giovedì 29 settembre 2011

FERMIAMO LA RACCOLTA DELL'ORGANICO. Subito le compostiere ai Cittadini di Pomigliano


Pomigliano D'Arco - compostaggio.jpg
La frazione umida dei rifiuti, l'organico (residui alimentari, scarti o residui di giardinaggio), costituisce il 30-40% dei materiali che portiamo in discarica. Molto spesso, quando l'Enam "non ha voglia", resta a putrefare sui marciapiedi di Pomigliano per giorni o viene ammassato in discarica esponendoci a seri rischi sanitari e ambientali. Pomigliano come tutto l'hinterland possiede ancora una discreta parte di territorio verde. Abbiamo tante abitazioni con giardini, cortili in terra battuta, terreni agricoli adiacenti. Eppure dello smaltimento dell'organico se ne occupa esclusivamente l'Enam Spa che paga cifre esorbitanti per trasportarlo sui treni ai centri di compostaggio fuori regione. Se un contadino di 50 anni fa sapesse che la buccia della nostra mela percorre 500km prima di essere smaltita, ci farebbe internare.
La raccolta dell'organico da parte dell'Enam va fermata subito, iniziando da tutte le abitazioni che hanno giardini o terreni agricoli adiacenti. Ad ognuna di queste famiglie dev'essere fornita una compostiera domestica per trasformare tutti o parte dei propri scarti, in compost fertilizzante. Una compostiera per una famiglia media (3-4 persone / 300lt) costa circa 50 euro, e se il Comune ne acquista una quantità considerevole, il prezzo cala ulteriormente. Ci sarebbe un abbattimento dei costi della tarsu e una riduzione della Co2 emessa per il trasporto. Inoltre una parte del personale impiegato nell'azienda rifiuti (che ormai è una ONLUS), potrebbe essere destinata ad altre mansioni, la cura del Parco Pubblico ad esempio. Una volta attrezzate questo tipo di abitazioni e sospesa per queste la raccolta dell'organico, si potrebbe anche scegliere di non abbassare la tarsu per il primo anno, così con gli utili ricavati dal mancato conferimento, si può passare all'istallazione di compostiere condominiali ed infine a compostiere comunitarie dove andare a depositare i propri scarti alimentari. Il compost che ne deriverà sarà a disposizione di tutti i cittadini o imprese agricole, in quanto altamente fertilizzante per orti, giardini, e terreni agricoli. Magari si potrebbe anche rivendere.
Si parla da tempo della costruzione di un mega-centro di compostaggio per lo smaltimento dell'umido a Pomigliano, roba da milioni di euro. Significherebbe solo emettere altro Co2 per costruzione e trasporto, sperperare altri soldi pubblici e continuare a considerare i rifiuti come un ingombro e non come una risorsa. E' da pazzi chiamare l'ufficio rifiuti ingombranti dell'Enam per far ritirare i rami e le foglie secche del nostro giardino, e poi andare a comprare fertilizzanti sintetici per concimalo. Riappropriamoci del ciclo della natura. Dobbiamo farlo noi cittadini, prima delle amministrazioni. Partiamo dall'umido, un primo passo verso Rifiuti Zero nella nostra città. Dubbi?
pomigliano.org