mercoledì 26 ottobre 2011

Svezia: incidente nella centrale nucleare di Oskarshamn

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L'impianto nucleare di Oskarshamn, costruito nel 1972, è situato sulla costa svedese sud-occidentale
Dopo l'esplosione verificatasi il 12 settembre scorso nel sito di trattamento di scorie nucleari a Marcoule e l'incidente avvenuto in un impianto di smaltimento di rifiuti nucleari in Belgio, giunge ora dalla Svezia la notizia di un nuovo incidente.
Uno dei reattori della centrale nucleare di Oskarshamn è stato spento per ragioni precauzionali in seguito ad un incendio che si è sviluppato all’interno dell’impianto nella notte di sabato 22 ottobre. Il rogo, scoppiato nella sala turbine del reattore numero 2, sarebbe stato provocato da una fuoriuscita di petrolio su una superficie calda.
L'impianto nucleare di Oskarshamn, costruito nel 1972, è situato sulla costa svedese sud-occidentale, si trova a circa 30 chilometri del centro urbano ed è dotato di 3 reattori che producono circa il 10% dell’elettricità del Paese.
In seguito all'incidente si è diffuso il timore di una fuga radioattiva nell’area intorno all’impianto e anche in alcune zone della Russia nordoccidentale non distanti dalla centrale. Gli ambientalisti per monitorare la possibile diffusione delle radiazioni stanno utilizzando una mappa interattiva messa a punto in seguito al disastro giapponese di Fukushima.
Il co-presidente di Ecodefence Russia Vladimir Slivyak ha sottolineato che quello avvenuto qualche giorno fa non è il primo incendio in una centrale nucleare svedese: “un incendio ben più grave che ha minacciato l'integrità di un reattore è avvenuto nel 2006 in Svezia nell'impianto di Forsmark”.
Slivyak ha inoltre spiegato che l'incendio di Oskarshamn avrebbe potuto avere conseguenze molto gravi in mancanza di un intervento tempestivo. Pertanto secondo il co-presidente di Ecodefence Russia “la conclusione che si può trarre è che l'energia nucleare svedese è lontana dall'essere sicura”. “Prima del disastro di Fukushima dello scorso marzo – ha ricordato - i reattori nucleari del Giappone erano considerati tra i più sicuri del mondo”.
A.P.