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martedì 30 luglio 2013

"Non siamo qui per farci prendere in giro"

Roma, 29 luglio 2013. Nel corso delle votazioni degli emendamenti in materia di rilancio dell'occupazione e IVA il M5S protesta in aula di fronte all'ennesimo caso di "pianisti" e denuncia tutto alla presidenza.

Civitavecchia, una delle città italiane con il più alto tasso di mortalità tumorale

http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/civitavecchia/2013/07/civitavecchia-una-delle-citta-italiane-con-il-piu-alto-tasso-di-mortalita-tumorale.html


Civitavecchia - 

Redatto dagli attivisti con metodo wiki

Come era noto a tutti, e come è stato ribadito dai giornali di alcuni giorni fa, Civitavecchia è ormai tristemente nota a livello nazionale per essere una delle città del paese con il più alto tasso di mortalita tumorale. A prescindere dalle "posizioni" e dai dati attribuiti all'Istituto Superiore di Sanità, pare che siamo in compagnia di posti del calibro di Porto Marghera e Taranto. Nel ricordare a tutti il nostro +10% rispetto alla media regionale di mortalità tumorale (studio del dott.Forastiere dell'ISS), è anche noto come le 2 principali cause d'inquinamento ambientale per la nostra città siano la centrale di TVN e il porto.
In quanto responsabile della salute dei cittadini, ci piacerebbe pensare che il sindaco abbia fatto un salto sulla sedia leggendo i quotidiani di ieri. Ma in quanto, nei fatti, indefesso sostenitore delle politiche energetiche di Enel, non ce lo aspettiamo.
A meno che il fatto di aver concesso nella nuova AIA, 1500 ore di funzionamento e 900 mila tonnellate di carbone bruciabili in più di quelle previste dalla VIA del 2003, non possano essere considerate misure a salvaguardia della salute della popolazione, siamo curiosi di sapere quali sono queste misure che la maggioranza, sindaco in testa, intende
intraprendere.
Dopo la regalia messa a bilancio di 26 milioni di euro (panem) a fronte di alcuna convenzione e la sponsorizzazione dell'intrattenimento estivo cittadino (circenses), perchè il sindaco e tutti i consiglieri non chiedono ad Enel l'unica cosa che avrebbe senso? L'unico gesto che potrebbe veramente essere a salvaguardia della salute, compromessa, della città?
L'immediata chiusura di TVN o l'inizio dei lavori di completa riconversione alle rinnovabili che possa fare di Torre Valdaliga Nord il più grande centro di ricerca nazionale sulle energie alternative, così da mantenere decenti livelli occupazionali per ripagare (se possibile) la popolazione di 60 anni di vessazioni.
Stesso discorso vale per il presidente dell'autorità portuale nonchè presidente di Assoporti Pasqualino Monti; quest'ultimo è talmente uno strenuo difensore della salute dei cittadini civitavecchiesi, che quando si è andati ad inaugurare la nuova darsena traghetti (con 6 mesi di anticipo!!!), le famose 2 banchine elettrificate promesse, sono misteriosamente scomparse. Per non parlare di tutte le prescrizioni non ottemperate previste dalle VIA del ministero dell'ambiente dal 1997 ad oggi.
Tutto questo mentre aspettiamo poco fiduciosi, il primo report del nascituro registro dei tumori previsto, da delibera comunale, per il primo trimestre del 2015.
A fronte, quindi, di questo poco invidiabile primato di cui si può fregiare la città, ci chiediamo quali siano le azioni che le due maggiori autorità cittadine abbiano intenzione di intraprendere per invertire la tendenza. Ammesso, e non concesso, che per entrambe le istituzioni, siano contemplabili logiche diverse, da una parte dall'acquisizione di presunto
credito politico e dall'altra di profitto a tutti i costi."

sabato 27 luglio 2013

Kyenge/ Banane contro la ministra, lei: spreco di cibo | La Politica Italiana

Kyenge/ Banane contro la ministra, lei: spreco di cibo | La Politica Italiana

ESPROPRIO PROVINCIALE


http://www.cadoinpiedi.it/2013/07/27/esproprio_provinciale.html#anchor

Dovevano sparire. Il Governo Letta ne ha

 garantito la sopravvivenza almeno 

fino alla riscrittura della Carta 

Costituzionale. 

Ma le ha svuotate di tutti i poteri.




Redazione Cadoinpiedi.itGettate dalla finestra dal decreto Monti dopo 
anni di discussioni
 sulla possibilità di abolizione, rientrate 
dalla porta grazie alla
 Corte Costituzionale, le Province sono 
ricomparse in un
 disegno di legge del Governo Letta, 
sia pure con 
notevoli limitazioni. Ma la sopravvivenza è
 garantita almeno fino alla riscrittura della 
Carta Costituzionale, che visto l'andazzo
 potrebbe avere tempi non propri brevissimi.

L'esperienza del Governo Monti è servita da lezione:

 abolire le Province da mattino a sera non si può, perché 
sono iscritte nella Costituzione. E allora l'esecutivo guidato
 da Enrico Letta si è limitato a svuotare gli enti praticamente 
di tutti i loro poteri, in vista della riforma 
dell'architettura dello Stato.
 L'Upi, unione delle Province Italiane, torna sulle barricate,
 ma è difficile che serva.

Il provvedimento è stato approvato venerdì 26 luglio in 

Consiglio dei ministri (Cdm) e prevede che "le province
 diventino enti territoriali di secondo livello" il che significa
 per prima cosa non ci saranno elezioni. La riforma deve
 essere approvata dalla Conferenza Unificata per poi tornare 
in Cdm per l'ok definitivo.

Se l'iter fosse concluso entro la fine di quest'anno,

 si riuscirebbero a evitare le elezioni 2014, con un 
risparmio immediato di 600-700 milioni di euro. 
Se tutto va come previsto, dal primo gennaio del
 prossimo anno le Province coesisteranno con le 
città metropolitane, laddove già previste dalla legge del 1990
 finora inapplicata, ovvero Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna,
 Firenze, Bari, Napoli, Reggio Calabria. 
La città metropolitana di Roma Capitale
 avrà una disciplina parte.

Nel frattempo i presidenti o i commissari delle attuali Province 

hanno tempo fino alla fine di agosto 2013
 per convocare i sindaci dei comuni 
del territorio e dare vita ad un ente 
di secondo grado semplificato, 
con un presidente - inizialmente il sindaco del capoluogo - 
un'assemblea di sindaci, che in seguito
 eleggerà il presidente,
 e un organo più ristretto di sindaci, il Consiglio provinciale,
 con compiti di indirizzo. Tutti a titolo gratuito.

Alle Province sono rimaste le funzioni di

pianificazione su territorio,
 ambiente, trasporto, rete scolastica e la
 gestione diretta delle 
strade provinciali. Il disegno di legge
 ha incentivato poi le
 unioni tra piccoli e piccolissimi comuni, 
che avranno diritto
 a partecipare ai consigli provinciali. 
Dal primo luglio 2014, 
inoltre, le città metropolitana sostituiranno
 le Province, 
definitivamente soppresse, sperando 
che nel frattempo 
sia arrivata la riforma costituzionale. 

Ad Ancona non si osservano più le leggi e i regolamenti

http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/ancona/2013/07/ad-ancona-non-si-osservano-piu-le-leggi-e-i-regolamenti.html

Ancona - 
Giornata nera quella di ieri per la democrazia, visti i fatti succedutisi in Consiglio comunale e nelle aule di giustizia.
Si è cominciato con l'interrogazione della nostra Consigliera Diomedi sul bando di gara per i servizi ausiliari alle mense, dove è stato chiesto all'assessore di specificare se chi ha vinto la gara avesse i requisiti, perchè a noi, viste le carte, risulta di no. La risposta è stata che in base al Regolamento questi tipi di interrogazioni non possono essere svolte. FALSO! Il Regolamento riserva ai Consiglieri eletti dal popolo ampia facoltà di chiedere informazioni dettagliate su fatti specifici inerenti l'attività del Comune!
Poi si è passati alla trattazione degli argomenti previsti dall'ordine del giorno del Consiglio comunale. L'opposizione ha chiesto che si trattasse l'ordine del giorno inviato inizialmente, che comprendeva due punti (indirizzi di governo e acconto Tares), in quanto l'ordine del giorno aggiuntivo mandato in un secondo momento dal Presidente del Consiglio in palese violazione dell'art. 32 comma 2 del Regolamento, che prevede che per qualsiasi modifica di un ordine del giorno il Presidente debba prima sentire i Capigruppo consiliari, cosa che non aveva fatto.
Per dirimere la questione è stato chiesto un parere al Segretario Generale, la quale ha dichiarato che si poteva comunque procedere con l'ordine del giorno aggiuntivo, non rispettando l'art.32. Alcuni di noi che erano presenti nella passata consiliatura si ricordavano che un anno fa il Segretario Generale aveva dato parere scritto esattamente contrario, in un caso analogo. Abbiamo trovato il documento ed abbiamo quindi contestato il nuovo parere.
A quel punto, il Presidente ha convocato una Conferenza dei Capigruppo consiliari, alla quale ho partecipato come rappresentante del Gruppo M5S, per dirimere la questione. Il Sindaco e il Presidente del Consiglio hanno preso atto della violazione dell'art.32 del Regolamento,chiedendo quindi ai Capigruppo se erano disponibili, nell'interesse della città, a soprassedere e ritenere comunque valido l'ordine del giorno irregolare.
Dato che con l'ordine del giorno aggiuntivo si sarebbe trattata una sola delibera in più (il Regolamento Tares), votabile anche tra una settimana nella seduta di Bilancio, non abbiamo ravvisato queste urgenze "nell'interesse della città" tali da soprassedere ad una violazione del Regolamento e creare un pericoloso precedente. Quindi, alcuni di noi NON HANNO ACCONSENTITO.
Di conseguenza, il Presidente ha chiesto una pausa e si è riunito con il Sindaco ed altri rappresentanti di maggioranza. Alla ripresa dei lavori, il Presidente ha dichiarato che avrebbe proceduto con la trattazione degli argomenti presenti nell'ordine del giorno "aggiuntivo", quindi inviolazione dell'Art.32 comma 2, ma anche dell'Art. 3 comma 4 dove dice che "il Presidente esercita i poteri necessari per mantenere l'ordine e per assicurare l'osservanza della legge, dello Statuto e del presente regolamento".
Per evitare questo sopruso, noi Consiglieri M5S abbiamo depositato 41 emendamenti ostruzionistici per bloccare i lavori, assicurando alla maggioranza che li avremmo immediatamente ritirati qualora si fosse assicurato il regolare svolgimento della seduta, senza violare il Regolamento: la seduta si sarebbe conclusa in 5 minuti, con la votazione dell'acconto Tares, e il Regolamento sarebbe stato votato tra una settimana assieme al resto del Bilancio, senza alcun onere per la collettività.
La maggioranza non ha accettato e il Presidente ha incredibilmente violato nuovamente e gravemente il Regolamento, dandoci 15 minuti per presentare tutti i 41 emendamenti, anzichè 5 minuti ad emendamento previsti dal Regolamento, facendo quindi saltare il nostro tentativo ostruzionistico. Quando ho reclamato, invocando il rispetto del Regolamento mi è stata anche tolta la parola. UN COMPORTAMENTO INAUDITO!
Quando poi è intervenuta la Consigliera Lazzeri le è stata anche a lei tolta la parola richiamando una norma che non c'entrava nulla con il contesto.
Un'arroganza e un calpestamento di leggi e regolamenti mai viste nella storia del Consiglio comunale! Proprio dal Presidente che ha l'obbligo di tutelare la dignità dei Consiglieri e assicurare il rispetto del Regolamento.
Avrete senz'altro assistito in questi giorni all'ostruzionismo dei nostri Parlamentari M5S: bene, è come se a Roma avessero loro tolto la parola e impedito di esercitare il loro mandato! Schifani, Letta, Alfano, Calderoli e soci, si sono ben guardati dal compiere un atto così grave: ad Ancona invece è successo, perchè ad Ancona non c'è più la democrazia, ma esiste la tirannia, esattamente dopo 2.400 anni dalla sua fondazione avvenuta per mezzo dei siracusani, guarda caso ai tempi del tiranno Dionisio.
Ma questa strafottenza ed arroganza la pagheranno cara i cittadini di Ancona, perchè l'inosservanza della Legge prima o poi si paga e se a soccombere sarà il Comune, pagheranno i cittadini, che già in questo bilancio si preparano a rimborsare milioni di euro di spese legali.
E' proprio di ieri la notizia che il TAR ha dato ragione al concorrente per il posto di esperto alle politiche comunitarie (per reperire fondi europei), illegittimamente escluso dal concorso dal Comune di Ancona. Su questo argomento aveva trattato un'interrogazione un Consigliere di opposizione tempo fa, che aveva raccomandato al Sindaco di approfondire la questione prima di arrivare alla sentenza del TAR, perchè a suo avviso c'erano buone ragioni per ritirare l'esclusione. Il Sindaco non lo ha ascoltato ed il risultato si è visto ieri, con l'ordinanza del TAR avversa al Comune.
Come rispose il Sindaco alla nostra richiesta di verificare l'incompatibilità dell'Assessore Urbinati? "Per me va bene; se per voi no, rivolgetevi al TAR" (tanto se perde il Comune pagano i cittadini).
Tempi duri per Ancona, ma noi saremo lì ad onorare i 7.000 voti che ci avete dato!

venerdì 26 luglio 2013

La fine del mondo è in anticipo

http://www.beppegrillo.it/2013/07/la_fine_del_mon.html
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http://www.youtube.com/watch?v=xEF66GRecQg

"Questa è una notizia che non fa piacere scrivere e credo neanche leggere. Però è solo facendo entrambe le cose e facendole fare a quelli che conosciamo che abbiamo qualche speranza di attenuarne le conseguenze. Nature, la più autorevole rivista scientifica al mondo, ospita l'intervento di un gruppo di ricercatori delle università di Rotterdam e Cambridge, coordinati dalla professoressa Gail Whiteman. Il rapporto prende in considerazione lo scioglimento dei ghiacci nella Siberia artica Orientale. Gli studiosi hanno calcolato che lo scioglimento dei ghiacci in atto potrebbe dar luogo al rilascio nell'atmosfera di 50 gigatonnellate (tonnellate con 9 zeri) di metano. Concretamente questo significa che il temuto riscaldamento globale di 2 gradi (il famoso punto di non ritorno) potrebbe arrivare dai 15 ai 35 anni prima del previsto. Eh si, lo sappiamo, qualcuno ci ride su pensando di poter fare il vino anche in Scozia o di dover alzare l'aria condizionata. Peccato che non sia una questione di qualche uragano in più o qualche specie in meno. I professori fanno i calcoli di quanto costerebbe al pianeta e presentano un conto pari a 60 trilioni di dollari (un trilione = mille miliardi) poco meno del Pil globale del pianeta che è di 70. Contemporaneamente c'è chi vede nel fenomeno un'opportunità di business derivato dal fatto di poter navigare dove prima c'erano i ghiacci nonché dalle estrazioni petrolifere che si potrebbero compiere e che potrebbero render qualche centinaio di miliardi di dollari.
Dobbiamo ringraziare Whiteman per aver fatto questo calcolo perché, al di là come si diceva delle battute, fa toccare con mano (al portafogli) il costo che pagheremo per il disastro che stiamo combinando. Purtroppo, la crisi globale sta spingendo molti paesi a fermare le politiche antiriscaldamento, con la scusa che è un lusso che in questo momento non ci possiamo permettere. La ricerca dimostra esattamente il contrario e cioè che non possiamo permetterci di non affrontare il problema.
Si chiamano all'azione il FMI (Fondo Monetario Internazionale) e il WEF (World Economic Forum) ma una situazione del genere non si risolve se prima o poi non si considera l'ambiente un valore. E se non si attuano politiche come quelle descritte 15 anni fa da Roodman nel suo "La ricchezza naturale delle nazioni". E cioè rendere fortemente antieconomiche tutte le produzioni inquinanti. Questa sarebbe la molla di quella grande innovazione di cui abbiamo bisogno per far ripartire le nostre economie. Gli stati invece trattano l'ambiente come trattano l'economia, pompando in un caso denaro e nell'altro CO2. Creando debiti ai nostri figli da un lato e riscaldamento nell'altro. Solo che se il pianeta va in default cambiare valuta non basta." Marco Di Gregorio

Zeitgeist: Addendum doppiato in italiano ITA

LOMBARDIA: I PARTITI IMPEDISCONO AL M5S DI DEVOLVERE IL LORO STIPENDIO

http://www.bresciapoint.it/index.php?option=com_zoo&task=item&item_id=8347&Itemid=263
IL CONSIGLIO REGIONALE HA BOCCIATO, CON IL VOTO BIPARTISAN DI PDL, PD, LEGA E LISTA AMBROSOLI E LISTA MARONI, LA PROPOSTA DI M5S DI ISTITUIRE UN FONDO PER IL MICROCREDITO.
Doveva essere quello il luogo nel quale il Movimento 5 Stelle Lombardia, in accordo con gli uffici della Giunta, avrebbe destinato le risorse decurtate dallo stipendio dei consiglieri del gruppo» si legge in una nota del M5S. «Il fondo, con un regolamento di utilizzo, avrebbe consentito, l’accesso trasparente a piccole e medie imprese al micro-credito. I Consiglieri del Movimento 5 Stelle, riducendosi lo stipendio, hanno già accantonato più di 200 mila euro».
Per Movimento 5 Stelle la bocciatura «è un atto strumentale dei partiti che impedisce al movimento, per ora, di mantenere un preciso impegno elettorale.
Questa è una ulteriore dimostrazione di quanto PD e PDL siano uniti ed allineati quando si parla di soldi. Evidentemente temono quelli che concretamente pretendono di mantenere quando promesso in campagna elettorale ai cittadini.
Per Movimento 5 Stelle «è inaccettabile che chi è stato incapace di ridursi concretamente lo stipendio strumentalizzi la volontà politica di un gruppo che ha effettivamente decurtato gli stipendi dei consiglieri».
Nel corso della discussione i consiglieri di maggioranza e opposizione hanno parlato di «elemosina alle imprese. E’ un punto di vista inaccettabile: quel denaro è pubblico ed è stato sottratto ingiustamente dai partiti dalle casse regionali».
Movimento 5 Stelle valuterà, nei prossimi giorni, altri percorsi per restituire finalmente denaro pubblico alle piccole e medie imprese.

giovedì 25 luglio 2013

Julian Assange fonda un partito in Australia

http://www.internazionale.it/news/wikileaks/2013/07/25/julian-assange-fonda-un-partito-in-australia/

Julian Assange a Londra, il 24 febbraio 2011. (Stefan Wermuth, Reuters/Contrasto)
Julian Assange ha fondato un nuovo partito politico chiamato Wikileaks, come la sua organizzazione. Assange ha annunciato che si candiderà al senato alle prossime elezioni in Australia, che si terranno il 14 settembre.
In un’intervista telefonica con il New York Times, Assange ha detto che per lui non sarà un problema gestire la campagna elettorale dall’ambasciata dell’Ecuador a Londra, dove vive da più di un anno dopo aver ricevuto asilo politico. Verso Assange pende una richiesta d’estradizione in Svezia, dove deve affrontare un processo per molestie sessuali.
“Non sarà molto diverso dalla gestione della mia organizzazione. Abbiamo persone in ogni continente. Sarà bello impegnarsi politicamente nel mio paese. Il mio piano è quello di paracadutare un gruppo di giornalisti investigativi in senato e fare quello che abbiamo fatto con Wikileaks”, ha dichiarato Assange, aggiungendo che la missione del suo partito sarà quella di portare “onestà e trasparenza” nel mondo della politica.
“Il partito di Julian renderà onesti i bastardi”, ha aggiunto la portavoce del movimento Samantha Cross.
L’impegno politico del fondatore di Wikileaks però non sarà privo di ostacoli. Secondo la legge australiana Assange, se verrà eletto, dovrà presentarsi al suo seggio del senato entro un anno. Il governo britannico però ha fatto sapere che, se dovesse lasciare l’ambasciata ecuadoriana di Londra, verrebbe arrestato immediatamente e mandato in Svezia.
Segreti rivelati. WikiLeaks è un’organizzazione internazionale che riceve in modo anonimo e pubblica documenti, spesso coperti dal segreto di stato o dal segreto bancario, e poi li carica sul proprio sito. Julian Assange l’ha fondata nel 2006.
Le attività dell’associazione sono sempre state molto critiche verso i governi occidentali, soprattutto nei confronti dell’amministrazione statunitense. Nel 2010 Wikileaks ha pubblicato diversi documenti diplomatici riservati sulle attività del governo statunitense nel mondo, scatenando il caso Cablegate. Joe Biden, ex vicepresidente degli Stati Uniti, ha definito Julian Assange un “terrorista high-tech”.

mercoledì 24 luglio 2013

Euro: cronologia di una dittatura

http://www.disinformazione.it/dittatura_europea2.htm
DIVORZIO TRA BANCA D’ITALIA E MINISTERO DEL TESORO – luglio 1981
L’autonomia della sovranità monetaria affidata alla privata Banca Centrale d’Italia è stata introdotta a partire dal luglio 1981, col divorzio tra Banca d’Italia e Ministero del Tesoro deciso dal Ministro del Tesoro BENIAMINO ANDREATTA (partecipò nel giugno 1992 a Civitavecchia al complotto ordito contro lo Stato italiano, organizzato nel Britannia, il panfilo della regina inglese), con una semplice lettera all’allora Governatore di Bankitalia CARLO AZEGLIO CIAMPI (ricompensato con la carica di Presidente della Repubblica proprio per questi suoi servigi), in cui sollevava la Banca Centrale dall’obbligo di acquistare quei titoli di Stato che il Tesoro non riusciva a collocare altrove sul mercato.
Enrico Letta, l’attuale cameriere dei banchieri, messo a capo del governo italiano, dichiarò che “grazie al divorzio, nel 1981, tra Tesoro e Banca d’Italia, vero spartiacque della politica economica italiana, l’allora ministro Andreatta e il governatore Ciampi definiscono, infatti, il nuovo campo da gioco delle politiche dei conti pubblici proprio quando la presenza italiana nello Sme è in pericolo. Con il divorzio è rotto definitivamente il meccanismo perverso della sottoscrizione da parte di Bankitalia dei titoli del debito pubblico non collocati sul mercato” 
ATTO UNICO EUROPEO - 17 Febbraio 1986 GIULIO ANDREOTTI come Ministro degli Esteri del Governo Craxi, firma l’Atto Unico Europeo (A.U.E.).
TRATTATO DI MAASTRICHT – 7 febbraio 1992Il Presidente del Consiglio GIULIO ANDREOTTI, il Ministro degli Esteri GIANNI DE MICHELIS (Aspen Institute) e il Ministro del Tesoro GUIDO CARLI, firmano il Trattato di Maastricht, cedendo la sovranità monetaria alla Banca Centrale Europea (B.C.E.).
A partire dal 1992 è iniziata la sottomissione dell’Europa al Trattato di Maastricht, concepito per sottoporre le diverse nazioni ad una totale dittatura monetarista al servizio degli interessi dei banchieri.
Articolo 107 del Trattato di Maastricht 
Nell'esercizio dei poteri e nell'assolvimento dei compiti e dei doveri loro attribuiti dal presente trattato e dallo Statuto del SEBC, néla BCE né una Banca centrale nazionale né un membro dei rispettivi organi decisionali possono sollecitare o accettare istruzioni dalle istituzioni o dagli organi comunitari, dai Governi degli Stati membri né da qualsiasi altro organismo. Le istituzioni e gli organi comunitari nonché i Governi degli Stati membri si impegnano a rispettare questo principio e a non cercare di influenzare i membri degli organi decisionali della BCE o delle Banche centrali nazionali nell'assolvimento dei loro compiti. 
Gli Stati aderenti rinunciano alla sovranità monetaria nazionale per trasferirla con l’articolo 105 alla Banca Centrale Europea (BCE).
Articolo 105A del Trattato di Maastricht 
1.      La BCE ha il diritto esclusivo di autorizzare l'emissione di banconote all'interno della Comunità. La BCE e le Banche centrali nazionali possono emettere banconote. Le banconote emesse dalla BCE e dalle Banche centrali nazionali costituiscono le uniche banconote aventi corso legale nella Comunità.
2.
      Gli Stati membri possono coniare monete metalliche con l'approvazione delle BCE per quanto riguarda il volume del conio
ADESIONE ALL’EUROVoluta da ROMANO PRODI (Bilderberg, Commissione Trilaterale, Goldman Sachs….) cedendo la sovranità monetaria alla B.C.E. (Banca privata di Francoforte)
Prodi dichiara che l’Euro è stato fatto per aiutare la Germania.
Per avere gli Stati Uniti d’Europa, annessi agli USA, occorreva iniziare proprio dalla Germania, che era divisa in due, ad unirla in un unico stato.
Siccome la caduta del muro di Berlino, ha comportato una profonda crisi economica, per il riassetto dell’economia tedesca, allora gli si è promesso che con l’Euro, avrebbero non solo ripianato, ma sarebbero diventati la prima potenza economica europea…
LEGGE BIAGI/MARONIL’Unione Europea chiede che in seguito al libero scambio, anche il mercato del lavoro sia molto più flessibile. Quindi la Legge Biagi e dopo la sua morte, Maroni la aggiusta ancora per bene…
TRATTATO DI LISBONAFirmato da ROMANO PRODI e MASSIMO D’ALEMA cedendo ulteriormente quello che rimaneva della sovranità nazionale politica alla BCE
TRATTATO DI VELSENEUROGENDFOR: la nuova pericolosissima Polizia Europea, la nuova Gestapo.TESTO del trattato di Velsen.
E' un trattato firmato all'unanimità con un solo astenuto.
"I membri del personale di EUROGENDFOR non potranno subire alcun procedimento relativo all'esecuzione di una sentenza emanata nei loro confronti nello Stato ospitante o nello Stato ricevente per un caso collegato all'adempimento del loro servizio". Gli uomini di una forza armata non sono più soggetti all'applicazione di sentenze della magistratura dei paesi.
Una forza militare che può intervenire tra Spagna, Francia, Italia, Paesi Bassi e Portogallo.
Il Quartiere generale permanente ha sede a Vicenza (Italia)
3. EUROGENDFOR potrà essere utilizzata al fine di:
a) condurre missioni di sicurezza e ordine pubblico;
b) monitorare, svolgere consulenza, guidare e supervisionare le forze di polizia locali nello svolgimento delle loro ordinarie mansioni, ivi compresa l'attività d'indagine penale;
c) assolvere a compiti di sorveglianza pubblica, gestione del traffico, controllo delle frontiere e attività generale d'intelligence; d) svolgere attività investigativa in campo penale, individuare i reati, rintracciare i colpevoli e tradurli davanti alle autorità giudiziarie competenti;
e) proteggere le persone e i beni e mantenere l'ordine in caso di disordini pubblici;
f) formare gli operatori di polizia secondo gli standard internazionali;
Articolo 21 del Trattato di Velsen:
Inviolabilità dei locali, degli edifici e degli archivi
1. I locali e gli edifici di EUROGENDFOR saranno inviolabili sul territorio delle Parti.
2. Le autorità delle Parti non potranno entrare nei locali e negli edifici senza il preventivo consenso del Comandante EGF.
3. Gli archivi di EUROGENDFOR saranno inviolabili. L'inviolabilità degli archivi si estenderà a tutti gli atti, la corrispondenza, i manoscritti, le fotografie, i film, le registrazioni, i documenti, i dati informatici, i file informatici o qualsiasi altro supporto di memorizzazione dati appartenente o detenuto da EUROGENDFOR, ovunque siano ubicati nel territorio delle Parti
TRATTATO ESM – firmato il 19 luglio 2012Con un capitale di 700 miliardi, il Meccanismo Europeo di Stabilità è una vera e propria dittatura economica. Detto anche il Fondo Salva Stati.
E’ composto dalle quote, decise dalla BCE, versate dai paesi aderenti che acquistano uno status di soci finanziatori. Come tali possono chiedere un prestito in caso di necessità e trasformarsi così in debitori e come tali pagare degli interessi sul credito richiesto. La clausola dittatoriale risiede nella privazione del diritto di voto del paese che non salda il suo debito. Non paghi, non voti.
L’Italia dovrà dare 125 miliardi di euro per questo fondo che tra le altre cose servirà anche per salvare le banche!!!
PAREGGIO DI BILANCIO/FISCAL COMPACT – firmato il 19 luglio 2012L’Unione Europea delle Banche ha chiesto il cambiamento della Costituzione con ingresso del Pareggio di Bilancio (detto anche Fiscal Compact).
Il Mercato vuole più stabilità.
Lo Stato per non indebitarsi dovrà tagliare tutta la spesa pubblica: sanità, pubblica istruzione, terziario, ecc.
Ovviamente tutto a carico del Cittadino.
TRATTATO ERF – firmato il 23 agosto 2012ERF, EUROPEAN REDEMPTION FUND, il Fondo Europeo di Redenzione (o Riscatto).
Le autorità dello Stato membro attuano le misure raccomandate (dalle istituzioni europee) relative all’assistenza tecnica e presentano alla Commissione un piano di ripresa e di liquidazione dei debiti per approvazione. Cioè il Governo nazionale perde ogni tipo di potere decisionale e operativo; in altre parole lo Stato è privato totalmente della propria sovranità: potremmo dire che è commissariato.
Una vera e propria dittatura dell’euro e dell’UE.

Chi vuole archiviare Giuseppe Uva?

http://www.beppegrillo.it/2013/07/chi_vuole_archiviare_giuseppe_uva.html


giuseppe_uva_oggi.jpg
"Forse ricorderete il caso Giuseppe Uva, caro a questo blog. Un giovane che poche ore dopo aver festeggiato in strada una partita dell'Italia agli Europei, finisce morto in ospedale per un TSO. Nel frattempo, era transitato per una caserma dei Carabinieri di Varese, senza neppure verbali d'arresto. Il pm di Varese ha finalmente iscritto nel registro degli indagati i Carabinieri coinvolti, dopo ben 5 anni, ma solo per affrettarsi poi a chiedere l'archiviazione di tutte le persone in causa. Il gip ha respinto tale richiesta sabato scorso, ma ora il M5S alla Camera chiede al Ministro della Giustizia: chi è che nella Procura di Varese tenta da tempo di archiviare Giuseppe Uva?" M5S Camera - Question Time diVittorio Ferraresi

martedì 23 luglio 2013

AUTO ELETTRICA CI SIAMO (QUASI), ECCO IL KIT PER CONVERTIRE LA VETTURA TRADIZIONALE: COSTERA' 1.000 EURO

http://www.leggo.it/NEWS/ITALIA/auto_elettrica_kit_conversione_benzina_addio/notizie/307546.shtml



TREVISO - Il kit per la conversione di un'automobile tradizionale a veicolo a trazione elettrica è stato messo a punto, «ora lavoriamo per la sua omologazione». Lo ha detto oggi Severino Dal Bo, presidente degli autoriparatori di Confartigianato Veneto, con riferimento ad un progetto definito da un team di titolari di autofficine, elettricisti, impiantisti ed esperti di elettronica aderenti a Confartigianato della Marca trevigiana. Si tratta, ha spiegato, di un kit standard professionale in grado di superare i rigorosi test di sicurezza previsti in caso di modifiche strutturali agli autoveicoli. «Per arrivare al risultato finale - spiega ancora Dal Bo - sono stati costruiti dei complessi software che incrociano i dati del motore con quelli di cavi, velocità, potenze e via dicendo, ed è stato realizzato anche un programma al Cad che ha il compito di disegnare fin nel più piccolo particolare i pezzi che vanno usati per fare questa trasformazione». Resta ancora da sciogliere il nodo dell'omologazione, passo indispensabile per avviare la produzione industriale del 'kit made in Trevisò. Una volta prodotto in serie, secondo quanto si è appreso, la trasformazione di una vettura del segmento «utilitarie» tradizionale in auto elettrica potrebbe costare intorno ai 1000 - 1.200 euro.

domenica 21 luglio 2013

Movimento 5 Stelle: nuove regole per candidature e rosa nomi per alte cariche dello Stato



Roma - 21 lug (Prima Pagina News) Al movimento 5 stelle è tempo di aumentare ancora di piu la qualità dei contatti con le Istituzioni che vogliono collaborare. Su questo fronte, molto attivo è il gruppo 878 del Movimento 5 Stelle che sta tessendo una serie di incontri con personalità e competenze influenti dell’apparato dello Stato per cercare di portare nei luoghi che contano nelle istituzioni come il Csm, la Corte dei Conti, la Corte Costituzionale, il Consiglio di Stato, il Tar ecc. Personalità vicino al Movimento per concorrere al migliorento del paese e non solo. Una linea fortemente condivisa da Ernesto Tinazzi ispiratore del gruppo 878 M5S e da Gianluca Bardelli,internet influencer della Rete e membro del gruppo 878 MS5. Bardelli ha iniziato una serie di incontri invitando ad una cena il presidente dell’Avcp, l’Autorità per la vigilanza sui lavori pubblici, il magistrato Sergio Santoro, insieme alle senatrici del Movimento Taverna e Catalfo. Tutti sono convenuti sul fatto che il M5S dovrà proporre la rosa dei suoi nomi per ricoprire le importanti cariche statali, molte delle quali sono già in scadenza. Per questo Bardelli ha lasciato intendere che gli incontri proseguiranno nei prossimi giorni.

venerdì 19 luglio 2013

E se domani...

http://www.beppegrillo.it/2013/07/e_se_domani.html
Cosa ci aspetta nei prossimi mesi? La situazione economica è simile al 1992quando Giuliano Amato, allora presidente del Consiglio, si presentò in televisione per annunciare una manovra finanziaria di 90.000 miliardi di lire e l'introduzione dell'ICI. Cosa avvenne allora? Piccolo ripasso: prelievo forzoso dei conti correnti, svalutazione della lira del 7%, abbandono del Sistema Monetario Europeo (SME) che limitava l'oscillazione delle monete in Europa. Il debito pubblico, oggi come allora, era in crescita esplosiva. Purtroppo chi non impara dalla Storia è condannato a ripeterla e ci aspetta un nuovo '92 con Capitan Findus Letta nei panni dell'ex tesoriere di Craxi, Giuliano Amato. Qualcosa però è cambiato, in peggio. Nel '92 il nostro sistema produttivo era ancora in piedi, non c'erano state le privatizzazioni selvagge di imprese vitali per lo sviluppo del Paese, come Telecom, la disoccupazione era sotto controllo. Era un'altra Italia che si poteva permettere una mazzata fiscale mai vista prima. L'aumento del debito pubblico a maggio è passato inosservato, ma il record di 2.074,6 miliardi, con un aumento di 33,4 miliardi rispetto ad aprile è sensazionale, da fine di Pompei. Il debito è fuori controllo e gli interessi aumentano con la svalutazione economica dell'Italla a BBB e con un PIL in caduta libera, meno 2,4 nel primo semestre e un probabile meno 3 a fine anno. La diminuzione del PIL significa chiusura delle aziende, disoccupazione e diminuzione delle entrate tributarie. Questa forbice, diminuzione del PIL e aumento del debito, non può durare a lungo. Si discute di mesi, non di anni. In Europa per gli interessi pagati rispetto al PIL stiamo peggio di tutti. Nel 2012 abbiamo pagato il 5,4% del PIL in interessi, più della Grecia, 5%, del Portogallo, 4,4%, e dell'Ungheria, 4,3%. Il fabbisogno annuale dello Stato è di circa 800 miliardi di euro, circa 100 se ne vanno in interessi sul debito. Un euro ogni otto. La corsa del debito è irrefrenabile. Non possiamo trasformare la nostra vita in un mutuo eterno. Già ora il costo per famiglia di soli interessi è di circa 4.000 euro medi all'anno di tasse. Con il ritmo attuale, nel medio termine, tutte le entrate dello Stato sarebbero destinate al solo pagamento di interessi sul debito. Dato che questo non è possibile, l'alternativa, in assenza di eurobond o di rinegoziazione del debito, è il default.

Casaleggio: "Andremo al governo. Da soli"

Wired Italia e l'autore di fantascienza Bruce Sterling hanno passato una giornata con il guru del Movimento 5 Stelle e di Beppe Grillo. Il racconto esclusivo nel numero di agosto del magazine

http://daily.wired.it/news/politica/2013/07/19/casaleggio-andremo-governo-soli-342557.html

Bruce Sterling e Gianroberto Casaleggio



Il racconto esclusivo dell' incontro tra Wired Italia e Casaleggio sarà pubblicato nel numero di agosto della rivista, in edicola il 31 luglio.
Casaleggio è tornato anche sui risultati elettorali del M5S degli ultimi mesi. Sulle amministrative di maggio ha detto: "Era tutto previsto, abbiamo voluto perdere. Avremmo potuto prendere più voti aumentando il numero di liste, potevano essere il quadruplo, tante erano le richieste arrivate. Ma abbiamo preferito affrontare le elezioni solamente con le liste radicate sul territorio da almeno un paio di anni; quelle che si erano proposte non lo erano". Sulle elezioni politiche trionfali di febbraio rivela invece un aneddoto che è anche un'analisi sullapervasività dei media nelle vicende politiche italiane:"Una settimana prima del voto, nei nostri uffici lanciammo una scommessa sui risultati del movimento e fui l’unico a dire che saremmo stati il primo partito. Se non è accaduto è stato perché viviamo in un paese come l’Italia in cui i media – in particolare la tv – e i partiti coincidono. Senza la televisione, che influenza il voto come nessun altro mezzo, avremmo preso il 40%"

A intervistare Casaleggio per Wired Italia è stato l'autore di libri di fantascienza Bruce Sterling che firmò oltre 20 anni fa la prima copertina di Wired Us. Nel profilo che Sterling traccia di Casaleggio si legge: "Io vengo dal Texas e non mi sognerei di offrire agli italiani alcun consiglio politico. Tuttavia mi è molto chiaro quello che Casaleggio sta facendo in Italia. Vuole liberarsi dell’intermediazione dei partiti e dei media convenzionali, collegarsi direttamente agli elettori, spingerli a candidarsi e votarsi da soli, usando le piattaforme digitali di Casaleggio. Nessun altro al mondo è riuscito a fare con tanta efficacia e su scala così vasta quello che lui ha fatto in Italia. Ma non c’è nulla di nascosto, di misterioso o di magico in tutto questo. Il suo attivismo digitale probabilmente è la cosa meno misteriosa della politica italiana".

Nel colloquio, Casaleggio ha anche parlato del suo concetto di democrazia compiuta"Un sistema in cui tutti hanno gli stessi diritti civili e in cui ognuno partecipa al bene comune e lo fa perché è giusto. Se fosse così oggi l’Italia sarebbe un paese migliore". È per concetti come questi che, secondo Sterling, l'ideologo del M5S e il suo movimento riscuotono successo"È l’unico a dire le cose belle che la maggior parte degli elettori di norma vorrebbe sentire", scrive l'autore di fantascienza. 

mercoledì 17 luglio 2013

Goofynomics: L'uscita dell'euro redux: la Realpolitik colpisce ...

Goofynomics: L'uscita dell'euro redux: la Realpolitik colpisce ...: Questa volta invece sarò lungo, pesante e polemico. Mi riscuso. A distanza di 3 mesi dalla pubblicazione sul Manifesto del mio articolo s...

martedì 16 luglio 2013

Caso Shalabayeva, tutte le ignobili bugie di Alfano

Il portavoce al Senato del M5S Mario Giarrusso risponde in aula al Minsitro dell'Interno Angelino Alfano sul caso Shalabayeva, citando fatti, nomi e documenti che mostrano le "criticità" della versione riportata dal Viminale.



16/7/2013 Carlo Sibilia: risposta ad Alfano su espulsione Shalabayeva

Rapporto Pit Salute 2013: accedere ai servizi sanitari è sempre più difficile continua su: http://www.fanpage.it/rapporto-pit-salute-2013-accedere-ai-servizi-sanitari-e-sempre-piu-difficile/#ixzz2ZDO7H8zF http://www.fanpage.it

L’allarme lanciato dal Tribunale per i diritti del malato e Cittadinanzattiva che hanno presentato il XVI Rapporto Pit Salute intitolato “Meno sanità per tutti, la riforma strisciante”: i problemi più sentiti riguardano l’accesso alle prestazioni sanitarie e i costi a carico dei cittadini.

Liste di attesa quasi infinite, costi a carico dei cittadini per accedere ad alcune prestazioni sanitarie, questi e altri problemi appaiono nel XVI Rapporto Pit Salute presentato dal Tribunale per i diritti del malato e Cittadinanzattiva. Il Rapporto intitolato “Meno sanità per tutti, la riforma strisciante” sottolinea che se negli anni scorsi gli errori medici rappresentavano il problema più sentito dalle persone, ora la prima voce riguarda appunto l’accesso alle prestazioni sanitarie e i costi per accedere ad alcuni servizi. Si parla dei costi dei farmaci: in particolare, spiega il Rapporto, i cittadini sono costretti a pagare una differenza di prezzo maggiore tra il generico e il griffato. I pazienti, in particolare quelli affetti da patologia cronica e rara, devono pagare farmaci in fascia C arrivando a spendere in media 1127 euro all’anno, o parafarmaci per 1297 euro, nonostante siano per loro insostituibili e indispensabili e debbano prenderli per sempre. Appaiono eccessivi anche i costi per le prestazioni in intramoenia (24.4%): i pazienti sono costretti a sostenerli per poter rispondere tempestivamente ai bisogni di cura che il servizio pubblico non sa soddisfare. Terzo settore segnalato come troppo gravoso economicamente è il peso del ticket sulla diagnostica e la specialistica (16.3%).


È ancora più drammatica la situazione di quanti hanno in famiglia un invalido o un anziano: il Rapporto parla di strutture residenziali dai costi esorbitanti (7.6%) per le quali i cittadini arrivano a pagare in media all’anno 13.946 euro. Gli assegni di cura eliminati o inesistenti e l'insufficiente assistenza domiciliare costringono le famiglie a rivolgersi a badanti privati, determinando un aumento di costi notevole che arriva in media a circa 8.488 euro annui. Tonino Aceti, coordinatore del Tribunale per i diritti del malato – Cittadinanzattiva e responsabile del Coordinamento nazionale della Associazione dei Malati Cronici, ha commentato la fotografia mostrata dal Rapporto: una fotografia che, dice, “evidenzia che il Servizio Sanitario Nazionale pubblico, universale, equo e solidale, così come lo abbiamo sempre conosciuto, oggi purtroppo è un lontano ricordo”. “A chi dice che bisogna ripensare il concetto di universalismo (garantire tutto a tutti), rispondiamo che ciò è già stato realizzato nei fatti attraverso una riforma non formalizzata, sulla quale né i cittadini, né gli operatori sanitari e tutti gli altri attori sono stati chiamati a dire la loro: praticamente una vera e propria riforma strisciante”, ha aggiunto  ancora Aceti.


FONTE:http://www.fanpage.it/rapporto-pit-salute-2013-accedere-ai-servizi-sanitari-e-sempre-piu-difficile/

domenica 14 luglio 2013

Made in Italy addio: gli stranieri comprano i nostri marchi

http://www.laveracronaca.com/archivio/1276-made-in-italy-addio-gli-stranieri-comprano-i-nostri-marchi
C’era una volta il made in Italy, eccellenze italiane che rappresentavano il nostro vanto agli occhi del mondo; marchi storici perlopiù nei settori artigianale, agroalimentare ed industriale e che adsso hanno ammainato la bandiera tricolore. Negli ultimi 4 anni, ovvero dall’inizio della crisi economica, moltissimi marchi nostrani che avevano fatto la storia del paese sono passati nelle mani di gruppi imprenditoriali stranieri; si tratta nella maggior parte dei casi di marchi del settore agroalimentare, ma non solo quelli. Procediamo  con ordine.
A lanciare l’allarme è uno studio della Coldiretti, principale Organizzazione degli imprenditori agricoli a livello nazionale ed europeo e per questo concentrato più sui marchi dell’agroalimentare, secondo il quale negli ultimi 4 anni sono passati in mani straniere diversi marchi storici rappresentativi del nostro made in Italy per un totale di 10 miliardi di euro di fatturato. Si parla di brand storici un tempo alfieri del tricolore; come la Parmalat ad esempio, che dopo il crac del 2003 ed una lunga serie di vicissitudini societarie dal luglio del 2011 è controllata per oltre l’80% dalla francese Lactalis. Che, tra l’altro, controlla anche i marchi Galbani ed Invernizzi, altre eccellenze del made in Italy.
Stesso discorso per gli spumanti Gancia, espressione di una delle più importanti case viti-vinicole italiane fondata alla fine del 1800; dal 2011 la Gancia è passata sotto il controllo di Rustam Tariko, magnate russo che attualmente detiene oltre il 70% della azienda. Sempre dal 2011 gli storici salumi Fiorucci sono nelle mani di un gruppo spagnolo, mentre la Nestlè, multinazionale svizzera, possiede ormai da diversi anni marchi storici del made in Italy quali Buitoni, Perugina e San Pellegrino.
Anche i noti pomodori pelati della Star da tempo non parlano più italiano e sono finiti per il 75% sotto il controllo del gruppo spagnolo Agroalimen di Barcellona, mentre recentemente ad oriente è sbarcata la produzione di vino Chianti nel cuore della Docg del Gallo Nero, divenuta di proprietà di un gruppo imprenditoriale cinese.

sabato 13 luglio 2013

Ambiente: prosegue 'No oil tour' M5S in Sicilia, 'viaggio nel degrado'

Palermo, 12 lug. - (Adnkronos) - "Il degrado di queste zone e' inimmaginabile. L'inquinamento qui si tocca quasi con mano. Alcune persone ci hanno anche raccontato di gente che nelle settimane scorse ha respirato a Priolo polvere di pirite proveniente da una discarica abusiva. E' un fatto su cui indagheremo perche', se fosse vero, sarebbe gravissimo". E' sconcertato il presidente della Commissione Ambiente dell'assemblea regionale siciliana, Giampiero Trizzino, dopo il primo giorno del 'No oil tour', il giro di ricognizione nelle aree ad alto rischio di inquinamento della Sicilia, ideato dal Movimento 5 stelle per accendere i riflettori sul "lato oscuro dell'olio nero". "Questa manifestazione -dice Trizzino- e' il proseguimento di un lavoro che la nostra commissione sta portando avanti da tempo, con audizioni sul posto, esposti, risoluzioni ed altri atti parlamentari. La Sicilia non puo' morire di inquinamento, dobbiamo agire e farlo in fretta". Al tour, che si concludera' domani a Gela (Caltanissetta), sono presenti una quindicina di parlamentari nazionali e regionali, oltre a decine di attivisti M5S e rappresentati dei comitati. La carovana e' partita da Catania, ha attraversato la provincia di Siracusa, toccando i comuni di Priolo e Melilli, per arrivare in serata a Gela, dove rimarra' anche domani. Il programma prevede la visita ai luoghi a ridosso della raffineria, dove di recente ci sono stati gli sversamenti di petrolio.

Grillo: misure di guerra, o in autunno l’Italia salta in aria

http://www.libreidee.org/2013/07/grillo-misure-di-guerra-o-in-autunno-litalia-salta-in-aria/
Ho girato l’Italia in camper, incontrando l’Italia dimenticata dalla politica e ignorata dall’informazione, e ho detto al presidente della Repubblica che servono misure straordinarie, pari a quelle di un’economia di guerra: siamo un paese in macerie, e quelle misure straordinarie non possono più aspettare oltre, neppure un giorno. Non abbiamo più tempo, l’Italia si avvia verso la catastrofe. Chi è oggi al governo del paese è responsabile dello sfacelo, sono gli stessi che hanno distrutto l’economia. Questa classe politica non è in grado di risolvere alcun problema, perché essa stessa è il problema. Il governo delle larghe intese, voluto fortemente da Napolitano, tutela soltanto lo status quo e gli interessi di Berlusconi, che in qualsiasi paese normale, di democrazia occidentale, non sarebbe ammesso ad alcuna carica pubblica, tantomeno in Parlamento. La nazione è una pentola a pressione che sta per saltare, mentre – ormai da mesi – il governo Letta si balocca con il rinvio dell’Imu, la cancellazione di un punto dell’Iva, senza trovare una soluzione.
I numeri dello sfacelo sono sotto gli occhi di chiunque voglia vederli, e sono drammatici. Il tasso di disoccupazione più alto dal 1977, primo anno di Beppe Grillorilevazione. Il crollo continuo della produzione industriale, che si attesterà a -3% nel 2013, cioè due punti di Pil in meno e un milione e mezzo di disoccupati in più. La continua crescita del debito pubblico, che è arrivato a 2.040 miliardi di euro. Il fallimento continuo delle imprese, che chiudono al ritmo di una al minuto. Una delle tassazioni più alte d’Europa, sia sulle imprese che sulle persone fisiche: parliamo del 44% di tasse indirette, che arriva fino al 70%. Stipendi tra i più bassi dell’Unione Europea. Il crollo continuo dei consumi, persino dei generi alimentari. L’indebitamento delle famiglie, che quest’anno è arrivato in forma generalizzata a 500 miliardi. E’ una Caporetto, e il Piave non mormora – perché sul Piave non c’è più nessuno: sono tutti nei palazzi, a rimandare le decisioni e a fare annunci. Il Parlamento è espropriato delle sue funzioni, la legge elettorale detta “Porcellum” è incostituzionale, e i parlamentari sono stati “nominati” a tavolino da pochi segretari di partito. Il governo fa i decreti legge senza che sia stato dato il tempo minimo per esaminarli, e il Parlamento approva a comando. Noi siamo più da tempo una repubblica parlamentare, e non siamo forse neanche più una democrazia.
Il debito pubblico ci sta divorando. Paghiamo circa 100 miliardi di interessi all’anno, che crescono ogni giorno: solo quest’anno, per non fallire dovremo vendere 400 miliardi di euro di titoli. Le entrate dello Stato sono circa 800 miliardi all’anno; quindi, ogni volta che paghiamo le tasse, un euro su otto va a pagare gli interessi sul debito. NéBerlusconi, né Monti, né Letta hanno bloccato la spirale del debito pubblico, che cresce al ritmo di 110 miliardi all’anno. Gli interessi sul debito e la diminuzione delle entrate fiscali dovuta al fallimento di massa delle imprese, alla disoccupazione e al crollo dei consumi rappresentano la certezza del prossimo default. Non c’è scelta: il debito pubblico va ristrutturato, va ridiscusso. Gli interessi annui divorano la spesa sociale, gli investimenti e la ricerca: è come il cagnone de “La storia infinita”, il Nulla che divora la realtà. Ecco, il debito sta divorando lo Stato sociale. Si può rimanere nell’euro solo rinegoziando assolutamente le condizioni, o attraverso gli eurobond (già deprecati dall’Unione Europea) o, in alternativa, con la ristrutturazione del nostro debito, sul tempo o sul tasso d’interessi. Una misura che colpirebbe soprattutto Germania e La tragedia della nuova povertàFrancia, che detengono la maggior parte del 35% dei nostri titoli pubblici collocati all’estero.
Qui viene l’essenziale: se non risolviamo questo, non c’è nessun tipo dieconomia che ci può salvare. Non possiamo fallire in nome dell’euro, nessuno che lo può chiedere, né imporre – nessuno. A fine 2011, i titoli di Stato italiani presenti in banche o in istituzioni estere erano il 50%. Le nostre banche, grazie al prestito della Bce dello scorso anno – prestito garantito dagli Stati, quindi anche da noi – invece di dare credito alle imprese si sono ricomprate circa 300 miliardi, dall’estero, tra titoli in scadenza e rimessi sul mercato. Cioè le nostre banche si sono prese i soldi della Bce e non hanno dato credito: quei soldi sono serviti a ricomprare il nostro debito in mano alle banche, prevalentemente francesi e tedesche. E siamo scesi al 35%: ce ne siamo comprati un 15%. E’ il miglior modo per fallire: quando ci saremo ricomprati tutto il debito estero, e non avremo più tessuto industriale, collasseremo. E la Ue rimarrà a guardare: quando il debito sarà nostro, ci guarderà come oggi guarda la Grecia.
Ora, disponiamo di un potere contrattuale che è il debito: fin che il 35% è in mano alle banche straniere, è un potere contrattuale straordinario. Bene, dobbiamo usarlo. L’Italia ha assoluta necessità di aiutare le imprese con misure come il taglio dell’Irap, che è una tassa estorsiva nei confronti delle imprese: tassa i costi e le assunzioni. Quindi: ridurre la tassazione delle imprese al livello della media europea, con servizi efficienti e meno costosi, con anche la protezione del made in Italy – assegnato solo a chi produce in Italia, e con l’eventuale applicazione di dazi, tornando all’antico, per proteggere i nostri prodotti. Allo stesso tempo è urgente l’introduzione del reddito di cittadinanza: nessuno deve rimanere indietro. Ci preoccupiamo dei problemi del mondo, quando non riusciamo ad assistere gli anziani e non diamo possibilità di lavoro ai giovani, che devono emigrare a centinaia di giovanimigliaia: siamo il secondo popolo, dopo i rumeni, come numero di persone emigrate.
Il reddito di cittadinanza, insieme al rilancio delle piccole e medie imprese, è possibile da subito: con il taglio dei mille privilegi e delle spese inutili. Ne elenco solo alcune: eliminare le Province, portare il tetto massimo delle pensioni a 5.000 euro, tagliare i finanziamenti pubblici ai partiti e ai giornali, riportare la gestione delle concessioni pubbliche nelle mani dello Stato – parlo di Telecom, venduta a debito dal governo D’Alema e mai più ripresa (ha iniziato a fallire lì, quando è stata venduta a debito per 35 miliardi), per continuare con le autostrade, perché sia l’erario a maturare i profitti, e non aziende private come Benetton. E poi: eliminare la burocrazia politica dalle partecipate, dove prosperano migliaia di dirigenti. Nazionalizzare il Monte dei Paschi di Siena, ed eliminare ogni grande opera inutile come il Tav in val di Susa: adesso si stanno rendendo conto tutti che è una cosa inutile, anche i sottosegretari ai trasporti cominciano a dire che è inutile, mentre la Corte dei Conti francese dice che non ci sono i soldi. E poi l’Expò, un altro sogno: nessuno sa cos’è, nessuno sa cosa succederà a Rho. I milanesi non ci vanno mai, a Rho; figuratevi se ci va uno di Singapore. Sarà di nuovo la speculazione edilizia, sarà di nuovo precariato e sarà di nuovo debito pubblico – lo sappiamo già in anticipo.
Ridurre drasticamente stipendi e benefit dei parlamentari e di ogni carica pubblica. Cancellare la missione in Afghanistan: costa un miliardo all’anno. Fermare l’acquisto degli F-35, come dice la nostra Costituzione. E potrei continuare a lungo, adesso che vengono fuori i conti: si dà il caso che nella Vigilanza Rai ci sia un ragazzo del “Movimento 5 Stelle”, e veniamo a sapere – conti alla mano – che erano esatte le cose che da anni diciamo sul blog. Abbiamo un’azienda che perde 200 milioni l’anno, che ha 13.000 dipendenti (più di tutte le altre televisioni messe insieme) e con 13.000 dipendenti abbiamo un miliardo dato per fare lavori fuori. Abbiamo 166 dirigenti, uno ogni 18 impiegati. Ci siamo inventati i giornalisti-dirigenti, abbiamo le “paghette” che vanno da un milione e mezzo a tre, quattro e seicentomila del direttore generale, sino al giornalista-dirigente che, con le percentuali sulla pubblicità, arriva anche a un milione l’anno. E pretendiamo La conferenza stampa di Grillo al Senatoda un pensionato i 135 euro di canone annuale, con una televisione che perde 200 milioni all’anno.
Bene, queste misure non possono essere prese dall’attuale classe politica, perché taglierebbe il ramo su cui si regge. Questo Parlamento non è stato eletto dagli italiani, ma dai partiti e dalle lobby. Non può affrontare una situazione di emergenza nazionale, di economia di guerra, perché deve rispondere ai suoi padrini e non ai cittadini. Il presidente Napolitano si è assunto una responsabilità immane. Gli ho chiesto di far abrogare l’attuale legge elettorale, in quanto incostituzionale; di sciogliere il Parlamento e di tornare alle urne, se necessario. L’autunno è alle porte: insieme al probabile collasso economico, i problemi si trasformeranno da politici a sociali, probabilmente incontrollabili. Non c’è più tempo. Ho detto al presidente che si è preso sulle spalle grandi responsabilità, che avrebbe potuto e forse dovuto declinare. Mi ha risposto che non ne poteva fare a meno: gli credo, se ha sentito questo peso. Ormai è diventato uno scudo, un parafulmine dei partiti – che non hanno saputo né governare, né riformarsi. Nel migliore dei casi, abbiamo di fronte degli incapaci, che vanno lì a votare leggi che non capiscono, che fanno trucchetti nei tempi e nelle modalità, che bloccano le nostre proposte nelle commissioni, neutralizzando i nostri parlamentari che lavorano come matti ma sono boicottati, e i giornali li presentano come inconcludenti.
Io il paese l’ho girato in lungo e in largo, ho visto una potenzialità straordinaria ma anche una povertà che non immaginavo, ho visto famiglie italiane mangiare con lo sguardo basso alla Caritas di Firenze. Ci sono sintomi, già adesso, di quello che potrebbe succedere, arrivati a settembre-ottobre. Poi l’Italia è un paese strano: ci sono quelli che votano Berlusconi, quelli con la doppia pensione e magari la doppia casa, quelli che hanno lo stipendio pubblico. Galleggiano sulla crisi, sanno che c’è crisi ma non si fidano di uno che grida e che vuole cambiare tutto. Non si fidano, ma fino a quando? Fino a quando ci saranno ancora le pensioni e gli stipendi pubblici. E se non ci fossero più, a ottobre? Che cosa succede? Sarà troppo tardi. E non venitemi che a dire che io sono l’arrabbiato, come mi avete dipinto. Sì, ho un modo accorato di esprimermi. Ma la mia è una rabbia buona, non cattiva, è filtrata da un movimento di nove milioni di persone. Io ci parlo, con le persone della strada, mentre i politici si muovono solo blindati: perché questa distonia tra loro e i cittadini? Spendiamo 850 milioni in Alla mensa sociale per un piatto di minestrascorte: perché? Io ho fatto tournée in tutta Europa, vedevi ministri andare in autobus, in bici, andare a prendere il figlio a scuola.
Siamo costretti a immaginarci un altro paese che non sia questo, diBerlusconi, dell’Iva, dell’Imu, dove si tassano i pensionati e il lavoro: non riescono a capire neanche cosa siano le tasse. Le tasse si devono spostare: dal lavoro, dalla produzione, a chi consuma energia e ambiente. Dobbiamo avere un piano di 3, 4, 5 anni sull’energia. Ho girato tutta l’Italia, è pieno di pale eoliche staccate perché gli impianti di distribuzione non reggono: e piuttosto che staccare le centrali e carbone e a olio combustibile, staccano l’eolico, il futuro. Ma di cosa parliamo? Lo Stato non c’è più. Ti fa vivere in ansia. Ecco perché sono così: ho ricevuto milioni di ansie, che ho metabolizzato. Ma non puoi vivere in un paese con trecentomila leggi, nove milioni di processi, duecentocinquantamila avvocati. Dove andiamo a finire? E’ urgente ridiscutere tutto, da cima a fondo, per capire cosa dobbiamo fare, perché non si può avere all’economia un banchiere, perché così si confonde le gente – come se l’economia fosse parlare di soldi: quella è finanza, ma mischiano le cose. L’economia è cosa fare e cosa non fare: non si può più investire in automobili, cemento, supermercati, autostrade e opere assurde – ecco perché si chiama economia di guerra.
Allora: l’innovazione, lo sviluppo, bisogna cominciare a vedere i nuovi lavori. Il lavoro se ne va: non torna più, quel lavoro lì. Grazie a Dio c’è l’innovazione, la tecnologia, la robotica, o se no bisogna tornare un po’ indietro, e insegnare ai ragazzi a lavorare mentre ancora studiano, mettendo insieme università e aziende. Per fare questo bisogna avere le palle. E questa gente le palle non le ha, perché sono quelli che hanno causato il dramma di questo paese. Mettetevelo bene in testa: non faranno mai nessun tipo di riforma, giocano sul tempo. Hanno paura di noi perché, se vincessimo, durante la presidenza italiana del “semestre europeo” andremmo davanti alle grandi banche e ai grandi poteri finanziari a dirgli: basta, adesso non si gioca più con la vita delle persone, con gli spread e con la spending review. Adesso basta, bisogna dare una svolta per salvare questo paese.
(Beppe Grillo, estratti dalla conferenza stampa del 10 luglio 2013 dopo l’incontro al Quirinale col presidente della Repubblica).