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Debito pubblico italiano

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sabato 29 settembre 2012

LE QUOTE PROFESSIONI IN PARLAMENTO

http://www.cadoinpiedi.it/2012/09/29/le_quote_professioni_in_parlamento.html


Solo pochi si possono permettere di fare politica, e lo fanno perchè investendo tanto per entrarvi, successivamente ne saranno pienamente ricompensati. Avrei più speranza nel futuro, se in parlamento ci fossero molti meno avvocati e molti più operai, insegnanti, artigiani, poliziotti, dipendenti pubblici, macchinisti, autotrasportatori...

Eugenio BenetazzoIn dialetto siciliano stretto l'allocuzione "a schifiu finisce" significa che qualcosa sta per finire male o che sta per scoppiare una rissa rabbiosa. In molti mi scrivono chiedendomi ma perchè in Italia non finisce a schifiu, vedendo come con periodicità costante è possibile assistere in continuazione a scandali politici a sfondo finanziario vedi i vari Lusi, Belsito, Bossi e adesso Fiorito, della serie "the neverending story". Perchè in Italia non assistiamo a fenomeni di sommossa o rivolta sociale violenta al pari di quanto sta accadendo in queste ultime 48 ore in Spagna o peggio ancora anche atti di giustizia sommaria come in Romania all'epoca di Ceausescu (peraltro oggi anche eventualmente giustificabili sul piano morale visto il clima di impoverimento sociale ed oppressione fiscale che contraddistingue questi ultimi anni). Quest'ultimo, lo ricordo per chi fosse nato in quegli anni ed oggi si trova ad essere un ventenne senza speranza di vita lavorativa, venne processato e condannato a morte per fucilazione per crimini contro lo stato e distruzione dell'economia nazionale. 

Perchè in Italia non abbiamo visto il movimento giovanile degli indignados? Perchè in Italia non abbiamo avuto manifestazioni di protesta violenta, al di là del movimento dei forconi in Sicilia e del V-Day, che di violento non avevano nulla quanto piuttosto agli occhi della stampa estera sembravano più momenti di folklore locale? Lo ricordo ancora, perchè l'ho vissuto in diretta alla televisione, ma l'unico momento in cui abbiamo fatto quasi paura, rischiando di imitare la soluzione rumena, è stato il 30 Aprile 1993 quando davanti all'Hotel Raphael di Roma a seguito di un lancio di monetine, Bettino Craxi & Company sono scappati da un linciaggio di massa. Quelle immagini fecero il giro del mondo, furono un monito per i successori della prima repubblica, generarono un sentimento di pulizia e rinnovamento nella politica, che aprirono la strada all'ascesa di Berlusconi e di molti altri nuovi partiti come la stessa Lega Nord. Sono passato ormai vent'anni e come possiamo vedere non è cambiato sostanzialmente nulla, anzi forse siamo peggiorati. Fiorito, tanto per fare gossip, era tra quelli che lanciavano le monetine contro Craxi in quel lontano 30 Aprile 1993.

Ho avuto modo di scriverlo in più occasioni, ricevendo anche pesanti critiche ed insulti, ma ormai il nostro paese della democrazia rappresentativa e dei partiti ordinari non se ne fa più niente, più mantiene in vita questi apparati più condanna se stesso ad una lenta morte prima economica e poi sociale. Le menti migliori del nostro paese, quelli che dovrebbero rappresentare la nuova intelligentia per un ricambio della classe dirigente non ci sono, perchè sono emigrate all'estero a lavorare per qualche multinazionale o a fare ricerca per qualche ateneo prestigioso. Il resto della maggior parte degli italiani che rimangono, ahimè mediocri e cialtroni, perchè impossibilitati ad abbandonare il paese, causa vincoli con le banche o la loro famiglia d'origine, sono ormai stati inebetiti da una televisione che si concentra su bisogni superflui o notizie di gossip, piuttosto che diffondere e promuovere ideali e forma pensiero verso un nuovo rinascimento culturale. Chi prova e vuole cambiare il paese dal basso, viene deriso in tutti i modi, quasi fosse una minaccia incombente da sopprimere quanto prima, vedi il Movimento 5 Stellebrutalmente attaccato dall'establishment conservatore che vuole mantenere e congelare per sempre l'attuale status quo, per non parlare del giovane Renzi.

L'accessibilità alla vita politica dimostra che non esiste la democrazia rappresentativa, solo pochi si possono permettere di fare politica, e lo fanno perchè investendo tanto per entrarvi, successivamente ne saranno pienamente ricompensati. Ne ho menzionato anche lo scorso anno, i 2/3 del parlamento italiano è composto da medici ed avvocati, e questo va avanti da anni: per me il tutto rappresenta una nuova forma di aristocrazia. Lo stesso si può estendere anche alla vita negli enti locali, partendo dalle regioni andando ai comuni. Il motto è per tutti ormai se sei un libero professionista affermato allora sei pronto per entrare nella pancia della balena. Probabilmente, ma è un atto di presunzione personale, se fossero adottate le Quote Professioni come avevo proposto lo scorso anno, rendendo possibile una maggiore rappresentatività di tutti gli attori della vita economica del nostro paese, avremmo un futuro governo in grado di essere più in sintonia con le necessità e problemi delle famiglie ed imprese, piuttosto che avere un'aristocrazia che vive mantenuta e protetta come ai tempi di Luigi XVI. Non so voi, ma mi sentirei più bensperante in un miglioramento, se in parlamento ci fossero molti meno avvocati e molti più operai, insegnanti, artigiani, poliziotti, dipendenti pubblici, macchinisti, autotrasportatori, oltre a tantissime altre professioni al momento snobbate.

Dal blog di Eugenio Benetazzo 

venerdì 28 settembre 2012

LA CASTA DEI GIORNALISTI

http://www.cadoinpiedi.it/2012/09/27/la_casta_dei_giornalisti.html

La levata di scudi dell’associazione dei giornalisti e della politica tutta a difesa di Sallusti pone in evidenza come il mondo delle caste sia vivo e vegeto, a dispetto delle regole

user-picDopo la condanna definitiva della Corte di Cassazione, Sallusti si appresta a varcare le porte del carcere di Milano. O forse no. E' ritenuto infatti responsabile di un articolo falso e diffamatorio nei confronti di un giudice, un' articolo apparso qualche anno fa sul giornale da lui diretto. E puntualmente, sia il mondo del giornalismo che della politica, si sono mossi a difesa del direttore, sostenendo che è stata minata la libertà di stampa e di opinione, sostenendo che la pena ad oltre un anno di carcere è sproporzionata al danno arrecato. 
Il risultato è che molto probabilmente Sallusti in carcere non ci andrà affatto. Proprio come accade a qualunque cittadino ritenuto colpevole. O forse no. Non sarà piuttosto che il tanto vituperato sistema delle caste, caro all'Italico suolo, ha funzionato a dovere anche in questo caso. Forse è vero che una legge di tal fatta, risalente al periodo del fascio, possa essere considerata antiquata ed inadeguata al moderno sistema dei media ma è altrettanto vero che la regola è chiara a tutti da oltre settant'anni appunto e che in tutte le normali democrazie chi infrange le regole deve essere sanzionato. Punto e basta. 

Del resto in nessun paese del mondo esiste il diritto o la libertà di dichiarare il falso, tanto meno di scriverlo, e averlo fatto solo per fini diffamatori costituisce certamente un'aggravante. Del resto lo stesso Sallusti ha rifiutato più volte offerte di soluzioni alternative, offerte provenienti dallo stesso giudice che lo ha querelato. Il rifiuto ha uno scopo evidente; strumentalizzare la condanna per gettare discredito sulla magistratura, un tema tanto caro alla destra e alla politica dei "Batman". Non a caso il prode Cicchitto non ha perso tempo per attaccare la magistratura dimenticandosi, ipocritamente, che le leggi le fa il parlamento, i giudici si limitano ad applicarle, e dimenticandosi, altrettanto ipocritamente, che negli ultimi vent'anni proprio il suo partito ha governato il nostro paese. 

"Salvare il soldato Sallusti"
 sembra quindi essere la parola d'ordine, purtroppo nessuno chiede invece di salvare le regole e la giustizia sociale, che salverebbero, in definitiva, la malconcia democrazia del nostro paese. 

giovedì 27 settembre 2012

Le poche banche che controllano tutto

http://www.disinformazione.it/banche_controllanti.htm






Nell'autunno del 2011, uno studio condotto da scienziati svizzeri rivelò che un piccolo numero di banche controllava una importante fetta dell'economia globale.
Lo studio, chiamato 'La rete del controllo globale corporativo' è stato portato a termine da Stefania Vitali, James B. Glattfelder e Stefano Battiston, a Zurigo, in Svizzera. Il metodo è stato quello di sviscerare il database con i dati di marketing della Orbis nel 2007, raccogliendo file su più di 30 milioni di operatori economici (imprese e investitori) di tutto il mondo, incluse le posizioni patrimoniali.
Lo studio è stato pubblicato sulla rivista New Scientist, molto rispettata nel panorama della scienza "mainstream".I risultati sono interessanti, anche se in fondo prevedibili.
MASSIVA CENTRALIZZAZIONESi evince che ci sono circa 43.000 aziende transnazionali secondo la definizione dell'OCSE. Di queste, 1.318, sono quelle più importanti ed influenti  Questo nucleo ha tre caratteristiche importanti.
1. Tra di loro, generano il 20% del reddito mondiale.
2. Si possiedono l'un l'altra.
Il database Orbis ha chiaramente dimostrato che la maggior parte delle azioni di queste società sono di proprietà di altri membri del gruppo dei 1.318. Ciò significa che le imprese più grandi, più redditizie e influenti del mondo si possiedono a vicenda in un unico grande cartello finanziario, o addirittura andando a formare un monopolio. Sono in competizione solo a livello nominale.
3. Il nucleo centrale possiede tutte le altre 43.000 aziende transnazionali.
Queste aziende generano un altro 60% del reddito mondiale. Ne deduciamo quindi che il controllo arrivi a livelli così capillari da formare un monopolio quasi totale.
Oltre a queste 3 caratteristiche del nucleo centrale, ci sono due osservazioni ancora più scioccanti da fare:
4. L'80% del controllo totale è nelle mani di un gruppo ancora più piccolo formato da 737 aziende.
5. Ultimo ma non meno importante: Spingendoci ancora più in alto, solo 147 aziende controllano direttamente il 40% della ricchezza totale.
Conclusione
Sotto a questo paragrafo troverete la "top 50" della lista.
Come si può vedere da questo elenco, sono tutte banche o altri istituti finanziari.
Quindi no, non è un'iperbole dire che il sistema bancario è Uno. Non stiamo esagerando, quando diciamo che è un unico cartello enorme. Che le banche possiedono tutto, inclusi tutti i principali settori industriali. L'industria del petrolio, delle armi, dei farmaci, quella alimentare, delle telecomunicazioni, ecc. Si tratta di un unico, massivo, monopolio. Controllato dall'alto verso il basso.
Il Potere Monetario è reale e questi ricercatori svizzeri ci hanno fatto un favore sviscerando i numeri.
Restano però ancora degli interrogativi da porsi: Come agiscono queste aziende, se sono tutte controllate dalle stesse persone?
Le cosiddette "Teorie del complotto" (per le masse) acquisiscono sempre più valore e trovano conferme nei dati reali. Semplicemente la gente non conosce la natura umana. Le persone cospirano praticamente in ogni campo. Sarebbe così sorprendente pensare ad un complotto per il dominio globale?
1 BARCLAYS PLC GB 6512 SCC 4.05
2 CAPITAL GROUP COMPANIES INC, THE US 6713 IN 6.66
3 FMR CORP US 6713 IN 8.94
4 AXA FR 6712 SCC 11.21
5 STATE STREET CORPORATION US 6713 SCC 13.02
6 JP MORGAN CHASE & CO. US 6512 SCC 14.55
7 LEGAL & GENERAL GROUP PLC GB 6603 SCC 16.02
8 VANGUARD GROUP, INC., THE US 7415 IN 17.25
9 UBS AG CH 6512 SCC 18.46
10 MERRILL LYNCH & CO., INC. US 6712 SCC 19.45
11 WELLINGTON MANAGEMENT CO. L.L.P. US 6713 IN 20.33
12 DEUTSCHE BANK AG DE 6512 SCC 21.17
13 FRANKLIN RESOURCES, INC. US 6512 SCC 21.99
14 CREDIT SUISSE GROUP CH 6512 SCC 22.81
15 WALTON ENTERPRISES LLC US 2923 T&T 23.56
16 BANK OF NEW YORK MELLON CORP. US 6512 IN 24.28
17 NATIXIS FR 6512 SCC 24.98
18 GOLDMAN SACHS GROUP, INC., THE US 6712 SCC 25.64
19 T. ROWE PRICE GROUP, INC. US 6713 SCC 26.29
20 LEGG MASON, INC. US 6712 SCC 26.92
21 MORGAN STANLEY US 6712 SCC 27.56
22 MITSUBISHI UFJ FINANCIAL GROUP, INC. JP 6512 SCC 28.16
23 NORTHERN TRUST CORPORATION US 6512 SCC 28.72
24 SOCIÉTÉ GÉNÉRALE FR 6512 SCC 29.26
25 BANK OF AMERICA CORPORATION US 6512 SCC 29.79
26 LLOYDS TSB GROUP PLC GB 6512 SCC 30.30
27 INVESCO PLC GB 6523 SCC 30.82
28 ALLIANZ SE DE 7415 SCC 31.32
29 TIAA US 6601 IN 32.24
30 OLD MUTUAL PUBLIC LIMITED COMPANY GB 6601 SCC 32.69
31 AVIVA PLC GB 6601 SCC 33.14
32 SCHRODERS PLC GB 6712 SCC 33.57
33 DODGE & COX US 7415 IN 34.00
34 LEHMAN BROTHERS HOLDINGS, INC. US 6712 SCC 34.43
35 SUN LIFE FINANCIAL, INC. CA 6601 SCC 34.82
36 STANDARD LIFE PLC GB 6601 SCC 35.2
37 CNCE FR 6512 SCC 35.57
38 NOMURA HOLDINGS, INC. JP 6512 SCC 35.92
39 THE DEPOSITORY TRUST COMPANY US 6512 IN 36.28
40 MASSACHUSETTS MUTUAL LIFE INSUR. US 6601 IN 36.63
41 ING GROEP N.V. NL 6603 SCC 36.96
42 BRANDES INVESTMENT PARTNERS, L.P. US 6713 IN 37.29
43 UNICREDITO ITALIANO SPA IT 6512 SCC 37.61
44 DEPOSIT INSURANCE CORPORATION OF JP JP 6511 IN 37.93
45 VERENIGING AEGON NL 6512 IN 38.25
46 BNP PARIBAS FR 6512 SCC 38.56
47 AFFILIATED MANAGERS GROUP, INC. US 6713 SCC 38.88
48 RESONA HOLDINGS, INC. JP 6512 SCC 39.18
49 CAPITAL GROUP INTERNATIONAL, INC. US 7414 IN 39.48
50 CHINA PETROCHEMICAL GROUP CO. CN 6511 T&T 39.78

Paul Connett con rifiuti zero Lazio

http://comune-info.net/2012/09/paul-connett-con-rifiuti-zero-lazio/

A distanza di un anno dalla nascita di Zero Waste Lazio, nata con lo scopo di coordinare la mobilitazione e supportare nei contenuti tecnici i comitati, le associazioni e i comuni che scelgono di aderire al percorso ”verso rifiuti zero”, la Rete organizza due convegni per discutere di come avviare la raccolta differenziata ”porta a porta” e le pratiche della riduzione-riuso-riciclo-recupero.
I due appuntamenti si svolgeranno venerdì 28 settembre ad Anguillara Sabazia e sabato 29 settembre nel Municipio Roma 3. Sarà presente ad entrambe le manifestazioni Paul Connett della St. Lawrence University di New York, ideatore e promotore internazionale della Strategia Rifiuti Zero – Zero Waste (fonte Adn kronos).

martedì 25 settembre 2012

25 settembre, l'indignazione spagnola segue i passi islandesi

http://www.ilcambiamento.it/lontano_riflettori/25_settembre_indignazione_spagnola_passi_islandesi.html


Dimissioni del Governo e delle Corti, abolizione della Costituzione, inizio di un nuovo processo costituente mediante assemblee cittadine. Queste le richieste dei cittadini spagnoli che si riuniscono a Madrid oggi, 25 settembre 2012, davanti alla sede del Congresso. La proposta di azione rivendicativa è stata lanciata dal collettivo Plataforma ¡En Pie! Occupa el Congreso.

assemblea spagna
Attraverso assemblee cittadine realizzate nelle piazze di tutto il paese, il #25S si è fatto conoscere ed è arrivato alle orecchie di moltissime persone
Con poco più di due mesi di preparazione, il collettivoPlataforma ¡En Pie! Occupa el Congreso(Piattaforma! In piedi! Occupa il Congresso) ha lanciato la proposta per un'azione rivoluzionaria, dove i cittadini scendono in piazza non più per chiedere, ma per esigere.
Il collettivo inizialmente ha mantenuto l'anonimato, creando molta confusione sulla natura dell'azione rivendicativa, ma il carattere non violento, partecipativo e orizzontale non ha tardato a delinearsi e, superate le difficoltà iniziali, la proposta ha ricevuto l'appoggio del 15M, il movimento degli indignati spagnolo nato il 15 maggio 2011 e che in poco più di un anno ha creato una rete di gruppi di lavoro estesa su tutto il territorio nazionale.
Attraverso assemblee cittadine realizzate nelle piazze di tutto il paese, il #25S si è fatto conoscere ed è arrivato alle orecchie di moltissime persone, e anche se i mass media non hanno coperto la notizia, la diffusione è avvenuta in maniera efficace con il passaparola grazie a pagine web, blog e social network.
Le linee guida dell'evento sono ormai chiare: il giorno 25 di settembre, quando il Governo si riunirà in seduta plenaria, i cittadini si ritroveranno in forma pacifica davanti alla sede del Congresso con lo scopo di rimanere indefinitamente fino al raggiungimento di tre obbiettivi:
- dimissioni del Governo e delle Corti;
- abolizione della Costituzione;
- inizio di un nuovo processo costituente mediante assemblee cittadine seguendo le linee guida islandesi.
25s spagna
"Se il #25S sará in grado di raggiungere obbiettivi più concreti dipenderá solo dalla risposta cittadina alla chiamata"
Le attività svolte in preparazione dell'evento dagli oltre 50 collettivi al momento iscritti sono incentrate principalmente sull'organizzazione logistica e sulla diffusione: le diverse assemblee hanno organizzato autobus per l'arrivo a Madrid da tutto il territorio nazionale, sono stati realizzati volantini e spille, sono disponibili banner da poter aggiungere al proprio sito, sono state lanciate iniziative di diffusione semplici ma molto interessanti come il PhotoCall, che vogliono essere la dimostrazione che l'iniziativa è cittadina e che necessita del contributo di tutti.
La risposta della politica a questo attacco frontale è stata molto blanda, al contrario però le forze dell'ordine si sono date da fare in questi ultimi due mesi irrompendo ripetutamente nelle assemblee per identificarne uno ad uno i partecipanti, mentre già da ieri la sede del Congresso è stata blindata e sará protetta da 1.400 agenti in assetto antisommossa.
I dubbi, le controversie e le aspettative alla vigilia del #25S sono state davvero innumerevoli, anche per gli stessi organizzatori, ma considerando il lavoro fatto e la quantità di persone coinvolte, sicuramente è già stato raggiunto l'obiettivo di rimarcare lasfiducia nei confronti di questa politica ormai troppo scollegata dalla vita delle persone. Se il #25S sarà in grado di raggiungere obbiettivi più concreti dipende solo dalla risposta cittadina alla chiamata.
Nota della redazione: l'articolo è stato scritto da un nostro corrispondente in Spagna che vuole mantenere l'anonimato.

Le rivolte di domani saranno per il cibo, e l'Italia è in prima linea

http://www.ilcambiamento.it/crisi/rivolte_prezzo_cibo_italia.html


Uno studio del 2011 metteva in relazione lo scoppio di sanguinose rivolte in tutto il mondo con l'aumentare dei prezzi del cibo, e prevedeva un forte scoppio di violenza per l'agosto 2013. Le multinazionali che gestiscono le sementi si stanno preparando, mettendo in cassaforte la loro esclusiva di commercializzare e scambiare i semi. E il governo italiano dà loro una mano, mettendo al bando i prodotti a chilometro zero.

di Andrea Degl'Innocenti

Rivolte per il cibo
Secondo uno studio effettuato dal Complex Systems Institute le prossime rivolte globali scoppieranno ad agosto 2013, all'aumentare dei prezzi del cibo
Siamo a un anno dall'esplosione di una serie dirivolte globali. Stavolta il calendario Maya non c'entra, né le profezie di Nostradamus: a predirlo è un indice elaborato scientificamente da un gruppo di esperti del Complex Systems Institute, rilanciato ultimamente da un articolo di Mother Board. Il motivo sarà il più elementare dei bisogni umani: il cibo.
Nel 2011 un gruppo di studiosi dei sistemi complessi, capeggiato dall'italiano Marco Lagi, ha analizzato una serie di fattori mettendoli in relazione temporale con le rivolte scoppiate nel mondo negli ultimi anni. I risultati hanno mostrato che esiste un fattore che più di ogni altro influisce sullo scoppio delle rivolte: il prezzo del cibo.
Il grafico qua sotto riassume bene le evidenze emerse dallo studio:

Il grafico elaborato dal Complex Systems Institute
La linea nera rappresenta l'andamento del prezzo del cibo nel tempo ed è stata elaborata in base ai dati forniti dal cosiddettoindice dei prezzi alimentari della Fao, che segue mensilmente i prezzi di un paniere di 55 prodotti, tra cui cereali, oli, carni, latte, etc. Le linee rosse verticali invece indicano le date delle rivolte nel mondo. La relazione è evidente: all'aumentare del prezzo del cibo aumenta la probabilità che si verifichi una rivolta.
In particolare gli studiosi hanno evidenziato una soglia oltre la quale il rischio di rivolte diffuse diventa tangibile: 210. Quando il prezzo del paniere di beni alimentari primari superò quella cifra nel 2008 fecero seguito una serie di rivolte in tutto il mondo; nel 2010 al superamento della soglia di 220 corrisposero le rivoluzioni dellaprimavera araba.
Oggi il prezzo del paniere oscilla pericolosamente attorno alla drammatica soglia e da qualche settimana si è attestato a quota 213. Ma le conseguenze sempre più evidenti dei cambiamenti climatici, unite al sovraconsumo, faranno con ogni probabilità salire ulteriormente il livello fino a 240 entro l'agosto del 2013. Sempre secondo le previsioni del gruppo di studiosi.
Cosa tutto ciò potrebbe causare non è neppure immaginabile. Un'ondata di fame di livelli mai visti porterebbe con sè un'ondata di violenza di pari entità. Le multinazionali del cibo devono esserne consapevoli e già da diversi anni stanno cercando di accaparrarsi i diritti di produzione alimentare in tutto il mondo, scippandoli con la violenza ai contadini.
Se prima ciò accadeva solo nelle zone più povere del mondo - si pensi ai "campesinos" di Haiti o alle lotte di Vandana Shiva per preservare le antiche sementi dall'aggressione Ogm di Bayer e Monsanto - adesso l'offensiva ha raggiunto anche la "sviluppata" Europa.
Il 12 luglio scorso la Corte di giustizia europea ha confermato il divieto di commercializzare e persino scambiare le sementi che non sono iscritte nel catalogo ufficiale europeo. La sentenza fa riferimento ad una direttiva europea del '98 che di fatto riserva il diritto di commerciare le sementi alle multinazionali.
Come? Il meccanismo non è troppo complesso. Perché una sementi possa essere commercializzata o scambiata deve essere iscritta nel catalogo ufficiale. Iscriverla costa e tanto. Inoltre il prodotto deve rispettare dei criteri di "Distinzione, Omogeneità e Stabilità", vale a dire che deve garantire "una accresciuta produttività agricola".
Risultato? Gli Ogm possono essere iscritti senza problemi al catalogo ufficiali, visto che le multinazionali che li producono non hanno problemi a sganciare il denaro necessario e rispettano alla perfezione i criteri di produttività. Le sementi antiche e tradizionali invece, essendo patrimonio comune di tutti agricoltori ma proprietà esclusiva di nessuno, difficilmente trovano qualcuno disposto ad investire dei soldi per registrarle e dunque finiscono per diventare illegali. Stessa fine per le specie antiche, che alcune associazioni che lottano per la biodiversità cercano di mantenere in vita.
Nella corsa a favorire le multinazionali a scapito dell'agricoltura tradizionale il governo "dei poteri forti" guidato da Monti non può che essere in prima fila. L'esecutivo si è scagliato contro una legge della regione Calabria che intendeva tutelare i prodotti a chilometro zero.
La legge in questione è la numero 22 dell’11 giugno 2012 recante "Norme per orientare e sostenere il consumo di prodotti agricoli anche a chilometri zero". "Ostacola la libera circolazione delle merci, è in contrasto con i principi comunitari" hanno tuonato dal governo. Il provvedimento è stato etichettato come una legge quasi autarchica che avvantaggia i prodotti regionali rispetto a quelli extra-regionali, in netta contrapposizione al principio di libera circolazione delle merci.
A dire l'ultima parola sulla questione sarà la Corte Costituzionale che dovrà chiarire se la Regione Calabria è andata oltre le sue competenze legiferando in materia. Resta comunque il tentativo del governo, in linea con le strategie dell'Unione europea, di aprire il campo agli investimenti dei grandi gruppi multinazionali espazzar via i produttori locali, attenti custodi della biodiversità.
La strategia di certo non è nuova, ma è tanto più pericolosa quanto più si avvicina ad elementi che stanno alla base della vita sul pianeta. Le multinazionali, vere e proprie "istituzioni dominanti della società contemporanea" (per citare il documentario The Corporation) si stanno pian piano appropriando degli aspetti più elementari della nostra vita: il cibo, l'acqua, persino il codice della vita stessa attraverso la mappatura "privatizzata" del genoma umano.
Se allo scoppiare delle rivolte predette per l'agosto 2013 buona parte della produzione di cibo a livello mondiale sarà gestito da un manipolo di enormi società globali, bé, sappiamo già chi avrà il coltello dalla parte del manico.

sabato 22 settembre 2012

E L'IMPERO ROMANO FINÌ IN...POLVERINI

http://www.cadoinpiedi.it/2012/09/21/e_limpero_romano_fini_inpolverini.html


La totale assenza di etica degli attuali politicanti, il menefreghismo per i massacrati dalla crisi, l'ostentazione di lusso e gozzoviglie, nascondono una paura del futuro. L'alternativa non è il Monti bis, ma un governo che introduca tutte quelle regole che ci facciano tornare in democrazia

user-picCiò che più disgusta dei bagordi e delle gozzoviglie da basso Impero degli esponenti della destra romana è che siano fatti con soldi pubblici durante una crisi economica così feroce che genera fame, ristrettezze, suicidi, fallimenti, tagli alle pensioni. 
E' evidente che non ci sarebbe nulla da festeggiare, ma molto da fare per gli esponenti politici chiamati ad amministrare la Regione Lazio, che sembrano invece inclini ad amministrare i propri affari, sistemare sodali e familiari, a vivere piacevolmente, naturalmente in nome del "popolo sovrano" e "della democrazia".
Credo che siano gli emuli, solo un filino più volgarotti, delle "cene eleganti" dell'ex presidente del consiglio, che lo ritempravano nella carne e nello spirito, per potergli far affermare tranquillamente che la crisi era alle spalle e che in politica ci vuole più ottimismo.
Personalmente però non trovo una gran differenza tra gli attuali politicanti e i forchettoni democristiani o i ladroni socialisti di Craxi. In Italia è andata sempre così, ma ho la sensazione che questa assenza totale di etica, questo menefreghismo per i massacrati dalla crisi, questa ostentazione di lusso e gozzoviglie, nascondonouna paura del futuro, la fine del loro status sociale, la impossibile rielezione e quindi navigano a vista, arraffano quel che possono, bisbocciano e fornicano sul Titanic della vecchia politica.
L'alternativa non è il Monti-bis sostenuto da PD e PDL, non cambierebbe nulla. L'alternativa è un governo che introduca tutte quelle regole che ci facciano tornare in democrazia, prima di tutte quella che distrugge la attuale casta e che prevede che nessuno possa essere eletto dopo due legislature (retroattivo).
Gli italiani hanno in mano questa arma, inutile fare piagnistei, invocare alibi. Se vuoi rottamare veramente tutti i vecchi politicanti oggi è possibile.
I sudditi continueranno a tenersi l'usato sicuro, che però li lascerà per strada. 

mercoledì 19 settembre 2012

Portale 5 Stelle

http://www.beppegrillo.it/2012/09/portale_5_stelle/index.html

Questo video, estratto da un video caricato su Youtube a febbraio 2012 da Staff Grilli Romani, è testimonianza dell'incontro pubblico avvenuto a Roma in cui si è discusso delle questioni tecniche relative al portale on line. Già allora era stato confermato che il portale sarebbe stato pronto per fine anno.

M5S Roma: "Abbiamo raccolto queste domande su facebook e abbiamo cercato di dividerle in 5 argomenti. Il primo è il portale. Uno degli argomenti più votati è stato il portale perché ovviamente è lo strumento sentito come indispensabile per il MoVimento. Però allo stato attuale non soddisfa le aspettative
Gianroberto Casaleggio: "Per quanto riguarda il portale ci sono due temi. Uno l'abbiamo sviluppato parzialmente e l'altro non l'abbiamo ancora sviluppato. Quello relativo alle votazioni non l'abbiamo ancora sviluppato. Ma il sistema per le votazioni sarà però pronto per la fine di quest'anno e sarà soprattutto legato alla votazione per le politiche nazionali.
Per quanto riguarda l'organizzazione il discorso è semplice nel senso che non c'è organizzazione. La persona sul territorio è libera di fare le sue scelte autonomamente. Per quanto riguarda le liste a livello comunale, ognuna di queste liste fa esattamente ciò che gli pare senza organizzazione, senza riferimenti, senza chiedere permesso al referente regionale, senza chiedere permesso al referente nazionale. Queste cose sono la morte del possibile sviluppo del MoVimento. Perché poi alla fine c'è sempre un capopanza anche se magari lo fa in buona fede. Però è la massima libertà quella che fa circolare il sangue nel MoVimento e fa si che chiunque possa entrarci senza avere delle barriere. Chi è entrato tre anni fa non è né migliore né peggiore di chi ci entra domani. Ha accumulato più esperienza ma non può pretendere di avere una posizione organizzativa. Se cominciamo a farlo siamo nella china che ci porta alla creazione di un partito. E a questo punto tanto vale iscriversi a un altro partito: facciamo prima."

lunedì 17 settembre 2012

Ilva, mortalità +10%


http://www.lettera43.it/ambiente/ilva-mortalita-10_4367564784.htm

Dati dell'Istituto superiore di sanità. Clini: «Noi parte civile».


L'inquinamento dell'Ilva è pericolosissimo, ecco perché la procura ha inibito l'attività produttiva raccomandando l'uso degli impianti solo per la bonifica. I danni alla salute procurati dall'azienda sembrano confermati anche dai nuovi dati del progetto Sentieri dell'Istituto superiore di sanità relativi al periodo 2003-2008 sull'area di Taranto, che hanno evidenziato un aumento della mortalità di circa il 10% rispetto a quella attesa.
La presentazione della relazione è fissata per il 18 settembre al ministero della salute alla presenza del ministro Renato Balduzzi.
NESSO SOSPETTO. I dati riconoscono un nesso sospetto ma non accertato di causalità con le emissioni degli stabilimenti di Taranto. La ricerca fa parte del progetto che ha studiato il profilo di mortalità delle popolazioni residenti nei siti di interesse nazionale per le bonifiche (circa 60 in Italia) misurando l'impatto sulla salute di quelli contaminati come appunto l'area di Taranto.
Dalla relazione l'eccesso di mortalità sarebbe vicino a quello rilevato dal precedente riferito agli anni 1995-2002.
Intanto dal dicastero dell'Ambiente è arrivato un annuncio: «Il ministero si costituirà parte civile nel processo mirato a individuare responsabilità per l'inquinamento di Taranto», ha affermato il ministro Corrado Clini su Twitter.
BELISARIO: «È IL MINIMO». «Che il Ministero dell'Ambiente si costituisca parte civile nel processo sull'Ilva è il minimo», ha commentato Felice Belisario, presidente del gruppo Italia dei valori al Senato.
«Si tratta di un atto doveroso, chiesto formalmente dall'IdV, che arriva dopo mesi in cui il governo ha messo i bastoni tra le ruote all'autorità giudiziaria. Auspichiamo che l'annuncio via Twitter di Clini non sia solo una mossa di facciata, ad oggi lui e gli altri esponenti dell'esecutivo hanno fatto di tutto per lavorare contro la magistratura, i lavoratori e gli interessi del Paese».
«TERRITORIO OLTRAGGIATO PER ANNI». Belisario ha aggiunto: «Gli ultimi dati sull'inquinamento e l'aumento della mortalità a Taranto confermano che, per anni, l'azienda ha oltraggiato il territorio in nome del profitto. I cosiddetti tecnici ora hanno l'obbligo morale e politico di uscire dall'ambiguità, che spesso sfocia nella connivenza, per favorire la ricerca della verità su una vicenda tanto drammatica. I cittadini chiedono giustizia e tutele. È ora che l'azienda risponda delle proprie responsabilità e che il governo le imponga forti investimenti per una riconversione eco-compatibile, che garantirà non solo la salvaguardia dei posti di lavoro, ma un aumento dell'occupazione nel rispetto della salute e dell'ambiente».


Lipari nella melma: "colpa di una discarica abusiva"

http://www.ilcambiamento.it/territorio/lipari_nella_melma_colpa_discarica_abusiva.html

La mattina di sabato scorso un'incredibile ondata di fango e detriti ha ricoperto il centro di Lipari e ha messo in ginocchio anche la frazione di Canneto. La causa principale di quello che sembra essere l'ennesimo 'disastro annunciato' è una discarica abusiva che da trent'anni viene riempita a dismisura. Il sindaco: "nessuna discarica abusiva né problemi di abusivismo edilizio".

di Alessandra Profilio

lipari nubifragio
Le alluvioni catastrofiche che sempre più spesso colpiscono anche il nostro paese ci ricordano l'urgenza di gestire correttamente il territorio
La natura, prima o poi, presenta sempre il conto. La storia si ripete e stavolta a pagare è Lipari, prima delle sette perle del Mediterraneo, trasformata in un inferno da un violentissimo nubifragio.
La mattina di sabato scorso, infatti, un'incredibile ondata di fango e detriti ha ricoperto il centro del Paese e ha messo in ginocchio anche la frazione di Canneto dove la furia dell'acqua ha trascinato via una dozzina di autovetture. La situazione più critica si è registrata nella scuola media Santa Lucia, che al piano terra è rimasta completamente allagata.
Nella maggiore delle isole Eolie oggi le scuole sono rimaste chiuse, mentre si contano i danni (inizialmente stimati intorno ai 30 milioni di euro) dell'alluvione più devastante verificatasi in tempi recenti (l'ultima risale al 1860).
“E meno male che è durata solo due ore, perché sarebbe stata la fine; anche stavolta San Bartolomeo ha protetto la sua isola”, hanno commentato alcuni anziani.
Oggi a Lipari sono giunti anche i geologi della Regione che visioneranno le località più a rischio: Annunziata, Ponte, Valle, Canneto, Calandra e tutti i torrenti. Il bilancio dei danni, intanto, continua ad aumentare. Oltre ai negozianti e ai proprietari delle case che dovranno essere risarciti, nelle borgate alte (Quattropani) sono stati segnalati crolli di muri e lesioni.
Dopo i danni provocati dall'alluvione, il sindaco di Lipari Marco Giorgianni ha richiesto lo stato di calamità naturale al governo Monti, alla Protezione civile e al governo regionale. Eppure quello che ha colpito la più popolata delle isole Eolie, nominate nel 2000 patrimonio dell'umanità dall'UNESCO, sembra essere un 'disastro annunciato'.
La causa principale che ha provocato la piena del torrente è stata infatti la discarica abusiva utilizzata nel costone di Annunziata. Camion di detriti, elettrodomestici fuori uso, ogni materiale di risulta: da trent'anni, senza nessun controllo, la discarica abusiva viene riempita a dismisura. Sabato scorso, tutto il dirupo, sospinto dalla pioggia fittissima è crollato trascinando nel centro abitato fango e detriti.
lipari alluvione
Il bilancio dei danni, stimato inizialmente intorno ai 30 milioni di euro, continua ad aumentare
Determinante in fenomeni come l'alluvione che ha colpito l'isola di Lipari sarebbero però anche i cambiamenti climatici ed in particolare l'aumento delle temperature dei mari causato dal riscaldamento globale. È quanto ha spiegato il climatologo dell'università di Firenze Giampiero Maracchi, secondo il quale all'origine di questo ed altri eventi analoghi ci sarebbe un accumulo di energia e di vapor d'acqua in atmosfera.
“Le perturbazioni di origine atlantica, che provengono da ovest – ha rilevato Maracchi - attraversando i mari, che hanno temperature molto elevate, diventano 'cariche' di vapor d'acqua, che viene trasferito dai fenomeni di evaporazione degli stessi mari. Ma soprattutto accumulano una quantità di energia che poi viene 'scaricata' con le alluvioni o altri fenomeni meteorologici”.
Il climatologo ha poi sottolineato che l'alluvione di Lipari non costituisce una sorpresa: “gli ultimi 20 anni sono stati caratterizzati da questi fenomeni di inizio autunno. Questo è infatti il periodo in cui cominciano ad arrivare le perturbazioni. Che si verificassero questi eventi è il timore che avevamo tutti”.
Secondo Gian Paolo Cavinato, geologo del Cnr, l'evento di Lipari “non ha avuto conseguenze mortali solo perché la quantità di acqua caduta, pur se rilevante, è stata ben inferiore rispetto a quella registrata nei mesi scorsi a Genova, nelle Cinque Terre o a Giampilieri (Messina)”.
L'esperto ha spiegato che a Lipari il problema “è legato allaconformazione del territorio, che è vulcanico”. “Qui la coltre di cenere e frammenti di roccia lasciati dalla montagna, ancora attiva, viene 'rigonfiata' dall'acqua piovana, formando un materiale che scende velocemente lungo il versante, a causa dell'inclinazione del terreno, e forma dei detriti”.
È quanto ha spiegato il geologo che ha puntato il dito sullaprevenzione, ovvero sulla necessità di non costruire nelle zone a rischio.
Le alluvioni catastrofiche che sempre più spesso colpiscono anche il nostro paese ci ricordano infatti l'urgenza di gestire correttamente il territorio, considerando anche che i cambiamenti climatici in atto non fanno che accentuare gli effetti del gravedissesto idrogeologico di cui l'Italia soffre da anni.
Lipari intanto è sommersa dal fango: l'ennesima triste conferma che il nostro Paese continua a perseguire la logica emergenziale, piuttosto che puntare sulla prevenzione.
Come scrive Giovanni Ferlazzo, eoliano residente a Torino: “ma perchè dobbiamo essere nella... melma, per amare le nostre isole? Invece in condizioni normali permettiamo che ce le devastino senza battere ciglio”.
Ore 14.20. In seguito alle notizie circolate in merito alla responsabilità della discarica abusiva nei danni provocati dal maltempo in alcune zone di Lipari, il sindaco Marco Giorgianni ha dichiarato: “Non è venuta giù nessuna discarica abusiva da Annunziata. Nè ci sono problemi di abusivismo edilizio, questione che viene continuamente riproposta a livello nazionale ogni qualvolta accadono eventi del genere come se tutti i territori fossero uguali”.

sabato 15 settembre 2012

'E INTANTO L'UOMO MUORE'

http://www.cadoinpiedi.it/2012/09/13/e_intanto_luomo_muore.html


Etica del lavoro e crescita umana. Dovrebbero essere questi i perni della politica anche in tempo di crisi




user-picE intanto l'uomo muore, diceva un certo signor G. 

C'è un documentario interessante che viene proiettato in questi giorni nei cinema sfigatelli che vanno teoricamente di moda a New York: Death by China.

È la storia di un governo che, dopo aver nutrito per decenni il suo popolo a colpi di pane e consumismo annaffiato da fiumi di idiozia leggermente frizzante, ad un certo punto vede rosso e si appella disperatamente alla sua lucidità e al suo senso etico.

È anche la storia di come politici e cosiddetti intellettuali, per promuovere questa sorta di 'consumismo etico'mirato ed imparziale, scelgano di appellarsi principalmente a due fattori: la potenziale letalità dei prodotti cinesi e la perdita di posti di lavoro che l'esplosione dei suoi acquisti comporta.

Dopo, solo dopo, provano timidamente a giocarsi la carta delle condizioni degli operai cinesi. Obbligati a lavorare per una media di 13 ore al giorno per 34 centesimi l'ora.

Di loro si parla dopo.

Come se non fosse questo l'argomento in grado risvegliare le coscienze della maggioranza degli americani, Yankees e cowboy. O forse meglio non risvegliarla troppo. Chissà.

E intanto l'uomo muore, diceva un certo signor G.

Mi ha ricordato un'altra storia. La nostra. 

La storia di un paese in cui da qualche decennio la politica ha deciso di rinunciare alla crescita dell'uomoper far spazio alla costruzione del cittadino. Più facile far seguire una legge che trasmettere un valore. La storia di un paese in cui la politica sempre di più sceglie di gestire i suoi cittadini sottraendogli la possibilità di capire ciò che è giusto e ciò che è sbagliato. 
Un paese in cui si indottrina la maturità vietando il divertimento e la politica si trattiene dalla tentazione di rubare mettendo in discussione l'intero sistema del finanziamento pubblico ai partiti. 
Un paese la cui storia è stata costruita e costituita sul diritto al lavoro e la cui storia passa quindi necessariamente per questa questione.

C'è un gran discutere sull'articolo 18, di questi tempi.

A destra dicono che tanti lavoratori, soprattutto pubblici, non fanno niente. A sinistra dicono che la sicurezza di un posto fisso è necessaria. Gli operai dicono boh e le esperienze di vita quotidiana ti dicono di vergognarti perché troppo spesso ti trovi a comprendere le ragioni della destra.

Nessuno, né a destra né a sinistra, dice che è semplicemente sbagliato. Che c'è un limite entro il quale non è più giusto annientare la libertà di scelta e di azione dell'uomo per creare un cittadino più "responsabile" e funzionale, che le due cose non devono per forza essere inversamente proporzionali. 
Nessuno sembra far riferimento al fatto che non è questa la strada, che in un paese fondato sul lavoro la diffusione dell'etica del lavoro deve precedere qualsiasi azione politica e normativa. Perché senza di quella, leggi e minacce sono solo toppe provvisorie attaccate con lo sputo sui buchi di un sistema che fa acqua da tutte le parti. Nessuno sembra interessarsi del fatto che il lavoro non si insegna premiando la furbizia e uccidendo la meritocrazia. Non usando la minaccia del licenziamento nè men che mai premiando una vita di lavoro con il posticipo della pensione.

Questo, né a destra né a sinistra, nessuno lo dice.

Ho visto però un documentario che racconta di come tutti i nodi alla fine vengano al pettine e di come il cittadino, senza l'uomo, sia in grado di seguire leggi e far funzionare l'economia, ma non di interiorizzarle e di agire coscientemente.

Dovrebbe essere questa la priorità della politica, perché è solo attraverso lo sviluppo di una coscienza individuale nuova che un qualsiasi cambiamento reale è immaginabile.

Ma questo, né a destra né a sinistra, nessuno lo dice. Forse perché è troppo tardi, o forse perché la politica è fatta di altro: di concretezze e progetti a breve termine che mirano ad abbassare lo SPREAD, far crescere il PIL, vendere BOND e tranquillizzare la BUNDESBANK.

E intanto l'uomo muore, diceva un certo signor G. 






mercoledì 12 settembre 2012

Dl Sanita', salta distanza minima sale gioco da scuole

http://www.ansa.it/saluteebenessere/notizie/rubriche/salute/2012/09/12/Dl-Sanita-salta-distanza-minima-sale-gioco-scuole_7462461.html


Giochi come sigarette, negli spot indicazioni su rischio


Scompare la distanze minima per le slot machine da scuole e ospedali (prima fissata a 500 metri, poi ridotti a 200 e ora cancellata) e slitta al primo gennaio 2013 l'applicazione delle nuove norme sulla pubblicità dei giochi, che dovrà indicare il rischio di dipendenza. La versione definitiva del decreto Balduzzi è stata inviata al Quirinale per la firma in una versione sempre più asciugata: 15 articoli rispetto ai 27 iniziali, in cui si conferma la stretta del Governo sulla pubblicità del gioco, la riforma dei medici di famiglia, delle nomine dei primari e direttori generali, le multe contro la vendita del fumo ai minori. Le modifiche al capitolo 'giochi' appare quella più consistente: nelle pubblicità sui giochi con vincita in denaro sarà obbligatorio indicare il rischio di dipendenza e la possibilità di consultare le note informative sulle probabilità di vincita pubblicate sul sito dei Monopoli di Stato. Le avvertenze sui rischi di dipendenza e l'indicazione sulle effettive probabilità di vincita dovranno essere indicate anche sulle schedine e sui tagliandi dei giochi, oltre che su slot e videolotteries, nei punti vendita di scommesse su eventi sportivi e non, e sui siti internet destinati all'offerta di giochi con vincite in denaro.

Previste sanzioni salate sulla pubblicità da 100 mila a 500 mila euro per il committente del messaggio pubblicitario e per chi lo trasmette. L'inosservanza delle disposizioni che obbligano a indicare il rischio di dipendenza e le probabilità di vincita costerà al concessionario una sanzione pari a 50 mila euro. I divieti saranno effettivi dal primo gennaio 2013 e saranno i Monopoli di Stato a contestare gli illeciti e a irrogare le sanzioni previste. Il divieto di partecipare ai giochi in denaro per i minori di 18 anni viene rafforzato. "Sono previsti almeno 5 mila controlli all'anno" per accertare eventuali irregolarità per sale giochi e slot machines, ha spiegato il ministro della salute Renato Balduzzi, che ora auspica che in sede di iter parlamentare di conversione in legge, non sia stravolto. Ma le ultime modifiche non hanno ancora convinto il settore dei giochi. Rimane l'impatto "negativo del mutato atteggiamento del governo, che dopo avere per anni sostenuto la crescita del gioco per la prima volta si muove in senso contrario", è l'analisi di Nicola Tani, vicedirettore dell'agenzia specializzata nel mondo dei giochi a pronostico Agipronews. Per Tani, con la sparizione delle distanze minime per le slot machine dai luoghi sensibili si evita "la chiusura in massa delle sale" ma "se l'approccio del governo in futuro sarà ancora questo" non solo ci saranno "perdite dell'erario" ma in proiezione anche "perdita di posti di lavoro". Anche il Codacons contesta la scomparsa della data d'introduzione dell'obbligo di utilizzare almeno il 20% di frutta nei succhi (fissata nel testo di ingresso in Consiglio dei Ministri al primo gennaio 2013).

lunedì 10 settembre 2012

Il condizionamento


Quello di condizionamento operante è uno dei concetti fondamentali del comportamentismo. Il condizionamento operante è una procedura generale di modifica del comportamento di un organismo, ossia è una modalità attraverso la quale l'organismo "apprende".
(Wikipedia: http://it.wikipedia.org/wiki/Condizionamento_operante)

Lo strumento principale per condizionare un gran numero di persone è la televisione, questo strumento chiamato "Quinto Potere" descritto anche in un film ( http://it.wikipedia.org/wiki/Quinto_potere), ha la capacità di catturare la mente di molte persone che hanno un approccio passivo e non critico alle notizie che gli vengono somministrate, come un farmaco.
Lo strumento televisivo offre la possibilità, a chi ne ha interesse, di far passare un determinato messaggio, nella nostra epoca di televisioni commerciali le emittenti private non si fanno scrupoli nell'incassare anche una manciata di euro per un contratto da chi vuol farsi intervistare con scaletta preconfezionata.
La televisione di Stato, come sappiamo, è lottizzata dai partiti, non ne fanno un tornaconto in moneta, bensì tendono ad avere un tornaconto di consensi. L' AGICOM è un organismo di controllo che dovrebbe garantire la regolare ed equa diffusione delle informazioni...peccato che sia controllato dagli stessi soggetti che dovrebbero essere controllati. 

Le tre unità funzionali minime del condizionamento operante sono:
  • uno stimolo discriminante (contesto) - SD
  • una risposta da parte di un organismo (comportamento) - R
  • uno stimolo che fa seguito alla risposta (rinforzo) - S+
Si noti che i termini stimolo e risposta possono essere intesi come insiemi di stimoli e di risposte, secondo una scala la cui complessità varia in funzione dell'organismo e del tipo di comportamento studiato.
Quella sopra descritta si definisce "contingenza di rinforzamento" ed è l'unità minima per lo studio del comportamento operante (o comportamento volontario, contrapposto al comportamento riflesso studiato da Pavlov). Ciò significa che i termini utilizzati nella sua definizione non hanno un significato indipendente.
La contingenza di rinforzo viene spesso schematizzata nel seguente modo:
SD
R --> S+
A seguito della predisposizione di una tale contingenza di rinforzamento si osserva che, quando in un certo contesto (ossia in presenza di certi stimoli discriminanti - SD) la risposta dell'organismo (comportamento - R) è seguita da uno stimolo rinforzante (rinforzatore - S+) si ha come risultato un aumento della probabilità che, in presenza dello stesso contesto, il soggetto emetta la stessa risposta.
Il condizionamento operante è quindi la base del processo di apprendimento e di adattamento all'ambiente degli organismi viventi. In sensodarwiniano, il comportamento operante viene selezionato dalle sue conseguenze, consentendo l'adattamento all'ambiente. Nella visione di Skinner il parallelismo con il meccanismo evolutivo è estremamente chiaro: così come gli organismi sono selezionati dalla loro capacità di adattarsi all'ambiente attraverso la riproduzione, così i comportamenti degli organismi sono selezionati dalla loro capacità di adattarsi all'ambiente attraverso le loro conseguenze.

Estinzione Operante 

Per ridurre la frequenza di un comportamento si usa il processo inverso: l'estinzione. In presenza di un determinato contesto all'emissione della risposta non farà seguito lo stimolo rinforzante. Ciò fa sì che la probabilità di emissione del comportamento diminuisca. Si noti che il processo di estinzione richiede la presenza di una fase in cui il comportamento la cui frequenza si vuole ridurre o annullare viene emesso. In altri termini, non è possibile estinguere un comportamento che non viene emesso.
Si noti la differenza radicale con il concetto di punizione che prevede, a seguito di un certo comportamento, l'emissione di uno stimolo avversivo (doloroso, spiacevole). Tale procedura ha l'effetto immediato di ridurre la frequenza del comportamento punito, ma non quella di estinguerlo: il comportamento rimarrà presente nel repertorio comportamentale del soggetto. La riduzione della frequenza del comportamento stesso verrà meno con il venire meno della punizione.

Differenza con il condizionamento classico 

Nella concezione di Skinner il condizionamento operante si contrappone al condizionamento rispondente (chiamato anche condizionamento classico (o riflesso condizionato) di Ivan Pavlov sulla base della procedura seguita per effettuare il condizionamento e sulla base delle caratteristiche del comportamento che viene condizionato.

Differenze procedurali 

Per quanto riguarda la procedura seguita, osserviamo che il condizionamento classico parte dall'esistenza di uno stimolo che produce unriflesso incondizionato e, attraverso la associazione di questo stimolo con uno stimolo neutro, trasferisce la capacità di elicitare la risposta allo stimolo neutro che diventa in questo modo uno stimolo condizionato che provoca un riflesso condizionato.

Il paradigma è quindi del tipo Stimolo - Risposta.

Esempio di procedura di condizionamento classico Il noto esperimento di Pavlov prevedeva che venisse somministrato del cibo ad un cane. La vista del cibo produceva salivazione da parte del cane. Abbiamo quindi uno stimolo che produce un riflesso incondizionato sulla base di una relazione fisiologica. Associando ripetutamente il suono di un campanello (uno stimolo neutro, nel senso che non produce nessuna reazione fisiologica) alla presentazione del cibo si ottiene che il cane saliverà anche al solo suono del campanello. Il campanello stesso diventa unostimolo condizionato che produce un riflesso condizionato (la salivazione).
Nel caso del condizionamento operante si parte da un repertorio comportamentale di base; in presenza di un certo contesto una determinata risposta è seguita da uno stimolo rinforzante. Ciò fa aumentare la probabilità di emissione di quella risposta, in quel contesto.

Il paradigma è quindi del tipo Risposta - stimolo.

Esempio di procedura di condizionamento operante In una skinner-box a un piccione o a un ratto viene somministrato del cibo quando preme una levetta. Inizialmente il comportamento di pressione della levetta (R) ha una probabilità di emissione bassa, ma a seguito della somministrazione del cibo (S+) tale probabilità cresce rapidamente. Se la pressione della levetta porta alla somministrazione del cibo solo in presenza di una luce accesa (SD), la probabilità di emissione di tale risposta sarà alta in presenza della luce e più bassa in sua assenza. Si noti che l'accensione della luce rende più probabile l'emissione della risposta di pressione della levetta. Potrebbe sembrare una struttura comportamentale simile a quella del riflesso condizionato, ma non è così. Si tratta di un modo di controllare il comportamento diverso da quello legato al condizionamento rispondente: la luce non provoca un riflesso, rende più probabile una risposta.

Differenze relative al comportamento 

Dal punto di vista delle caratteristiche funzionali e topologiche, il comportamento operante si distingue dal comportamento rispondente ocomportamento riflesso per:

Strumentalità 

Il comportamento operante agisce sull'ambiente, modificandolo, mentre il comportamento rispondente consiste in una reazione dell'organismo (lacrimazione ecc.) che non modifica l'ambiente.

Controllo 

Il comportamento operante viene controllato dall'ambiente nel senso che determinati stimoli discriminanti aumentano la probabilità di emissione di una certa risposta; il comportamento rispondente viene provocato direttamente da certi stimoli.

(http://newapocalypse.altervista.org/blog/2010/01/09/televisione-e-condizionamento-di-massa/)

La televisione?  E’ uno dei più potenti e subdoli strumenti di condizionamento di massa, imponendoci fin dall’ infanzia un vero e proprio martellante lavaggio del cervello, condizionandoci in ogni cosa e scelta della nostra vita quotidiana; acquisti, moda, politica, informazione, sicurezza o terrore, senza che noi ce ne rendiamo conto; come nel film Matrix, viviamo credendo che le nostre scelte e pensieri siano coscienti e autonomi, invece sono guidate. (Riflessioni da me scritte a gennaio 2005 e poi confermate anche dalle più approfondite di Paolo Cortesi apparse su Nexus (1 – 2 ) del 19 maggio 2005)Uno studio, pubblicato sulla rivista Neuron, O’Doherty, ha dimostrato come la pubblicità agisca sui centri del piacere e della gratificazione. Le aree coinvolte nel funzionamento base della pubblicità sono il mesencefalo e il corpo striato ventrale, rispettivamente centri del piacere e della gratificazione, le stesse implicate nelle tossicodipendenze e in alcune malattie psichiatriche. La reazione del nostro cervello ad uno spot è caratterizzata dall’associazione tra uno stimolo e un prodotto. La pubblicità semplicemente funziona proponendo lo stimolo e lavorando subdolamente per associarlo al prodotto!