giovedì 16 febbraio 2012

Parlamento il ricettacolo di tutti i peggiori uomini del Paese?

Che in Parlamento siedano degli indagati è già molto spiacevole.

Tuttavia, dato che si è innocenti fino a prova contraria e che bisogna percorrere tutti i gradi di giudizio prima di accertare l’effettiva colpevolezza di chiunque, si potrebbe anche soprassedere.

Che però a Montecitorio o a palazzo Madama bivacchino comodamente politici condannati è assolutamente inaccettabile.

Nel celeberrimo film “Don Camillo e l’onorevole Peppone”, il combattivo parroco di Brescello dice chiaramente: “Quando uno è condannato non può fare il deputato!”.

Peccato che una simile verità, così scontata negli anni Cinquanta, oggi sia stata del tutto messa da parte.

Prendiamo il caso Lusi.
Il senatore Luigi Lusi è stato espulso dal Partito Democratico per aver sottratto alle casse della vecchia Margherita ben 13 milioni di euro, di cui si è appropriato indebitamente.

Lo stesso Lusi ha ammesso il fattaccio.
Ebbene, l’espulsione dal partito nelle cui file è stato eletto, non ha impedito al senatore di continuare a stazionare in Parlamento, dove ovviamente usufruisce di tutti i privilegi spettanti ai suoi colleghi.

Perché non si è dimesso?
Perché è rimasto in Senato?

Misteri della politica italiana.

Sull’affare ovviamente permangono molti dubbi.
Ad esempio non è dato sapere se sia solo Lusi il responsabile.
Parrebbe assai strano.
Ma resta il fatto che il senatore non ha voluto fare nomi né ha spiegato se ha agito esclusivamente per il proprio interesse oppure anche per conto di altri.
Sarà la magistratura ad accertarlo.

In ogni caso i sospetti su altri esponenti del Pd rimangono, complice anche la non tanto criptica frase pronunciata dallo stesso Lusi: “La favola del mostro cattivo fa comodo a molti”.

In ogni caso, ciò che conta è la permanenza di gente come Lusi o come Tedesco nelle aule parlamentari.

Non sarebbe ora di fare pulizia e di dare una svolta alla nostra squallida politica?
Chi avrà il coraggio di iniziare per primo?
Chi proporrà una riforma seria in tal senso?
Oppure faremo del Parlamento il ricettacolo di tutti i peggiori uomini del Paese?

(Federico Catani)