domenica 12 maggio 2013

Lettera aperta al Presidente della Repubblica.

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lettera aperta al presidente della repubblica
ROMA – Ogni giorno ci arrivano decine di email e tra tutte ci ha colpito quella di Mauro che ha deciso di scrivere una lettera aperta al Presidente della Repubblica, rieletto per la seconda volta consecutiva..
“Buonasera Presidente,
sono mauro lavalle, laureato in ingegneria elettronica e master MBA Luiss, ex dirigente di PriceWaterhouseCoopers e poi di IBM GBS (leader mondiali nel campo della consulenza aziendale).
In questi giorni si parla molto di politica, dei perché l’Italia sia oggi in questa situazione, ed io non mi sento per nulla d’accordo con le teorie sentite. Secondo me le ragioni sono molteplici e tutte di antica origine. Permettetemi qualche pensiero espresso in modo sintetico.
Negli ultimi 40 anni i nostri politici hanno gestito il potere non certo per amore verso la “Res Publica” ma piuttosto verso le proprie convenienze personali, utilizzando il denaro pubblico come se fosse infinito e provenisse da un pozzo senza fondo, stipendi da capogiro, centinaia di migliaia di auto blu, benefit senza limiti; in Italia i parlamentari, senatori, dirigenti politici, manager pubblici, assessori e consiglieri provinciali/comunali/regionali rappresentano un esercito di migliaia  e migliaia di persone che guadagnano ognuno molto più del presidente degli Stati Uniti Obama! Tutti geni? Magari….se così fosse vivremmo in uno Stato perfetto, dove tutto funziona e senza spreco di denaro pubblico, invece il nostro Stato è la patria dello spreco, delle mafie, della corruzione (che la Corte dei Conti dice essere “sistematica”), la Sanità ha in conti fuori controllo, la Giustizia è la più lenta ed inefficiente d’Europa, la gestione dei rifiuti ha sovvenzio!
Nato per anni le mafie locali, il controllo del territorio ha lasciato carta bianca ad abusivismi di ogni genere e senza controllo ecc. Ma allora perché dovrebbero guadagnare tanto? Se non hanno mai nessuna responsabilità sullo stato del nostro Paese perché dovremmo pagarli tanto? Nelle aziende private ad uno stipendio alto, corrisponde una grande responsabilità, nel pubblico non accade così, nessuno risponde mai degli errori commessi, perché?
Ogni volta che guardo programmi televisivi come “Striscia la Notizia”, “Report”, “Presa diretta” prendo coscienza di come i nostri politici saccheggino ogni giorno il denaro pubblico, di tutti gli “inciuci” che ogni giorno si compiono dietro le quinte per le loro convenienze politiche senza nessuna cura del bene pubblico. Ma la cosa più triste è che quando un politico viene preso con le mani nel sacco ci si aspetterebbe che i capi del suo partito lo espellessero dal partito stesso e invece tutto il contrario, sono protetti dai loro responsabili e questo fa pensare che la corruzione sia sponsorizzata ad altissimo livello.
E poi per favore mi aiutate a capire dove è la sostenibilità morale e finanziaria di migliaia di stipendi e vitalizi che vanno dai 15.000€ fino a 100.000€ al mese? In un paese povero e sull’orlo del baratro, dove le persone si suicidano ogni giorno per la perdita del proprio lavoro, come possono giustificare tali cifre? Hanno finanziato i loro assurdi stipendi e gli enormi sprechi del denaro di tutti noi creando negli anni un debito pubblico che non potremmo mai pagare! Ma i nostri politici come hanno fatto a non pensare che ad un certo punto il debito sarebbe stato insostenibile per il nostro paese? Mi chiedo, quanto devono diventare poveri gli Italiani per spingere i nostri politici a diminuirsi lo stipendio, a diminuire gli sprechi e iniziare a pensare al bene pubblico? Piuttosto si chiudono gli ospedali e si tagliano i fondi ai malati di SLA e si lasciano morire le piccole aziende schiacciate dalle tasse….piuttosto si lascia morire lentamente l’Italia. Il nostro codice civile parla di gestione del “buon padre di famiglia”, è come se una famiglia che ha delle entrate di 3.000 € al mese si indebitasse per 5.000 € al mese e il padre di famiglia per mantenere la sua nuova AUDI togliesse da mangiare ai propri figli! Mentre le nostre aziende chiudono e le persone si suicidano i nostri politici vivono da nababbi! Mi chiedo, dove sia l’amore per la “Res Publica”….a me sembra più un comportamento delinquenziale!
Abbiamo vissuto 40 anni in un paese in cui chi non pagava le tasse veniva considerato un furbo, chi lavorava nel pubblico poteva scegliere se lavorare o meno, stava al suo buon cuore tanto non ti diceva nulla nessuno. Le nomine degli incarichi delle società pubbliche sono state pilotate non certo da meritocrazia ma da appartenenza politica, la corruzione ormai diventata sistematica e la camorra che ha avuto spesso poca resistenza da parte dei partiti in cambio di voti che assicurassero una poltrona, i posti di lavoro statati assegnati secondo convenienze politiche e non di meritocrazia! Tutto questo crea inefficienza, che poi viene scaricata sull’ultimo anello della catena, il più debole, i cittadini! Le tasse sono alte proprio perché il denaro pubblico si perde durante tutta la sua gestione, è come voler riempire di acqua una caraffa bucata, più si mette dentro acqua e più ne esce e se ne spreca!
Ad oggi abbiamo il paradosso che i cittadini italiani lavorano per mantenere i lussi, gli sprechi e le inefficienze di uno stato elefantiaco, lento, gestito da politici incapaci, corrotti e che pensano solamente ai propri interessi, trascurando totalmente il bene comune, questo dimostrano i fatti degli ultimi 40 anni. E la cosa più comica, se non fosse drammatica, è che i politici che hanno portato l’Italia ad un passo dal baratro senza accorgesene, ora ci vengono a spiegare come uscirne….in una azienda privata i manager hanno il compito di avere la capacità e la lungimiranza che permetta loro di guidare la società verso il successo ed in caso contrario vengono allontanati: questo purtroppo non vale per i nostri politici! Ho l’impressione che ci siano due Italia, la prima abitata da qualche migliaio di persone, i nostri politi e tutti gli appartenenti alla casta, dove gli stipendi sono da capogiro, dove esiste solo il lusso ed il benessere, auto e benzina gratuiti e benefit da sceicchi arabi, l’altra Italia abitata dai restanti milioni di persone che sopravvive lavorando onestamente e fatica per arrivare a fine mese, schiacciati dalla mala gestione dei suoi governanti, e che lentamente sta morendo.

Sento nelle trasmissioni tv i nostri politici discutere su dove prendere il denaro per mantenere in piedi il nostro Stato, IMU si o IMU no, aumento o diminuzione di una tassa a discapito di altre ecc, quando invece le modifiche da apportare sarebbero molto ma molto più profonde, servono cambiamenti strutturali di mentalità e di comportamento di cui non si sente mai parlare, che invece sono indispensabili per salvare il nostro Paese.
A mio avviso, l’unico modo per uscire dalla situazione drammatica in cui siamo, è mettere in pratica e subito alcune azioni, come ad esempio:
- Limite di 4.000€ a tutti gli stipendi e pensioni dei dipendenti statali, non si deve fare politica per diventare ricchi ma per passione,
- Dimezzamento dei parlamentari/senatori ed in generale di molti dei ruoli pubblici ridondanti, creati solamente per assegnare le poltrone agli appartenenti alla casta,
- Azzeramento del finanziamento pubblico ai partiti ed ai giornali,
- Vendita del 95% delle auto blu,
- Sequestro dei beni immobiliari e finanziari che i partiti politici hanno cumulato negli anni attraverso gli esorbitanti finanziamenti pubblici: sono dei piccoli tesoretti creati con il denaro pubblico che devono tornare di proprietà dei cittadini e utilizzati per il bene di tutti,
- Controllo del flusso del denaro pubblico, in particolare sui processi della gestione degli appalti che rappresentano ad oggi il rubinetto per far arrivare fiumi di denaro ai complici dei nostri politici corrotti,
- Rilancio della “meritocrazia”, i politici e manager pubblici scelti per merito non per convenienze personali dei nostri governanti,
- Dura lotta all’evasione fiscale: chi guadagna tanto e non paga le tasse è un ladro e come tale dovrebbe essere trattato,
- Rendere lo Stato efficiente: ridisegno di tutti i processi della PA e aggiornamento dei Sistemi Informativi, che devono essere integrati, bisogna far viaggiare l’informazione, non il cittadino. Tutti gli uffici della PA devono avere processi lineari, semplici e con chiare responsabilità del “chi fa che cosa”, supportati da sistemi informatici, per avere uno Stato veloce, efficiente e “al servizio” dei cittadini e non “contro” i cittadini.
- Legge dura contro la camorra e contro la corruzione, i politici “rimandati a giudizio” per reati gravi contro lo Stato devono essere sospesi dai loro incarichi senza aspettare i tre gradi di giudizio (voi affidereste vostro figlio piccolo a un uomo indagato o condannato “solo” in primo grado per pedofilia? Non credo, e con la stessa logica non affiderei un incarico pubblico ad un politico rimandato a giudizio o, peggio, già condannato in primo grado).
Queste poche azioni iniziali, e tante altre sono possibili, libererebbero un enorme quantità di denaro pubblico che potrebbe permettere di diminuire le tasse che oggi soffocano le imprese ed i cittadini e, quindi, di rilanciare i consumi e la nostra economia.
Sogno uno Stato governato da politici che raggiungono il posto di lavoro con i propri mezzi per non consumare i soldi pubblici, sogno uno Stato forte con i furbi e comprensivo con gli onesti, uno Stato dove la spesa pubblica sia effettuata per il bene comune e non per il bene della casta, dove i parlamentari e senatori abbiano la fedina penale pulita e abbiano dimostrato nella loro vita di valere, dove il cittadino sia messo al centro delle attenzioni dello Stato e non “debba subire” lo Stato, dove se una città viene disastrata da un terremoto non servano quattro lunghi anni per fargli arrivare i finanziamenti per la ricostruzione, dove tutti i cittadini sentano dentro di loro il dovere di pagare le tasse perché sanno che i soldi verrano spesi in servizi utili al cittadino…. sogno uno Stato dove fare politica vuol dire lavorare per passione e non per arricchirsi alle spalle dei cittadini, e dove fare politica vuol dire servire gli altri e non essere serviti dagli altri!
Sopratutto sogno uno Stato in cui tutti noi, cittadini italiani, troviamo il coraggio di fare un po’ di autocritica e di “mea culpa”, rivediamo la nostra mentalità, i nostri comportamenti di tutti i giorni, rinunciamo al clientelismo e sponsorizziamo la meritocrazia; uno Stato in cui i cittadini votano una persona per i suoi ideali onesti e lungimiranti e non il politico che ci promette dei vantaggi personali, uno Stato in cui tutti pensiamo di più al bene pubblico senza fermarci solo al nostro, uno Stato in cui tutti noi siano protagonisti del nostro cambiamento per essere poi esempio e sponsor di un cambiamento molto più ampio, più generale… quello di un intero paese, grande come il nostro!
Porgo cordiali saluti,
Mauro Lavalle”