sabato 1 dicembre 2012

M5S: ecco quel che fanno veramente gli attivisti

http://www.newnotizie.it/2012/11/m5s-ecco-quel-che-fanno-veramente-gli-attivisti/

Ci siamo infilati in un incontro di attivisti milanesi delMovimento Cinque Stelle (incontro trasmesso in streaming ieri sera su internet e che si è tenuto in una saletta senza troppi fronzoli). Siamo andati a “saggiare” di persona in che modo i cosiddetti “grillini” fanno politica sul territorio e, perlomeno in questo caso, la scoperta è stata che di politica ne fanno ben poca, almeno nel senso attualmente più riconosciuto del termine. Fanno più che altro informazione, anche questa non sempre in modo convenzionale. Tema dell’incontro luci e ombre dell’ultima riforma del lavoro, la cosiddetta  “riforma Fornero” (la legge 92/2012). E da un Cinque Stelle, data la posizione e le espressioni utilizzate  dal leader carismatico del Movimento, il  “megafono”, ti aspetti solo critiche feroci e magari qualche battuta un po’ volgarotta, tanto per rendere più interessante la serata.
Invece no. Il megafono Grillo urla quotidianamente, richiamando l’attenzione popolare sui diversi temi (d’altra parte qualcuno doveva pur farlo), talvolta in effetti con toni non troppo consoni. Ma a fare un ottimo quanto oscuro lavoro, ieri sera c’erano tre avvocati giuslavoristi e un manager. Quest’ultimo si è anche preso la briga di girare per la sala col microfonoLivio Lo Verso, Responsabile dell’Osservatorio del mercato del lavoro per la Provincia di Milano e Mattia Calise, consigliere comunale meneghino, hanno fatto da moderatori per nulla invadenti. Scopo della presenza di gruppo sul palchetto era quello di spiegare tutte le modifiche alle diverse forme dei contratti di lavoro introdotte dalla più recente riforma. La posizione è sempre stata fortemente critica, ma anche oggettiva. Già, dagli attivisti M5s magari era difficile aspettarselo, ma dove la riforma ha inciso positivamente, loro non hanno mancato di segnalarlo, illustrando i motivi di quella positività. L’incontro  è durato oltre due ore e si è concluso con un dibattito.
L’informazione a doppio senso. La modalità non convenzionale dell’informazione sta più che altro nel fatto che, a prescindere da tutto,  quest’ultima non viene concepita come unidirezionale. Chi ha spiegato, alla fine si è ritrovato a discutere con chi ha ribattuto, aggiunto, corretto, criticato, fatto domande. In quest’ultimo caso, un giovane insegnante precario ha chiesto informazioni su alcune particolarità del suo contratto a progetto. Altri interventi sono stati (ad esempio) quelli di un dipendente di una multinazionale e di un metalmeccanico, ma dal pubblico (interattivo) sono arrivate anche varie proposte. Si  è parlato di finanza locale e addirittura di moneta locale, pur lasciando l’euro come “base”. Una specie di laboratorio, dove nessuno si è sognato di parlar male di questo o quel politico di altra fazione. In quel contesto non c’entrava nulla. Un signore si è lamentato (tra le altre cose) degli stipendi dei parlamentari. Era difficile dargli torto, ma alla fine il suo discorso è apparso agli occhi dei presenti abbastanza fuori tema rispetto al focus della serata, molto più incentrata sull’informare e (ancor meglio) sull’informarsi.