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martedì 31 gennaio 2012

Riano (Roma), protesta contro la nuova discarica

Inquinamento e salute in Italia: dove ci si ammala di più?

A quali rischi per la salute vanno incontro gli abitanti di siti inquinati? Sono stati recentemente pubblicati i risultati dello studio SENTIERI, condotto al fine di verificare in che misura e per quale tipo d’inquinamento ambientale ci si ammala e si muore con una probabilità più alta.

di Lucia Russo


inquinamento
A quali rischi per la salute vanno incontro gli abitanti di siti inquinati?
Quanto è alto il rischio per la salute degli abitanti di siti inquinati? Il luogo in cui viviamo influisce sulla nostra salute e sulla possibilità di una morte precoce?
Con la sigla Sin (Siti di Interesse Nazionale per le bonifiche) si identificano le aree in cui l’inquinamento industriale degli anni '50-'70, pur destando la preoccupazione del Ministero dell’Ambiente, non ha portato a seri interventi di risanamento radicale: questi luoghi, in altre parole, non sono stati bonificati. Delle 57 aree individuate sul territorio italiano, l’Istituto superiore di sanità (Iss) ne ha selezionati 44 (21 al Nord, 8 al Centro, 15 al Sud) ed ha commissionato l’analisi delle mortalità in eccesso per 63 diverse cause in 298 comuni esistenti all’interno di queste aree.
SENTIERI (Studio Epidemiologico Nazionale dei Territori e degli Insediamenti Esposti a Rischio da Inquinamento) è il nome del progetto finanziato dal Ministero per la Salute nell’ambito del Programma strategico nazionale “Ambiente e salute”, condotto con la coordinazione dell’Istituto superiore di sanità sull’analisi di tali aree per gli anni compresi tra il 1995 e il 2002, per asserire scientificamente dove, in che misura e per quale tipo d’inquinamento ambientale ci si ammala e si muore con una probabilità più alta.
Il Progetto SENTIERI, per obiettivi, disegno e metodi, rappresenta uno strumento descrittivo che verifica, in prima istanza, se e quanto il profilo di mortalità delle popolazioni che vivono nei territori inclusi in aree d’interesse nazionale per le bonifiche si discosti da quello delle popolazioni di riferimento, e la popolazione residente al Censimento 2001 nei SIN studiati costituisce approssimativamente il 10% della popolazione italiana. Iniziato nel 2007, lo studio è stato completato nel mese di dicembre 2010 e i risultati sono stati recentemente pubblicati in due supplementi della rivista Epidemiologia & Prevenzione.
inquinamento ambientaleLo studio SENTIERI ha riscontrato che nei Siti di Interesse Nazionale per le bonifiche il tasso di mortalità è più alto
Le popolazioni interessatesono quelle residenti in prossimità di una serie di grandi centri industriali attivi o dismessi, o di aree oggetto di smaltimento di rifiuti industriali e/o pericolosi, esposte al rischio di contaminazione ambientale di tipo chimico, petrolchimico e raffineria, siderurgia, centrale elettrica, miniere e/o cave, area portuale, amianto o altre fibreminerali, discarica e inceneritore. Sono state prese in considerazione per i loro accertati effetti sulla salute anche le esposizioni da inquinamento dell’aria, fumo di tabacco attivo e passivo, assunzione di alcol, esposizioni professionali e stato socioeconomico.
Il risultato è che, purtroppo, c’è un’evidenza epidemiologica dell’associazione tra 63 cause di morte e le fonti di esposizioni ambientali presenti nei SIN. In altre parole, sì, in queste aree si muore di più (vedi tabelle 2 e 3 dello studio SENTIERI) e le osservazioni sono state riferite a tutte le età, tre alla classe di età “minore di un anno”, sei alla classe di età “0-14 anni”. Riguardo alle malformazioni congenite in tutte le classi di età - condizioni morbose di origine perinatale (0-1 anno), malattie respiratorie acute (0-14 anni) e asma (0-14 anni) - alcune di queste cause restano di diagnosi incerta o incompleta per le malformazioni congenite o le condizioni perinatali.
Nell’insieme dei siti oggetto del Progetto SENTIERI è quindi emersa una sovra-mortalità per tutte le cause di morte, con una media di oltre 1200 casi annui.
I dati ritenuti più attendibili sono quelli sulle correlazioni tra inquinamento ambientale e decessi. Per ogni possibile causa di mortalità è stato stabilito se le prove accumulate finora a livello internazionale siano sufficienti, limitate o inadeguate, e sono state considerate solo le prime due categorie. I risultati, distinti per uomini e donne, tengono conto della struttura per età e delle condizioni socio-economiche. Anche fumo, alcol e occupazione sono considerati fattori di rischio utili a stabilire come possano influenzare le diverse cause di morte.
gelaA Gela e Porto Torres, siti di raffinerie e poli petrolchimici, si muore di più per tumore polmonare e malattie respiratorie non tumorali
Tra le 63 cause di mortalità, la presenza di amianto (o di fibre asbestiformi a Biancavilla) ha fatto riconoscere sei SIN (Balangero, Emarese, Casale Monferrato, Broni, Bari-Fibronit e Biancavilla), in ciascuno dei quali (con l’esclusione di Emarese) si sono osservati incrementi della mortalità per tumore maligno della pleura e in quattro siti, i dati sono coerenti per entrambi i sessi. Nel periodo 1995-2002 nell’insieme dei dodici siti contaminati da amianto sono stati osservati un totale di 416 casi di tumore maligno della pleura in eccesso rispetto alle attese.
Quando gli incrementi di mortalità riguardano patologie con cause multifattoriali, e si è in presenza di siti industriali con molteplici ed eterogenee sorgenti emissive, rapportare il profilo di mortalità a fattori di rischio ambientali risulta più complesso. Tuttavia in alcuni casi l’esposizione ambientale associata alle emissioni di impianti specifici (raffinerie, poli petrolchimici e industrie metallurgiche) è stata riconosciuta come causa.
È il caso di Gela e Porto Torres, dove si muore di più per tumore polmonare e malattie respiratorie non tumorali, per via delle emissioni di raffinerie e poli petrolchimici. Analogamente a Taranto e nel Sulcis-Iglesiente-Guspinese nei decessi giocano un ruolo importante le emissioni degli stabilimenti metallurgici. E ancora, a Massa Carrara, Falconara, Milazzo e Porto Torres eccessi di mortalità per malformazioni congenite e condizioni morbose perinatali a causa dell’inquinamento ambientale; a Massa Carrara, Piombino, Orbetello, nel Basso bacino del fiume Chienti e nel Sulcis-Iglesiente-Guspinese, le patologie del sistema urinario, s’ipotizzano causate principalmente dai metalli pesanti, IPA e composti alogenati.
Non sono da sottovalutare le malattie neurologiche in aumento, per le quali si sospetta un forte ruolo giocato dalla presenza di piombo, mercurio e solventi organoalogenati e che sono stati osservati rispettivamente a Trento Nord, Grado e Marano e nel Basso bacino del fiume Chienti, mentre di linfomi non-Hodgkin si muore di più a Brescia, dato correlato alla contaminazione diffusa da PCB.
Uno dei risultati più allarmanti dello studio è che alcuni di questi siti continuano a essere inquinati da decenni nonostante la chiusura degli stabilimenti inquinanti. Anche le operazioni di contenimento degli inquinanti sono insufficienti. Senza interventi complessivi di risanamento ambientale, i residenti continuano ad essere esposti ad un maggiore rischio di malattia e morte prematura.
Per tale motivo, il Gruppo di lavoro SENTIERI sostiene la necessità di continuare lo studio per una più approfondita comprensione dell’impatto sanitario dei siti contaminati e una migliore individuazione delle priorità negli interventi di risanamento ambientale.

Goldman Sachs e la crisi della finanza internazionale

Che cos'è la Goldman Sachs e quanto è implicata nell'attuale crisi finanziaria che attraversa il mondo occidentale? Dell'influenza della più grande banca d'affari americana sulle decisioni politiche dell'Occidente e del suo ruolo nell'attuale crisi abbiamo parlato con il giornalista Enzo Di Frenna.

di Matteo Marini 

ingresso goldman sachs
La Goldman Sachs è la più grande banca d'affari americana, nata verso la fine del 1800
Siamo in un momento di responsabilità nazionale, in un clima bipartisan, tutto deve assumere senza esitazione questo contorno. 'Lacrime e sangue', 'sacrifici', 'sobrio': sembra quasi che si stia facendo strada un nuovo vocabolario nel nostro Paese. In mezzo a tutto questo andare "d'amore e d'accordo", restano degli interrogativi rimasti - volontariamente o meno - nel cassetto.
Chi ha provocato questa crisi economica? Chi è la Goldman Sachs? Come siamo arrivati a questo punto? È stata una congiuntura economica inevitabile o premeditata? Sicuramente non riceverete risposta dai media tradizionali, tutt'ora impegnati a monitorare ogni secondo la Costa Concordia arenata al largo dell'isola del Giglio. Una puntata di Porta a Porta? Neanche a parlarne. Vespa ci ha messo così tanto per costruire il plastico della nave che sembrerebbe di cattivo gusto guastargli il salottino. Siamo andati allora a cercare le risposte che volevamo da uno dei primi giornalisti che ha cominciato a parlare dell'argomento.
Enzo Di Frenna, giornalista professionista, ha lavorato a La Vocedella Campania (dove è stato direttore Michele Santoro) e poi al settimanale economico Il Mondo (con Orazio Carabini e Sergio Rizzo) e infine a L'Europeo. Nel 1994 comincia a collaborare con La Voce di Indro Montanelli. Attualmente gestisce un suo blog personale (enzodifrennablog.it) e scrive per Il Fatto Quotidiano(nella categoria blogger).
Il Cambiamento lo ha incontrato per tracciare un po' la storia della Goldman Sachs, di quanto ha influito sulla crisi economica recente e su condizioni, nomine e decisioni politiche negli Usa ma anche in tutto l'Occidente. Ecco cosa ci ha risposto.
goldman sachs crisiLa Goldman Sachs ha avuto un ruolo fondamentale nella crisi in quanto ha pilotato la vendita di titoli derivati spazzatura (i famosi CDS e i CDO)
Che cos'è la Goldman Sachs?
La Goldman Sachs è la più grande banca d'affari americana, nata verso la fine del 1800. Il fondatore fu Marcus Goldman. Il nome che presenta lo deve anche al genero di Goldman, Samuel Sachs, che entra nella compagnia nel 1896. Durante la famosa crisi della Borsa del 1929, la Goldman ebbe un tracollo, un duro colpo e solo grazie all'intervento di un nuovo amministratore, si ristrutturò, si rimise in sesto. Successivamente (arriviamo agli anni '70) cominciò ad ingrandirsi notevolmente e, con l'entrata in carica di quello che è l'attuale Presidente, assunse sempre più i contorni di una lobby economico-finanziaria che incide sul potere politico orientando scelte. Sostanzialmente è una grande centrale di affari mondiali.
Quale ruolo ha giocato nella crisi economica recente (quella dei mutui subprime, per intenderci)?
Un ruolo fondamentale, se pensiamo che la Goldman - insieme ad altre banche - ha pilotato la vendita di titoli derivati spazzatura (i famosi CDS e i CDO) sui quali loro guadagnavano alte commissioni, pur sapendo che erano titoli a rischio. Lo sapevano da un lato perché importanti economisti come Raghuram Rajan (capo economista del FMI dal 2003 al 2007), in diversi incontri pubblici e in un rapporto, denunciavano il rischio che le società finanziarie, assumendo grandi rischi per realizzare enormi profitti a breve termine, avrebbero potuto far collassare il sistema economico.
Dall'altro, perché durante il 2010, Goldman Sachs è stata obbligata a testimoniare davanti al Congresso degli Stati Uniti e, in quella sede, i dirigenti hanno dovuto ammettere che sapevano di vendere titoli spazzatura.
Tale affermazione, era già supportata - visti i documenti in possesso della Commissione d'inchiesta che li stava interrogando - da numerose mail, nelle quali si diceva esplicitamente che stavano rifilando vera e propria 'cacca' ai loro clienti. Capirai dunque quale ruolo ha giocato in questa congiuntura economica, un ruolo senza dubbio notevole. Sapevano di creare delle voragini finanziare, che avrebbero poi investito tutto l'Occidente.
Rimanendo nel 2010, il 16 aprile la SEC (l'ente americano preposto al controllo sulla Borsa), incrimina la Goldman per truffa. L'accusa riguarda il titolo finanziario Abacus 2007-AC1, attraverso il quale truffavano una schiera interminabile di ignari clienti. Goldman Sachs ha di per sé una natura fraudolenta, fa operazioni 'allegre'.
sede goldman sachsSono ormai trent'anni che laGoldman piazza i suoi uomini nei posti chiave del mondo politico americano ed europeo
In ambito politico, invece? Qual è il suo ruolo, la sua influenza?
Sono ormai trent'anni che laGoldman piazza i suoi uomini nei posti chiave del mondo politico americano ed europeo. Ti faccio qualche nome: Robert Rubin, ha lavorato 26 anni perGoldman Sachs e ha ricoperto l'incarico di Segretario al Tesoro durante la prima presidenza Clinton (ha evitato che venissero regolamentati i derivati, incoraggiandone invece il mercato libero); Henry Paulson, ex Amministratore Delegato della banca (dal 1999 al 2006) ed ex Segretario al Tesoro sotto la presidenza Bush (anche lui ha fatto di tutto per non toccare l'argomento derivati). La domanda che io mi faccio allora è: come possono questi uomini prendere incarichi di governo del genere dopo che hanno lavorato per anni in una banca d'affari che tutto è fuorché un istituto finanziario che svolge delle operazioni 'trasparenti'?
E per quanto riguarda la politica 'nostrana'? Abbiamo anche noi qualche personaggio legato a doppio filo a questa banca?
Beh, in Italia abbiamo un lungo elenco di figure importanti che hanno lavorato per Goldman: Romano Prodi, Gianni Letta, Mario Draghi. Purtroppo l'elenco completo, presente fino a poco tempo fa su Wikipedia, è misteriosamente sparito. Negli ultimi 15/20 anni, la Goldman Sachs ha sicuramente allargato la sua area di influenza 'lobbistica' anche in ambito europeo e mondiale quindi, in qualche modo, cerca di avvicinare personalità di peso per farle lavorare per loro.
mario draghiIn Italia abbiamo un lungo elenco di figure importanti che hanno lavorato per Goldman: Romano Prodi, Gianni Letta, Mario Draghi
Quale opinione ti sei fatto di Mario Draghi?
Draghi ha lavorato dal 2002 al 2005 per Goldman Sachscome vicepresidente e membro del managementCommittee Worldwide. Durante il suo incarico lì, ha venduto tonnellate di titoli avariati, 'spazzatura', arricchendosi in maniera abnorme. La domanda sorge spontanea: come può un economista di quel calibro lavorare per una banca che operava 'allegramente' con soldi dei contribuenti? Perché accettò quell'incarico?
Lo stesso Draghi, su ammissione di Luca Cordero di Montezemolo, è stato in vacanza più volte con Robert Rubin (politico statunitense, prima del suo mandato governativo ha trascorso ventisei anni alla Goldman Sachs, dove è stato membro del consiglio di amministrazione e dove ha ricoperto il ruolo di Co-Presidente dal 1990 al 1992, ndr) con il quale avrà avuto sicuramente un ruolo confidenziale. Mi aspetterei una risposta in tal senso dal diretto interessato, come me l'aspetterei anche da Mario Monti, il quale ha affermato più volte di non aver fatto parte di poteri forti ma anzi di averli combattuti, dimenticando il suo incarico in Goldman Sachs.
Cosa ti sentiresti di rispondere a quelli che affermano che i dubbi sull'attuale Presidente del Consiglio sono solo teorie complottiste?
È una tecnica mediatica per ribaltare, come al solito, la realtà. È un uso abile delle parole per mostrare chi presenta dei dubbi, delle questioni, come un soggetto non attendibile. Secondo il mio punto di vista, è corretto parlare di queste cose, raccontare determinati fatti e immaginare che ci possano essere stati complotti e/o commistioni tra personaggi di rilievo e poteri forti di diversa natura. Teniamo ben presente che il complotto, laGoldman Sachs l'ha fatto, spingendo lo Stato ad implodere!

Taglio agli stipendi dei parlamentari: altro che equità, è l’ennesima presa in giro!

Un parlamentare che si prende un attimo di meritato riposo!
Alzi la mano chi nelle ultime settimane non ha pensato che fosse corretto dare un bel colpo di mannaja agli stipendi dei parlamentari.
Bene, finalmente in questo ambito qualcosa si muove. Dopo tante parole, ci saranno delle correzioni anche per gli stipendi per la “”.
L’ufficio di presidenza di Montecitorio ha deciso di ridurre lo stipendio dei 630 deputati «di 1.300 euro lordi», circa 700 euro netti. Lo ha annunciato il vicepresidente della Camera, Rocco Buttiglione, al termine della riunione durata più di due ore. Il provvedimento, ha spiegato l’esponente dell’Udc, sarà «immediatamente esecutivo» e non subirà cambiamenti anche «dopo la riunione di martedì in Senato». (…) L’ufficio di presidenza della Camera ha anche deciso che verrà tagliata del 10 per cento l’indennità di carica. Si tratta di quelle indennità percepite da «figure apicali», come il presidente della Camera, i vicepresidenti, i questori e i presidenti di commissione. Si tratta dell’indennità di carica (ossia quella voce di stipendio in più derivante dal maggiore carico di lavoro). (…) Buttiglione ha aggiunto che è stato inoltre stabilito che per i vitalizi si passa al sistema contributivo, che varrà anche per i dipendenti. (Source) 
Wow, c’è da essere soddisfatti?
Riprendiamo un mio vecchio post, datato 12/12/2011, ma che è assolutamente attuale e che vi consiglio (cliccando sul link) di andarvi a rivedere in versione completa.
Ma qual è lo stipendio giusto per un parlamentare? Tutti dicono che prendono troppo, ma quantificare non sembra facile… Ma esiste il modo per poter dare una giusta valutazione cercando di capire quale potrebbe essere una busta paga equa?
Certo, non è impresa semplice. Però tra le tante ipotesi, una in particolare mi è sembrata molto interessante. Ed è quella del Prof Pelegatti, , docente di Statistica Economica presso l’Università di Milano –Bicocca. Secondo il Prof. Pelegatti un metodo valido potrebbe essere quello di incrociare lostipendio dei parlamentari con il PIL pro capite del paese. Il risultato ottenuto è estremamente interessante. Infatti il grafico ci dice che in Europa c’è un vero equilibrio se si utilizzano queste variabili e la linea di regressione ottenuta dà segnali validissimi. Infatti il risultato inoltre ci fa vedere una fatto chiarissimo: SOLO IN ITALIA esiste questo folle trattamento economico per i Parlamentari. Italia e un po’ in Austria. Ma, permettetemi, l’Austria è tutto un altro mondo… (Source
Ah ecco… avete tagliato lo stipendio lordo di ben 1.300 euro lordi mensili, che all’anno significa circa 15.000 euro lordi. Ma mi sembra di poter dire che il gap dalla media degli stipendi europei sia ancora BEN lontano da potersi dire chiuso. Dal grafico proposto qui sopra il parlamentare italiano dovrebbe avere uno stipendio ( per essere in linea con la media europea parametrata anche al PIL Pro Capite) pari a UN TERZO di quello attuale!Altro che 15.000 euro lordi in meno all’anno!
Ma non è tutto. Perché come sempre succede, c’è l’inganno.

Un taglio legato a benefici fiscali e…alla creazione di un fondo…

Infatti indagando un pochino, si scopre che lo sconticino non è casuale, ma è stata decisa per evitare che, nel passaggio al nuovo sistema previdenziale, l’indennità dei parlamentari potesse subire un aumento a causa di un diverso trattamento fiscale.
Il passaggio dal vitalizio al contributo comporta infatti l’emersione di una quota di reddito, in quanto i versamenti previdenziali non sono tassati mentre lo erano le trattenute per i vitalizi. Inoltre questi 1.300 euro che verranno tagliati saranno accantonati in un fondo a tutela di eventuali ricorsi da parte dei deputati. (source
Hai capito? Che schifo, e ci vogliono vendere questo abbattimento dello stipendio come se si fossero tolti il sangue dalle vene.
Qualcuno qualche giorno fa mi diceva che io ero schierato politicamente. Bene, mai come oggi posso dire che non solo non sono schierato politicamente, ma nutro un odio profondo per TUTTA QUESTA classe politica, che si dimostra sempre più egoista, corrotta e truffaldina. E tra le altre cose ci vuole prendere tutti per fessi.
Ma, come diceva un noto personaggio scomparso da poco, IO NON CI STO.
E di farmi prendere io giro da questi fattucchieri non mi sta affatto bene.

domenica 29 gennaio 2012

La soluzione sette per cento



I sondaggi danno il MoVimento 5 Stelle in forte crescita, superiore al 7%. Una soluzione venefica per il Sistema che con l'ingresso in Parlamento nel 2013 di 40 cittadini non soggetti ai giochi di potere sarebbe FINITO. Se il M5S fa il 7%, la paura fa 90. Questa previsione ha avuto per i partiti e per i media l'effetto di un elettroshock. I politici e le lobby, non potendo più ignorare un fenomeno imprevedibile, incontrollabile e assente dal programma della P2, sono passati alla fase diffamatoria. Alla ricerca del pelo dell'uovo, di frasi estrapolate dal blog e reinterpretate. Alla caccia di grillini che non si sentono più grillini. I giornali e le televisioni conoscono alla perfezione il loro mestiere di macchine della merda, Feltri con Boffo in confronto era un dilettante. In particolare i quotidiani della sinistra eccellono. Progressisti con il culo degli altri, sanno fare molto bene il loro lavoro di sputtanatori mettendosi su un piedistallo.
La macchina della merda che vede in prima fila vignettisti grandi firme, pennivendoli della Repubblica e dell'Unità, ma anche, in varia misura, di tutti gli altri giornali, si è mossa all'unisono. L'obiettivo, neppure nascosto, è quello di staccare Grillo dall'opinione pubblica e di far rientrare i "bravi ragazzi" del M5S nel recinto progressista, razionale del Pdmenoellebenedetto da Napolitano, ma anche nella nuova destra rosè di Fini che ha diviso il talamo (nella parte di Ruby ) con Berlusconi per vent'anni.
In poche settimane sono stato etichettato prima "evasore" e "terrorista" per una frase quasi banale su Equitalia "Se Equitalia è diventata un bersaglio bisognerebbe capirne le ragioni oltre che condannare le violenze", poi attaccato per una pornostar in lista per il M5S per le prossime comunali a La Spezia (notizia falsa... peccato) dai nostalgici del bunga bunga, quindi additato come razzista per aver scritto che la cittadinanza automatica agli stranieri nati in Italia è oggi un oggetto di distrazione che serve solo ai partiti per prendere voti. A proposito, chi ha scritto la legge "Bossi- Fini", forse proprio Fini? Proprio lui? Io non sono per nulla contrario alla cittadinanza per gli immigrati, ma vanno valutati modi e tempi a livello europeo. Perché invece delle manfrine, delle cittadinanze onorarie, dei banchetti a uso elettorale, non è stata messa in discussione dai partiti a Bruxelles? Meglio le solite sceneggiate del Pdmenoelle con banchetti e abbracci.
"E' il potere dei più buoni" come cantava Gaber "penso alle nuove povertà che danno molta visibilità". Ultima porcata la Tav in Val di Susa, uno spaventoso scempio economico, ambientale, ma soprattutto della democrazia. Per un accenno alla geometrica potenza, mi ritrovo brigatista. Non mi fermerete e soprattutto non fermerete i cittadini. Nel frattempo continuate a scrivere cazzate, è la sola cosa che un servo può fare.

sabato 28 gennaio 2012

La diossina e altri veleni nella catena alimentare

A Taranto ci sono tanti inquinanti che interagiscono tra loro e possono influire sul dna, per alcune, come il piombo, non esistono neanche dei limiti sicuri.Bisogna far rispettare il principio di precauzione e chiedere che tali veleni non vengono emessi
28 gennaio 2012 - Alessandro Congedo
“Se fossi una pecora verrei abbattuta?”. Questa domanda, posta da una mamma della Campania, terra avvelenata da industrie e discariche, è il  titolo del  libro scritto dalla dottoressa Liliana Cori, antropologa e ricercatrice del Cnr, presentato mercoledì scorso nella libreria Gilgamesh. L’iniziativa, patrocinata dal Progetto ReVES, ha visto la partecipazione di Alessandro Marescotti, presidente di Peacelink, di Carmen Galluzzo Motolese, presidente del Club Unesco Taranto, e della dott.ssa Annamaria Moschetti, referente Puglia e Basilicata dell’Associazione Culturale Pediatri. Quanto mai opportuna anche la presenza di Vincenzo Fornaro, allevatore che ha visto le sue pecore abbattute a causa della contaminazione di diossina. La sua ferita è ancora aperta e in attesa di giustizia. Inevitabile, per lui, parlare dell’incidente probatorio collegato all’inchiesta della Procura tarantina che ha come unici indagati i vertici dell’Ilva. Nella battaglia legale in corso, gli allevatori stanno sostenendo nuovi costi (che si aggiungono ai danni economici già subiti) per pagare le perizie che mirano all’accertamento delle responsabilità. Da qui l’appello di Marescotti a fornire un aiuto agli allevatori costituitisi come parte offesa: «Il loro problema rappresenta quello dell’intera collettività. Non bisogna lasciarli soli». Pecore-Ilva
Nel libro della Cori, un piccolo manuale sugli inquinanti dal taglio didattico e discorsivo, la diossina di Taranto (senza dimenticare il pcb nelle cozze) occupa uno spazio importante, insieme ad altre storie di straordinario inquinamento: da Gela (in Sicilia) alla Valle del Sacco nel Lazio, passando per Brescia e la Campania. Territori in cui sostanze inquinanti di vario tipo (Ddt, policlorobifenili, piombo, arsenico, mercurio) si sono insinuate nel corpo dei cittadini. Di grande utilità risultano le attività di biomonitoraggio umano (sangue, latte materno, etc) che permettono di rispondere a domande importanti: cosa ci succede quando l’ambiente intorno a noi è inquinato? Cosa arriva dentro il corpo e dove si deposita?  «Grazie ai dati che si ottengono – ha sottolineato la Cori – è possibile per chi vive in quel territorio stabilire delle priorità e prendere dei provvedimenti. E’ ovvio che per affrontare tali problematiche ogni soggetto deve prendersi le sue responsabilità, sia chi emette queste sostanze che chi si occupa dei controlli».
Importante è anche la comunicazione, come ha evidenziato la ricercatrice del Cnr: «Tra la gente la percezione del pericolo, e pertanto l’ansia, aumenta se il rischio è imposto da altri, senza la possibilità di fare qualcosa per limitarlo; se è sconosciuto e ci sono poche informazioni; se non ha nessun vantaggio diretto; se non si ha fiducia in chi controlla e gestisce e non si viene informati». «In Campania e a Gela – ha continuato la Cori – oltre l’80% delle persone è sicura che si ammalerà di tumore. Tale percezione è devastante per la loro serenità. A Gela c’è anche la preoccupazione delle mamme che temono di avere figli malformati. Per combattere l’ansia e la sfiducia è necessaria un’informazione attiva anche da parte di chi controlla». Com’è noto, a Taranto, dei rischi connessi alle diossine si è cominciato a parlare solo grazie alle denunce di alcune associazioni ambientaliste come Peacelink che nel marzo del 2008 aveva fatto analizzare un pezzo di formaggio risultato contaminato. Poi sono  stati rafforzati i controlli sugli allevamenti con tutto ciò che  ne è seguito. Marescotti, durante la presentazione del libro, ha chiesto di tenere sotto controllo anche i macelli e la carne prodotta sul territorio ionico.
Dalla dottoressa Moschetti è arrivato l’appello a informare la cittadinanza con la massima lealtà: «Anche l’eccedere nei messaggi tranquillizzanti può essere un errore. Ciò che serve è una comunicazione onesta. Le amministrazioni pubbliche, le associazioni e i cittadini devono sedersi intorno ad un tavolo per la salvezza comune e dire come stanno realmente le cose». Per la pediatra non ci sono dubbi: «Non basta ridurre la diossina, ammesso  che questa riduzione sia davvero avvenuta, per dire che tutto va bene e che si può cominciare la bonifica. A Taranto ci sono tanti inquinanti che interagiscono tra loro e possono influire sul dna. Per alcune, come il piombo, non esistono neanche dei limiti sicuri. Nel corpo umano, in particolar modo nei bambini, non devono entrarci affatto. Bisogna far rispettare il principio di precauzione e chiedere che tali veleni non vengono emessi».

L'energia della parola

La parola diventa attiva quando si cala nella realtà, sprigiona energia da trasmettere all'anima e riceve dall'anima, a sua volta, forza e ispirazione. Questa sintonia, se coltivata, ci farà crescere e prosperare. 

"Come potrebbe essere più importante conoscere la teoria di ciascuna cosa che averne la pratica e fare le cose secondo l'indicazione della teoria? E in effetti la pratica guida a poter fare, mentre il conoscere la teoria delle cose a potere parlare. Contribuisce senz'altro all'azione la teoria che insegna come si deve agire ed è nell'ordine prima della pratica, giacché non è possibile che sia pratico a fare qualcosa di bello chi non ci si abitua secondo la teoria, ma per la potenza la pratica supera la teoria perché è più efficace della teoria a guidare gli uomini all'azione".
Musonio Rufo, Diatribe, V.

Musonio Rufo, nato attorno al 30 d. C. e morto verso la fine del I secolo d. C., è uno dei rappresentanti di spicco, insieme a Seneca , Marco Aurelio, Epitteto, della filosofia dell'età imperiale. Pur senza la profondità spirituale e l'ampiezza concettuale degli altri tre, egli rappresenta assai bene la vitalità e la diffusione dello stoicismo e del socratismo, in chiave ellenistica, e del cinismo nell'età imperiale. La sua raffinata filosofia eclettica, in ambito romano, ci offre interessanti spunti di riflessione sul nostro modo di stare al mondo.

Musonio ci aiuta in particolare a sgombrare il campo da una - purtroppo! - sedimentata opinione comune, secondo cui la filosofia sarebbe un abile esercizio concettuale, senza, però, alcun aggancio alla vita concreta, alla quotidianità. Niente di più falso! La filosofia, di contro, è "visione incarnata", un "andare a vedere come stanno le cose": è esercizio critico della ragione, finalizzato a rendere più consapevole, più pieno, più autentico il nostro vivere. Giustamente, ci fa capire che è incompleta quella parola che si limita solo a insegnarci a ben ragionare, è, invece, carica di energia positiva quando ci aiuta anche a vivere bene; quando, insomma, la parola diventa azione e la contemplazione filosofica vissuto quotidiano.

La parola filosofica si configura, allora, come forza, vigore, efficacia, energia spirituale, nella misura in cui crea cultura nel suo significato più pregnante, ereditato dal latino colere, di "coltivare, curare". La cultura che germina dalla parola filosofica è, dunque, un coltivare la terra abitata con interesse, entusiasmo, saggezza, ma anche fatica, proteggendo il raccolto, cioè l'esistenza stessa. La parola che si declina nella cultura ci aiuta a far crescere, prendendocene cura, in modo rigoglioso la platonica " pianta celeste", ovvero l'anima: ed è l'anima, calata nella realtà e nel frattempo protesa al di fuori di essa in un compito inesauribile, che dobbiamo "inseminare", "concimare" tramite un uso pratico della parola, affinché alla fine del viaggio ci possiamo ritrovare migliori di quando l'abbiamo iniziato.

La parola sprigiona energia da trasmettere all'anima proprio in quanto sa esercitarsi nella realtà, attuando in essa la cultura della virtù e del bene.Tuttavia perché ciò sia possibile occorre "delirare", nel senso originario del termine, cioè " uscire dal solco" delle opinioni comuni, delle grammatiche esistenziali impoverite di energia, rese sterili da linguaggi convenzionali, omologanti, serializzanti. Occorre, insomma, riorientare il nostro sguardo verso una terra vergine, dalla quale attingere energie feconde e fecondanti e dalla quale riprendere le vele verso l'esistenza di tutti i giorni, ritemprati nell'anima, per trasmettere anche agli altri quanto noi stessi abbiamo sperimentato di veramente alternativo al mondo della produttività, dell'utilità dell'efficienza a tutti i costi, che finiscono inevitabilmente per sottrarci ogni residuo di energia fisica e morale.

Il dire autentico, in definitiva, saggia, sperimenta, si fa carne e rimodella l'esistenza nella concreta dimensione dell'anima.

Fabio Gabrielli 

Liberi di cambiare!

Del cervello utilizziamo la parte più meccanica, che collega esperienze ed emozioni e in situazioni simili ripropone lo stesso disco. Ma possiamo riconoscere gli automatismi e mettere in atto la nostra libertà.

Siamo vittime del destino, della società, della nostra educazione, della nostra pigrizia, o siamo persone dalle molteplici risorse in grado di decidere come affrontare la vita?
C'è chi pensa che esiste un destino ineluttabile che ha deciso, a priori, tutto per noi, e non si chiede neppure se la sua vita gli piace io meno, dando per scontato che non potrebbe essere che così. C'è chi pensa, altrettanto deterministicamente, che è il risultato delle nostre azioni passate, anche compiute in supposti passati remoti, a influire sulla qualità del nostro destino, coltivando una concezione che nella tradizione indiana si chiama karma e che, secondo la legge causa-effetto prevede che ogni nostro operato si ripercuota direttamente o indirettamente su di noi, in questa o in altre vite, per chi crede nella reincarnazione naturalmente.
Entrambe le posizioni anche se apparentemente opposte - in una è responsabile della nostra vita un impersonale destino, nell'altra, pur se inconsapevolmente, siamo responsabili noi - finiscono col trasformarsi in un atteggiamento fatalista e passivo, in cui non c'è molto spazio per un reale cambiamento. Forse esiste ancora un gruppo tra i fatalisti, quelli che si accontentano di lasciare che la loro vita prenda direzioni casuali e sono convinti che tutto ciò che succede sia comunque casuale, accontentandosene.

Il libero arbitrio è più impegnativo. Presuppone che sia il presente e non il passato, il momento determinante per la qualità del futuro. Presuppone un atteggiamento più elastico e responsabile in cui si riconosca che, simbolicamente parlando, il 50% degli eventi che ci troviamo a dover affrontare, non dipendono da noi, ma dalla vita stessa (senza entrare poi in merito a presunti passati remoti, che sono comunque al di fuori della nostra portata), ma l'altro 50% dipende da noi, dalla modalità con cui affrontiamo il presente, dal tipo di pensieri che coltiviamo, che a loro volta si riflettono nel modo in cui ci comportiamo e quindi sulle risposte che gli altri ci danno e sulle situazioni che di fatto si creano.

La nostra mente è uno strumento elaboratissimo che a seconda di come lo utilizziamo ci fornisce risultati di diversa qualità. Una delle sue funzioni, necessarie alla sopravvivenza, è quella di immagazzinare gli apprendimenti relativi a determinate situazioni, in modo da saper riproporre ogni volta lo stimolo adeguato alla situazione corrispondente. Automatizziamo così lo stimolo a fermarci quando il semaforo è rosso, a cambiare la marcia della nostra auto quando il motore sale di giri, ma automatizziamo anche l'abitudine, appresa nell'infanzia, ad assumere atteggiamenti seduttivi per ottenere ciò che vogliamo, a nascondere la rabbia e a "fare finta di niente" per non perdere l'affetto delle persone amate, ad avere paura di una punizione se facciamo qualcosa che non corrisponde all'educazione ricevuta. 
Tutti queste risposte sono, per il cervello, sullo stesso piano. E' nostra la responsabilità di "vagliare" le informazioni memorizzate e le accoppiate stimolo-reazione, per verificare quali di queste siano ancora attuali e quali invece necessitino di un aggiornamento.
Il primo passo di un lavoro di crescita personale, di un percorso di autocoscienza, consiste nello sviluppare una grande capacità di presenza, di attenzione interiore per notare i meccanismi che entrano in gioco di volta in volta e verificare la loro attualità e utilità. E' così che possiamo lavorare su quel 50% della nostra vita che è nelle nostre mani, e "giocarcelo" nel migliore dei modi.

Scopriamo così che non siamo obbligati a rispondere sempre con lo stesso ritornello, ma che possiamo esplorare, di volta in volta, diversi modi di "agire e non più reagire". 
 Certo, dopo anni di risposte automatiche non è detto che al primo colpo otterremo il risultato desiderato, ma abbiamo già fatto un grande progresso se ci siamo resi conto che abbiamo fondamentalmente la libertà di dare una risposta diversa agli eventi, di "cambiare musica", per trovare quella più adatta al nostro ritmo attuale, alle nostre esigenze e agli obiettivi che ci poniamo.
La nostra libertà non sempre si può esprime in termini di "libertà di" fare, andare, costruire, possedere, ma abbiamo sempre, invece, a nostra disposizione la possibilità di coltivare la "libertà da" condizionamenti, pregiudizi, paure. E' nella libertà di atteggiamento la nostra ricchezza fondamentale, il nucleo del nostro libero arbitrio, a partire dal quale possiamo modellare la nostra vita con sempre più soddisfazioni luminose.
Marcella Danon 


venerdì 27 gennaio 2012

Ladri a Montecitorio: 100 furti in tre anni e neanche le Assicurazioni si fidano...

Montecitorio è pieno di ladri! Bella scoperta direte. No, non ci riferiamo al discorso sui privilegi della Casta, sulle consulenze, sugli stipendi ingiustificati, sulle doppie e triple poltrone...Ci riferiamo ai furti più volgari (e almeno più trasparenti): ipad, visoni, cappotti.
L'ultima cosa a sparire in ordine di tempo è stata la collana da tremila euro della leghista Paola Gosis: "alla chiamata sono corsa a votare abbandonando la borsa su un divanetto. Al mio ritorno era stata aperta e la collanda sparita".
I questori della Camera invitano a evitare facili conclusioni: "Passa tanta gente, non gettiamo anche questa croce sulle spalle dei parlamentari...".
Ma di certo Montecitorio è meno sicuro di un porto di mare: oltre cento furti in tre anni! Ce n'è per tutti i gusti, dal visone di ottomila euro dell'ulivista Elisa Pozza Tasca al cappotto blu di Bonaiuti, fino ai furtarelli più piccoli, penne di pregio e orologi...
E neanche le Assicurazioni si fidano più!
Albonetti, deputato questore del Pd spiega: "prima bastava la parola di un deputato e rimborsavano in automatico. Ora solo fino ai 600 euro e se gli oggetti erano in luoghi protetti come il guardaroba. Perchè la spesa è diventata eccessiva...".
Sarà anche per questo che la leghista Gosis è su tutte le furie.

Castelli in aria accetta la sfida




E' ora di farlo! Il 6 maggio si vota in più di 800 Comuni d'Italia cominciamo da 


dove abitiamo e 


LICENZIAMOLI TUTTI!!!!


E' il momento giusto in Italia per fare di scelta di peso! Oramai siamo allo 


scontro finale. Cittadini 


contro la politica


 dei Partiti arroccati nei 


palazzi. Mandiamoli a casa!

giovedì 26 gennaio 2012

DISCARICA DI RONCIGLIANO - COLLAUDATO IL VII INVASO

Fonte: http://castelli.romatoday.it

Ieri mattina sono partiti i collaudi ufficiali del VII invaso della discarica di Roncigliano. Il comitato No inc ha organizzato un sit-in per cercare di rallentare i lavori, mentre il Comune di Albano aveva chiesto la sospensione del collaudo“


Ieri il collaudo ufficiale del VII invaso della discarica di Roncigliano che tante proteste ha provocato in questi mesi perché di fatto ha ampliato la discarica, operativa da 30 anni.
Alla notizia dell'inizio ufficiale dei collaudi un nutrito gruppo di residenti della zona e di militanti del comitato No Inc hanno organizzato un sit-in improvvisato per opporsi al collaudo dell'invaso già in parte operativo. Il comitato aveva denunciato l'inquinamento della falda sottostante la discarica per i pozzi spia non in regola e la perdita di percolato.
L'amministrazione comunale di Albano ha chiesto la sospensione del collaudo dell'invaso, ma nonostante questo la Regione Lazio si è presa la responsabilità di proseguire con il collaudo e la messa in esercizio del sub-lotto nonostante le problematiche sollevate da Comune, Provincia, Asl Rm H e Arpa Lazio.

Sono almeno sei, infatti, i documenti a cui la Regione non ha dato risposta, tra cui la lettera con cui l'amministrazione ha chiesto di dare delucidazioni sulle richieste relative al VII invaso. Verrà presto convocata anche una conferenza dei servizi per chiarire problematiche e responsabilità.
Intanto il caso della discarica di Roncigliano sarà di nuovo protagonista di un'inchiesta giornalistica: domenica 22 gennaio in prima serata su Rai3 Riccardo Iacona nella sua trasmissione "Presa diretta" la cui puntata ha un titolo chiarissimo "Immondizia zero", immondizia con cui gli abitanti della zona di Roncigliano devono fare i conti tutti i giorni.