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Debito pubblico italiano

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venerdì 14 ottobre 2011

Expo: verso la catastrofe finanziaria

Nella seduta di martedì 11 ottobre 2011 è statO approvato l'ingresso nella società "Arexpo s.p.a." con un ammontare per il Comune di Milano di 32,5 milioni di euro; il tutto in un periodo di recessione, il tutto andando ad aumentare l'enorme debito del comune e tagliando i servizi (vedi aggiustamenti bilancio di ieri).
Ma per l'amministrazione Pisapia va tutto bene.
La nostra dichiarazione di voto:
Come MoVimento 5 Stelle abbiamo già espresso voto contrario all'approvazione dell'accordo di progetto Expo2015, a causa del consumo di territorio e del carico inquinante che ne deriverà in sé, senza neanche bisogno di ipotizzare scenari peggiorativi successivi all'evento.
Oggi, dopo l'analisi della proposta di delibera (d'ingresso in Arexpo), preannunciamo il voto contrario aggiungendo ulteriori motivazioni, che saranno contestualmente una denuncia resa alla cittadinanza nei confronti della politica della Giunta.
Contestiamo e denunciamo in primis il fatto che le risorse finanziarie per l'adesione del comune di Milano in Arexpo (32 milioni e mezzo di euro), andranno reperite mediante ricorso a nuovo debito, in un quadro tra l'altro di interessi destinati a salire per i vari declassamenti di rating subiti.
Tale scelta appare infatti dissennata in un quadro economico di recessione - sia globale che locale - alla quale si andranno ad aggiungere ulteriori fattori recessivi, indotti localmente dai tagli che il Comune già lamenta come inevitabili, per il pesante deficit strutturale del bilancio e per l'indebitamento già oltre i parametri consentiti dal patto di stabilità.
Contestiamo e denunciamo inoltre il fatto che - da un'eventuale ulteriore indebitamento come quello prospettato - conseguirà l'obbligo di mantenere o incrementare i tagli alle attività del Comune, dato che - come si legge nel parere del direttore del servizio finanziario comunale - "i futuri flussi di cassa in entrata in conto capitale dovranno essere prioritariamente destinati alla compensazione dei flussi di cassa in uscita verso la società Arexpo".
Vogliamo infine sottolineare che, come rilevano sia il direttore finanziario del Comune sia l'Agenzia del Territorio, la previsione di convenienza economica non è certa e l'operazione potrebbe finire in perdita. La stessa Agenzia mette poi le mani avanti, chiarendo che le proprie previsioni si basano solo sulla documentazione fornita dalla Regione Lombardia, interessata a fare l'Expo, in assenza di qualsiasi comparazione o contraddittorio.
Dato che l'unico punto di forza della Giunta, cioè il proprio indispensabile consenso al Piano Integrato di Intervento (PII), cioè al piano particolareggiato di urbanizzazione, è indipendente dalla presenza o meno in Arexpo, e dato che allo stato attuale delle cose il Comune di Milano si ritroverebbe comunque in minoranza in ambito Arexpo - stante l'attuale logico asse politico esistente tra Regione e Fondazione Fiera, riteniamo che la scelta di entrata in Arexpo non sia affatto obbligata.
Mattia Calise
P.S.: Ringrazio Saverio Mauro Tassi per il grande lavoro di analisi e commento alla delibera di Arexpo S.p.a. qui disponibile integralmente http://bit.ly/mQxl7Y