martedì 12 luglio 2011

CARBONE : Verbale dell'incontro 9 luglio 2011 a Roma


Adria - Verso il forum italiano per l'energia,  la rivoluzione energeticanella prospettiva aperta dalla cultura dei beni comuni11 / 7 / 2011.
Si è tenuta sabato 9 luglio a Roma l'assemblea nazionale del comitato"vota si per fermare il nucleare", che ha visto la partecipazione dicirca 100 attivisti - provenienti dalle associazioni nazionali masoprattutto dai tanti comitati che hanno animato la campagnareferendaria sul nucleare.Partendo dall'eredità di una straordinaria campagna referendaria edall'esempio vivo dei comitati per l'acqua, mantenendo il baricentrodella discussione entro l'orizzonte dei beni comuni, i numerosissimiinterventi hanno disegnato un idem sentire collettivo espresso in undocumento finale che rilancia con forza l'iniziativa dal basso sulterreno dell'energia nel prossimo futuro.Condividendo la necessità di uno spazio pubblico aperto, ipartecipanti del comitato "vota si per fermare il nucleare" propongonoquindi a settembre la costituzione di un forum italiano per l'energia"nella prospettiva aperta dalla cultura dei beni comuni".Uno spazio pubblico costituito innanzitutto dall'iniziativa dipercorsi e comitati territoriali, spazio di elaborazione e confrontosia disaperi sia di pratiche e vertenze territoriali e nazionali sulterreno dell'alternativa energetica, intesa non come semplice fattoretecnico diproduzione ma come motore complesso di nessi sociali eproduttivi.
Affermando l'ovvia necessità di abbandonare completamente le fontifossili di energia e di avviare una riconversione produttiva inunorizzonte Europeo, l'assemblea ha contemporaneamente postol'accentosulla necessità di costruire con un reale esercizio didemocrazia unpiano energetico complessivo costruito con un paralleloprocessobottom-up dai territori.Insieme a questi punti qualificanti, il documento finale, riprodottoqui sotto, propone iniziative politiche precise da attuare nelprossimo futuro, a sostegno delle lotte locali - ad esempio aderendoall'appello per una manifestazione nazionale a Porto Tolle, inopposizione allaprevista centrale a carbone - per promuovere sia losviluppo di pianienergetici territoriali sia una conferenza nazionaleche elabori unpiano energergetico complessivo, per assumereun'iniziativa forte peruna strategia contro i cambiamenti climatici eper la giustiziaclimatica e per rilanciare sul piano europeo l'opzioneantinucleareLuca Tornatore MOZIONE A FIANCO DELLE POPOLAZIONI DELLA VALDI SUSA .
L'assemblea del comitato naizonale vota si per fermare il nucleare,‭‬visto il documento finale e riconoscendo che una vera alternativanell'utilizzo dell'energia e nella gestione del territorio includeinevitabilmente anche un nuovo e diverso modello di mobilità cheabbandoni i grandi progetti energivori‭ ‬-‭ ‬che in realtà non servonoalle esigenze delle persone di questo paese‭ - ‬esprime pieno sostegnoalla popolazione della Val di Susa,‭ ‬che sta rivendicando con forzail diritto ad un vero dibattito pubblico e a decisioni partecipate.
DOCUMENTO FINALEDAL COMITATO "VOTA SI PER FERMARE IL NUCLEARE" UN NUOVO PUNTO DI PARTENZAVERSO IL FORUM ITALIANO PER L'ENERGIA  PER LA RIVOLUZIONE ENERGETICANELLA PROSPETTIVA APERTA DALLA CULTURA DEI BENI COMUNICon il Referendum, quello che potremmo definire "l'equivoco delnucleare" è stato spazzato via dall'agenda politica ed energetica.
Questo è il punto di arrivo di una straordinaria e vincente campagnareferendaria.Oggi abbiamo la possibilità di individuare un nuovo punto di partenza.La vittoria è stata determinata da una molteplicità di fattori, ma inquesta sede è importante per noi sottolinearne soprattutto due.
Il primo. Nel corso della campagna referendaria è emerso in modopalese il sostegno popolare, trasversale ai partiti, alla "visione" diuna nuova economia e di un nuovo modello d
i sviluppo fondatasull'energia distribuita e su un uso diverso dell'energia, in altreparole su     fonti     pulite e rinnovabili e sull'efficienza e ilrisparmio energetico. Su questa visione, per oltre metà degliItaliani, si deve basare il futuro del Paese.E ciò che è più importante è che tutto ciò è stato visto comeun'alternativa vera e concreta al nucleare.Il secondo.Questa campagna referendaria ha visto emergere una società inmovimento, che ha espresso una nuova politica fatta di pratiche emetodologie originali, insieme al ridimensionamento del potereassoluto delle TV a favore della riscoperta di strumenti di propagandae informazione basati sul dialogo ed il convincimento diretto dimilioni di persone, accanto all'uso dei social network e della rete.Tutto ciò è potuto avvenire perché è esploso nel paese un nuovobisogno di partecipazione e di impegno che si è nutrito di unostraordinario interesse per i beni comuni.
La campagna referendaria ha quindi costituito una formidabileoccasione perché si recuperasse il dibattito e l'elaborazione alivello territoriale su questioni strategiche, nazionali e globali:questo rende possibile, oggi, intrecciare le esperienze locali in unambito più collettivo e in una prospettiva di nuova mobilitazionesociale e culturale a scala nazionale.Per tutto ciò oggi è possibile parlare di un nuovo punto di partenza.A due condizioni.Che si valorizzi la varietà e ricchezza di posizioni e approcci.Che non si rinunci ad un'azione unitaria ed efficace una voltaindividuato lo scenario condiviso.Tale scenario può essere sintetizzato nella contemporanea presenzasulla scena mondiale della crisi economica e di quella climatica chedisegnano il nostro campo d'azione intorno a tre grandi questioni traloro intrecciate: lo sviluppo delle rinnovabili, del risparmio edell'efficienza energetica, la risposta ai cambiamenti climatici, leopportunità di lavoro e di modifica degli stili di vita che tutto ciòdetermina.Grazie a questi scenari oggi è concretamente possibile costruire unanuova economia fondata sulla sostenibilità ambientale, a basseemissioni di CO2, ed un modello di produzione distribuitadell'energia, partendo dal riconoscimento che stiamo vivendo nellaprima fase di una vera e propria rivoluzione energetica, alla ricercadi un diverso paradigma di gestione delle risorse, che superi anche ladicotomia pubblico-privato. L'Unione Europea, ad esempio, staelaborando una RoadMap per la decarbonizzazione al 2050.
Si tratta diuna vera rivoluzione, con il completo affrancamento dal carbone e dalpetrolio che hanno costituito la base della rivoluzione industrialedegli ultimi 200 anni. L'esito però di questa storica battaglia ètutt'altro che scontato: anzi, è già in atto un'offensiva tesa arilanciare l'uso del carbone e mantenere inalterato il peso deicombustibili fossili.Dobbiamo anche sapere che la rivoluzione energetica non è un processotecnico, ma richiede un ripensamento profondo dei processi sociali edei modelli culturali.Serve perciò rilanciare un grande investimento nella formazione di unnuovo patrimonio di conoscenza e di consapevolezza delle persone, chepassa sia attraverso un rilancio del sistema di istruzione e ricercasia attraverso il recupero dei saperi delle comunità.Serve pensare a forme nuove e originali di mobilitazione sociale,capace di tenere insieme le associazioni con i gruppi di acquistosolare, le imprese con il governo del territorio, i piani diriqualificazione energetica delle città con la produzione distribuitadi energia pulita, l'apertura di concrete prospettive di futuro per igiovani con il rilancio del lavoro a partire dal ruolo dei lavoratorinell'intervenire sui cicli produttivi e sui prodotti nella prospettivadi una riconversione energetica.Sono obiettivi e prospettive ambiziosi. Tanto più che oggi in Italia,a differenza che nella maggior parte dei paesi europei, non esistealcuna strategia e programmazione, né sul Clima e la riduzione delleemissioni climalteranti, né sull'energia.
Sono necessarie scelte strategiche e settoriali di Governo eParlamento, con un ruolo attivo delle Regioni e degli Enti Locali chepartano dal chiaro obiettivo di ridurre le emissioni di anidridecarbonica in tutti i settori energetici (produzione     elettrica eindustriale, terziario, trasporti, riscaldamento e agricoltura).La forza che abbiamo accumulato durante la campagna referendaria puòtrasformarsi oggi in un grande movimento popolare che costruisca unospazio pubblico partecipato capace di produrre risposte concrete allesfide che abbiamo delineato, tenendo insieme energie pulite, clima,lavoro, ricostruendo un'idea di futuro che abbia al centro ilbenessere comune.
Oggi possiamo aprire un percorso originale e ci possiamo muovere su più piani:- iniziativa forte ed incisiva contro il carbone a partire da unainiziativa nazionale da tenersi a Porto Tolle in autunno.- appoggio alla Proposta di legge di iniziativa popolare SVILUPPODELL'EFFICIENZA ENERGETICA E DELLE FONTI RINNOVABILI PER LASALVAGUARDIA DEL CLIMA, per chiedere che la nuova Strategia Energeticae Ambientale Nazionale sia fondata sugli obiettivi europei diriduzione delle emissioni climalteranti entro il 2020 e sull'obiettivodi completa decarbonizzazione al 2050, sostenuta da un processopartecipato di consultazione che veda il coinvolgimento di tutti gliattori sociali (organizzazioni non governative, sindacati, aziende,cittadine e cittadini) e delle istituzioni locali e regionali.- avvio di un percorso di confronto con i sindacati sulle opportunitàdi coniugare la sfida energetica con il lavoro- promuovere una conferenza nazionale per l'energia che elabori unPiano Energetico Nazionale, partendo dall'attuale overcapacity nellaproduzione elettrica, per puntare alla progressiva sostituzionedell'uso di combustibili fossili con le fonti energetiche pulite erinnovabili, nel quadro di una generale riduzione del consumo dienergia e un uso più efficiente dell'energia stessa.- messa in campo di piani energetici locali, in particolare per legrandi aree urbane, che sulla base di regole chiare individuino lepriorità e le scelte strategiche, minimizzando l'impatto nell'uso delterritorio.- iniziativa autunnale per una Strategia Energetica e Ambientale  chetagli le emissioni di gas climalteranti globali e locali, oltre che leemissioni dannose per la salute, che rilanci l'attenzione in Italiaper i cambiamenti climatici e le urgenti e conseguenti azioni cherispecchino la giustizia climatica a livello nazionale einternazionale, mobilitando il popolo delle rinnovabili, del risparmioe dell'efficienza strutturazione di un Centro Studi, che accompagni leelaborazioni territoriali e avanzi proposte per la convocazione di unaconferenza nazionale e la predisposizione di un vero e proprio pianoenergetico per l'Italia, ponendo l'obiettivo ambizioso, come già hafatto la Germania, della produzione di energia da fonti rinnovabiliall'80 % entro il 2050, con la contestuale riduzione del consumoenergetico da fonti fossili- prosecuzione della mobilitazione antinucleare sia per tenere sottoosservazione il nucleare che già c'è (dal decomissioning alla presenzadi uranio impoverito o in ogni modo riprocessato), sia per lavorarecon il movimento antinucleare europeo- partecipazione alla cinquantesima Marcia della Pace Perugia-Assisiperché la necessità di approvvigionamento energetico e la dipendenzada fonti esauribili e geolocalizzate continua ad essere, insieme albisogno di acqua, la causa principale di molteplici conflitti.Sulla base di questi elementi l'assemblea decide di riconvocarsi entroil mese di settembre 2011 per proseguire l'esperienza unitaria dellacampagna referendaria, promuovendo la costituzione di comitatiterritoriali aperti in un percorso nazionale per la costruzione delforum italiano per l'energia, entro la prospettiva aperta dallacultura dei beni comuni.