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martedì 30 aprile 2013

LA BCE USA DATI FALSI E ORDINA: “SUBITO GIÙ SALARI E STIPENDI”

http://memmt.info/site/la-bce-usa-dati-falsi-e-ordina-subito-giu-salari-e-stipendi-letta-batti-un-colpo/
di Pier Paolo Flammini


La Banca Centrale Europea continua ad impartire ordini sull’Austerity nonostante negli ultimi mesi sia il Fmi che il duo Reinhart e Rogoff siano stati smascherati ed abbiano ammesso i propri errori. Lo stesso nuovo Presidente, Saccomanni e Giovannini grandi estimatori delle misure che hanno causato l’attuale crisi. Se è (fosse?) un vero politico denuncerebbe immediatamente l’inganno alla luce del sole
Il periodo storico 1990-2008 è alle nostre spalle, ineluttabilmente, ma mentre altri eserciti hanno difeso le proprie roccaforti qui, in Europa, epicentro – come sempre, da un secolo – Berlino, le battaglie sono state tutte perse. Ora, si sta perdendo la guerra, perché sono giunte due disfatte irrimediabili.
PRIMA DISFATTA L’Imperatore del Mondo Finanziario, il Fondo Monetario Internazionale, si ritira dalla lotta dell’Austerità, ad inizio anno, nonostante sia la sua lotta. Olivier Blanchard e Daniel Leigh, i colonnelli sul fronte, affermano che “hanno sbagliato i conti“. Proprio così: hanno consigliato una strategia ma poi, come scolaretti con le tabelline, si accorgono che i consigli che hanno dato per anni, e che hanno condotto alle manovre lacrime e sangue nel Sud Europa, erano basati su errori da loro stessi commessi. Da Keynes Blog: “Secondo Blanchard e Leigh i moltiplicatori fiscali non sono stati modesti come previsto (0,5) ma significativamente più elevati (1,5). Questo significa che una contrazione fiscale di 1 euro (ovvero un taglio della spesa pubblica, ndr) ha creato una depressione di 1,5 euro invece che solo 0,5. Già nel 2009, tuttavia, il fondo aveva sottoposto al G20 una nota in cui si affermava che i moltiplicatori potevano essere compresi tra 0,3 e 1,8 per i tagli alla spesa e tra 0,3 e 0,5 per gli aumenti delle imposte (si noti che coerentemente con la teoria keynesiana, i moltiplicatori delle tasse misurati sono minori di quelli della spesa pubblica)”.
In pratica ogni volta che vi hanno martellato i santissimi dicendo: “Occorre ridurre la spesa pubblica per rilanciare lo sviluppo e l’occupazione”, hanno mentito, si sono sbagliati. Eppure sono ancora lì: la non santa trinità della Troika li vede sempre al vertice del triangolo d’occupazione.
SECONDA DISFATTA ED ESERCITO NEOLIBERISTA IN ROTTA Ma da sola quella sconfitta non basta, dopo El Alamein arriva la batosta: ormai siamo alla ritirata di Russia, dopo la mattanza di Stalingrado. La notizia ha fatto il giro del mondo, ma qui nella periferia dell’Impero si preferisce parlare di francescoboccia e nunziadegirolamo. Altri due generali dell’Austerità mondiale hanno perso la loro battaglia, perché hanno sbagliato – scientemente – tutti i calcoli. Non sapevano usare Excel, come un soldato che non sappia usare una bussola. Carmen Reinhart e Kenneth Rogoff rappresentano il più inquietante caso di indirizzo di politiche anti-popolari su scala mondiale basato su assunzioni del tutto inventate (oltre che con pesanti coinvolgimenti personali). Nel loro studio “This Time is Different” i due studiosi di Harvard affermavano, in pratica, che attraverso la loro ricerca potevano assicurare che gli Stati con un rapporto debito/Pil superiore al 90% erano destinati al declino, al contrario di quelle nazioni nelle quali, sempre per l’assunzione farlocca del punto 1 (meno spesa pubblica=più sviluppo) quel dato era basso. Delirio matematico-economico travasato in bigonci che i camerieri eletti o tecnocratici hanno trasformato in politica lacrime e sangue: tasse, tagli, povertà, lacrime di coccodrillo. Purtroppo non abbiamo anime che reagiscano con la passione e la competenza di Mike Norman, almeno nel ponte di comando. Ma se avete 5 minuti, ascoltatelo.
A. CLAMOROSO ALLA BANCA CENTRALE EUROPEA Nel Rapporto Annuale 2012 della Bce, di cui la stampa italiana ha sbrigativamente trattato nei giorni scorsi, si leggono le solite trite litanie. Gli enricoletta manco li pensano. Il cuore del dispaccio di guerra è a pagina 73.  Titolo: “Ulteriore risanamento dei conti pubblici è atteso nel 2013“. Ma come? E le fregnacce di Blanchard e di R&R? Possibile che Draghi non le abbia lette? Va bè. Andiamo avanti.
“In rapporto al PIL, le entrate dovrebbero aumentare di 0,5 punti percentuali, mentre la spesa diminuirebbe di 0,3 punti. Si prevede che il debito pubblico dell’area dell’euro in rapporto al PIL continui ad aumentare, di 2,0 punti percentuali al 95,1 per cento, con valori superiori al 100 per cento in cinque paesi (Belgio, Irlanda, Grecia, Italia e Portogallo)”. Tra minore spesa e maggiori tasse c’è un trasferimento di risorse da famiglie e imprese agli Stati dello 0,8% del Pil. 
E così “Il risanamento dei conti pubblici deve proseguire“. Ma come? Vediamo ancora: “Nonostante i progressi realizzati finora, occorre proseguire sulla via del risanamento per ripristinare la sostenibilità a lungo termine del debito nell’area dell’euro. Per quanto il risanamento possa dare luogo a un deterioramento temporaneo della crescita economica, se ben disegnato esso conduce a un miglioramento permanente dei saldi strutturali, con un impatto favorevole sulle traiettorie del rapporto debito/PIL“. Si faccia attenzione a questa affermazione: deterioramento “temporaneo” (viene da ridere), ovvero meno lavoro, meno consumi, meno “vita”, con impatto favorevole sulle traiettorie del debito/Pil. Ma chi se ne frega di un dato astratto? Qualcuno mangia il rapporto debito/Pil?
Alt. Qui arriva la menzogna scritta nero su bianco. Andiamo a capo.
“Le evidenze empiriche mostrano che livelli persistentemente elevati del rapporto debito pubblico/PIL (intorno o superiori al 90 per cento) incidono negativamente sulla crescita economica”. Una menzogna ribadita dopo che è stata dimostrata falsa dagli stessi autori che l’hanno divulgata. Ma come è possibile?
Continua: “Oltre ad avere un effetto diretto di spiazzamento dell’investimento privato, essi si associano a premi per il rischio sul debito pubblico più elevati, i quali comportano a loro volta tassi di interesse maggiori, con ripercussioni avverse per gli investimenti e altri ambiti dell’attività economica sensibili all’andamento dei tassi di interesse (tutto ciò non avviene ad esempio nel vicino Regno Unito, o non ha relazione ad esempio a quanto avviene fra Spagna e Italia, ma evidentemente c’è il dovere di sbagliare, a Strasburgo, ndr)”.
“Il risanamento delle finanze pubbliche può favorire la crescita economica nel breve periodo” (poco fa si è scritto che aveva un impatto deleterio nel breve periodo, ndr) (…) “Accrescere la flessibilità dei mercati del lavoro, dei prodotti e dei servizi migliorerebbe in misura decisiva la capacità di tenuta delle economie dell’area dell’euro”.
Ecco cosa si intende. Pagina 66, titolo: “Sono necessari ulteriori sforzi per continuare il processo di riequilibrio”. Il tutto per creare il “mercato comune” liberal-comunista: “Una sensibile, effettiva riduzione del costo del lavoro per unità di prodotto (…) è particolarmente urgente nei paesi dove l’elevata disoccupazione rischia di divenire strutturale e la concorrenza è debole“. Ok. Claro. Sì, parlano di noi.
Ancora, alla faccia di Blanchard e R&R: “(per aumentare la competitività) richiederà il contenimento della spesa e una maggiore efficienza di quest’ultima, in particolare nelle aree dell’istruzione, della sanità, della pubblica amministrazione e delle infrastrutture(…)”. E inoltre, incredibilmente: “Le strategie di risanamento dei conti pubblici dovrebbero essere incentrate sul rigoroso rispetto degli impegni già assunti nell’ambito del Patto di stabilità e crescita e del fiscal compact (per l’Italia circa 50 mld di euro l’anno per 20 anni, ndr). Tutti i paesi sottoposti a procedure per i disavanzi eccessivi devono assicurare il pieno conseguimento degli obiettivi di bilancio (…) Laddove ciò non avvenga, occorrerebbe adottare misure procedurali tempestive nell’ambito della procedura per i disavanzi eccessivi al fine di evitare che il consolidamento sia indebitamente ritardato e che venga compromessa fin dall’inizio la credibilità della nuova governance rafforzata per le finanze pubbliche“. Ditelo a enricoletta.
2 CLAMOROSO SILENZIO DELLA STAMPA ITALIANA Insomma, Mario Draghi ripete a pappardella le raccomandazioni dimostrate errate (quando non peggio) del Fmi, continua a farne strumento di ricatto politico per centinaia di milioni di cittadini. Non c’è un giornalista che lo faccia notare. Prendo Barbara Corrao del Messaggero, la quale scrive “che la Bce ricorda che un rapporto debito/Pil oltre il 90% danneggia lo sviluppo”. Ma è tutto così, copia e incolla, anche a La StampaRepubblicaRai.it,  e via discorrendo.
3 PEGGIO, SEMPRE PEGGIO, A BERLINO NON HANNO PIETA’ Quanto letto sopra è lo zucchero. In Germania, infatti, vogliono che il caffè sia amarissimo, indigesto, e non vogliono neppure che si dia il minimo sollievo al malato: altro che Stati Uniti d’Europa, siamo agli Stati Leghisti d’Europa.
4 LETTA SE CI SEI BATTI UN COLPO Dunque la Banca Centrale Europea, sottratta al controllo democratico, dà indicazioni a stati ex sovrani di diminuire il costo di salari e stipendi basandosi su affermazioni dimostrate come false. Si auspica che il nostro nuovo Presidente del Consiglio, consapevole di errori tanto evidenti, chieda la verifica delle competenze degli estensori del rapporto, la rimozione del Presidente Mario Draghi per responsabilità oggettiva e apra immediatamente un tavolo europeo di verifica della congruità di tutti i documenti economici approvati su queste basi e il loro annullamento.
Impossibile, forse. Lui non è un cuor di leone ma con Enrico Giovannini che in tv dice il contrario di quel che è scritto nei documenti ufficiali da lui firmati e con Fabrizio Saccomanni che affermava che “le misure di austerity porteranno ad una crescita attraverso la riduzione dei tassi di interesse”, c’è poco da sperare.
Anzi, niente.

Governo, Ruocco (M5s): Se Italia è come racconta Letta mi dimetto

http://carlaruocco.wordpress.com/2013/04/29/governo-ruocco-m5s-se-italia-e-come-racconta-letta-mi-dimetto/
Carla-intervista29 apr (Prima Pagina News) “Se l’Italia diventa il Paese che oggi ha raccontato Letta, allora mi dimetto. Se esco e trovo prati verdi, lavoro per tutti, redditi adeguati, che senso ha stare qui dentro?”. Lo spiega in una nota Carla Ruocco, deputata M5S, commentando il discorso del premier Enrico Letta nell’Aula di Montecitorio. “Certo, viene da chiedersi dove siano stati finora”, evidenzia andando contro le altre forze politiche. Ma Ruocco assicura: “Non siamo scettici a priori, collaboreremo se ci saranno punti sui quali convergere, valuteremo caso per caso. Tuttavia non diamo – spiega – fiduce cieche a chiacchiere. Oltretutto quello che vedo e’ difforme da quel che sento dire”, ma se ci saranno misure condivisibili, a iniziare “dall’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti, beh quelle le firmo anche col sangue”.

IL CARABINIERE SCRIVE A GASPARRI SU FACEBOOK

http://www.cadoinpiedi.it/2013/04/29/il_carabiniere_scrive_a_gasparri_su_facebook.html


A proposito del dito medio: "Mi vergogno di essere italiano come lei"


gasparri-carabiniere.JPGGasparri su Facebook: "La violenza va stroncata". Un carabiniere si fa avanti ricordandogli il famoso gesto: quel dito medio alzato davanti alla folla. "Mi vergogno di essere italiano come lei". 

sabato 27 aprile 2013

LA CHIAMANO DEPOSIT TAX .

http://www.eugeniobenetazzo.com/deposit-tax.htm

Ho partecipato ad un workshop in Svizzera questa settimana sulle possibili manovre che metteranno in cantiere per preservare sia la tenuta dei conti pubblici e bancari italiani nel breve ma soprattutto la stabilità e coesione della stessa Unione Europea. Il quadro che ne è emerso considerando il prestigio ed autorevolezza dei relatori e del rispettivo ufficio studi è stato poco entusiasmante. Tanto per cominciare ho gradito il fatto che finalmente qualcuno ha inizia a parlare in termini tecnici riferendosi alla “Deposit Tax” come il famigerato prelievo atteso sulle giacenze di deposito a prima vista presso gli istituti bancari. Su questo frangente sono emerse varie possibili interpretazioni, anche e soprattutto in contro tendenza con quanto esternato proprio daGiuliano Amato nei giorni scorsi il quale negava senza indugio e riserva l'eventualità di una prossima patrimoniale. Ce lo auguriamo tutti, tuttavia può essere interessante conoscere alcuni possibili scenari a fronte più che altro delle effettive contingenze di cassa del nostro paese nei successivi tre mesi.

La simulazione che è stata proposta presuppone non un prelievo coatto (molto impopolare e pericoloso per il rischio di escalation di episodi di violenza sociale sommaria) quanto piuttosto l'istituzione appunto di una imposta diretta il cui calcolo eversamento viene demandato al singolo contribuente. Il cluster che è emerso presupporrebbe infatti una imposta proporzionale (stimata tra lo 0,25 e lo 0,75%) calcolata sul cumulo dei saldi di conto corrente disponibili al 31 Dicembre 2012 ipotizzando una franchigia di Euro 100.000 (possibile anche Euro 250.000). Quindi per fare un esempio pratico (sempre ammesso che si arrivi a tanto), ogni contribuenteprovvede a sommare algebricamente tutti saldi di conto corrente e conto deposito al 31 Dicembre 2012: l'operazione sarebbe piuttosto semplice in quanto basta recuperare l'estratto conto a tal data. Dal totale che emerge si sottrae una soglia di franchigiadi Euro 100.000, pertanto sulla somma che eccede tale importo si dovrà applicare la Deposit Tax in base a quanto verrà stabilito e versare il tutto tramite Modello F24 entro la data prefissata o eventualmente anche rateizzare l'importo in più versamenti mensili.

Si stima che l'importo sarebbe di entità tutto sommato modesta, ad esempio se le vostre disponibilità liquide fossero state quantificate al 31/12/2012 in Euro 175.000, l'imposta che dovreste versare (con una Deposit Tax allo 0,25% ed un franchigia di Euro 100.000) ammonterebbe a Euro 187,50. Ha rivestito invece grande attenzione durante l'intera seduta di analisi macropolitica e finanziaria, il modus operandi e la ratio della Deposit Tax: infatti l'imposta per preservare la sua efficacia dovrebbe essere applicata retroattivamente, conoscendo la massiva attività di delocalizzazione finanziaria che sta caratterizzando il pease negli ultimi mesi con data più plausibile di calcolo individuata al 31 Dicembre 2012. In secondo luogo, si è formulata una modalità di applicazione non di stampo coatto o forzoso (tipo il governo che mette le mani nei conti dei contribuenti) quanto piuttosto spontaneo e volontarioindicando  le modalità di applicazione, calcolo e versamento dell'imposta. Rircordiamo a tal proposito che è stata recentemente istituita l'Anagrafe dei Rapporti Finanziari la quale potrà, quando lavorerà a regime, conoscere le disponibilità finanziarie di ogni contribuente su base trimestrale, partendo dall'anno di imposta 2011, grazie ai dati informativi che dovranno inviare con regolarità trimestrale tutti gli intermediari finanziari entro il 31/10/2013.

Per questo motivo ormai pensare ad aprire conti di appoggio bancario all'estero nella speranza di evitare la possibile istituzione della Deposit Tax è sul piano pratico inutile proprio per le modalità stesse di probabile applicazione (a meno di intraprendere strade illegali ed al limite dell'elusione fiscale). Su questo fronte invece, visto che il financial workshop è stato organizzato a Lugano da una banca di gestione di investimento, è stato molto istruttivo apprendere i rischi ed analizzare i pericoli sui quali si può incorrere nel detenere al momento depositi presso banche svizzere in valuta locale, quindi franchi svizzeri, a fronte del floor sul cross EUR/CHF a 1.20 imposto dalla Banca Nazionale Svizzera ancora nel Settembre del 2011 al fine di limitare ed impedire in futuro il continuo apprezzamento del franco nei confronti dell'euro. In buona sostanza qualora si dovesse verificare nei prossimi semestri un crash o un default sistemico nell'area euro (sto pensando alle elezioni tedesche di settembre) che metta in discussione la vita dell'euro, la Svizzera potrebbe andare incontro ad una gravissima crisi di stabilità finanziaria e valutaria proprio a causa della ingente esposizione in euro della sua banca nazionale, necessaria a mantenere l'andamento artificiale del franco svizzero contro lo stesso euro.

Ticket sanitari, aumenta il coro delle proteste. "Si rischia il collasso del sistema sanitario"

http://www.controlacrisi.org/notizia/Welfare/2013/4/27/33101-ticket-sanitari-aumenta-il-coro-delle-proteste-si-rischia/
Nel 2011, oltre 9 milioni di italiani non hanno avuto accesso alle cure mediche per ragioni economiche (dati Censis). Secondo un’altra indagine, il Rapporto Oasi 2012 dell'Università Bocconi, presentato a metà marzo dalla Fiaso, la federazione delle Asl italiane, i ticket sui farmaci sono aumentati del 40% nel corso del 2012. In assenza di un intervento del nuovo Governo, dal 1 gennaio 2014 entreranno in vigore nuovi ticket che sostanzialmente raddoppiano il carico degli attuali. In queste ore sono aumentate le prese di posizione contro la norma introdotta da Berlusconi e che ora si vuole porre in alternativa all'Imu. Un provvedimento quello sulla sanità che, stando a quanto afferma Giovanni Bissoni, presidente Agenas, Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, porterebbe al collasso del sistema sanitario. Si aggraverebbe ''quanto gia' sta accadendo nell'accesso alle cure- sottolinea Bissoni- riduzione dell'accesso ai servizi, minori entrate per le casse delle Asl, spostamento sul privato di chi puo' permettersi di pagare, rinuncia alle cure dei non esenti, trasformati dalla crisi in nuovi poveri ''. ''Essendo il ticket una compartecipazione di una quota minoritaria della popolazione, e per la fedelta' fiscale del Paese, non necessariamente la piu' abbiente - conclude Bissoni - due miliardi hanno un impatto sulle persone paganti ben superiore alla stessa Imu o all'aggravio Iva, che sono all'attenzione del Presidente incaricato e delle forze politiche''.
Per Codacons e Federconsumatori, pensare di tirar fuori dai ticket ben due miliardi di risorse "è una cosa assolutamente inaccettabile, le famiglie italiane fruiranno ancora meno dei servizi sanitari con gravi e negative ricadute sulla propria integrita' personale". Rosario Trefiletti, presidente di Federconsumatori ed Elio Lannutti, presidente di Adusbef, in una nota congiunta fanno notare che le famiglie italiane nel 2012 hanno sborsato 187 euro annui in piu' di spese sanitarie per aumenti di ticket sulle varie prestazioni. "Se come si profila ci saranno ulteriori aumenti per circa due miliardi predeterminati dalle ultime manovre di risanamento, le famiglie italiane si troveranno a dover pagare, ulteriori 84 euro, oltre i 187 del primo aumento, per una cifra complessiva di 271 euro annui", concludono Trefiletti e Lannutti.
“Sarebbe la mazzata finale: anche questa è ormai con tutta evidenza un'emergenza sociale", affermano in una nota il segretario confederale della Cgil, Vera Lamonica, e il responsabile Politiche della salute del sindacato, Stefano Cecconi. Secondo i due dirigenti sindacali "l'allarme lanciato dall'inchiesta di Repubblica, dove si denuncia l'esistenza degli 'esodati della sanita'', ovvero quei due milioni di italiani in fuga dalle cure perche' non hanno i soldi per il ticket, e' piu' che fondato. Anzi- proseguono- il Censis segnala un fenomeno di proporzioni piu' vaste: in nove milioni hanno rinunciato alle cure nel 2012 per motivi economici. E cresce, per chi puo' farcela, il ricorso alla sanita' privata, che diventa spesso piu' conveniente di quella pubblica gravata dai ticket".
"Non possiamo accettare questo gioco al massacro – scrive in un comunicato Cittadinanzattiva - eliminare l'Imu o mantenere la prevista introduzione ulteriore di ticket non e' una scelta possibile. Sarebbe come chiedere ai cittadini se preferiscono un tipo di salasso o l'altro. Negli ultimi anni, abbiamo gia' assistito a decine di miliardi di tagli al Fondo sanitario nazionale, e la prevista introduzione dei ticket da gennaio 2014 sarebbe l'ennesima richiesta per chi, come i cittadini, ha dato gia' molto oltre le proprie possibilita'".
“In questi giorni in cui il dibattito politico concentra tutta la sua attenzione sulle questioni economiche, dall'abolizione dell'Imu sulla prima casa agli ammortizzatori sociali, mi auguro che anche la sanita' sia equiparata a queste assolute, dichiara infine in una nota il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti. Il quadro che emerge dagli ultimi dati, infatti, - conclude Zingaretti - ci mostra che sempre piu' italiani rinunciano alle cure sanitarie perche' troppo care per le tasche gia' gravate dalla crisi economica da cui il Paese sta faticosamente cercando di uscire. Sono convinto che il grido d'allarme che sto lanciando sara' raccolto dalle istituzioni e dal Governo che in queste ore si sta formando. Non mi stanchero' mai di ripetere che un Paese civile e moderno deve garantire l'accesso ai servizi sanitari a tutti i cittadini. La rinuncia al iritto di usufruire a una prestazione medica per motivi economici sarebbe, per chi governa, una grave sconfitta".

martedì 23 aprile 2013

Tasse e royalties su idrocarburi, cave e acque minerali:il M5S prova a disincentivare il saccheggio della Sicilia

http://www.sicilia5stelle.it/2013/04/tasse-e-royalties-su-idrocarburi-cave-e-acque-mineraliil-m5s-prova-a-disincentivare-il-saccheggio-della-sicilia/

Petrolieri, proprietari di cave e di industrie di imbottigliamento dell’acqua nel mirino degli emendamenti del Movimento Cinque Stelle all’Ars. I deputati  M5S di Palazzo dei Normanni hanno presentato alcuni emendamenti alla Finanziaria che puntano a far cassa e al contempo a disincentivare l’estrazione di idrocarburi  o dalle cave e a ridurre la commercializzazione dell’acqua in bottiglie di plastica.
Il blitz in casa degli “intoccabili” frutterebbe  quasi trentadue milioni di entrate aggiuntive, che arriverebbero tassando o aumentando  le royalties su idrocarburi, acque, cave  e combustibili.
“Finora – dice il deputato Claudia La Rocca - la Sicilia è stata saccheggiata praticamente senza contropartita o con contropartite misere. Si pensi, ad esempio, all’attività di estrazione dalle cave, che finora ha prodotto zero entrate a fronte di ben 557 cave attive, o al pet-coke (una sorta di combustibile) per l’uso del quale finora non è stata prevista alcuna tassa o sanzione”.
Una mini rivoluzione è prevista dagli emendamenti a Cinque Stelle anche sul fronte acque minerali, la cui estrazione ha finora prodotto un attivo per la Regione di soli 900 mila euro, a fronte dei 2 milioni e mezzo previsti dagli emendamenti dei 5 Stelle.
L’emendamento presentato da La Rocca e dagli altri quattordici parlamentari stellati prevede infatti un aumento del canone relativo sia agli ettari utilizzati che all’acqua estratta, con sconti per chi imbottiglia in vetro o per chi pratica la politica del vuoto a rendere.
“Quest’ultimo – sottolinea Claudia La Rocca – è un aspetto importantissimo, se si pensa che in Italia l’acqua in bottiglie di plastica comporta l’uso di 365 mila tonnellate di PET, che comportano enormi  costi di smaltimento, considerando che in regioni come la nostra non esiste un sistema di riciclo dei rifiuti efficiente”.
E’ sul fronte degli idrocarburi, però, che si avrebbero i maggiori vantaggi dai correttivi alla Finanziaria. L’emendamento preparato in casa 5 Stelle prevede infatti il raddoppio delle royalties (che passerebbero dal 10 al 20 per cento) e l’eliminazione della franchigia.
Se dovesse arrivare il via libera, le entrare per la Sicilia in quest’ultimo ambito raddoppierebbero, passando dagli attuali quasi 19 milioni di euro a circa 38 milioni.

lunedì 22 aprile 2013

IL GOVERNO GRECO CERCA CAMPI MILITARI DA UTILIZZARE COME PRIGIONE PER I DEBITORI STATALI

http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=11759
FONTE: KEEPTALKINGFREECE

Un poco alla volta, la Grecia si sta trasformando in una versione del XXI secolo del tetro e buio mondo di Charles Dickes: famiglie che bruciano legna per scaldarsi, lavoratori che lavoro per due soldi… e, per mettere la ciliegina sulla torta greca, tra poco anche prigioni per i debitori! Ciò che abbiamo riferito a gennaio, è diventato realtà: prigioni fiscali! Il governo sta cercando dei campi militari per trasformarli in prigioni per coloro che non sono in grado di pagare i loro debiti: fisco o fondi per la previdenza sociale, ad esempio. Tuttavia, le condizioni delle prigioni non saranno così dure come quelle della prigione Marshalsea, dove Willam Dorrit ha trascorso molto tempo. 



I moderni debitori greci in prigione, vivranno in “condizioni umane” perché debitori di più di 5.000 € allo stato, come ha affermato il Ministro della Giustizia ai membri del parlamento giovedì. 

“Lo stato sta cercando un campo militare entro i limiti della prefettura di Attica per la custodia dei debitori statali accusati di pene detentive”, ha detto il Ministro della Giustizia Kostas Karagounis al gruppo MPS, aggiungendo che la prigione speciale per debitori migliorerà le loro condizioni detentive, che diventeranno più umane. 

Sì, il fattore umano sarà che non saranno tenuti insieme agli assassini, spacciatori o rapinatori. 

Il piano di costruire prigioni economiche è inevitabile dopo le decisioni rilevanti e le lettere circolari emesse dal Ministero della Finanza. Lo scorso febbraio, il ministro ha deciso di imporre persino pene detentive per coloro che devono allo stato più di 5.000 €. I debitori avranno la possibilità di iniziare a pagare i loro debiti a rate – la data di scadenza è fino a 40 mesi – prima che vengano messi dietro le sbarre.

Il Ministro della Finanza sembra considerare le pene detentive come l’unico modo per far rispettare il piccolo diavolo della bancarotta per “dare allo stato ciò che spetta allo stato”, persino la tassa di proprietà, la tassa di solidarietà e la tassa sul commercio e forse tasse sul reddito che possono arrivare al totale di 5.000 € di debito entro due anni, inclusi gli interessi. 

Debiti e pene detentive

Un debitore deve:

5.000 € potrebbe andare in prigione per 12 mesi 

10,000+ euro – almeno 6 mesi 

50,000+ euro – almeno 1 anno

150,000+ euro – almeno 3 anni

Ovviamente, lo stato preferirebbe un accordo di pagamento in 48 rate cosicché i debitori possano pagare gradualmente l’ammontare di denaro che devono allo stato.

E se non pagano? E se non hanno nessun bene che lo stato può confiscare? Possono trascorrere diversi mesi in una cosiddetta “prigione fiscale” e godersi le condizioni umane…

E così nella compagnia “big fish”, come uomini d’affari che devono allo stato diversi milioni di euro o addirittura miliardi! Come, secondo quanto riportato dai media greci, l’uomo arrestato giovedì perché deve allo stato 6,3 miliardi di euro.

PS: Ho chiesto ad un amico: “Coloro che hanno portato il paese a questa situazione economica andranno in prigione?” Il suo consiglio è stato: “Togli il punto interrogativo!” 

Siamo tornati ai tempi di Dickes e della piccola Dorrit. 

Fonte: www.keeptalkinggreece.com
Link: http://www.keeptalkinggreece.com/2013/04/18/greek-govt-seeks-military-camp-to-serve-as-prison-for-state-debtors/
18.04.2013

Traduzione a cura di GIULIA PERINO per www.comedonchisciotte.org

venerdì 19 aprile 2013

I fiori più belli per Sara e Francesca



Vi ricordate Sara Panuccio e Francesca Colonnello, le due ragazze morte nella tragedia di Ventotene (qui la lettera che il papà di Sara, Bruno Panuccio, aveva scritto a Byoblu.com)? Domani saranno tre anni dal giorno della sciagura, da quella maledetta gita scolastica che avrebbe potuto essere una delle tante cui i nostri ragazzi partecipano, nella spensierata convinzione di divertirsi e di tornare a casa dalle loro famiglie per raccontarlo, magari con le guance arrossate dal sole.

http://www.byoblu.com/post/2013/04/19/i-fiori-piu-belli-per-sara-e-francesca.aspx#more-14350


Una frana che avrebbe potuto essere prevista, una tragedia che avrebbe potuto essere evitata, prendendo le opportune precauzioni, molto prima di trasformarsi in dolore, e poi in rabbia, e poi in un processo e, infine, in una sentenza. Sentenza che, tuttavia, ora potrebbe perfino non arrivare, a causa della probabile chiusura del tribunale di Gaeta e del conseguente spostamento del processo a Cassino.
Se questo dovesse avvenire, sarebbe ovviamente una vergogna tutta italiana, che non deve in alcun modo venire oscurata dalle elezioni del nuovo Presidente della Repubblica. Si dimenticano tante cose, in questa repubblica un po’ distratta. Questa no. La fotografia di Ventotene va tenuta bene appiccicata alla parete, in bella mostra. Bisogna farlo per Bruno, certamente, e per Sara e Francesca, soprattutto. Ma anche per tenere desta l’attenzione di tutte quelle amministrazioni pubbliche che potrebbero trasformarsi da un giorno all’altro in assassine, spesso per ignavia o per pressappochismo.
Vogliamo verità e giustizia. Saranno i fiori più belli che potremmo recidere in memoria della profumata fragranza di primavera che colorava i visi sorridenti di due ragazzine felici.

giovedì 18 aprile 2013

L’immaginazione Al Potere



di Tinazzi

I partiti sono un insieme di correnti che esprimono una cordata vincente con l’obiettivo di conquistare e possedere il potere atttraverso la conquista delle posizioni in tutte le branchie dello stato. IL Parlamento è espressione di 5 o 6 persone dominanti , oligarchie politiche ed economiche che decidono il 70% dei parlamentari . Da anni il parlamento è svuotato di ogni funzione se non rimanendo come gigantesco centro di costo ed è il governo che dispone attraverso decreti legge , parlamento quindi  con una pletora di yes men che si limitano a votare sulla base di ordini delle segreterie  . Piu’ le maggioranze sono instabili , piu’ diventa importante la distribuzione delle seggiole dove il manuale cencelli impera.
*****
L’entrata del movimento 5 stelle ed il suo peso da solo , pur rimanendo il parlamento fermo o quasi , ha cambiato tutti gli equilbri.
IL divide et impera ha portato i maggiori partiti o coalizioni a prendere in giro la gente in campagna elettorale con una finta contrapposizione dove il voto era inutile per poi spartirsi al tavolo del potere gli incarichi che non sono solo quelli che sembrano importanti , ma sopratutto quelli bancari , finanziari e di controllo delle maggiori aziende di stato.
Pertanto i cittadonzi , venivano chiamati alle urne come ebeti per partecipare al finto rito della democrazia dei partiti.
*****
E’ bastata una truppa anche sgangherata di M5S , con processi nuovi , anche approssimativi a distruggere la scacchiera solita del potere , dimostrando l’incantesimo truffa dei partiti dove dalle nebbie emerge solo la bava della spartizione.
Ma l’anomalia ha avuto un effetto turbo ; le Quirinarie , di fatto, hanno presentato in tutte le posizioni candidati di sinistra meno peggio provenienti dal mondo del giornalismo , della politica , della solidarietà , della magistratura.
Una autostrada per il PD di Bersani con la sua  corrente dominante che  da anni che gestisce il partito come Berlusconi il PDL , l’unica differenza è una dittatura verso una oligarchia . Un partito che ha due anime di potere , quella che conosciamo e il Vaticano.
Beffa del destino ha voluto che Gabanelli e Strada rifiutassero la nomina , fra il panico della dirigenza PD e si presentasse come candidato la persona piu’ scomoda per il PD ; un suo uomo , un ex presidente del PD , un suo onorevole ed una persona influente con una propria corrente nel partito che si è mosso bene anche con iniziative nella società civile , ma sempre parte integrante della casta politica.
Quello che poteva sembrare un autogoal del movimento 5 stelle che di fatto non ha espresso un candidato M5S , si è trasformato in uno tzunami di portata enorme.
La convergenza infatti sul nome di Marini di fatto sposta i termini dell’inciucio PDL = PD-L e vede nascere una nuova forza politicante il PD = DC .
Bersani ha capito che è al capolinea , alla faccia del partito cerca di raggranellare piu’ potere possibile per se e per i propri adepti , esprime un presidente inciucio , esprimerà un governo inciucio , si accaparra della liquidazione finale alle spalle dei cittadini , del suo partito e sopratutto di chi l’ha votato. UN morto che cammina espressione della vecchia politica non poteva che fare questo.
IL PD finisce oggi con una esperienza fallita , distrutto da una classe dirigente inavomibile , da scarsi principi etici e politici di base , si espone al ridicolo , alla beffa dei suoi elettori dopo averli presi per il culo con le finte primarie.
Ma non finisce qui’ ; nel regolamento parlamentare dell’M5S non era previsto che parlamentari potessero richiedere di aderire al gruppo M5S . Oggi nel parlamento molti deputati e senatori PD si sentono M5S.
L’M5S che ha i suoi problemini non farà scouting , non è nella sua mission e principi.
Di fatto l’ha già fatto , ha convinto ormai il paese che è l’unica vera alternativa per cambiare questa farsa di paese ; il prossimo presidente sarà delegittimato , il prossimo governo pure e le prossime elezioni portaranno l’M5S al governo del paese , anche per totale mancanza di avversari credibili.

domenica 14 aprile 2013

“Sanità è profitto. Si inventano nuove malattie”: la denuncia di Gino Strada

http://www.eticamente.net/9406/sanita-e-profitto-si-inventano-nuove-malattie-la-denuncia-di-gino-strada.html

Gino Strada è un chirurgo e pacifista italiano. E’ fondatore, assieme alla purtroppo defunta moglie Teresa Sarti, dell’ONG italianaEmergency. E famoso per la sua schiettezza e per la sua sete di verità.
E’ stato ospite nella trasmissione televisiva “Che Tempo Che Fa” e, intervistato dal conduttore Fabio Fazio, ha rilasciato delle dichiarazioni che devono far riflettere.
Eccovi alcune delle sue parole: “La sanità italiana era tra le migliori ma adesso è in crisi per colpa della politica che ha inserito il profitto. Gli ospedali sono diventati delle aziende. Oggi il medico viene rimborsato a prestazione, che è una follia razionale, scientifica ed etica. Si mette il medico in condizioni di dover fare o di ambire a fare più prestazioni perché così si guadagna e quindi si inventano nuove malattie e cure, oppure si fanno interventi chirurgici inutili”.
Frasi che suscitano amarezza, tristezza e rabbia.
Egli continua: “L’obiettivo non è più la salute, ma il fatturato. Il profitto va abolito nella sanità, perché abolendolo e rendendo una sanità gratuita a tutti coloro che sono sul territorio italiano, si avrebbero 30 miliardi di euro da investire ogni anno”.
Per rivedere l’intero intervento di Gino Strada cliccate qui.



venerdì 12 aprile 2013

Perché la democrazia digitale, oggi, ha vinto una battaglia, non il contrario.

http://www.byoblu.com/post/2013/04/12/Perche-la-democrazia-liquida-oggi-ha-vinto-una-battaglia.aspx

Democrazia Digitale Presidente della Repubblica Beppe Grillo Voto Online

 Nessun sistema è perfetto. Su questo, immagino, saremo tutti d'accordo. Chi fa politica da generazioni (o chi scambiava voti in cambio di promesse di lavoro o di soldi, sia alle primarie che alle politico-amministrative), sa bene quali e quanti giochetti si riescano a fare con le schede elettorali e con le matite copiative, così come non sfugge quante polemiche abbiano suscitato - per esempio - quei 200 mila voti degli italiani all'estero nell'utlima tornata elettorale. Non si capisce dunque perché la cosiddetta "democrazia digitale", ovvero la possibilità di svolgere le medesime operazioni di voto con sistemi informatici e sfruttando la rete, dovrebbe essere esente da qualunque tentativo di manonissione, oppure essere considerata risibile. Come minimo dovrebbe partire alla pari, con in più quel vento a favore determinato dall'evidente constatazione che qualsiasi cosa, nel mondo, ormai viaggia verso la sua trasformazione in sostanza immateriale. Nel tempo della "internet delle cose", dove perfino il frigorifero e la lavastoviglie, gli orologi, i sistemi anti-furto, i conti correnti bancari, le radiosveglie e i sistemi di guida degli autoveicoli finiscono o finiranno in rete, perché si dovrebbe continuare a votare con una matita in mano e un pezzo di carta?

 Chiarito questo punto, ovvero il fatto che sia giusto e anzi doveroso provarci, è anche comprensibile come una parte dei commentatori che animano blogosfera (e non) si sbizzarriscano nel tentare di usare l'episodio del tentativo di intromissione informatica nel meccanismo di voto online per il Presidente della Repubblica a Cinque Stelle per ipotizzare, talvolta con ironia, che il sistema sarebbe inadeguato. Un sistema di voto elettronico non deve essere visto come un mero complesso di software e hardware che raccoglie indicazioni di voto e compila graduatorie. Quella è la parte, diciamo così, "meccanica". La quale può essere più o meno efficace, contemplare sistemi anti-intrusione più o meno complessi e così via. In nessun caso può mai essere ritenuta sicura al 100%. Perfino gli algoritmi di cifratura più complessi dipendono, per la loro affidabilità, dalla potenza di calcolo disponibile a chi tenta di bucarli. Tuttavia, un processo non si esaurisce in un'accrocchio di cavi e di programmi, ma comprende strumenti di controllo e monitoring. Il "processo" di votazione online per il candidato a Cinque Stelle al Quirinale, nella fattispecie, era disegnato per includere un ente certificatore esterno scelto tra i primissimi per qualità ed esperienza, con sedi in tutto il mondo, che dopo aver valutato che fossero soddisfatti i requisiti base nell'architettura e nell'infrastruttura tecnica messa a disposizione per le consultazioni, ha accettato di svolgere le operazioni di verifica, eseguendo controlli a campione lungo tutta la durata delle operazioni di voto. Ed è proprio grazie a questo processo, nel suo insieme, che il tentativo peraltro molto sofisticato di falsificazione dei risultati è stato scoperto e denunciato, portando all'invalidamento di tutta l'operazione e alla sua ripetizione.

 Il processo avrebbe dunque dimostrato di essere inaffidabile? Direi piuttosto il contrario: il processo ha dimostrato di non avere ceduto di fronte ad un'aggressione esterna e, dunque, di essere sostanzialmente affidabile. La ripetizione del voto è parte integrante di una metodica che garantisce che l'intenzione di voto dei cittadini possa corrispondere puntualmente con i risultati che saranno pubblicati, e non può essere vista, in maniera abbastanza strumentale, come una prova di debolezza. 

 Chi non fa queste valutazioni, nel loro insieme, dimostra scarsa dimestichezza con le capacità di analisi richieste a chi disegna metodi e processi validi per qualunque contesto, proprio in quanto descrivono principi sufficientemente astratti e generali da poter essere applicati con successo sia - per esempio - al governo delle complessità che si incontrano nei controlli a campione su una filiera di produzione industriale, sia - come in questo caso - alle specificità della democrazia digitale, dove l'importante è che una partita di voti "avariata" sia identificata con sicurezza ed estromessa dal computo dei risultati finali. 

mercoledì 10 aprile 2013

Il bunker patologico del proprio interesse

http://www.italianiliberi.it/Edito13/il-bunker-patologico-dei-proprio-interesse.html

  C'è un’unica e sicura dirimente oggi per capire i significati e le intenzioni degli esponenti politici, sia quando sono ambigui, sia quando appaiono chiari e schierati dalla parte dei cittadini: la loro dipendenza dai cosiddetti “poteri forti”, dall’alta finanza, e dall’Europa che ne è serva. Così, per esempio, può essere apparso onesto e perfino simpatico il “saggio” un po’ cretino Valerio Onida quando ha ammesso di star lì, insieme agli altri “saggi”, per occupare la scena vuota; ma è ridiventato subito quello che è, un succube dell’alta finanza, uno che odia l’Italia e gli italiani, non appena ha indicato come suo prediletto per la Presidenza della Repubblica, Giuliano Amato. Come avrebbe potuto essere diversamente, del resto, visto che era stato scelto dal massimo odiatore degli italiani, Giorgio Napolitano?

  Sembra quasi incredibile il punto di degrado etico cui giunge una classe politica quando si trasforma, come oggi quella italiana, in un piccolo gruppo di persone chiuse nel bunker della conservazione e difesa di se stesse. Nulla più esiste ai loro occhi salvo questo: la propria sussistenza, il proprio interesse; e per difenderli  escogitano mezzi che non hanno nessun riscontro con la realtà, così che tutta la nazione che in apparenza essi continuano a rappresentare, si configura come un paese agli ultimi termini, lebbroso, marcio, putrefatto, consegnato davanti ai propri cittadini e davanti al mondo ai crimini di coloro che lo governano. Questa è, infatti, la legge della natura umana, cui nessun individuo e nessuna società può sfuggire: superato il livello di guardia posto dalla consapevolezza del rapporto con gli altri, con le norme che lo regolano, non sussiste più nessuna “etica” perché la percezione dell’altro serve esclusivamente per usarlo, ucciderlo per il proprio interesse, la propria salvezza.

  Il quadro offerto in questi giorni dai responsabili dei Partiti, dalle massime cariche dello Stato, dal Governo in carica, è appunto quello dell’assoluta devastazione di ogni pur minima coscienza etica, della rottura di ogni legame con il proprio popolo che, infatti, tace annientato e si suicida (quattro suicidi negli ultimi due giorni indotti dal governo). La pseudo logica che sostiene quanto dicono e fanno i politici è appunto uno dei sintomi più vistosi della patologia mentale che li guida. Si sono aggrappati alla battaglia per i pochi posti di potere rimasti in lizza come lupi affamati agli ultimi brandelli di carne pendenti dalla vittima: non pensano ad altro, non vogliono altro. Se n’è avuta una specie di controprova nell’esaltazione offerta dal partito di Berlusconi all’unico sciacallo che si è sempre vantato della sua natura di sciacallo e che lo fa gongolare di ogni distruzione sociale che provoca. Pannella si è esibito al suo meglio, sparando con la solita violenza che non teme smentite le più grosse menzogne sull’enorme consenso alle sue idee, un consenso che non gli ha dato alle ultime elezioni neanche il minimo dei voti per entrare in Parlamento. Ci si domanda: perché proprio il Pdl vuole servirsi di Pannella e dei Radicali? Ammesso che possano portargli qualche voto, sicuramente gliene faranno perdere molti fra i suoi abituali elettori, non soltanto fra quelli cattolici, ma anche fra quelli che, forniti di buon senso, sanno bene che dietro ai Radicali ci sono sempre stati i “poteri forti”, l’alta finanza mondialista ed europea che se ne serve come strumento ottimale per quella disgregazione delle società e delle nazioni indispensabile al primato dei banchieri. Ma, bisogna ripeterlo: i politici hanno ormai perso qualsiasi sensibilità etica e l’unico Potere in cui vedono la possibilità di sostegno è quello dell’alta finanza che guida tutto e tutti, nel mondo e in Europa. È una guida alla distruzione: i banchieri non sono soltanto privi di etica, ma anche forniti di scarsissima intelligenza. Possiamo sperare soltanto che ci sia data la possibilità di liberarcene con le prossime elezioni.

Ida Magli

martedì 9 aprile 2013

Commissioni parlamentari : Elettori PD che si atteggiano a sapienti citando la legge sbagliata

http://www.italiaincrisi.it/2013/04/09/commissioni-parlamentari-elettori-pd-che-si-atteggiano-a-sapienti-citando-la-legge-sbagliata/

Cari elettori del PD. Ma lo volete capire che vi stanno prendendo in giro e voi con il palo nel sedere vi atteggiate come se foste quelli furbi quando invece vi hanno appena fregato?
Oggi il Movimento 5 Stelle farà la sua protesta contro l’ostruzionismo relativo alla partenza dei lavori in parlamento. Ieri Claudio Messora del gruppo di comunicazione M5S ha scritto un messaggio su facebook che esattamente citava così :
“Dove è scritto, esattamente, quello che dice il TG di LA7 di Enrico Mentana, che sostiene che la Costituzione e i regolamenti parlamentari prevedano che le Commissioni siano composte secondo rapporti di Governo di maggioranza e opposizione? Qualcuno lo vede scritto da qualche parte? Codice, pagina e capoverso, per favore.
Alchè una miriade di troll del PD che hanno iniziato ad insultarlo dandogli dell’ignorante perchè c’è scritto chiaramente nel seguente passaggio :
ingannoLegge 127, art.30 comma 3: “L’ufficio di presidenza [della Commissione], composto dal presidente, da un vicepresidente e da un segretario, è eletto dai componenti del Comitato a scrutinio segreto. Il presidente è eletto tra i componenti appartenenti ai gruppi di OPPOSIZIONE e per la sua elezione è necessaria la maggioranza assoluta dei componenti.”
e non avete idea di quanta gente ha risposto citando questo punto del regolamento!
PECCATO che ciò di cui si parla in quell’articolo è il regolamento del COPASIR! Non delle commissioni!
NON HA NULLA A CHE FARE CON LA PARTENZA DEI LAVORI NEL PARLAMENTO che è il motivo per cui il M5S sta protestando denunciando l’ostruzionismo degli altri partiti che stanno bloccando tutto per scegliersi comodamente le poltrone.
Ma la cosa triste è che i piddini non solo ci cascano ma si vantano pure e chiamano gli altri ignoranti!
Fatevi un’altra domanda, amici del PD, ma se non fosse come dice il M5S perchè Grasso sta cedendo al pressing sull’avvio dei lavori?
Felice Marra

domenica 7 aprile 2013

In arrivo la piattaforma informatica a 5 Stelle


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L’ultimo post è stato provocatoriamente inserito per anticipare quello che a mio avviso è stato il punto centrale del meeting a Villa Valente con Beppe.
Ci stiamo preparando a un qualcosa d’incredibile, noi del movimento abbiamo tutto il mondo che osserva, tra un paio di mesi sarà avviata la “piattaforma informatica” che permetterà a tutti gli attivisti 5 stelle di intervenire direttamente nella stesura e controllo delle proposte di legge, al mondo esistono già ora esempi di questo tipo che riguardano piccoli paesi come l’Islanda, ma nel nostro caso assisteremo a ripercussioni di livello planetario.
COME FUNZIONA: produrre le specifiche di un software di questo tipo necessita la profonda conoscenza delle dinamiche sociali e di pensiero interne al movimento.
Ci saranno due canali di comunicazione 1) dal gruppo parlamentare alla base 2) dalla base al gruppo parlamentare.
Il primo punto risponde alla necessità di partecipazione delle iniziative di legge da presentare alle camere, le commissioni che avranno preparato i testi di legge sottoporranno i medesimi alla valutazione della base, che potrà valutarli in apposite “stanze virtuali” ovviamente in corrispondenza con le commissioni permanenti dove si potranno fare 3 tipi di osservazioni; procedurale, sostanziale formale, in modo tale che ogni singolo contributo abbia già una sua collocazione, tutti i contributi saranno posti all’attenzione di un referente per commissione permanente in grado di valutare l’opinione della base sul punto specifico.
Viceversa dalla base al gruppo parlamentare, deve rispondere all’esigenza in cui la base come da statuto possa proporre testi di legge da discutere direttamente nelle camere se votate del 20% degli iscritti certificati al movimento, questo avverrà sempre tramite le stanze virtuali, le singole idee dovranno acquisire consenso dalla base di attivisti, ci saranno vari livelli di “consenso/attenzione” fino ad un livello massimo prestabilito, a questo punto la proposta sarà messa ai voti.. se acquisirà il 20% dei consensi sarà sottoposta alle commissioni permanenti.. e noi dipendenti deputati saremo obbligati a far partire l’iter legislativo.
Questo strumento sarà a vostra disposizione tra circa 2 o 3 mesi.. abbiamo bisogno prima di capire a fondo il funzionamento di entrambi i rami del parlamento e le varie fasi di “nascita di una legge”…
come dire .. prima la teoria e poi la pratica …
provate ora a immaginare e sognare … se la base composta ad esempio da 500 mila utenti, decida in completa trasparenza di non concedere un appalto o non approvare un bilancio a causa di palesi infiltrazioni mafiose….
Cosa faranno?? ci ammazzeranno tutti e 500 mila??

Cosimo Petraroli

sabato 6 aprile 2013

LA CRISI INFINITA

http://www.cadoinpiedi.it/2013/04/06/la_crisi_infinita.html

Più che di una crisi sistemica ormai si deve parlare di una crisi infinita. La vicenda Cipro non è che una delle tante sfaccettature con cui si è mostrata in tutta la sua pericolosità distruttiva


La crisi del debito sovrano, iniziata nei primi mesi del 2010 come aborto embrionale della bolla sui mutui subprime, sembra non conoscere via di uscita, sempre più commentatori indipendenti iniziano a schierarsi al mio fianco facendosi portavoce della medesima constatazione: più che di una crisi sistemica ormai si deve parlare di una crisi infinita. La vicenda Cipro non è che una delle tante sfaccettature con cui si è mostrata in tutta la sua pericolosità distruttiva: oggi le varie autorità sovranazionali riconoscendo l'errore da principianti (ricordano molto gli USA quando salvarono la Lehman) fanno proclami a ripetizione sottolineando come quanto attuato per l'economia cipriota non possa essere preso ad esempio in futuro anche per altri paesi. Speriamo. Le speranze tuttavia non hanno mai protetto gli investimenti dei piccoli risparmiatori e né tanto meno i portafogli dei grandi operatori istituzionali. Non penso sia superfluo ricordarvi che in due anni dall'Italia sono stati smobilizzati investimenti tangibili e non (quindi asset finanziari) per oltre un trilione di euro (mille miliardi): denaro che è uscito da una moribonda economia italiana e dal suo pietrificato sistema bancario ed ha preso la via verso lidi considerati più sicuri e protettivi. 

Mi permetto di fare questo richiamo a fenomeni finanziari che si stanno perpetuando da quasi due anni perchè ancora oggi esistono migliaia e migliaia di piccoli investitori e risparmiatori italiani che hanno deciso diintraprendere la strada della delocalizzazione finanziaria solo ora perchè scossi dalle vicende cipriote. Questo fiume di denaro ha fatto e sta facendo la fortuna di altri paesi che adesso in qualche modo sono stati presi di mira dalle comunità finanziarie le quali evidenziano come si possono verificare in futuro altri casi Cipro visto le strette analogie (almeno superficiali) con l'economia cipriota. Sul piano giornalistico questo problema è stato posto in luce mettendo sotto osservazione e in quarantena finanziaria i cosiddetti Stati Banca. Con questo termine si suole adesso definire tre stati all'interno dell'Unione Europea, Lussemburgo, Slovenia e Malta, che hanno un'economia complessivamente di modeste dimensioni, ma basata su un peso rilevante degli assets finanziari detenute dalle rispettive banche in rapporto alla dimensione del PIL. Presi nella loro singolarità, gli Stati Banca uguagliano o addirittura superano la casistica cipriota: 750% per Malta, 150% per la Slovenia e 2.200% per il Lussemburgo.

Da un'analisi superficiale, solo sul piano quantitativo, verrebbe da rabbrividire: gli assets bancari a Cipropesavano otto volte il PIL. Tuttavia se ci soffermiamo anche sul piano qualitativo scopriamo profonde e determinanti differenze. Prima fra tutte, la caratteristica di internalizzazione del panorama bancario dei paesi in questione. Mentre Cipro si basava su due banche nazionali, Malta, Lussemburgo e Slovenia godono, soprattutto le prime due, di una copiosa presenza di banche di azione e prestigio internazionale. In misura secondaria questi paesi possono contare su un debito sovrano sostenibile (government debt on gross domestic product) caratterizzato da un'economia frizzante e in continua crescita con percentuali che né Germania, Francia o Austria possono oggi spendere: 73% per Malta, 22% per il Lussemburgo e 53% per Slovenia. Dei tre solo quest'ultima, un tempo conosciuta come la Svizzera dei Balcani, sta attraversando unperiodo di forte difficoltà e turbolenza economica che sta iniziando ad impattare sulla stabilità finanziaria del paese soprattutto sul sistema bancario visto l'aumento delle sofferenze bancarie oggi stimate a quasi 1/5 del PIL.

Per questo motivo sarebbe consigliabile in via cautelativa evitare una delocalizzazione finanziaria con questo paese e le sue banche. Infine gli Stati Banca godono di bassissima ingerenza o legami con le economie più deboli dell'Unione Europea, quindi gli stessi hanno poco coinvolgimento con le sorti dei FISH, il nuovo acronimo che sostituisce i PIGS ed individua in France, Italy, Spain and Hollande i prossimni quattro paesi che potrebbero diventare un problema non più sostenibile per la coesione e stabilità della moneta unica. Ricordiamo infatti ancora una volta che Cipro è un paese il cui panorama bancario è strutturato fondamentalmente sullapresenza ed operatività di due grandi banche di interesse nazionale, Laiki Bank ed Hellenic Bank, le quali avevano una esposizione decisamente rilevante con l'economia greca. Il caso Cipro, al di là degli aspetti legati al gossip finanziario per il clamore suscitato, dimostra ancora una volta l'importanza di effettuare e puntare su investimenti e gestori di investimento che godono di una correlazione negativa sia con la volatilità e l'incertezza dei mercati e sia soprattutto con i rischi sistemici esogeni. 

venerdì 5 aprile 2013

4 anni di carcere al sindaco leghista che portava russe e rumene sull'auto blu

http://odiolacasta.blogspot.it/2013/04/4-anni-di-carcere-al-sindaco-leghista.html

L’ex sindaco di Varese, Aldo Fumagalli, è stato condannato a 4 anni di carcere dal tribunale, con le accuse di peculato e «induzione indebita a dare o promettere utilità». Il politico della Lega Nord fu sindaco della città dal 1997 al 2005, e si dimise quando la procura gli inviò gli avvisi di garanzia, accusandolo di aver effettuato dei viaggi in auto blu per trasportare delle giovani ragazze romene e russe.
Il tribunale lo ha riconosciuto colpevole di peculato proprio per l’utilizzo delle auto pubbliche in viaggi non di servizio (in un caso si fece portare a Monza per incontrare una ragazza oppure fece portare una delle giovani amiche a Varese dall’autista comunale).I giudici lo hanno assolto per una seconda accusa di peculato (aver occupato la casa dei poveri del comune per darla a un’amica), ma ne hanno stabilito la colpevolezza per due capi di imputazione più complessi: «induzione indebita a dare o promettere utilità». Stratta di una forma di concussione attenuata che però nasconde le pressioni esercitate verso una titolare di cooperativa, Augusta Lena (allora fidanzata con il fratello di Umberto Bossi) affinché mettesse a disposizione un appartamento per le giovani amiche di Fumagalli. La donna ha testimoniato che dovette sottostare alla richiesta per paura di perdere l’appalto delle pulizie in comune. L’ex sindaco è stato altresì condannato all'interdizione dai pubblici uffici per 5 anni. Farà ricorso in appello, ma anche il pm Agostino Abate farà ricorso, dato che aveva chiesto 6 anni di carcere e una formulazione più pesante della concussione. L’ex sindaco ha commentato dopo la sentenza: «Questo pm mi perseguita da anni, sono tutti fatti non veritieri».