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martedì 17 aprile 2012

Formigoni è morto

http://www.byoblu.com/post/2012/04/17/Formigoni-e-morto.aspx

Formigoni è morto. Politicamente morto. Lui e tutti quelli che si sono accompagnati a soggetti che rilasciano dichiarazioni farneticanti come questa: "Ricordo che Daccò mi disse che era opportuno continuare ad avere la disponibilità della barca perché poteva servire per le pubbliche relazioni". A parlare è l'assessore Dc Antonio Simone, uno dei sei arrestati per lo scandalo della sanità in Lombardia, raccontando i dettagli delle vacanze in compagnia del governatore del Pirellone (Repubblica di oggi, p.16). 

Chiamatela antipolitica, chiamatela populismo, chiamatela come vi pare: a questo punto non mi interessa più. L'idea che la politica si debba fare su una barca perché, come dice Formigoni, "un governatore incontra tanta gente", e dunque può fare le vacanze anche con quegli interlocutori che poi sono interessati alle gare di appalti, è un'idea aberrante, deforme e ormai antistorica: superata da noi, quelli dell'antipolitica, i populisti, i qualunquisti che ora però si sono stufati di disquisire su questioni meramente lessicali e iniziano sul serio a non poterne più. Il prossimo passo sono le amministrative e le politiche, ma attenzione a giocare troppo con le soglie, perché quello successivo si chiama piazza Tahrir.

 Ne prendano atto anche tutti i commentatori. Che valutino bene se non sia giunta l'ora di abbandonare le reticenze e spendersi un po' meno vigliaccamente su questioni fondamentali. Scrive per esempio, oggi, Polito sul Corriere: "E in effetti la situazione politica alla Regione Lombarda sembra al collasso. Quando hai dieci consiglieri indagati, tra i quali quattro membri su cinque dell'Ufficio di Presidenza del Consiglio, due assessori arrestati, altri due dimessi, e una Nicole Minetti eletta nel tuo listino personale, è difficile cavarsela come fa Formigoni, dicendo che dei reati rispondono le persone e lui risponde solo del buon governo. Perché una tale diffusione del malaffare o è frutto di un'impressionante serie di errori giudiziari o chiama in causa un sistema politico al cui vertice c'è lui. [...] Qui si tratta di responsabilità oggettive di chi da 17 anni è il leader incontrastato di un esperimento di governo indicato come esempio al Paese". Tutto bene, tutto vero. Ma mi domando dove fosse, Polito, quando il Movimento Cinque Stelle denunciava Formigoni arrivando a fare ricorso in base alla legge 165 del 2004, articolo 2, comma 1, lettera f che fissa a non più di due i mandati consecutivi oltre ai quali un candidato non è più eleggibile. 

 Mi sono stufato di avere ragione a posteriori. La ragione si dà ai matti. Qui si tratta di scegliere da che parte stare. Possibilmente per tempo, prima che i buoi scappino. 

 Il paese non vi segue più.