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giovedì 17 gennaio 2013

Associazione sordomuti Antonio Provolo - Marco Lodi Rizzini

http://www.beppegrillo.it/2013/01/associazione_sordomuti_antonio_provolo.html#commenti




"Ma chi avrà scandalizzato uno di questi piccoli che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse legata una macina d’asino al collo e che fosse sommerso nel fondo del mare." ( Matteo 18:6 )
Intervento di Marco Lodi Rizzini, portavoce dell’Associazione Sordomuti Provolo di Verona
Saluto tutti gli amici del blog di Beppe Grillo, sono Marco Lodi Rizzini, portavoce dell’Istituto Sordomuti Provolo di Verona. Gli ultimi sviluppi del caso Provolo, che è diventato un caso internazionale, visto che siamo usciti con 4 pagine sul New York Times, per quanto riguarda gli abusi clericali, sono che dopo aver concordato e voluto la commissione dal Vaticano, che si è svolta a Verona e dove sono stati sentiti circa una ventina di sordi che si dichiaravano abusati dai sacerdoti del Provolo, il Vaticano in dicembre con lettera della congregazione della fede ha riconosciuto che gli abusi ci sono stati nella realtà, ha comminato alcune pene molto edulcorate ai sacerdoti, che ormai sono in età avanzata, ha dichiarato da non credere al sordo che diceva di essere stato abusato dal Vescovo Carraro, che è stato vescovo dagli anni fine '50 a '70 a Verona. E quindi la congrega ha dato il benestare al Tribunale ecclesiastico di procedere allabeatificazione del Vescovo che era stata fermata. Solo che nel frattempo sono saltate fuori altre due testimonianze di sordi, una per de refero e l’altra reale, cioè di un sordo ancora vivente, che ha dichiarato di essere stato abusato dal vescovo stesso. Quindi questi sono gli ultimi sviluppi, adesso noi stiamo attendendo di vedere come muoverci. Prima avevamo fatto una denuncia in Parlamento, il 23 gennaio del 2009, siamo stati in Parlamento a fare una conferenza stampa con l’onorevole Turco, e l’Avvocato Rosso Di Vita. Mentre il vescovo di Verona, l’attuale, ha inveito contro Giorgio Dalla Bernardina (Pres. Associazione sordomuti Provolo), dicendo che era stato ricattato, che la associazione aveva chiesto soldi, per poi essere stato denunciato per diffamazione. Nel 2010 ci siamo accordati, lui ha chiesto scusa davanti, di quello che aveva detto, davanti alle telecamere e giornali e il Vaticano ha chiesto fosse istituita una commissione per verificare. E i risultati di questa commissione dopo un anno e mezzo sono quelli che io ho appena citato.
Cerco di descrivere brevemente l'attività dell'Associazione che è in contrapposizione all’Ente Nazionale Sordi (ens) per il fatto che non condivideva più le politiche che l’Enteportava avanti per i sordi italiani, si è staccato dall’ENS e si è in pratica costituita come associazione Provolo, che ha lo stesso nome dell’istituto dove i preti hanno commesso questi abusi. È stata costituita nel 2000 oggi comprende il 90% dei sordi veronesi, è per la aggregazione, per aiutare i sordi nei problemi quotidiani, abbiamo fatto il 118 per i sordi che è a costi zero. Siccome i sordi sono molto bravi a usare il telefonino con messaggi e fax, allora abbiamo dato un fax un pronto soccorso sia di Mantova che di Verona per cui con un fax loro dicono sto male, io ho fatto un modulo molto semplice e parte immediatamente l’auto medica e abbiamo salvato delle vite. Stiamo cercando di impiantare un istituto audio fonologico per dare alle famiglie un indirizzo su come comportarsi, perché.. già si trovano in estremo disagio sapendo che hanno questo figlio sordo e invece possono già iniziare almeno a sapere o a capire come comportarsi e indirizzare il bambino, è una attività assolutamente di volontariato, non prende contributi. Ho iniziato circa 25 anni fa a seguire i sordi, perché mia sorella è sorda e mio cognato è sordo. Mia sorella è stata al Gressner, che è il polo femminile, è attaccato al Provolo di Verona, e mio cognato invece è stato al Provolo, mio cognato oggi ha 59 anni e ha fatto le elementari e mi pare la prima e seconda media al Provolo. Allora c’erano circa 400 bambini sordi al Provolo, negli anni '70, e noi abbiamo avuto dei casi in cui per un anno o due non vedevano più neanche i genitori.
Questo è un po’ il dramma di questi bambini all’epoca, mentre invece mio cognato era visitato costantemente dalla madre che abita in un paese limitrofo a Verona e quindi problemi non ne ha avuti, ha avuto problemi di percosse, ma non altro. All'epoca c'era anche la paura di andare a raccontare quello che accadeva perché non venivano creduti e poi avevano difficoltà a raccontarlo visto la loro condizione.
Articolo precedente sull'istituto Provolo