domenica 11 dicembre 2011

La truffa dell'equiparazione europea degli stipendi parlamentari: seppure ci fosse, sarebbe irrilevante

Da giorni sui giornali si parla del taglio degli stipendi parlamentari, dopo la bocciatura in commissione del comma 7 dell'art.23 della manovra finanziaria, comma che intendeva velocizzare l'adeguamento ai livelli europei degli stipendi parlamentari.
E' tutta una grande presa in giro.
Seppure ci fosse, non taglierebbero nulla e forse addirittura aumenterebbero lo stipendio dei nostri parlamentari!!
Il trucco è stato ideato dall'apposita commissione governativa, la COMLIV (Commissione per il livellamento retributivo Italia-Europa) e si fonda su due particolari escamotage.
Il primo è il restringimento della comparazione non ai 17 paesi dell'Euro o ai 27 dell'Unioner Europea, ma solo ai sei paesi europei più ricchi, dove i livelli retributivi per le cariche elettive sono molto più alte degli altri paesi. 
Il secondo è l'adozione, già prevista nel decreto estivo 98/2011 di Tremonti che ha  istituito la commissione, del parametro del "trattamento economico omnicomprensivo": essendo una parte consistente dello stipendio parlamentare italiano "mascherato" nella tipologia di rimborsi forfettari per il soggiorno a Roma (3.500 euro mensili), delle spese per il rapporto eletto ed elettori (3.600 euro mensili) e nella gratuità di qualsiasi mezzo di trasporto aereo o ferroviario, la Commissione ha stabilito la contabilizzazione dei servizi che vengono offerti negli altri paesi dallo stato per l'espletamento del mandato parlamentare.
L'Italia infatti è l'unico paese nel quale ai deputati vengono consegnati migliaia di euro al mese per il reclutamento del personale di segreteria, mentre negli altri paesi le persone di fiducia e di supporto del parlamentare vengono regolarmente assunte direttamente dalle camere con un contratto a termine. 
Un'ulteriore discrasia avviene in merito alle spese di viaggio per lo svolgimento del proprio mandato parlamentare che negli altri paesi europei vengono regolarmente rimborsati attraverso la consegna di una apposita e dettagliata rendicontazione. 
Il parametro del trattamento economico omnicomprensivo permette quindi di inserire le spese di personale nel computo dei paesi esteri, facendo in questo modo schizzare verso l'alto l'indice "salariale" dei deputati stranieri. Allo stesso modo le spese di viaggio non vengono contabilizzate nel calcolo degli stipendi parlamentari nostrani, mentre contribuiscono ad innalzare la media negli altri paesi.
La tabella che pubblichiamo qui in pratica viene completamente stravolta attraverso questi piccoli accorgimenti. E alla fine, gira e rigira, va a finire che gli dobbiamo dare anche qualche soldo in più ai nostri "poveri" parlamentari...


P.S.= per i perplessi che dubitano che l'ipocrisia di questi signori possa raggiungere questi livelli, potete trovare conferma della truffa nei resoconti dei lavori della Commissione governativa sul livellamento retributivo Italia-Europa che potere leggere sul sito del Ministero della Pubblica Amministrazione: http://www.innovazionepa.gov.it/i-dipartimenti/funzione-pubblica/attivita/commissione-per-il-livellamento-retributivo-italia-europa-comliv/le-attivita.aspx