mercoledì 14 dicembre 2011

Minzo un addio da nababbo

La Rai gli offre stesso stipendio e benefit.

di Renato Stanco
In Rai la chiamano l’offerta che non si può rifiutare. Non perché sia un ultimatum, ma per la consistenza della proposta. Mantenimento dello stesso stipendio, 550 mila euro all’anno, conservazione del grado, direttore ad personam non facente funzione, alloggio di servizio a completa disposizione pagato dall’azienda, tanto a New York quanto a Parigi, auto di servizio con autista, nessun vincolo d’esclusiva in modo da poter conservare e ampliare le collaborazioni, più accessori e benefit vari.
Insomma, un vero e proprio maxi pacco di Natale, Capodanno, Befana e Pasqua, contenuti in un unico contratto. E se poi tutto questo ben di Dio non dovesse bastare a convincere Augusto Minzolini, attuale direttore del Tg1rinviato a giudizio con l’accusa di peculato per la ben nota vicenda dei rimborsi spese con la carta di credito aziendale,  la Rai è pronta a mettere sul piatto anche la malleva legale, capace di far scudo a Minzolini in occasione del processo, fissato per i primi di marzo.
 I LEGALI RAI AL LAVORO. In pratica Viale Mazzini, pur essendosi costituita parte civile, potrebbe proporre ai giudici una sorta di patto, un accordo con il quale si farebbe carico di tutto. L’ufficio legale dell’azienda televisiva starebbe lavorando alacremente su questa opzione, in modo tale da poter consegnare al direttore generale della Rai, Lorenza Lei, una prima bozza già lunedì 12 dicembre in mattinata, dato che nel pomeriggio è in programma il consiglio di amministrazione che dovrà occuparsi del caso Minzolini. E la Lei, ovviamente, vuole uscire dal consiglio di amministrazione con l’operazione completata, con i punti di sutura a posto e la cicatrice ridotta al minimo. Del resto questo è un “caso” che il direttore generale e il presidente del Consiglio di amministrazione, Paolo Garimberti, vorrebbero risolvere il prima possibile. “Per il bene di tutti”, vanno dicendo da giorni.
SCADENZE POLITICHE. Tanta fretta, al di là degli aspetti formali, sarebbe legata essenzialmente a questioni meramente politiche. A fine marzo scade il mandato dell’attuale consiglio di amministrazione e quello del direttore generale. Sia la Lei sia Garimberti sono alla ricerca della conferma. Ma il mutato quadro politico garantisce soltanto l’ex editorialista diRepubblica, il quale può vantare un antico e consolidato feeling con il presidente del Consiglio, Mario Monti, e una discreta sintonia con il Quirinale, vero e proprio convitato di pietra di tutta la vicenda Minzolini.  Piccolo flash back. Ricordate la figuraccia, peraltro in diretta, che  La7 ha fatto fare alla Rai, guarda caso proprio al Quirinale, quando la troupe della televisione pubblica, presente all’insediamento del governo Monti, è arrivata in ritardo alle prime dichiarazioni di Napolitano dopo l'insediamento del governo Monti? Beh, pare proprio che il capo dello Stato non l’abbia affatto dimenticata, al punto da averla considerata un vero e proprio sgarbo personale. E quando il gioco si fa duro anche i dettagli contano. Eccome se contano.
IL PELLEGRINAGGIO DI AUGUSTO. La Lei, invece, ha l’urgenza di presentare al nuovo inquilino di Palazzo Chigi un dono di Natale degno di esser chiamato tale. E la “testa” di Minzolini vale oro quanto pesa. Dal canto suo il “direttorissimo”,  come lo ha sempre chiamato Silvio Berlusconi, sta visitando tutte le segreterie politiche, ha già visto il Cavaliere e Pier Ferdinando Casini, in modo da giocare al meglio la sua personalissima partita.
AL DIRETTORE I SOLDI NON BASTANO. Avendo capito che a Saxa Rubra l’aria si è fatta mefitica per lui, vuole uscire dalla Rai con una soluzione politica, non legale. In pratica Minzolini sta sfidando la Lei sul terreno a lei meno congeniale, quello del teatrino della politica.Minzo, insomma, vuol sentirsi dire che il quadro politico è cambiato e che il posto che occupa non spetta più a lui ma a un altro.
La Lei, pur avendo buoni uffici in Vaticano e  un canale preferenziale con l’Udc, non può più contare sul sostegno dell’ex ministro Paolo Romani e dell’ex sottosegretario Daniela Santanché, entrati in un cono d’ombra dal quale rischiano di non  riemergere più. E Minzolini tutto ciò lo sa bene. Prima di andare a New York o Parigi, Minzo vuole poter dire di aver battuto la Lei, una che lui non ha mai digerito.