che colpiscono la terra provenienti dagli spazi siderali. Il numero di queste particelle variano in proporzione con l’attività della nostra stella.
Detto in altri termini: una ridotta attività solare comporta una maggiore irradiazione di raggi cosmici. Più raggi significano più nuvole in cielo, e più nubi maggior irraggiamento solare che viene riflesso nello spazio. Risultato: raffreddamento della Terra coperta dalle nubi. Esattamente quello che è avvenuto per ben 2 secoli a cavallo del 1400-1500 d.C. definita “piccola glaciazione”.
In questo periodo il sole sarebbe molto attivo e questa sua maggior energia è in grado di spazzare via i raggi cosmici con più intensità. Risultato: minor nuvolosità, giornate più serene e aumento del caldo.
Riscaldamento degli oceaniOggi ci troviamo nella coda d’uscita dell’ultima era glaciale. L’acqua copre oltre il 70% della superficie del pianeta. E negli oceani, intrappolato in forma di carbonati, giace una quantità di COalmeno cento volte superiore a quello atmosferico. Gli oceani lentamente che si riscaldano, emettono gas carbonico.
Sarebbe il riscaldamento degli oceani che provoca l’aumento della COe non il contrario. Si confonde la causa con l’effetto.
L’attività vulcanica e gli immensi sommovimenti che avvengono a centinaia di chilometri sotto i nostri piedi non hanno - dicono gli scienziati - alcuna responsabilità nel riscaldamento globale. Sono le scoregge dei bovini che liberano nell’aria metano, le ciminiere e le automobili.
Decine di vulcani subacquei vomitano continuamente magma incandescente e lava alla velocità di 500 metri al secondo, ma questo non ha alcun effetto sul clima.
Solamente sotto l’artico (Polo nord) vi è un colossale fornello di vulcani sempre acceso la cui energia è infinitamente più potente di tutta l’industria umana del XXI secolo.
Gli scienziati embeddedCirca 2500 scienziati sotto egida ONU hanno giurato che la causa del riscaldamento globale è l’uomo e solo esso.
Dall’altra parte oltre 31 mila scienziati, ancora liberi di pensare, tra cui fisici, climatologi, meteorologi, oceanografi ed ecologisti hanno firmato una petizione (Global Warming Petition Project) in cui prendono pubblicamente le distanze dalla teoria del Global warming come originato dall’industria umana: “non ci sono prove convincenti”.
La Terra infatti, si riscalda e si raffredda continuamente.
Contrordine scienziatiSe da una parte del mondo, nel nord, effettivamente i ghiacci si stanno sciogliendo, e questo è sempre successo nella storia del pianeta, e continuerà anche quando l’uomo sarà estinto, dall’altra parte del mondo, i ghiacci stanno avanzando.
La calotta di ghiaccio dell’Antartide, diventa ogni giorno più spessa. Da 11 anni non fa che crescere. Le nevicate in queste zone aggiungono ogni anno 45 miliardi di tonnellate di acqua, rendendo ogni anno più spesso il ghiacciaio di 1,8 centimetri.
L’acqua che si immobilizza sotto forma di ghiaccio in questa parte estrema del globo è praticamente uguale a quella che va sciogliendosi in Groenlandia.
Paradossalmente se prendiamo come punto di partenza l’anno 1998, c’è stato un raffreddamento della Terra, mentre prendendo come punto di partenza il 2002, il clima è in un plateau, cioè la temperatura è rimasta pressoché piatta, e questo nonostante i livelli di CO2 siano continuamente cresciuti. Quindi l’anidride carbonica non è direttamente proporzionale al riscaldamento.
Circa 630 milioni di anni fa l’atmosfera era satura di gas-serra eppure coincise con prolungati periodi glaciali. Come la mettiamo?
Lo stesso ente ufficiale che partecipa al terrorismo climatico, I.P.C.C. Intergovernmental Panel on Climate Change (premio nobel per la pace con il massone Al Gore) ha dovuto ammettere che negli ultimi 8 anni la temperatura è rimasta stabile.
Nonostante questo, l’ottobre 2008 secondo il Goddard Institute for Space Studies (GISS), una costola della NASA, è stato il più caldo della storia.
All’opposto, il National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA) americano elencava nello stesso mese ben 63 nevicate locali e lo posizionava al 70° posto come tepore, fra gli ultimi 114 ottobre misurati. Chi ha ragione e chi dice il falso?
La risposta è abbastanza semplice sapendo che nel 2008 la Cina passava l’inverno più rigido del secolo e a Baghdad si è vista cadere la prima neve della sua storia.
Quindi i profeti del riscaldamento, venduto ai poteri forti, taroccano i dati per far credere al mondo che le temperature stanno salendo pericolosamente e che per questo bisogna intervenire.
La conferma è avvenuta nel novembre 2009 con lo scandalo Climategate degli scienziati ed accademici che ammettevano, tra di loro, di falsare i dati per confermare la teoria del riscaldamento globale. Dai server della Climatic Research Unit (CRU) della East Anglia University, la centrale scientifica principale dell’ideologia del global warming, vennero infatti rubate 160 Mb di e-mail e pubblicate in Rete. I media ovviamente ne hanno parlato pochissimo.
Da Gaia alla dittatura malthusiana
“Alla ricerca di un nuovo nemico che ci unisse, giungemmo all’idea che l’inquinamento, la minaccia del riscaldamento globale, la mancanza di acqua, la carestia e cose del genere fossero adatte”
Queste interessanti e chiarissime parole sono tratte da una pubblicazione del Club di Roma, un think tank globalista e tecnocratico che nel 1972 con i soldi della fondazione Agnelli e il mandato dell’Onu pubblicò l’apocalittico libro “I limiti dello sviluppo”.
L’ambientalismo catastrofico resta la maschera, cioè il mezzo migliore per imporre una pianificazione centralizzata dell’economia a livello planetario.
Con la scusa del riscaldamento, della riduzione delle emissioni, del pericolo della fine del mondo, la finanza pretende che gli Stati intervengano nell’economia, ma nella direzione voluta dal capitalismo terminale: imponendo un Nuovo Ordine internazionale.
Un deliberato progetto (mathusiano) di drastica e permanente riduzione dell’attività produttiva globale, attuata e sorvegliata da un unico ente globale dotato di tutti i mezzi di controllo e ovviamente non votato da nessuno.
"Io ritengo che il cambiamento climatico sia una situazione grave come una guerra. Può essere necessario mettere la democrazia in sospeso per un po'. Dobbiamo avere poche persone dotate di autorità a comandare".
Ad esprimere queste parole è stato James Ephraim Lovelock, chimico-futurologo, ex collaboratore della NASA e artefice della Teoria di Gaia. L'inventore del buco dell'ozono causato, secondo lui dal C.F.C., il gas contenuto nei frigoriferi e bombolette spray (il cui brevetto della Dupont scadeva, guarda caso, proprio quando venne scoperto il buco. Queste sono le coincidenze della vita).
Lovelock è profondamente inserito nelle centrali di potere dell'Impero britannico.
Eccolo qua, il vero motivo del global warming: instaurare un governo mondiale, una vera e propria dittatura malthusiana.
Non a caso il futurologo è membro del The Optimum Population Trust, un think tank che promuove la riduzione della popolazione umana del mondo. Stiamo parlando di denatalità, di decrescita umana.
Lovelock lavora in stretto accordo con John P. Holdren, un fisico aeronautico diventato un fondamentalista della denatalità che oggi è consigliere del presidente Obama per la scienza e la tecnologia. Questo personaggi nel 1973 dichiarò che “la popolazione degli USA, 210 milioni,  eccessiva, e che i 280 milioni del 2040 saranno intollerabili”. Egli caldeggia candidamente la sterilizzazione forzata delle donne che abbiamo messo al mondo un figlio o due.
Questi purtroppo non sono degli innocui e isolati pazzi, ma rappresentano le idee che vengono promosse ogni giorno dagli organi del governo britannico, statunitense e dell’ONU per la pianificazione familiare.

venerdì 16 agosto 2013

BIKE SHARING POINT

http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/como/2013/08/bike-sharing-point.html

Como - 
"E' conosciuta come la più grande beffa mediatica del nostro secolo. Una farsa capace di gettare nel panico migliaia di americani provenienti da ogni strato sociale. Un radiodramma che cambiò definitivamente non solo la carriera del suo artefice, ma tutto lo studio sociologico sugli effetti dell'esposizione ai contenuti massmediatici. Stiamo parlando della celebre versione radiofonica di La Guerra dei Mondi realizzata da Orson Welles. Da quel giorno in poi fu assai più evidente da una parte l'enorme potenzialità dei mezzi di comunicazione di massa, dall'altra quanto fosse presente il rischio di manipolazione e canalizzazione dell'opinione pubblica da parte di tali mezzi.
E' la sera del 30 Ottobre del 1938. La Guerra dei Mondi. Come sia andata il resto è storia."
Siamo nel ad aprile 2013 a Como, e nel tepore della sala conferenze della biblioteca Comunale, viene presentato il nuovo ZTL, il tanto decantato ampliamento della Zona a Traffico Limitato.
Viene presentato, come del resto verrà presentato succesivamente il PGT e Bilancio,
Ecco come intende cambiare il modo di fare politica, ecco la tanto decantata svolta "della giunta illuminata LUCINI", ecco cosa intende la giunta stessa partecipazione della cittadinanza alla vita politica del comune.
Val la pena precisare che quella del cittadino è e deve rimanere solo una partecipazione passiva, volta all'esaltazione dei singoli assessori che di volta in volta presentano i loro progetti, o meglio ancora dei titolari degli uffici preposti che sono i veri artefici del cambiamento in atto.
Si possono porre quesiti, suggerimenti, ma non è consentito mettere in discussione il progetto in se stesso, non si accettano variazioni, sia da parte della cittadinanza, sia da parte della minoranza stessa in consiglio.
Si sublima l'opera come il grande passo in avanti "della giunta illuminata".
Un grande passo di Como verso il concetto di città in linea con le grandi città europee, verso l'abbattimento e la riduzione dei gas e delle polveri sottili, con un maggior utilizzo delle strutture di posteggio, specie quelle private.
Si evidenziano i benefici che godrà la città e i commercianti dalla minor presenza di macchine in centro a favore della presenza di pedoni, biciclette e motociclette.
Non passa inosservato nemmeno la presentazione di progetto bikesharing point.
Già finanziato dal 2011, ma molto lento a partire.
Il progetto prevede un primo input con la creazione di una decina di punti deposito, vicini agli autosilo o zone di grandi posteggi, dove il privato una volta lasciata la macchina in sosta, sale su una bicicletta e "si fionda" in centro a fare shopping.
Tutti felici si pensa, i commercianti che vedono riempirsi le esigue casse, il comune che ne beneficia per il maggior introito con la tassazione, il privato possessore di licenze di autosilo che vede i suoi margini di guadagno crescere o meglio lievitare (visto il costo in queste strutture).
Magari si riesce pure a rilanciare "la cattedrale nel deserto" che è l'autosilo dell'ex ospedale Sant'Anna, costato una decinia di milioni di euro e fonte di costante perdita per il comune stesso.
Anche l'ego, di chi ha pensato il progetto è chi lo ha attuato, l'assessore Gerosa e il tecnico Lorini, di sicuro ne beneficia. Ai posteri magari si riuscirà anche ad indicare come il progetto dell'accoppiata Gerosa /Lorini.
Progetto che però pare, se procede in questi tempi, sia destinato a rimanere sulla carta.
Siamo a metà agosto, è stato più volte dichiarato sulla stampa locale l'inizio lavori, previsti prima a inizio poi a fine giugno, posticipati a luglio, e come a scuola, rimandati a fine agosto primi di settembre, ma che di fatto a tutt'oggi non se ne vede alcuna traccia.
Pensare che sulla carta si parlava addirittura di prendere un info point per i turisti in disuso, riadattarlo, piazzarlo in quella che ormai a tutto "demerito" si può chiamare la stazione ferroviaria NON principale di Como San Giovanni, in modo che le bike (fa più figo chiamarlo in inglese) la notte siano al riparo.
Che forse la pioggia che ci ha accompagnato fino a giugno e poi il caldo soffocante possano essere una scusa per il "non inizio dei lavori"???
Forse invece questa giunta ha studiato e appreso molto bene quali siano le tecniche di comunicazione, quelle usate ottimamente da Orson Welles, come sopra citato??.
E' la giunta che a parole e ad "aria fritta" completa grandi progetti, acquista immobili per farne centri culturali, ma che poi ai fatti non riesce nemmeno a trovare i soldi per concretizzare il rifacimento di un vespasiano pubblico degno di questo nome, meglio non pensare come farà a preparare 10 bike sharing point entro la fine del mese.
Giunta che svende il patrimonio immobiliare commerciale del comune, che svende le farmacie comunali in quanto il comune "non è un dottore che prescrive farmaci", giunta che però sa come recuperare 530.000 euro da destinare come premi ai dipendenti del comune stesso.
E' la giunta dell' assessore Cavadini, che grida Como non è Rimini via "la movida", forse è un monito volto a " ritardare" o "vietare " la circolazione di biciclette, di tandem, di pedalò che potrebbero invece assimilare la nostra città a quella romagnola.
Caso mai che lo scampanellio al passaggio delle biciclette, sostituisce i clason delle macchine e possa mettere strane idee in testa ai giovani.
L'unica cosa che l'attuale giunta è riuscita a fare molto bene, questo gli va riconosciuto, è colorare le strade di Como di un bel blu, anche in prossimità delle curve e dei semafori, punti in cui prima si "staccavano" multe per posteggio non autorizzato.
Senza dimenticare che di giallo si è tinta Piazza Roma.
Ma forse la colpa è solo dei cittadini, i veri proprietari della città, che si sono fidati dell' aria fritta, che se ne è mossa tanta in campagna elettorale, delle "sparate" di volta in volta supportate dai giornali locali, molto vicini alla attuale giunta.
Giunta che alla resa dei conti si è dimostrata incapace, incapace di rendere Como una città turistica che nulla abbia da invidiare alla vicina Lugano, Locarno, Ispra, Angera e senza andare lontano Lecco...
E' successiva e di questi giorni lo strappo con relativa contestazione fatta dal Consigliare FAVARA, membro della maggioranza contro i vari Lorini, Ghioldi e Marciano.
Come sempre rigorosamente a mezzo stampa.
Se a tutt'oggi Como viene esaltata dalla stampa straniera, è solo per merito e della buona volontà dei cittadini, del loro intervento, che spesso, non è solo economico.
Cittadini che si impegnano in prima persona, l'amministrazione dal canto suo ci mette solo la burocrazia, tanta burocrazia, anche nel fornire un semplice magazzino ove mettere gli attrezzi che i privati hanno coperto a loro spese per ripulire la città.
Cittadini che si prodigano per una città pulita, un lungo lago degno di questo nome, per avere la musica la sera in piazze che diversamente sarebbero "defunte ove urtare la sensibilità di pochi elettori" , cittadini e associazioni che "spendono" per riportare il "Patria" ad antichi splendori.
Forse anche nel caso dei bikesharing point, si sta solo aspettando che un gruppo di cittadini esasperati dai continui annunci che non trovano riscontro nella realtà, un gruppo qualsiasi, si faccia capo della spesa in modo che si possa procedere all'inizio lavori.
Meglio poi se se ne fanno un carico totale.
Alla giunta e i vari "personaggi" il compito poi di presenziare per lae rituale fotografia in occasione dell'inaugurazione o della presentazione.
In questo modo l'autocompiacimento è di sicuro salvo, la stampa celebrerà l'evento e il risultato di apparire è confezionato "ad hoc".
Buono per le prossime elezioni
Marino
Movimento 5 Stelle COMO