lunedì 5 dicembre 2011

Fermiamo gli stregoni della finanza assassina

Ci sono dei capobastone chiamati Fondo Monetario Internazionale, Banca Centrale Europea e Federal Reserve Statunitense, e dei picciotti della mafia bancaria mondiale noti come “Merkosky” e Obama. Tutti insieme hanno minacciato, la settimana scorsa, di far saltare in aria l’azienda Grecia. Insistono nel gestire il negozio ateniese, fregandosene di concetti datati come sovranità e democrazia, e appropriandosi di ogni guadagno dello stesso. Sanno, la BCE, la FED e il FMI , che le condizioni da strozzinaggio richieste dai padrini bancari porterà al fallimento dell’esercizio, ma sanno anche che, arrivati al punto di pre- fallimento, i capi dei capi che dirigono le banche troppo grandi per fallire, potranno finalmente trasformare in vero valore materiale quello nominale e inesistente dei loro strumenti d’ingegneria finanziaria chiamati “derivati”, vere e proprie catene di sant’Antonio. Come? Costringendo i governi a privatizzare, a svendere a basso costo la terra, i monumenti, i palazzi storici, intere isole. Ma, aimè, queste proprietà pubbliche, benché di inestimabile valore, sono soggette alle variazioni di valutazione di un mercato imprevedibile. Il vero tesoro da rapinare sono i servizi essenziali pubblici di tutti i paesi industrializzati, inclusi quelli virtuosi come la Germania e quelli governati da una classe dirigente criminogena come l’Italia. Questo schema garantirà a pochissime elite finanziarie un introito costante da “rendita” per “mille anni” proveniente dalle popolazioni feudalizzate e costrette a pagare dazio per l’usufrutto di acqua, della sanità (molto più di quel che si paga oggi) fino alle strade del proprio quartiere. Tutto sarà a pagamento. Anche per le piccole e medie imprese.
Costringere l’Italia ad ubbidire ai dettami di questo trasferimento coatto di ricchezze pubbliche e private (risparmi, pensioni private e pubbliche, aziende che per operare usufruiscono di crediti a breve termine) è più complicato perché l’economia e la ricchezza italica sono molto più grandi e organizzate, e perché il debito statale è il terzo nel mondo. Quest’ultimo dato consente a chiunque governi di usufruire di un notevole potere di ricatto verso le più grandi banche italiane ed estere, qualora scegliesse di fare una politica in difesa dell’interesse generale e non soltanto della propria sopravvivenza e quella delle proprie aziende.
Per i poteri bancari nostrani e internazionali Berlusconi deve ritirarsi perché con il suo comportamento clownesco e truffaldino svela anche ai più distratti, in un periodo di crisi finanziario costante, l’imbroglio degli altri leader mondiali “più rispettabili” che insistono nel far finta di rappresentare gli interessi generali delle loro popolazioni mentre in realtà sono, o ricattati, o volenterosi servitori dell’oligarchia bancaria e finanziaria mondiale.
Supponiamo che i cittadini dei paesi industrializzati accettino supinamente questo sopruso, questo stupro, questa violazione dei principi di cittadinanza. Questo trasferimento forzato del valore, di risparmi e di proprietà, accumulato in decenni dalla classe media e alta e dell’ulteriore sfruttamento della forza lavoro attraverso l’abbassamento di salari e benefici. L’ammontare dei contratti del credito-debito espresso annualmente dal mercato incontrollato dei derivati ( 600 trilioni di dollari nel 2007) e gestiti da manager di hedge fund e banche per conto dell’ 0.001 % delle famiglie più ricche dell’Europa e degli Stati Uniti, è così sproporzionato che neanche la totale schiavizzazione dei popoli appartenenti ai paesi industrializzati riuscirà a risanare questa bolla speculativa su cui si regge l’intero sistema finanziario mondiale.
Di fronte al problema della saturazione del debito nelle economie industrializzate, l’intento dei leader politici e finanziari sembra essere quello di cogliere l’occasione della crisi per incamerare più soldi e proprietà fino all’inevitabile crollo della struttura economica che hanno costruito pazientemente durante gli ultimi quarant’anni. Grazie ai contributi pubblici e alle garanzie statali i manager delle banche troppo grandi per fallire continueranno ad accumulare lauti salari e bonus, i fondi delle famiglie ultra-ricche beneficeranno degli interessi sul debito degli stati e delle aziende produttrici di beni di consumo.
L’economista e professore Michael Hudson continua a ripetere un antico e dimenticato principio economico: “I Debiti che non possono essere ripagati non verranno ripagati” .
Invece di proporre ulteriori strutture sovranazionali finanziarie che rispecchiano la natura totalitaria della gerarchia romana, il Papa potrebbe riesumare un’antica tradizione temporale della chiesa: ad ogni giubileo annunciare la cancellazione dei debiti e liberare l’economia dalle catene dell’interesse composito, dell’ulteriore indebitamento per pagare interessi su quello pregresso. Far piazza pulita dei debiti ingiusti, come proposto nel 2003 da George W. Bush per quelli contratti da Saddam Hussein, è l’unica via d’uscita dal pantano in cui ci troviamo. Lo stato potrebbe garantire i risparmi di chi ha investito in Buoni del tesoro fino 100 mila euro.
E’ vero che chi ne detiene di più soffrirebbe una perdita, ma i piani della BCE e di Washington (accumulare altro debito al debito esistente), ci costringeranno a sborsare per i prossimi decenni una tassa sempre più onerosa per ripagare l’impagabile e sottostare ad una politica di austerità che ridurrà ulteriormente la domanda aggregata, il tutto per non innervosire i mercati dominati dalla speculazione di pochi attori salvati finanziariamente dai contribuenti. Dall’inizio della crisi mondiale nel 2006 e il salvataggio pubblico delle più grandi banche e dei più politicamente protetti speculatori globali avvenuto nel 2008, l’intento di questi signori sembra essere di aggravare periodicamente la crisi senza rompere il sistema dominante: terrorizzano i popoli a tal punto che accettino di svendere i propri beni pubblici e le proprie infrastrutture a chi fu e continua ad essere garantito dallo stato. Una operazione da capitani coraggiosi della finanza a livello planetario. Oltre all’azzeramento del debito ingiusto, immorale o come lo vogliamo chiamare, bisognerebbe stabilire che solo il tesoro o la BCE ha il diritto di emettere…