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lunedì 17 settembre 2012

Ilva, mortalità +10%


http://www.lettera43.it/ambiente/ilva-mortalita-10_4367564784.htm

Dati dell'Istituto superiore di sanità. Clini: «Noi parte civile».


L'inquinamento dell'Ilva è pericolosissimo, ecco perché la procura ha inibito l'attività produttiva raccomandando l'uso degli impianti solo per la bonifica. I danni alla salute procurati dall'azienda sembrano confermati anche dai nuovi dati del progetto Sentieri dell'Istituto superiore di sanità relativi al periodo 2003-2008 sull'area di Taranto, che hanno evidenziato un aumento della mortalità di circa il 10% rispetto a quella attesa.
La presentazione della relazione è fissata per il 18 settembre al ministero della salute alla presenza del ministro Renato Balduzzi.
NESSO SOSPETTO. I dati riconoscono un nesso sospetto ma non accertato di causalità con le emissioni degli stabilimenti di Taranto. La ricerca fa parte del progetto che ha studiato il profilo di mortalità delle popolazioni residenti nei siti di interesse nazionale per le bonifiche (circa 60 in Italia) misurando l'impatto sulla salute di quelli contaminati come appunto l'area di Taranto.
Dalla relazione l'eccesso di mortalità sarebbe vicino a quello rilevato dal precedente riferito agli anni 1995-2002.
Intanto dal dicastero dell'Ambiente è arrivato un annuncio: «Il ministero si costituirà parte civile nel processo mirato a individuare responsabilità per l'inquinamento di Taranto», ha affermato il ministro Corrado Clini su Twitter.
BELISARIO: «È IL MINIMO». «Che il Ministero dell'Ambiente si costituisca parte civile nel processo sull'Ilva è il minimo», ha commentato Felice Belisario, presidente del gruppo Italia dei valori al Senato.
«Si tratta di un atto doveroso, chiesto formalmente dall'IdV, che arriva dopo mesi in cui il governo ha messo i bastoni tra le ruote all'autorità giudiziaria. Auspichiamo che l'annuncio via Twitter di Clini non sia solo una mossa di facciata, ad oggi lui e gli altri esponenti dell'esecutivo hanno fatto di tutto per lavorare contro la magistratura, i lavoratori e gli interessi del Paese».
«TERRITORIO OLTRAGGIATO PER ANNI». Belisario ha aggiunto: «Gli ultimi dati sull'inquinamento e l'aumento della mortalità a Taranto confermano che, per anni, l'azienda ha oltraggiato il territorio in nome del profitto. I cosiddetti tecnici ora hanno l'obbligo morale e politico di uscire dall'ambiguità, che spesso sfocia nella connivenza, per favorire la ricerca della verità su una vicenda tanto drammatica. I cittadini chiedono giustizia e tutele. È ora che l'azienda risponda delle proprie responsabilità e che il governo le imponga forti investimenti per una riconversione eco-compatibile, che garantirà non solo la salvaguardia dei posti di lavoro, ma un aumento dell'occupazione nel rispetto della salute e dell'ambiente».