martedì 19 luglio 2011

ROMA-“CON LE MANI NELLA MONNEZZA” I DISASTRI DELLA PARTITOCRAZIA. IL CASO MALAGROTTA: L’OTTAVO COLLE DI ROMA

ROMA-DISCARICA DI MALAGROTTA-LA PIU' GRANDE D'EUROPA-280 ETTARI DI SUPERFICIE
Roma -18 luglio 2011- Il libro-inchiesta di Paola Alagia e Massimiliano Iervolino presentato oggi alla sede del Partito radicale La discarica di Malagrotta continua a ingoiare rifiuti e sarà così almeno fino al 31 dicembre del 2011, quando scadràl’ultima proroga della Regione Lazio, firmata alla fine del mese scorso.Mentre cittadini e comitati delle località indicate nel piano regionale per sostituire l’invaso ormai al collasso sono già in fibrillazione e pronti a dare battaglia per impedire la realizzazione del progetto (in pole position c’è Pizzo del Prete-Le Macchiozze, in località Fiumicino,ma nella rosa di papabili compaiono anche i siti di Pian dell’Olmo,Corcolle, Monti dell’Ortaccio, Castel Romano-Quartaccio, nella Capitale, e di Osteriaccia e Quadraro Altro, rispettivamente a Fiumicino e Riano),esce il libro “Con le mani nella monnezza”, scritto da Paola Alagia e Massimiliano Iervolino, presentato oggi alla sede del Partito radicale.Il saggio, pubblicato per i tipi di Reality Book, con la prefazione di Gian Antonio Stella, restituisce un affresco puntuale delle vicende di Malagrotta.Perché Roma non ha ancora fatto la fine di Napoli? In che modo il Lazio è riuscito a evitare l’emergenza rifiuti? Sono alcuni degli interrogativi a cui gli autori cercano di dare risposta nel saggio. “Non è stato certo merito della politica – hanno detto Iervolino e Alagia durante la conferenza stampa – Le classi dirigenti che si sono alternate negli anni,di destra e di sinistra, non hanno fatto altro che prolungare la vita di un invaso esaurito da tempo a colpi di proroghe. E’ stata questa la ricetta propinata dalle istituzioni che con piani rifiuti più o meno irrealizzabili hanno sempre e solo ritardato la soluzione dei problemi”.Nelle 151 pagine del libro, Manlio Cerroni, il proprietario della discarica più grande d’Europa, si conferma il vero dominus dell’affaire rifiuti nel Lazio. E, in effetti, nei confronti dell’imprenditore che si autoproclama ‘benefattore’, la deferenza politica non  onosce distinzioni di colore.Attraverso retroscena, pareri di esperti, documenti pubblici, ma anche atti inediti, l’inchiesta, oltre a ripercorre le tappe giudiziarie che hanno portato l’impianto sul banco degli imputati, si focalizza soprattutto sui danni ambientali provocati dall’ecomostro e sui rischi reali per la salute dei cittadini che abitano nel quadrante ovest di Roma.Insieme agli autori ne hanno discusso, durante la presentazione, Mario Staderini, segretario di Radicali Italiani, Elisabetta Zamparutti,deputata dei Radicali e membro della commissione Ambiente della Camera,Rocco Berardo, consigliere della Lista Bonino-Pannella alla Regione Lazio e vicepresidente della commissione Ambiente, Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio e Sergio Apollonio, presidente del Comitato Malagrotta. Dopo un collegamento telefonico con Gaetano Pecorella,deputato del Pdl e presidente della commissione parlamentare d’inchiesta sulle attività illecite connesse al Ciclo dei rifiuti, alla conferenza stampa è intervenuta anche Francesca Romana Fragale, avvocato penalista esperta di Diritto dell’Ambiente che da oltre 10 anni rappresenta residenti e associazioni della zona nella battaglia contro la discarica di Malagrotta. Proprio stamattina Fragale, insieme al comitato Malgrotta ha partecipato a un’udienza chiave in Corte d’Appello sulla conferma o meno del giudizio di primo grado che ha dichiarato la discarica danno ambientale ‘in re ipsa’.