sabato 24 settembre 2011

La casta lavora per impedire l'ingresso del moVimento 5 stelle in Parlamento

Pubblicata da Davide Bono il giorno sabato 24 settembre 2011 alle ore 15.01

Sto seguendo da un po' la questione dei referendum cosidetti per la reintroduzione delle preferenze nella legge elettorale. Ho scoperto con curiosità che c'è molta confusione anche tra le fila del moVimento 5 stelle sulla questione ed in molti ci chiedono se raccogliamo le firme. Eppure il blog di Grillo ed anche Travaglio ne hanno parlato spesso. Noi non sosteniamo il referendum Parisi-Veltroni-Segni e vi spiego il perchè, anche se con nomi così qualche dubbio dovreste avercelo.

1. Il referendum abrogativo della legge Calderoli dovrebbe (ovviamente in un paese democratico) essere inaccoglibile perchè creerebbe una vacatio legis, cioè abolirebbe la legge elettorale attuale senza ripristinare il Mattarellum che non esiste più.

2. Se anche accogliessero un referendum inaccoglibile, ripristinando dalle ceneri il Mattarellum (e vedremo che ci stanno lavorando) cioè il vecchio sistema misto maggioritario 75% con collegi uninominali e 25% proporzionale, provocherebbero un innalzamento dello sbarramento per i piccoli gruppi senza reintrodurre se non in minima parte le preferenze, anzi allontanando ancora di più le candidature dal controllo dei cittadini.

riprendo dalla lista di Rovigo: "
Il sistema Mattarella è un sistema elettorale misto: maggioritario a turno unico con collegi uninominali per la ripartizione del 75% dei seggi parlamentari unito per il rimanente 25% dei seggi assegnati al recupero proporzionale dei più votati non eletti per il Senato attraverso un meccanismo di calcolo denominato "scorporo" e al proporzionale con liste bloccate e sbarramento del 4% alla Camera. 
Al di là del fatto che questo sistema misto comporta alleanze obbligate con tutti i partiti per vincere nei collegi uninominali e slegate da ogni convergenza programmatica, non comporta se non in minima parte la reintroduzione delle preferenze: Veltroni, con l'aiuto di Di Pietro e Vendola, vuole ritornare al mattarellum ed avere così rappresentato un solo candidato di coalizione (nemmeno più di partito) che, come sempre, non sarà deciso a livello locale.
Non fatevi imbrogliare dalla questione della possibilità per i cittadini di poter tornare a decidere liberamente, i collegi blindati saranno sempre appannaggio dei soliti noti. I collegi sicuri spettano ai "pezzi grossi" anche se non sono del posto e magari tu vorresti essere rappresentato da uno dei tuoi.

Nessuna possibilità per chi si pone fuori dalle coalizioni perchè il maggioritario con collegio uninominale secco punisce i piccoli e li penalizzerebbe come risultato elettorale.
Se una forza non in coalizione prendesse il 4 % dei voti, con l'attuale legge avrebbe 28 parlamentari, col mattarellum 8" , tra l'altro solo nei collegi più grandi.

3. Tutti questi numeri ovviamente diminuiscono ancora se diminuiscono i membri del Parlamento. E' per questo che sembra si stiano accordando per ridurre davvero il numero dei parlamentari, innalzando artificiosamente lo sbarramento nelle quote proprozionali più il collegio è piccolo.

4. ma non finisce qui! gira voce http://www.gruppocinqueterre.it/node/841 che Bersani abbia depositato la proposta di legge 4545 in cui sarebbe proposta l'adozione di un doppio turno alle politiche con un quorum del 10%, con in più la delega al governo per la determinazione dei collegi uninominali. Peccato che se andate sul sito della Camera il testo di tale legge, pur depositato a luglio 2011, dal titolo "Modifiche al testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, in materia di elezione della Camera dei deputati, e al testo unico di cui al decreto legislativo 20 dicembre 1993, n. 533, in materia di elezione del Senato della Repubblica, nonché delega al Governo per la determinazione dei collegi uninominali" non è stranamente consultabile. http://nuovo.camera.it/126?PDL=4545&leg=16&tab=2  Sarà un caso?

Il Pd, il partito delle cooperative rosse, dei poteri finanziari, dei grandi costruttori sta lavorando per non dare una rappresentanza elettiva a tutti quelli che non abboccano più alle sirene del Regime sistematico, per far voltare la protesta popolare, pacifica ed intelligente del Paese (dalla Valsusa alla Sicilia), in una violenza diffusa da poter reprimere agevolmente, magari nel sangue, col consenso del gregge disinformato (come avvenne nei '70).

Sta a noi smascherare tutti i loro giochetti e non abboccare alle provocazioni, così come si fa con i bulletti. Ricordiamoci infatti che chi fa delle porcate, è un porco. Ma i porci sono ingrassati dai loro padroni. E' nei trogoli che li nutrono che bisogna cercare, per poi chiudere i rifornimenti. I trogoli vanno chiusi, ripeto i trogoli vanno chiusi.