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domenica 18 dicembre 2011

"I tagli al parlamento? a noi non interessano". La regione Lazio conserva gli stipendi record


Non c´è solo il vitalizio esteso a tutti gli assessori esterni della giunta Polverini a segnalare l´anomalia del "caso Lazio". Quando, entro il 31 gennaio, lo stipendio dei parlamentari sarà decurtato e adeguato alla media europea, i consiglieri regionali del Lazio potrebbero risultare fra i politici più pagati del Paese.
È quanto prevede l´emendamento alla Finanziaria approvato giovedì notte in Commissione Bilancio, che ha sganciato le indennità degli eletti nel Lazio da quelle dei "colleghi" di Camera e Senato. Finora il loro stipendio era pari all´80% di quello dei deputati, proporzione che negli ultimi anni ha consentito agli inquilini della Pisana di lucrare aumenti a due cifre: d´ora in avanti viaggerà su un binario proprio, senza ritocchi né sforbiciate.
Potere della Casta. Che taglia i servizi e aumenta le tasse, ma lascia intatto il suo portafogli. Basta guardare quanto valgono gli stipendi dei consiglieri nel Lazio. Ciascuno incassa un
´indennità lorda di 9.362 euro al mese (4.252 netti), più 3.503 euro di diaria (che non è tassata e rientra pure nel calcolo del vitalizio). Al netto significa 7.755 euro tondi tondi. Ai quali bisogna aggiungere l´indennità di funzione, che alla Pisana spetta a 70 consiglieri su 71, e varia a seconda della carica rivestita. La Polverini, per fare la governatrice, prende 3.257 euro in più (2.311 euro netti), come pure il presidente del consiglio Abbruzzese; l´assessore alle Politiche sociali Aldo Forte e i vicepresidenti del consiglio ne aggiungono 2.092 (1.485 netti); i capigruppo, i presidenti delle commissioni e i consiglieri segretari 1.256 (ovvero 891 euro); infine i vicepresidenti di commissione 1.053 (ossia 594). Significa che la Polverini porta a casa circa 10mila euro netti al mese, l´assessore Forte 9.200, ogni capogruppo 8.600. Più i benefit: un personal computer, un tablet, il rimborso chilometrico della benzina per chi vive a più di 15 chilometri dalla Pisana, l´indennità di fine mandato, il vitalizio e un´assicurazione contro malattie, infortuni e rischi che pesa in busta paga appena 1.348 euro l´anno perché l´altra metà li sborsa la Regione.
Che poi c´è questo di bello, alla Pisana: sono tutti graduati, gratificati - tranne Antonio Cicchetti - con uno strapuntino che vale un bonus. Facciamo i conti: 20 presidenti di Commissione più 38 vicepresidenti fa 58. Con il presidente del consiglio, i suoi due vice e i tre segretari si sale a 64. Sommando i 15 capigruppo arriviamo a 79. Infine Renata Polverini e l´assessore Forte, l´unico interno, portano il totale a 81. Ottantuno scranni per 71 consiglieri. E pazienza se ciò significa avere la bellezza di sette monogruppi, composti cioè da una persona sola, e il record assoluto di Commissioni. La Lombardia, pur avendo il doppio di abitanti, ne conta solo otto.
Il tutto senza neppure che sia previsto uno straccio di argine per evitare il cumulo delle indennità. Che in Regione spetta a cinque consiglieri: Franco Fiorito e Olimpia Tarzia, che oltre a fare i capigruppo (del Pdl il primo, di sé stessa come unico esponente dei Responsabili la seconda), sono anche presidenti di Commissione e perciò incassano 1.782 euro netti in più; Pasquali, Mei e Paris che fanno i capi di un monogruppo e anche vicepresidenti di commissione.
E hai voglia che i radicali Berardo e Rossodivita urlino a ogni piè sospinto che «è una vergogna», presentando proposte di tagli rimaste finora lettera morta. È stata la Cisl Lazio l´ultima a calcolare quanto costa ogni anno ciascuno dei consiglieri regionali: 335mila euro a testa. Quanto un appartamento.

Giovanna Vitale