venerdì 15 luglio 2011

I pesci mangiano plastica. E noi?


I pesci nell'oceano Pacifico ne ingeriscono almeno 24mila tonnellate all'anno, insieme a un carico di sostanze tossiche. Una ricerca condotta percorrendo 2.375 chilometri sui mari e pubblicata su Marine Ecology Progress Series lo documenta.

Negli stomaci dei pesci del Nord del Pacifico ogni anno si accumulano fino a 24mila tonnellate di plastica. Lo ha scoperto una spedizione dell'Istituto californiano Scripps di Oceanografia, che ha analizzato diverse specie che vivono nella North Pacific Subtropical Gyre, la corrente che contiene la famosa "isola di plastica".

La spedizione, i cui risultati sono pubblicati dalla rivista Marine Ecology Progress Series, ha analizzato residui plastici, pesci e campioni d'acqua in 132 'stazioni' durante un viaggio di 2.375 chilometri nell'oceano. 


Il 9,2% dei 141 pesci (appartenenti a 27 specie diverse) catturati nell’arco di 20 giorni aveva plastica nello stomaco. Si trattava di pezzettini di grandezza inferiore a un’unghia: troppo piccoli per determinarne la natura. Del resto nei vortici dei rifiuti si trova soprattutto plastica ridotta in frammenti minuti dall’azione delle onde e del sole. La più difficile da vedere, e probabilmente la più temibile.


"La quantità stimata di 24mila tonnellate è probabilmente sottostimata - spiegano gli autori - perché la plastica può essere rigurgitata o espulsa e molti pesci possono morire per l'ingestione". Il numero è comunque molto alto: "I più colpiti sembrano essere i 'pesci lanterna', che vivono tra 200 e 1000 metri di profondità di giorno e salgono in superficie di notte - continua l'articolo - che sono molto importanti perché connettono il plancton con gli anelli superiori della catena alimentare".

Questa ricerca si è limitata all’aspetto quantitativo. Tuttavia la plastica rilascia sostanze tossiche e si comporta come una spugna assorbendo sostanze inquinanti disperse nell’ambiente, come i Pcb (policlorobifenili) e il Ddt - sostanze bioaccumulabili che non si degradano e restano all’interno di ogni organismo, accumulandosi via via fino al vertice della catena alimentare.