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mercoledì 2 novembre 2011

I disoccupati nella rete dei trafficanti di esseri umani

raccolta pomodori I disoccupati nella rete dei trafficanti di esseri umani













I disoccupati europei come gli africani subsahariani o come le prostitute. I trafficanti di esseri umani hanno trovato altri “mercati” dove sviluppare i propri affari. In Bulgaria è stato lanciato l’allarme: le organizzazioni criminali hanno allargato il proprio giro d’affari dalla prostituzione alle false agenzie interinali che adescano giovani alla ricerca di un’occupazione o di occasioni per arricchire il proprio curriculum.
Schiavi con una promessa. La promessa di un lavoro ben retribuito e magari anche di un alloggio, rendono particolarmente allettanti le proposte di trafficanti di esseri umani che approfittano della crisi economica e del crescente numero di disoccupati in Europa per riempire le proprie tasche. Si avvicinano alle proprie vittime, proponendogli offerte lavorative o semplicemente soggiorni linguistici all’estero e poi li spediscono a lavorare nei campi con i documenti sequestrati. È la triste realtà che sta interessando numerosi Bulgari presenti in Italia, Francia, Regno Unito, Svezia, Germania e Paesi Bassi. Sono gli schiavi del XXI secolo, persone che sognavano semplicemente una vita normale, con una casa ed un lavoro e che improvvisamente si trovano private del più importante dei diritti: la libertà.
Un problema europeo. La crisi economica ha fortemente favorito i traffici d’uomini non solo per lo sfruttamento sessuale ma anche per schiavitù. Si tratta di un fenomeno che si adatta ai continui cambiamenti della società, diventando sempre più complesso e difficile da combattere e che interessa tutto il suolo europeo. La libera circolazione dei lavoratori e i sistemi dei subappalti rendono particolarmente complicato un effettivo controllo delle gravi violazioni dei diritti umani che vengono commesse. Lo stesso Parlamento europeo ha dichiarato il fallimento di tutte le misure poste in essere per contrastare il fenomeno che negli ultimi anni è cresciuto in modo significativo con un raddoppiamento del numero delle vittime. Fattori d’impulso al netto sviluppo di questi traffici sono stati sicuramente l’analfabetismo, la disoccupazione, la povertà ma soprattutto la disperazione della gente pronta a tutto di fronte ad una situazione soffocante e apparentemente priva di vie d’uscita.