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sabato 30 luglio 2011

Guida all’efficienza energetica: lo stand-by killer


    Vogliamo parlarvi di un’apparecchietto chiamato stand-by killer che può essere molto utile per ridurre i consumi domestici di energia elettrica ma prima facciamo un passo indietro..
    La luce rossa è in genere utilizzata come segnale di allarme. Ciò dovrebbe valere anche per quella lucina led apparentemente innocua che rimane accesa quando spegniamo o meglio crediamo di aver spento,  gran parte dei nostri elettrodomestici in casa. E invece,  inconsapevoli, la lasciamo accesa per ore, anche la notte, addirittura ininterrottamente, convinti di aver fatto il nostro dovere solo con un semplice click sul telecomando.
    La sola presenza della spia rossa (led) presente negli apparecchi, nonostante la volontà di spegnimento dell’elettrodomestico, è  infatti un’attività in grado di consumare energia: spesso l’energia consumata non è solo quella rappresentata dal led ma da tutte le funzioni attive (come ad esempio il trasformatore) e quella di ricezione degli infrarossi.
    L’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas ha stimato che un televisore con il decoder collegato consuma in 1 anno circa 104 kWh e quindi  comporta un costo pari a 24 Euro/anno (ipotesi costo kWh 0,23 € IVA inclusa al 10%).
    stand-by killer
    stand-by killer
    Tale valore si incrementa se al televisore sono collegate altre apparecchiature (es. secondo decoder, impianto stereo, video giochi, ecc.) con consumi che possono arrivare complessivamente anche ad alcune centinaia di kWh/anno e rappresentare mediamente quasi il 10% del costo annuo della bolletta elettrica per una famiglia.
    Facciamo qualche esempio concreto (diramato dai ricercatori del S.E.L.I.N.A., Standby and Off-Mode Energy Losses In New Appliances Measured in Shops). X-Box e Playstation 3 assorbono quasi la stessa energia, sia in gioco che inattivi; consumano 5 volte di più di un frigorifero efficiente e circa il triplo rispetto a un modello con peggiori prestazioni. Lasciarle accese, calcolando un costo di 0,15 euro a kWh, può comportare una spesa di 250 euro l’anno!. Per non parlare della Wii, che se risparmia un po’ più energia durante l’utilizzo, spenta ma con la wifi accesa arriva a cifre preoccupanti.
    Anche i Personal Computer non sono da meno: lasciare il computer acceso 24 ore al giorno può arrivare a costare 130 euro l’anno in più; se poi si lasciano accese anche casse e monitor, il costo sale ulteriormente.
    La soluzione a questo problema può essere rappresentato da un’apparecchiatura chiamata Stand-by killer che permette di interrompere tutti i consumi elettrici al momento dello spegnimento del televisore tramite telecomando, evitando il consumo di energia in eccesso. Esso dispone in ingresso del collegamento ad una presa elettrica e di una o più prese controllate in uscita, mediante le quali alimenta gli apparecchi da scollegare.
    Da quanto si deduce, il dispositivo è tanto più utile quanto maggiori sono l’assorbimento in Stand-by ed il tempo di persistenza in tale stato delle apparecchiature controllate (il consumo seppur minimo dello stand by killer viene infatti ottimizzato ndr).
    Lo stand-by killer interviene automaticamente, senza richiedere l’intervento da parte dell’utente e quindi mantenendo le sue normali abitudini,  esistono anche versioni wireless peraltro.
    Dunque non dobbiamo nemmeno sforzarci di staccare la spina. Più facile di così, i pigri non hanno più scuse.
    Esistono varie marche di apparecchi stand-by killer, li trovate nei migliori negozi di elettronica di consumo,   presso la rete in franchising Enel.si, ed ovviamente anche online, come ad esempio su Eprice od Amazon: i prezzi si aggirano mediamente sui 20 Euro.

    venerdì 29 luglio 2011

    Costi della politica: gli altri parlano, noi tagliamo!

    manifesto3.jpg
    Di Davide Bono
    Dopo l'approvazione di una finanziaria nazionale pesantissima che metterà ulteriormente in ginocchio le famiglie italiane, i lavoratori e i pensionati, tutti i partiti politici, centrosinistra in testa, si sono affrettati ad annunciare imminenti e necessari tagli sui costi della politica, l'abolizione delle province e, udite udite, riduzioni di quei finanziamenti pubblici artatamente reintrodotti, dopo l'eliminazione tramite il referendum abrogativo del 1994, sotto forma di rimborsi elettorali. Naturalmente sono tutte mere dichiarazioni propagandistiche: nulla si è mosso.
    Per quanto riguarda i tagli ai costi della politica, il MoVimento 5 Stelle Piemonte l'anno scorso ha chiesto una drastica riduzione degli stipendi e dei privilegi dei consiglieri Regionali che si sarebbe tramutato in un minor esborso per le casse regionali di almeno 70 milioni di euro ed era finita come documentato in questo video . Ricordiamo che i 2 consiglieri Regionali del MoVimento 5 Stelle si sono ridotti lo stipendio a 2500 euro al mese (le eccedenze tornano ai cittadini finanziando progetti a 5 stelle del territorio) e rifiuteranno il vitalizio e l'indennità di fine mandato. Il Presidente del Consiglio, Cattaneo, colui che ha impedito dal 30.12.2010 qualunque ripresa video non autorizzata in Aula (ovviamente l'autorizzazione sarà magnanimamente concessa da Lui stesso), ora si vanta di far risparmiare ben 4 milioni alla Regione Piemonte grazie alla riduzione del 10% delle indennità consiliari (dovuta tra l'altro per legge nazionale).
    Per quanto riguarda le province, il Movimento 5 Stelle ha da sempre nel suo programma l'abolizione delle province e l'accorpamento dei consigli dei comuni troppo piccoli (mantenendo le funzioni), e per coerenza non si presenta alle elezioni dei consigli Provinciali: chiediamo pertanto ai partiti che hanno proposto l'abolizione delle province, ad esempio l'IDV, di far dimettere tutti i suoi consiglieri provinciali e di non partecipare, in futuro, alle elezioni provinciali.
    Giungendo alla truffa dei rimborsi elettorali, il MoVimento 5 Stelle ha rifiutato nel 2010 i rimborsi elettorali e li ha rifiutati anche nel 2011 (pagina della Gazzetta Ufficiale:Rimborsi elettorali 2011.pdf) e lo farà in qualunque competizione elettorale a cui parteciperà che preveda tale finanziamento illecito. Tutte le altre forze politiche che in questi giorni si divertono in spot elettorali senza seguito alcuno continuano invece a spartirsi la torta e ad arricchirsi alle spalle di chi lavora e paga le tasse. Giorgis (PD) in una trasmissione con me ha avuto il coraggio di dire "basta demagogia, servono più soldi ai partiti!". Noi riteniamo che la politica non solo si può fare, ma si deve fare, con pochi soldi: e lo abbiamo dimostrato spendendo 16 mila € in una elezione regionale (Bresso e Cota da soli, hanno speso 1 milione di euro a testa, a cui si vanno aggiungere i 55 mila € di ogni candidato più le spese dei partiti). Ovviamente serve l'intervento dello Stato che regolamenti spazi televisivi e mediatici uguali per tutte le forze politiche e metta dei tetti stringenti alle spese di ogni candidato ed ogni formazione. Ho scritto e presentato in tal senso una legge elettorale per la Regione Piemonte che va in questo senso: vediamo chi voterà a favore.
    Ecco perché parliamo di fatti e non di parole, è facile per l'ex togato di turno copiare il nostro programma elettorale ma cosa molto più difficile è essere coerenti con quello che si predica. Il MoVimento 5 Stelle ha dimostrato a Torino e in tutto il Piemonte che, pur rifiutando i rimborsi elettorali e spendendo pochissimo in campagna elettorale, con la forza delle idee e la comunicazione libera del web e del volantinaggio si possono ottenere risultati importanti, persino più alti dell'ex togato di turno, degli ex fustigatori di "Roma Ladrona" o dei nuovi sinistri paladini.
    Carmagnola : IDV 4,19 Lega Nord 10,83 MOVIMENTO 5 STELLE 8,32
    Pinerolo : IDV 3,35 Lega Nord 5,58 MOVIMENTO 5 STELLE 8,90
    San Mauro : IDV 3,57 Lega Nord 7,37 MOVIMENTO 5 STELLE 11,58
    Alpignano: IDV 6,47 Lega Nord 5,52 MOVIMENTO 5 STELLE 8,38
    Chivasso: IDV 6,06 Lega Nord 3,90 MOVIMENTO 5 STELLE 6,36
    Ciriè: IDV 2,79 Lega Nord 9,99 MOVIMENTO5STELLE 4,82
    Domodossola: IDV 1,93 SEL 3,70 MOVIMENTO5STELLE 4,75
    Novara: IDV 2,85 SEL 4,45 MOVIMENTO5STELLE 7,46
    Torino: IDV 4,76 Lega Nord 6,85 MOVIMENTO 5 STELLE 5,26
    Se questi personaggi vogliono continuare a copiare il nostro programma devono far seguire i fatti alle parole. Fino ad allora, con coerenza, ne chiederemo le dimissioni.

    Il bacio della morte



    Filippo Penati deve risarcire gli abitanti della Provincia di Milano di 176 milioni di euro. Quelli che sono stati sottratti di fatto alla finanza pubblica con l'acquisto delle azioni della Milano - Serravalle da Marcello Gavio, mancato nel 2009.
    Il valore attribuito alle azioni da Penati, da vero amico del giaguaro ("non siamo mica qui a smacchiare la pelle del giaguaro" direbbe Bersani) fu di 8,93 euro per un totale di 238 milioni. Gavio le aveva acquistate per 2,9 euro qualche mese prima. Non si è mai vista una autostrada triplicare il suo valore in così breve tempo. Motivi per comprare le azioni non esistevano. La maggioranza del pacchetto azionario era già pubblico, della Provincia e del Comune di Milano. Qui i casi sono due: o Penati è uno sprovveduto che regala i soldi dei contribuenti in modo inconsapevole o ha fatto un favore a qualcuno. Penati incontrò Gavio in un albergo di Roma, non negli uffici della Provincia, come avrebbe dovuto, grazie a Bersani. Penati è stato il braccio destro di Bersani, quello sinistro è Pronzato, esperto del settore trasporti e finito in carcere. Tutto si può dire di Bersani, ma non che non sia un gran lavoratore con due braccia così!
    Ora Bersani ha annunciato una class action contro i giornali che diffamano il pdmenoelle. E' veramente il mondo all'incontrario. Sono i cittadini che dovrebbero fare una class action contro il pdmenoelle per farsi restituire il malloppo. La provincia di Milano ha 3.161.000 abitanti. A ognuno di loro, neonati compresi, sono stati sottratti 55 euro per darli a Gavio. Bersani, cosa pensa di fare? Penati è un funzionario del suo partito. Se Penati non dispone di 176 milioni per rifondere i lombardi, li deve tirare fuori il pdmenoelle. Bersani può lanciare una "colletta action" tra gli iscritti del pdmenoelle. Gavio, dopo l'affare del secolo, investì 50 milioni in azioni della Banca Nazionale del Lavoro mentre Consorte la stava scalando. A pensar male si fa peccato, ma è veramente una strana coincidenza. Il pdmenoelle ha intascato qualche centinaia di milioni come finanziamenti elettorali spacciati come rimborsi. Sarebbe un bel gesto se ne usasse una parte per la Provincia di Milano. Aspettiamo fiduciosi.

    In Italia si costruiscono gli inceneritori. Nel resto del mondo si stanno smantellando

    È vero che gli inceneritori fanno male? Perché in Italia si continuano a costruire questi impianti mentre nel resto del mondo si stanno smantellando? Quali sono le possibili alternative? Sono queste alcune delle domande a cui Carlo A. Martigli, scrittore e giornalista, ha cercato di rispondere con un’inchiesta da cui è nato il docufilm “Sporchi da morire”, in uscita il prossimo autunno (vedi anteprima).
    Il progetto, di respiro internazionale, è stato realizzato da Marco Carlucci, filmmaker indipendente già noto per “Il punto rosso”, con la collaborazione di numerosi esperti: medici, biologi, chimici, attivisti italiani e stranieri.
    Carlucci, come è nata l’idea di realizzare un docufilm sui rischi alla salute degli inceneritori?
    “Il film nasce da un incontro casuale con Stefano Montanari, direttore del laboratorio Nanodiagnostics di Modena. Assistendo a una delle sue numerose conferenze, sono rimasto profondamente colpito dalla tematica e anche affascinato dall’idea di realizzare un film documentario poco convenzionale. “Sporchi da morire” racconta la storia di una ricerca online che lentamente prende forma e sostanza. Sono stati utilizzati video di varia natura e provenienza: nostri reportage esclusivi, video inviati dagli utenti del sito o dalle associazioni, video virali del web, il tutto in uno stile volutamente ‘sporco’. Questo progetto affronta il tema della pericolosità degli inceneritori per svelare alle persone l’esistenza di una nuova forma d’inquinamento molto insidiosa, quella delle nanoparticelle. Ci siamo interessati anche delle centinaia di migliaia di persone che si stanno ammalando a New York, vittime delle nanopolveri da combustione scaturite dal crollo delle torri gemelle. Ma le nanoparticelle sono anche nei filtri per le macchine, nei cibi, nei farmaci, nelle armi moderne. In ogni caso, “Sporchi da morire” non descrive solo il pericolo ma anche le alternative sostenibili già attuate in molte parti del mondo”.
    In Italia l’incenerimento è una delle pietre miliari su cui poggiano i piani di gestione dell’immondizia. Com’è la situazione lontano da qui?
    “Fin dall’inizio non ho inteso realizzare un film sugli scandali italiani: sulla monnezza di Napoli, o sul business dei rifiuti. Il problema è molto più ampio e ogni paese ha il suo modus operandi. In Inghilterra, in Austria, in Francia, in Germania, persino negli Stati Uniti, ci sono problemi legati alla gestione dei rifiuti, agli impianti d’incenerimento, alla libertà d’informazione. In Italia però scontiamo il ritardo con cui abbiamo iniziato a occuparci del problema, e infatti siamo gli unici a non aver capito che bisogna risolverli. Rispetto alla Francia, per esempio, la differenza è sostanziale: due medici francesi, di opposto credo politico, hanno dato vita alla più grande associazione mondiale e allo studio più importante sugli effetti degli inceneritori. In Italia importanti politici, di opposte fazioni, sono concordi nel proporre come soluzione alla crisi dei rifiuti l’incenerimento”.
    Gli impianti di incenerimento producono polveri tanto piccole che non possono essere filtrate né dal naso né dai bronchioli, penetrando, così, in profondità nei polmoni. Gli inceneritori, oltre alle polveri, generano metalli pesanti come piombo, mercurio, arsenico e cadmio, altamente nocivi per la salute. Possibile che nonostante questi dati si continui a credere che bruciare i rifiuti sia l’unica soluzione?
    “Certo, perché il processo dell’incenerimento dei rifiuti è apparentemente purificatorio agli occhi delle persone. Poi, se si racconta che oltre a smaltire i rifiuti, si crea energia e non si inquina, diventa difficile per una persona che non ha le giuste informazioni avere dei dubbi concreti. Il problema vero degli inceneritori vecchi e nuovi è che, per poter essere produttivi, hanno bisogno di materia prima, cioè di quei materiali che potrebbero essere riciclati e compostati, creando così un nuovo business e posti di lavoro. Fino a quando costruiremo bocche di fuoco che hanno bisogno di rifiuti per poter funzionare, la raccolta differenziata non decollerà”.
    Che idea si è fatto della cosiddetta emergenza Napoli?
    “Il nostro documentario parte proprio dalla crisi di Napoli, dai rifiuti per le strade, per poi affrontare lo step successivo, ovvero la soluzione avanzata. Rispondo a questa domanda riprendendo un concetto espresso nel film da Paul Connett, guru mondiale di Zero Waste: quando ci sono due comuni che sono distanti due chilometri, e uno ha il 5% di raccolta differenziata e l’altro il 70%, non è più un fatto “culturale”,  la cultura non può cambiare in due chilometri. È un problema di leadership”.
    Ecco l’ateprima: www.sporchidamorire.com/doc/index.php?lang=it

    Addizionale Irpef - La storia infinita


    Milano - 
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    Sono le 4:22 di notte di venerdì 29 luglio, mi trovo nella sala consiliare. Da circa due giorni stiamo discutendo l'addizionale irpef, è la nostra piccola storia infinita; ieri il consiglio si è concluso alle 22 e fortunatamente aveva un orario di termine. Oggi è invece è a oltranza. Penserete si stia discutendo di argomenti importanti, si stia analizzando ogni possibilità per alleviare il dolore di questa nuova tassa, si stia collaborando per avere i risultati migliori... purtroppo vi sbagliate.
    Si sta facendo passare il tempo, aspettando che qualcuno molli: la maggioranza ha deciso che la soglia di imposizione sarà 33.500 €, non trattabile, e la minoranza fa ostruzionismo.
    Siamo al medioevo, è un duello.
    Da una parte 649 emendamenti (più x subemendamenti cadauno), un'arma caricata dal pdl e lega in grado, se usata bene, di portare avanti di una settimana la discussione, dall'altra intanto si preparano le barricate: "siamo disposti a stare qui tutto il tempo che volete". La diretta streaming è qualcosa di esilarante, i commenti più gentili dei cittadini sono simili al "ma sono matti?!", "questi sarebbero i nostri rappresentanti?" mentre altri sono di carattere più tecnico: "le condizionali implicano l'uso di condizionali e congiuntivi... roba a cui questo Consiglio è estraneo". Domani i momenti migliori saranno disponibili sul sito del comune.
    Una scena di questo tipo dovrebbe essere vietata ai minori in uno stato di diritto, (forse è per questo che viene fatta di notte...) politici che fanno scempio di un momento istituzionale a fini non troppo chiari (per propaganda? per fama? per affermazione del partito alfa?) mentre dovrebbero lavorare teoricamente per il bene comune, che perdono e fanno perdere tempo e soldi al comune e ai suoi uffici quando al contrario dovrebbero essere i primi a dare l'esempio.
    La degenerazione della politica.
    I momenti decisionali e di indirizzo pubblici, come i consigli, sono impoveriti, resi inefficaci e inefficienti, il controllo degli elettori sugli eletti è inesistente, o almeno buona parte della "classe" politica si muove liberamente come se non esistesse, il risultato è che tutte le decisioni vengono prese fuori, nei corridoi, extra verbale e in incontri informali.
    Ecco la dichiarazione di voto m5s sull'addizionale, che spero prima o poi di riuscire a fare durante la notte
    Grazie presidente,
    Come movimento 5 stelle siamo contrari a questi provvedimenti sia nel merito che nel metodo.
    Per quanto riguarda il merito anzitutto perché come diceva Enrico Berlinguer esattamente 30 anni fa nella sua intervista ad Eugenio Scalfari sulla Questione Morale:
    "Quando si chiedono sacrifici alla gente che lavora ci vuole un grande consenso, una grande credibilità politica e la capacità di colpire esosi e intollerabili privilegi. Se questi elementi non ci sono, l'operazione non può riuscire."
    infatti sig. Presidente questa manovra non contiene tagli significativi ai privilegi e agli sprechi di cui godiamo e che generiamo noi eletti nelle istituzioni, in particolare vorrei far notare all'aula che, a quanto prevede l'art 90 del testo unico degli enti locali le 21 assunzioni deliberate dalla giunta per un totale di 1.201.291,76 euro nelle ultime 3 settimana sono illegittime perchè riservate solamente agli enti non dissestati o non strutturalmente deficitari.
    Quindi signor presidente delle due l'una: o il bilancio è in attivo, le assunzioni sono legittime, ma non lo sono l'addizionale IRPEF e l'aumento del biglietto ATM, oppure il bilancio è in deficit come ha dichiarato l'ass. Tabacci e allora sono giustificate le misure della giunta che stiamo discutendo, ma sono illegittime le assunzioni ex art. 90
    Questo per quanto riguarda il merito, per quanto riguarda il metodo non condividiamo la pratica per cui con la scusa dell'urgenza negli ultimi giorni prima della pausa estiva, non vengano coinvolti i cittadini, in scelte importanti come queste, alla faccia del bilancio partecipato.

    Dalla Spagna: il grattacielo di mangrovie che genera acqua potabile

    Per queste ragioni numerosi architetti, delle più disparate parti del mondo, si stanno ingegnando nel progettare opere urbanistiche atte a risolvere e prevenire tale problema.
    Un esempio emblematico ci è dato dallo studio di progettazione Design Crew for Architecture che ha ideato un grattacielo in grado di generare acqua potabile. Tale grattacielo è formato da strutture simili a bolle impilate le une sulle altre che fungono da impianto di fitodepurazione delle acque.
    Ma cerchiamo di capire meglio il tutto.
    Innanzitutto la costruzione di tale struttura non è prevista in una città ma bensì nella provincia di Almeria in Spagna. Qui, infatti, esistono le condizioni ambientali e climatiche che rendono realizzabile il progetto.
    Queste bolle costituenti il grattacielo non sono altro che serre all’interno delle quali è prevista la presenza di mangrovie. Tale struttura sarà costruita nei pressi di aree con acqua salmastra, condizione ideale per la crescita di tali alberi. Utilizzando un sistema di pompe l’acqua salmastra verrà inviata all’interno di queste serre consentendo l’irrigazione degli alberi.
    L’acqua salmastra, grazie al processo di traspirazione foliare, verrà immessa all’esterno dalle piante sotto forma di acqua dolce in quanto i sali verranno trattenuti e utilizzati dalle piante. L’acqua traspirata si condenserà sulle pareti delle serre e verrà raccolta in alcuni serbatoi. Tale acqua così raccolta potrà essere utilizzata per l’irrigazione dei campi coltivati circostanti sfruttando il flusso gravitazionale.
    Si presuppone che un ettaro di mangrovie sarà in grado di produrre giornalmente circa 30.000 litri di acqua dolce in grado quindi di irrigare un campo di pomodori grande un ettaro.
    Speriamo che tale progetto possa essere realizzato quanto prima e non solo in Spagna!

    giovedì 28 luglio 2011

    Disonorevoli colleghi (ovvero, come mail l'On. Esposito ha tanto tempo libero per litigare su Facebook?)

    L'ultima tornata elettorale (13 aprile 2008) ha mandato in Parlamento 22 senatori e 47 deputati piemontesi. Di questi alcuni lavorano sodo, altri poco. Altri  non hanno presentato, come primo firmatario, nemmeno una Proposta di Legge in tre anni e mezzo di "lavoro". Se li avete votati mandategli almeno una mail:

    On. Armosino (PDL): ZERO proposte di legge presentate COME PRIMA FIRMATARIA (probabilmente era occupata a gestire la Provincia di Asti di cui è Presidente)

    On. Calgaro (UDC)
    : ZERO proposte di legge presentate COME PRIMO FIRMATARIO
    On. Esposito (PD): ZERO proposte di legge presentate COME PRIMO FIRMATARIO (è appena stato aperto il gruppo Facebook "chiediamo le dimissioni dell'onorevole ESPOSITO!!!")

    On. Grassano (eletto nella LegaNord ma poi passato al gruppo Popolo e Territorio  ...i "Responsabili" amici dell'On. Scilipoti): ZERO proposte di legge presentate COME PRIMO FIRMATARIO  

    On. Porcino (IdV)
    : ZERO proposte di legge presentate COME PRIMO FIRMATARIO 

    On. Portas (PD)
    : ZERO proposte di legge presentate COME PRIMO FIRMATARIO

    On. Repetti (PDL)
    : ZERO proposte di legge presentate COME PRIMA FIRMATARIA 

    On. Scanderebech (UDC - in carica da un anno)
    : ZERO proposte di legge presentate COME PRIMO FIRMATARIO 

    On. Simonetti (LegaNord)
    : ZERO proposte di legge presentate COME PRIMO FIRMATARIO 

    Sen. Davico (LegaNord)
    : ZERO disegni di legge presentati COME PRIMO FIRMATARIO 

    Sen. Scarabosio (PDL)
    : ZERO disegni di legge presentati COME PRIMO FIRMATARIO


    N.B.
    Piemontesi sono anche la maggior parte dei Senatori a vita ...valutate voi quanto hanno lavorato ---> SENATORI A VITA.

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    Senatori Deputati Piemonte Esposito fannulloni

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    | inviato da bojafauss il 27/7/2011 alle 16:43 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
    25 luglio 2011
    Fassino: "Nessuno diventa miliardario facendo il parlamentare" ...tranne Fassino
    Piero Fassino vive di politica dal 1975. Quell'anno fu eletto consigliere comunale del capoluogo piemontese (seggio che manterrà per dieci anni). A quel tempo il gettone di presenza per il consigliere comunale ammontava a circa 10.000 Lire.
    Non sappiamo se Fassino fosse sempre presente ai consigli (ma se ci farà avere i dati aggiorneremo il conteggio)  …ma ipotizziamo che abbia partecipato ogni mese a 20 sedute percependo quindi circa 200.000 Lire. A quei tempi un operaio della FIAT guadagnava di più: Fassino non s’è certo arricchito facendo il consigliere comunale.

    Dal 1985 al 1990 è stato consigliere provinciale a 70.000 Lire a seduta …circa 1.400.000 Lire al mese. In confronto ad un operaio (600.000 – 1.100.000 di Lire) Fassino ha sicuramente messo da parte qualcosina in quegli anni …ma non come un miliardario.

    Tra il 1991 e il 1994 Fassino è segretario internazionale del neonato partito (PDS) e percepisce (forse?) uno stipendio dal partito (quanto? ..boh!).

    Dal 1994 al 2011 (si è da poco dimesso per fare il Sindaco di Torino) è deputato con uno stipendio lordo di circa 15.000 € al mese (dice lui...! Per i numeri precisi vedere la tabella sottostante con i dati ufficiali della Camera dei Deputati). Da domani, come sindaco percepirà circa «cinquemila euro netti al mese, cioè meno della metà di quello che prendeva da deputato».

    Quindi dal 1994 al 2010 Fassino ha percepito (ipotizziamo ...per difetto) 10.000 € netti al mese ….per 12 mesi …per 16 anni = €. 1.920.000 cifra che naturalmente non rende Fassino miliardario in €uro ma in Lire si.

    Anzi, ipotizzando che Fassino per vivere spenda 2.000 € al mese, avrà messo da parte almeno 8.000 € al mese (96.000 € l’anno) per 16 anni che investiti anche solo al tasso del 3% (i BOT hanno reso di più) oggi produrrebbero più o meno un gruzzolo di OLTRE TRE MILIARDI di Lire (quasi due milioni di euro).

    Ebbene si, a differenza di quanto dice Fassino si diventa miliardari facendo il parlamentare …a meno che il partito non obblighi i suoi politici a versare lo stipendio (tutto? In parte? metà? quanto?) nelle casse nazionali …restiamo in attesa delle ricevute di bonifico.
     

    P.S.
    Ad attendere Fassino c'è anche un assegno vitalizio mensile di qualche migliaia di euro e un assegno di fine mandato...


     


    Lo stipendio di un deputato (fonte: Camera dei Deputati)

    INDENNITA': 12 mensilità x 5.486 euro, al netto delle ritenute previdenziali (€ 784) e assistenziali (€ 526) della quota contributiva per l'assegno vitalizio (€ 1.006) e della ritenuta fiscale (€ 3.899).
    DIARIA: 4.003 euro mensili.
    RIMBORSO SPESE: rimborso forfetario per le spese inerenti al rapporto tra eletto ed elettori: somma mensile di 4.190 euro.
    SPESE DI TRASPORTO: per i trasferimenti dal luogo di residenza all'aeroporto più vicino e tra l'aeroporto di Roma-Fiumicino e Montecitorio, è previsto un rimborso spese trimestrale pari a 3.323.
    SPESE TELEFONICHE: I deputati dispongono di 3.098 euro all'anno.
    ASSEGNO DI FINE MANDATO: Il deputato versa mensilmente una quota del 6,7% della propria indennità lorda, pari a 784 euro. Al termine del mandato parlamentare, il deputato riceve l'assegno di fine mandato, che è pari all'80 per cento dell'importo mensile lordo dell'indennità, per ogni anno di mandato effettivo.
    ASSEGNO VITALIZIO:
    Il deputato versa mensilmente una quota - l'8,6% pari a 1.006 euro - della propria indennità lorda, che viene accantonata per il pagamento degli assegni vitalizi, come previsto da un apposito Regolamento approvato dall'Ufficio di Presidenza il 30 luglio 1997 e successive modificazioni.

    Il lavoro si trova sui social network

    LinkedIn si conferma il social network più utilizzato per la ricerca del posto. Ma i più giovani preferiscono Facebook.

    Foto via <A HREF=http://it.fotolia.com/partner/20
    Foto via Fotolia
    Secondo un'indagine condotta da Kelly Services su 97.000 persone in 30 paesi, di cui oltre 5.500 in Italia, l'utilizzo dei social network sta condizionando e modificando le modalità con le quali gli italiani cercano lavoro.
    La candidatura spontanea rimane ancora il metodo più usato per trovare lavoro (secondo il 29%), a cui segue a stretto giro il "passaparola" (25%), ma si evidenzia che un lavoratore su tre (33%) utilizza i social network per cercare nuove opportunità.
    Secondo il 29% delle persone di età compresa tra i 18 ed i 29 anni, per migliorare la propria posizione lavorativa è essenziale essere presenti attivamente sui principali social network con un profilo ben definito. La pensano allo stesso modo il 24% degli intervistati tra i 30 ed i 47 anni ed il 22% dei baby boomers (tra i 48 e i 65 anni).
    Anche se sempre più aziende attuano politiche volte a regolare l'utilizzo dei social network durante l'orario lavorativo, come attesta il 27% degli intervistati, si riscontra che i settori in cui dipendenti sono più attivi nelle conversazioni on-line sono IT, Hospitality e Travel/Leisure.
    Dall'indagine emerge, tuttavia, che il 28% degli intervistati si dichiara preoccupato per le possibili ripercussioni negative che le informazioni personali contenute sul proprio profilo potrebbero avere sulla carriera professionale, per cui è necessario prestare la massima attenzione a ciò che si pubblica.
    LinkedIn (1,7 milioni di iscritti in Italia) è il social network più utilizzato per la ricerca del posto di lavoro secondo il 64 % degli intervistati della Generazione X (età 30-47), il 57% dei baby boomers (età 48-65) e il 54% della Generazione Y (18-29 anni). Al secondo posto Facebook secondo il 14% della Generazione X, il 27% della Generazione Y e il 12% dei baby boomers.
    Per crescere lavorativamente, secondo il 29% degli intervistati della Generazione Y, è essenziale essere presenti attivamente all'interno dei principali social network. La pensano allo stesso modo il 24% degli intervistati della Generazione X ed il 22% dei baby boomers.
    Il 28% degli intervistati si dichiara preoccupata dal fatto che i contenuti delle proprie pagine sui social network potrebbero avere ripercussioni negative sulla propria carriera lavorativa. Il 27% degli intervistati ha dichiarato che nell'azienda in cui lavora esistono politiche che regolamentano l'utilizzo dei social network.
    La regione in cui si registra una maggiore ricerca di posti di lavoro on-line è la Lombardia, in cui il 35% degli intervistati utilizza i social network per cercare un impiego. A seguire si colloca la Sicilia (34%), poi Veneto, Campania, Lazio, Piemonte (32%), Emilia Romagna (30%), Toscana (29%), Liguria (28%) e Puglia (27%).

    Azzardo, gli italiani spendono di più, ma lo Stato incassa meno. E la criminalità ingrassa


    Gli italiani giocano di più, sempre di più. E il fisco guadagna di meno, sempre di meno. Mentre chi fa i veri affari è la criminalità organizzata. Lo Stato biscazziere, poi, sta alla finestra e benedice. E’ questo il succo della relazione della commissione Antimafia presieduta da Beppe Pisanu sulle infiltrazioni della criminalità nel comparto dei giochi, approvata pochi giorni fa dalla commissione.

    “Il fenomeno del gioco legale e illegale in Italia – è l’allarme di Pisanu – costituisce ormai una grave patologia sociale e una delle fonti principali di arricchimento della criminalità organizzata. Le entrate assicurate all’erario non possono giustificare l’ampliamento dell’area del gioco. Oltre all’incalcolabile danno sociale che si riversa sui giovani e i ceti più deboli, è accertato che per ogni euro incassato dallo Stato la criminalità organizzata ne incassa almeno dieci considerando il gioco lecito e illecito”.

    La raccolta dei giochi in Italia tra il 2003 e il 2010, si legge nel corposo documento a cui gli esperti commissione stanno lavorando da tempo, “è stata complessivamente di 309 miliardi di euro e il comparto dei giochi pubblici e delle scommesse sportive si è affermato come settore trainante del sistema Paese. L’intero comparto ha visto aumentare i volumi di raccolta ad un tasso medio annuo del 23% tra il 2003 e il 2009 (da 15,4 a 54,3 miliardi di euro) e del 13% nel 2010, raggiungendo la cifra di 61,433 miliardi di euro (+296% rispetto al 2003)”.

    Nonostante la crescita del volume di affari per gli operatori tra 2009 e 2010, il gettito per le casse dello Stato è però diminuito: nel 2010 infatti “le corrispondenti entrate erariali sono state pari a 8,733 miliardi di euro. Comparate a quelle dell’anno precedente, che registravano un totale di 8,799 miliardi di euro, sono diminuite di circa lo 0,8% a fronte di un incremento della raccolta pari al 13%”. Uno dei motivi che possono spiegare questo andamento, si sottolinea nel rapporto, è il fatto che è aumentato la passione degli italiani nei confronti di giochi, che a differenza di quelli tradizionali come il lotto, hanno una tassazione inferiore.

    I dati di per sé fanno tremare le vene ai polsi. E in futuro sarà probabilmente anche peggio, se pensiamo che solo pochi giorni fa è stato dato il via libera ad un altro mercato potenzialmente enorme: un miliardo e mezzo di giro d’affari stimato ogni mese, praticamente una mezza finanziaria. E’ quello del cosiddetto poker online in modalità cash e dei casinò games per internet: una serie di specialità a cui il Governo ha dato il suo placet definitivo con la frettolosa approvazione della manovra finanziaria e che da inizio settimana sono giocabili sul web. E una ricca torta a cui le cosche non resteranno certo indifferenti. “Stiamo monitorando con attenzione anche questo mercato – conferma al fattoquotidiano.it Marcello Tocco, coordinatore dell’Osservatorio socio economico sulla criminalità del Cnel – anche se per ora siamo ancora all’inizio. Quel che è certo è che il faro delle organizzazioni criminali sul nuovo comparto è acceso”.

    Basti una notizia filtrata silenziosamente la scorsa settimana a dare la cifra delle attenzioni che i clan riservano al settore: tre affiliati alla ‘ndrangheta sono stati arrestati a Reggio Calabria per aver cercato di imporre con la violenza e le minacce ad un imprenditore, gestore di una sala giochi autorizzata dal Monopolio, l’utilizzo di un sofisticato software per il poker on line. E questo è solo un caso. Gli esempi contenuti nella relazione sono anche più allarmanti.

    Il settore che le cosche tradizionalmente utilizzano come veicolo di riciclaggio e reinvestimento di denaro sporco si conferma secondo gli esperti quello delle cosiddette “macchinette” da bar o da sala giochi. Secondo le informazioni della Guardia di Finanza citate nel rapporto, due terzi di quelle installate in Italia nel 2007 risultavano essere abusive. Duecentomila “slot machines” in totale, che fruttavano alla criminalità una raccolta stimata di 45 miliardi, tre volte tanto la somma controllata dalle casse dello Stato.

    Significativo il caso degli apparecchi collocati in magazzino (circa 40.000 secondo la relazione ) che, in realtà, possono tranquillamente essere in esercizio, senza connessione alla rete telematica. Esempio lampante quello di un concessionario che aveva collocato in un esercizio pubblico in Sicilia. Circa 27.000 apparecchi, tutti insieme e nella stessa data.

    Le zone grigie del mercato dei giochi, spiega il rapporto, sono terreno fertile per le società legate alle cosche che puntano sul riciclaggio di denaro. L’enorme giro scoperto dalle fiamme gialle durante un’operazione che nel 2009 ha portato all’arresto di 30 persone in tutta Italia ha messo ad esempio in luce una filiera di società di comodo facenti riferimento, dietro lo schermo iniziale del prestanome, alla famiglia di un noto imprenditore. Che utilizzava i proventi derivanti dai videopoker clandestini reinvestendoli nelle sale bingo di sua proprietà in diverse regioni.

    “Altro aspetto caratterizzante delle indagini – si legge nella relazione – è il respiro internazionale degli investimenti dei clan”, che, ad esempio, nel 2010 hanno portato sulla scorta delle indagini italiane al sequestro delle quote di una delle società britanniche più importanti tra quelle operanti nel settore delle scommesse on-line.

    “La penetrazione della criminalità nel settore dei giochi è in effetti molto preoccupante  - spiega Ranieri Razzante, uno degli esperti di antiriciclaggio che hanno contribuito alla stesura del documento e presidente di Aira, l’associazione dei responsabili antiriciclaggio – e va dall’imposizione dell’acquisto di slot machine, al taroccamento delle macchine da gioco per evadere il prelievo fiscale. E con il gioco online, che viene utilizzato ancora una volta per riciclare denaro sporco, è ancora più facile sfuggire ai controlli attraverso lo stabilimento delle piattaforme internet all’estero”.

    Ma il rischio per i giochi, e per gli italiani, non è solo quello derivante dagli interessi della criminalità. A rimetterci, vista le crescente passione dello Stato per il “tavolo verde” sono gli stessi cittadini: 500mila quelli a rischio di ludopatia nel Paese. Gli allarmi lanciati dagli esperti sono stati numerosi, ma inascoltati.

    “Quello che è successo – spiega al fattoquotidiano.it Carlo Giovanardi, sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega alle politiche della famiglia e alle dipendenze – è che l’esigenza di varare la manovra velocemente ci ha impedito di presentare le modifiche che avremmo desiderato. Ciò non significa che non lavoreremo ora per modificare i punti critici: ad esempio io ho la ferma intenzione di vietare la pubblicità per quanto concerne il gioco online. E poi avviare un ragionamento serio sul sistema costi-benefici di questo crescente ricorso ai giochi per lo Stato”.

    Per ora a rimetterci sono quei 500mila italiani (e forse più) a rischio Ludopatia e a ringraziare sono gli operatori nazionali e internazionali non sempre trasparenti, come quelli bloccati solo qualche mese fa dall’Fbi.

    Le proposte per tutelare la salute dei cittadini al momento sono rimaste tutta sulla carta, nonostante le promesse, e sarebbe strano il contrario vista la passione che questo esecutivo sembra dimostrare per il tavolo verde. Probabile che anche le proposte per la tutela dei cittadini (magari dei più giovani) contenute in allegato alla relazione alla fine si perderanno nei meandri del Palazzo.

    mercoledì 27 luglio 2011

    A Madrid tre giorni di 'indignazione creativa'

    Puerta del Sol di Madrid ha fatto da sfondo ai tre giorni di mobilitazione degli Indignados. Di seguito il racconto di queste 72 ore di raduno in cui si sono alternati incontri, dibattiti, concerti, manifestazioni artistiche, condivisione di momenti quotidiani, goliardia ed improvvisazione.

     


    Puerta del Sol di Madrid ha fatto da sfondo ai tre giorni di mobilitazione degli Indignados
    Le circa 40.000 persone che domenica sono accorse alla Puerta del Sol di Madrid dimostrano che il movimento degli Indignados è vivo, compatto, quanto mai attivo e pronto a mobilitarsi.
    La cifra esatta dei partecipanti probabilmente, come spesso avviene in queste occasioni, non sarà mai nota, eppure, ancora una volta, gli Indignati vogliono dimostrare di “essere il cambiamento che vogliono vedere nel mondo”: mentre la stampa nazionale, infatti, fornisce cifre della cui attendibilità appare perlomeno lecito dubitare, loro si limitano a pubblicare foto e video. Vedere, ascoltare, leggere, chiedere, toccare per credere.
    Un numero è solo un numero e la certezza matematica non è spesso adeguata a descrivere quella che è la bellissima imperfezione dell’essere umano. Le testimonianze che circolano in rete dimostrano in maniera evidente la portata di una manifestazione che ha restituito agli Spagnoli il loro “Chilometro Zero”, ormai non solo punto di riferimento della rete stradale spagnola e di ritrovo per i turisti di tutto il mondo, ma, soprattutto, simbolo dell’inizio della presa di coscienza di un Paese e, forse, di una società.
    Il numero esatto dei partecipanti alle giornate di indignazione celebrate a Madrid è poco significativo anche per un secondo motivo: il 'quanto' diventa irrilevante, infatti, se ci si sofferma sul 'come' e sul 'chi'.
    Ancora una volta, la trasferta è stata organizzata in rete, attraverso i siti delle tante accampate dislocate su tutto il territorio nazionale, in forma coordinata, eppure decentralizzata e partecipativa. Di nuovo, come sempre, praticamente, nella storia di questo movimento, è impossibile distinguere tra promotori e partecipanti, tra ideatori e realizzatori. Il 'successo' di questa intensa 'tre giorni' è frutto di un lavoro congiunto, strutturato secondo una logica priva di gerarchie.

    Delegazioni provenienti da tutta la Spagna sono giunte nella Capitale dopo una marcia di circa un mese, seguendo otto rotte diverse, provenienti dai vari estremi del Paese
    Delegazioni provenienti da tutta la Spagna sono giunte nella Capitale dopo una marcia di circa un mese, seguendo otto rotte diverse, provenienti dai vari estremi del Paese, che sono confluite nella serata di sabato 23 luglio nella Piazza principale di Madrid: durante il cammino hanno raccolto le richieste e proposte sollevatesi nelle varie assemblee popolari, hanno contribuito a diffondere l’indignazione e a modellare una voce comune.
    Agli Indignati peregrinanti si sono aggiunti almeno una trentina di autobus provenienti, anch’essi, da tutto il Paese: non solo ragazzi, ma anche padri e madri di famiglia, gruppi di anziani (da Barcellona, ad esempio, è stato organizzato, tra gli altri, un pullman di “gent gran”, anziani, appunto) e famiglie intere. Infine i Madrileni, immancabili protagonisti di questi soleggiati giorni di “Sol”: ospiti accoglienti, organizzatori meticolosi, trascinatori carismatici di un Paese che non si è mai, probabilmente, identificato così profondamente nella sua Capitale.
    La realtà nazionale spagnola è infatti estremamente composita, complessa, segnata da differenze profonde di natura storica, culturale, linguistica e politica. Una eterogeneità in parte forse paragonabile a quella italiana, con divisioni di antica data che la dittatura franchista ha contribuito a rafforzare e radicare e che il movimento del 15M sta, probabilmente, contribuendo a smorzare.
    Nel comunicato diffuso sul sito AcampadaSol si legge che la città è stata scelta come punto di ritrovo non tanto perché sede del governo centrale, ma perché centro geografico del Paese: la presa di coscienza popolare ha unito, laddove la politica aveva diviso. Le varie nazioni che compongono la Spagna si sono date appuntamento nel cuore del potere centralizzato, eppure, a Madrid, domenica, erano tutti Spagnoli, Europei, ma, soprattutto, erano tutti Esseri Umani.
    Sotto, il documentario musicale del movimento che sta circolando in rete in questi giorni:
    Nel corso delle 72 ore di raduno gli Indignati hanno seguito un programma serratissimo composto di incontri, dibattiti, concerti, manifestazioni artistiche, condivisione di momenti quotidiani (dai pasti al sonno), goliardia ed improvvisazione. Un programma attentamente organizzato ma anche estremamente aperto e pronto alla spontaneità.
    Il tutto è stato seguito in streaming da tantissimi curiosi, indignati, gente comune, mentre i mezzi di comunicazione tradizionali, complici gli attentati norvegesi e altri noti avvenimenti di cronaca nera mondana, ancora una volta, si sono dimostrati almeno parzialmente incapaci di svolgere il loro dovere di informazione. Incapaci, soprattutto, di comprendere il senso più profondo, perlomeno a mio parere, di quello che sta avvenendo in questi giorni a Madrid: la marcia indignata è infatti, così come nelle intenzioni degli Indignados stessi, l’inizio di una nuova fase per il movimento.
    indignados madridLa realtà nazionale spagnola è estremamente composita, complessa, segnata da differenze profonde di natura storica, culturale, linguistica e politica
    Un passaggio obbligato per muovere dall’indignazione alla costruzione, dalla mobilitazione all’organizzazione, dalla divisione all’unione. Obiettivo, questo, esplicitamente manifesto laddove la marcia è stata promossa come un’occasione per rafforzare i legami tra le varie assemblee ed il dialogo, l’interscambio di esperienze e di proposte, nonché per diffondere l’indignazione e promuovere la creazione di reti tra i vari movimenti cittadini, per fortificare le relazioni all’interno del Paese ed aumentare la propria visibilità all’esterno.
    Qualcuno potrà forse obiettare, in parte probabilmente a ragione, che tutto questo manchi di concretezza, che si tratta ancora di parole, slogan, ma scarseggiano i fatti. Eppure, come ho già avuto modo di affermare, questo movimento è ai suoi esordi e ha bisogno, per il suo scopo e per i mezzi che utilizza, necessariamente, di tempo. La capacità stessa di canalizzare in maniera così poderosa il dissenso può peraltro essere vista come un risultato in sé stesso.
    Eppure, nonostante l’intensità della mobilitazione possa essere considerata di per sé un fatto significativo, si tratta solo di un piccolo passo. Un passo che però ha permesso di attivare una nuova evoluzione.
    A partire dalla giornata di lunedì, infatti, dopo aver passato la notte precedente nella Puerta del Sol, un consistente gruppo di accampati (El Pais parla di circa 200-300 persone) si è ritrovato nel Parco del Buen Retiro attivando un nuovo meccanismo di dibattito e partecipazione: il 'Foro 15M' (questo il nome della “sorta di Congresso del 15M” come è stato definito da El Pais) e cioè una serie di riunioni aperte su varie tematiche che ripropongono i lavori delle commissioni formatesi nelle diverse assemblee (politica interna ed internazionale, economia, ambiente, sanità, etc.).
    joseph stiglitzIl Premio Nobel per l’Economia Joseph Stiglitz che, nella giornata di lunedì, ha preso la parola esortando gli Indignati a utilizzare la loro energia in maniera costruttiva per generare 'nuove idee'
    I dibattiti hanno affrontato molti argomenti di interesse pubblico, dall’inquinamento alla disoccupazione, dal debito estero al diritto alla casa, finanche alla possibilità di dotare il movimento di una connotazione più esplicitamente europea, reclamando la democrazia diretta lungo tutto il Vecchio Continente e organizzando una nuova marcia che conduca fino alle porte del centro politico europeo, Bruxelles. La plenaria del Foro 15M ha peraltro già indicato la data per la quale è previsto l’arrivo della marcia nella Capitale belga: il prossimo 8 ottobre (una settimana prima della manifestazione internazionale nel frattempo proclamata da Democracia Real Ya).
    Nel momento in cui scrivo, il primo gruppo di Indignados sta partendo da Madrid alla volta della sede della Commissione Europea. Nel frattempo, anche Francesi e Tedeschi si stanno mettendo in viaggio: lunedì scorso (25 luglio) un piccolo gruppo è partito da Tolosa e prevede di giungere in Belgio verso la metà di settembre.
    Nel frattempo, non si sono fermate e anzi continuano le riunioni ed i dibattiti nel Parco del Buen Retiro, a cui stanno partecipando, in maniera spontanea, anche vari cattedratici e professori. Tra questi, un posto di primo ordine va riservato al Premio Nobel per l’Economia Joseph Stiglitz che, nella giornata di lunedì, ha preso la parola esortando gli Indignati a utilizzare la loro energia in maniera costruttiva per generare 'nuove idee' che soppiantino i vecchi paradigmi e promuovano la giustizia sociale. L’economista statunitense ha infine concluso il suo intervento augurando la 'migliore fortuna' al popolo del 15M.
    Sarà un cammino lungo, non solo quello verso Bruxelles, ma soprattutto quello più ampio, sintetizzato dal discorso di Joseph Stiglitz, che vuole portare a una profonda trasformazione sociale ed economica, non solo della Spagna in crisi, ma anche dell’Europa intera. Eppure il primo passo, quello forse più difficile, è stato fatto. Ora bisogna continuare ad andare, lentamente, senza fretta, ma con decisione. Un passo dopo l’altro. Un passo tira l’altro. 

    di Sara R. Djelveh

     

    Beppe Grillo al presidio NOINC a Roncigliano


    Albano Laziale - E' con grande piacere che annunciamo la partecipazione di Beppe Grillo al presidio che si terrà sabato 30 luglio a Roncigliano per protestare contro l'allargamento della discarica e l'apertura del VII invaso. Il MoVimento 5 Stelle sostiene la lotta che da anni il Coordinamento No Inceneritore sta conducendo in prima persona contro lo scempio del territorio e contro un modello obsoleto di gestione dei rifiuti: la presenza di Grillo a questa ennesima azione di protesta e di sensibilizzazione voluta dal Coordinamento vuole essere un ulteriore contributo a questa battaglia, che fa seguito alla pubblicazione di numerosi articoli e video apparsi nel tempo sul blog beppegrillo.it e altre piattaforme informatiche del movimento, a livello locale e nazionale.
    Siamo convinti che il No Inc vada supportato in questa lotta da tutte le associazioni, i comitati e le realtà del territorio che hanno a cuore il futuro dei Castelli, ma soprattutto da parte dei cittadini: sabato 30 luglio, dalle ore 8:00, venite con il Coordinamento, con Beppe Grillo e con noi a dire NO all'allargamento della discarica di Roncigliano.
    Il MoVimento 5 Stelle di Albano Laziale

    martedì 26 luglio 2011

    Movimento 5 stelle: “E ai consiglieri comunali diciamo: rinunciate come noi al gettone di presenza”

    Due gesti che danno sostanza allo stile del Movimento 5 stelle che ha fatto la sua prima apparizione in Consiglio Comunale dopo le ultime amministrative: intanto, i due consiglieri comunali Lucio Bianchi e Daniele Farsetti hanno firmato in bianco le loro dimissioni. “Questo atto - spiegano - lo consegnamo agli attivisti del movimento di fronte ai quali rimettiamo simbolicamente il nostro mandato. Era un impegno della nostra campagna elettorale e lo mettiamo in pratica cercando di dare un esempio concreto di come pensiamo la politica: per noi le cariche non sono certo qualcosa di lontano, estraneo dagli elettori o vitalizio. Per evitare inoltre che si formino leadership non condivise, semestralmente ci sottoporremo al giudizio di chi condivide politicamente la nostra esperienza e passione e gli faremo una semplice domanda: siete soddisfatti dal nostro modo di agire e interpretare le istanze del Movimento 5 stelle nel contesto in cui siamo stati eletti? Se la risposta sarà positiva ci prepareremo ad affrontare la prosecuzione del mandato, altrimenti, se negativa, saremo 'mandati a casa', metteremo tranquillamente la data nell’atto di dimissioni oggi in bianco e lasceremo spazio a chi è legittimato a subentrare”.
    Idee originali anche per quanto riguarda i gettoni di presenza in Consiglio Comunale. Ecco ancora Lucio Bianchi e Daniele Farsetti: “non è che con i gettoni di presenza si possano raccogliere cifre ingenti come quelle che i nostri consiglieri regionali riescono a mettere da parte per attività di tipo sociale. Ma il principio vale per tutti gli eletti del Movimento e noi non vogliamo sottrarci. È un principio molto semplice che ci porta, intanto, a rinunciare a ogni rimborso elettorale, compresi quelli di cui avremmo diritto in base alla percentuale di voti raggiunta. In secondo luogo, ribadiamo che i nostri consiglieri regionali si auto-tagliano lo stipendio che è di oltre 7.000 euro, si limitano a incassarne 2.500 e il resto lo devolvono su un conto corrente che si incrementa mese per mese fino a che la somma non sarà devoluta a progetti o attività specifiche. Il gettone di consigliere sarà pure modesto ma sommato per due e con il passare del tempo può portare all’incameramento di una fondo che quando avrà raggiunto, facciamo un’ipotesi, i 1.000 euro, sarà oggetto di un sondaggio on-line. Anche in questo caso faremo una domanda ma a differenza di prima, la sottoporremo a tutti gli aretini, di qualunque schieramento siano: come vorreste impiegare la somma? Da un’offerta al Calcit a una borsa di studio, siamo aperti a qualsiasi soluzione. Ma ciò che conta è che rinunciamo ai nostri emolumenti per metterli a disposizione di progetti di cui possa beneficiare la collettività, unico nostro referente rispetto al quale conformare attività politica ed etica comportamentale. E agli altri consiglieri diciamo: se avete voglia di seguire la nostra strada e devolvere il gettone nel fondo, fatevi avanti. Noi crediamo che si può fare politica in modo disinteressato, anche mettendoci qualcosa di tasca, siamo assolutamente contrari al mantra attuale ricorrente e cioè che la politica ha dei costi. Ebbene, se ha dei costi, si possono sostenere personalmente, rinunciando magari a qualche fetta di potere fine a se stesso, o pensare di ridurli. Come? Ad esempio, il Movimento 5 stelle non ha una sede, costosa in termini di affitto o di mutuo. Ci riuniamo sotto le stelle, come stasera, visto che è estate e che ci possiamo tranquillamente trovare in un parco come Villa Severi”

    Scade il brevetto? Lo psicofarmaco si ricicla sui bambini (Fazio conferma) Il ministro risponde alle denunce: sperimentano l'inutile Guanfacina per migliorare l'attenzione dei piccoli. E il caso finisce al Parlamento Ue ROMA


    Ferrara - Scade il brevetto? Lo psicofarmaco si ricicla sui bambini (Fazio conferma)
    Il ministro risponde alle denunce: sperimentano l'inutile Guanfacina per migliorare l'attenzione dei piccoli. E il caso finisce al Parlamento Ue
    ROMA - Risposta a tempo di record quella del ministro per la Salute, Ferruccio Fazio, che nel question time alla Camera ha confermato l'esistenza, allo 'Stella Maris' di Pisa, di una sperimentazione, in corso su bambini, con la somministrazione di una molecola psicoattiva per migliorarne le capacita' d'attenzione. Il ministro ha risposto a una interrogazione di Paola Binetti (Udc).
    "Si tratta di un vecchia molecola anti-ipertensiva che si sta cercando di riciclare come psicofarmaco pediatrico, cosa assai discutibile, dal momento che neppure se ne conoscono i meccanismi d'azione sul cervello dei bimbi", commenta Emilia Costa, psichiatra e gia' prima cattedra di psichiatria alla Sapienza di Roma e primario di psicofarmacologia all'Umberto I.
    "La nostra denuncia- afferma Luca Poma, giornalista e portavoce di 'Giu' le Mani dai Bambini', il piu' rappresentativo Comitato italiano per la farmacovigilanza pediatrica (www.giulemanidaibambini.org)- era circostanziata e corretta: c'e' una strategia in corso per medicalizzare i comportamenti di sempre piu' ampie fasce di bambini italiani. La 'Guanfacina di Shire' e' una molecola apolide, che non rendeva piu': cosa c'e' di meglio che inventare da zero una nuova applicazione terapeutica per guadagnare altri soldi a spese della salute dei piu' piccoli? Neanche si conoscono le modalita' di azione di questo psicofarmaco e gia' lo si vuole autorizzare per l'uso sui nostri bambini".
    Paola Binetti prende atto della risposta del ministro Fazio, commentando: "I fondi che il ministro ha promesso nella sua riposta per incrementare la vigilanza anti-abuso e iscrivere sul registro di controllo anche le somministrazioni di anti-depressivi ai bimbi, che vengono somministrati in misura 15 volte maggiore degli psicofarmaci per l'iperattivita', sono un'ottima cosa, peccato che in questa Finanziaria non ve ne sia traccia, speriamo non sia l'ennesima azione di propaganda. E per la 'pubblicita'' fatta dalla casa farmaceutica, della quale il ministro chiede notizie, vorrei segnalare che nel XXI secolo le campagne di marketing non si muovono solo sulle gambe dell'advertising diretto ai pazienti, bensi' sulla base di articolate campagne di relazioni pubbliche, proprio come quella a cui stiamo assistendo: si crea artificialmente il bisogno di un farmaco mediante congressi scientifici che chiedono piu' diagnosi di iperattivita', e articoli sui giornali firmati da specialisti che indicano la strada, poi compare la soluzione, guarda caso uno psicofarmaco. Ma la scienza - lo dico da neuropsichiatria infantile, prima che da Parlamentare - ha molto da dire prima di dover somministrare uno psicofarmaco a un bambino di 6 anni".
    Nel frattempo, il dossier e' arrivato nell'aula del Parlamento europeo, dove Cristiana Muscardini ha presentato un'interrogazione alla Commissione Ue. La parlamentare dichiara che "la Guanfacina e' un vecchio brevetto da tempo in cerca di una malattia a cui essere associato. In genere succede il contrario, di fronte ad una malattia si fa della ricerca per trovare antidoti e terapie. Che un'agenzia di relazioni pubbliche si presti a simili tentativi e' un problema di etica professionale che non vogliamo affrontare, ma che una casa farmaceutica operi cercando ipotetici clienti per una molecola esistente e non piu' usata per il primitivo scopo, ci sembra un'operazione assai disinvolta, che rovescia la scala di valori alla quale ci si dovrebbe attenere quando si tratta di salute: prima i bambini e poi il business".
    Luca Poma (Giu' le mani dai bambini) ringrazia i parlamentari per l'attenzione dimostrata in quest'importante azione di denuncia e vigilanza, e torna anche sulla polemica salita agli onori delle cronache la scorsa settimana sulle campagne di pubbliche relazioni in corso per agevolare Shire nell'introduzione di questo psicofarmaco nel nostro Paese. "Come ha ben ricordato Toni Muzi Falconi- sottolinea Poma-, la vicenda ha destato non poche perplessita' per com'e' stata gestita. Non abbiamo emesso una condanna senza appello per Ketchum, l'agenzia di relazioni pubbliche di Shire, ma di una cosa siamo certi: mentre a Milano negavano di avere rapporti con divisioni farmaceutiche produttrici di psicofarmaci, a Roma organizzavano conferenze stampa in cui si auspicava l'aumento del numero di bambini iperattivi in terapia farmacologica. Possiamo pensare ad una sfortunata serie di 'combinazioni'- chiude il coordinatore di Giu' le mani dai bambini-, ma allora facciamo appello ad Andrea Cornelli, il loro amministratore delegato, un professionista di indubbia caratura: che si dissoci dalle aziende farmaceutiche quando fanno business miliardari a spese della salute dei bambini".
    11 luglio 2011
    Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia Dire» e l'indirizzo «www.dire.it»

    Tyrano: il primo camion a idrogeno


    camion_idrogeno
    La California si conferma Paese leader nello sviluppo di soluzioni eco friendly applicate alla mobilità. In questi giorni, a El Segundo, è stato presentato il primo autocarro al mondo di grandi dimensioni, alimentato dall'energia elettrica prodotta da celle di combustibile di idrogeno, che in un primo tempo collegherà le aree portuali di Los AngelesLong Beach.
    Tyrano, questo il nome del camion, è un veicolo a trazione totalmente elettrica; la propulsione è assicurata da celle di idrogeno, che – secondo i dirigenti di Vision Motor Corporation, marchio specializzato nella realizzazione di autoveicoli eco friendly, che ne cura la produzione – è in grado di trasportare, sul pianale a due assi del quale è equipaggiato, ben 30 tonnellate di carico. L'autonomia dichiarata è di 400 miglia, corrispondenti acirca 645 km.
    Per arrivare al “prodotto finito”, il costruttore ha investito cinque anni di ricerca nel settore degli autocarri a propulsione ibrida, il cui primo esemplare è uscito dagli stabilimenti di produzione a San Segundo ad aprile 2009.
    L'autocarro a idrogeno di Vision Motor sarà sottoposto a una serie di test, della durata di un anno, sul tragitto fra i porti di Los Angeles e Long Beach da parte di alcuni operatori commerciali, chiamati a svolgere questa attività di pionieri del trasporto grandi merci su strada a zero emissioni. In effetti, l'esperimento fa parte del Clear Air Action Plan, la legge statale californiana emessa a novembre 2006 per l'incremento delle tecnologie in grado di produrre dei significativi tagli all'inquinamento nell'area di San Pedro Bay.
    tyrano
    Il prezzo dell'autocarro è stato fissato in 270 mila dollari (circa 188 mila euro); anche se piuttosto elevato, non bisogna dimenticare che, attualmente, gli incentivi all'acquisto di autoveicoli elettrici in 17 Paesi degli Usa (California compresa) ammontano a 7500 dollari, che presto potrebbero diventare 9500 se un disegno di legge federale sarà approvato a Washington. In più, come abbiamo evidenziato un paio di mesi fa, proprio in California è allo studio un nuovo programma di sviluppo per le infrastrutture di ricarica delle auto elettriche: 90 stazioni di carica gratuita la cui realizzazione inizierà alla fine del 2011 e si concluderà nel 2013.
    E' per questo che alcune aziende che operano fra i porti di Los Angeles e Long Beach hanno già ordinato 100 esemplari dell'autocarro Tyrano a celle di combustibile.
    Piergiorgio Pescarolo

    Olio extravergine di oliva: ecco perché diffidare dalle offerte low-cost


    olio_oliva
    Lolio extra vergine d'oliva in Italia è in serio pericolo. La sopravvivenza di uno dei prodotti alimentari più benefici per la nostra salute è insidiata da tre pericolose minacce: l’utilizzo diffuso di insetticidi negli uliveti, la guerra dei prezzi e le sue implicazioni, e una legge vigente che non tutela la qualità. E’ indispensabile, dunque, acquisire informazioni e divulgarle per preservare la sua esistenza e quella degli onesti produttori locali legati ad essa. 
    Questi ultimi, infatti, sono costretti a competere con grandi aziende che non si fanno scrupolo di utilizzare espedienti nocivi per la salute del consumatore. Ma andiamo con ordine. 
    Una recente indagine dell’A.R.P.A.M. (Agenzia regionale per la protezione ambientale delle Marche) ha confermato una realtà inquietante: in circa 4 su 10 bottiglie d’olio extravergine acquistate in un supermercato si è riscontrata la presenza di pesticidi. Tra questi figura addirittura il Dicofol, un derivato del Ddt, insetticida proibito in Italia nel lontano 1978. Come dimostra un dossier di Legambiente, “Pesticidi nel piatto”, nella maggior parte dei casi, si tratta di antiparassitari, ovvero insetticidi organo fosfati che si caratterizzano per l’essere persistenti e bio accumulabili, con effetti neuro-tossici per l’uomo. Perché, dunque, l’olio con cui cuciniamo e condiamo i nostri alimenti contiene sostanze nocive per la nostra salute?  Perché per eliminare i parassiti che si insediano negli uliveti e finiscono per compromettere la produttività del raccolto, alcuni grandi produttori scelgono la via più comoda, economica e, senza dubbio, anche la più dannosa: l’utilizzo di insetticidi. Tuttavia, il buon olivicoltore sa come affrontarli senza ricorrere a sostanze chimiche, che non solo inquinerebbero i suoi prodotti, ma eliminerebbero anche le specie di insetti utili alle piante e all’ecosistema: ad esempio, pianta alberi che favoriscono la nidificazione di uccelli, veri e propri cacciatori di parassiti, ottenendo il duplice risultato di proteggere il proprio raccolto e arricchire la fauna.
    Il buon olivicoltore non si ferma qui, ma privilegia la qualità del suo raccolto alla quantità. Per questo realizza la raccolta delle olive nel momento dell’ideale punto di maturazione, garantendo così il perfetto equilibrio fra sapore e grado di acidità. Lo stesso criterio, purtroppo, non viene seguito da alcuni grandi produttori, che al contrario raccolgono le olive soltanto quando queste raggiungono una grandezza tale da generare, attraverso la spremitura, la maggior quantità di olio possibile.  La lunga attesa consente di massimizzare la produzione e le vendite, ma implica un elevato grado di acidità. Uno stratagemma, dunque, a discapito della qualità e, pure, responsabile dell’avvio di un circolo vizioso: per dissimulare l’acidità, gli stessi grandi produttori si vedono costretti a impiegare correttori chimici, che compromettono la naturalezza e le qualità benefiche dell’olio. Tale contesto, già di per se complesso, è reso ancora più complicato dalla normativa vigente.
    Il regolamento comunitario 1019/2002 prevede infatti l’arbitrarietà di scelta nell’indicazione di provenienza e consente di specificarla sull'etichetta soltanto nel caso in cui la percentuale di olio italiano sia pari o superiore al 75% e la parte residua derivi da un altro Paese UE. Pertanto,si può facilmente supporre che le bottiglie di olio extravergine senza indicazione di provenienza contengano quasi sicuramente quantità considerevoli di olio estero.  A suffragare questa ipotesi ci sono le 460.000 tonnellate di olio che l’Italia importa annualmente da Spagna, Turchia, Grecia e Tunisia. Purtroppo parte di tali importazioni è costituita non da oli extravergine, ma da prodotti di bassa qualità, in alcuni casi addirittura nocivi. E sono proprio questi i tipi di olio che, per colpa della legge vigente e di chi se ne approfitta, vengono utilizzati per integrare l’olio extravergine di molte delle bottiglie che troviamo nei supermercati.
    Ora siamo in grado di comprendere la realtà che si nasconde dietro le luci delle offerte low cost. Oli extravergine d’oliva a cinque euro, a volte addirittura a due euro, non regalano generosamente qualità, ma ci ammaliano con il loro modico prezzo e celano espedienti dannosi per la nostra salute: pesticidi, correttori chimici, amalgama di oli diversi e mediocri. A farne le spese non è soltanto il consumatore, ma anche il produttore locale onesto, che da sempre opera nel solco della tradizione e nel rispetto dell’ambiente.  
    Quel produttore locale che, con il suo lavoro quotidiano, ci assicura un prodotto sano e curativo: infatti, il suo olio extravergine d’oliva riduce la percentuale di colesterolo Ldl (quello “cattivo”), i rischi di occlusione delle arterie, il tasso di zucchero nel sangue, previene l’infarto e l’arteriosclerosi, aumenta la secrezione di bile e l’apporto di vitamine importanti. Questo olio ha un costo, e questo costo non è sostenibile se la concorrenza gioca secondo regole sleali all’insaputa del consumatore.  Il piccolo produttore locale non ha alternative di fronte a sé: o si adegua alle cattive pratiche o chiude. Informarsi e acquistare con consapevolezza è l’unico modo per salvare lui e noi stessi. La prossima volta che troveremo un’offerta sensazionale, sapremo di chi sarà l’affare. 

    lunedì 25 luglio 2011

    Islanda, quando il popolo sconfigge l'economia globale

    Un veneziano assedia Montecitorio a Roma


    Dalla Rassegna stampa Da un mese e mezzo tengono sotto assedio Montecitorio, con un presidio permanente e uno sciopero della fame con il quale chiedono l'attenzione dei presidenti di Camera e Senato. Sono solo in quattro, ma grazie a un sito Internet (www.presidiomontecitorio.it) e al tam tam di Facebook hanno mobilitato quasi mezzo milione di persone e un bel po' di televisioni, dalla Cnn alla cinese Xinhua tv.
    Forse perché, davanti al Palazzo per eccellenza, chiedono di dimezzare lo stipendio dei parlamentari, di abolire le Province e di mettere mano alla nuova legge elettorale. Argomenti che, dopo il varo della manovra economica che ha esentato i parlamentari dai sacrifici imposti agli italiani, garantiscono loro una certa popolarità. Ma ai quattro di Montecitorio, fra i quali il veneziano Gaetano Ferrieri, 55 anni, già promotore in passato di alcuni movimenti civici, non basta.
    «Nei giorni scorsi - dice Ferrieri, che condivide l'avventura con tre amici di Brescia, Monza e Trapani abbiamo ricevuto la visita del figlio di John John Kennedy e di un esponente dell'opposizione iraniana. È venuta la televisione olandese e quella austriaca, ma finora nessun parlamentare è venuto a chiederci che cosa vogliamo - spiega al telefono Ferrieri - Ma noi non desistiamo. Vogliamo farci sentire nelle forme previste dalla Costituzione. Stiamo cercando di organizzare una manifestazione di massa nei prossimi giorni per poter presentare le nostre petizioni ai presidenti delle Camere e al Capo dello Stato, come previsto dall'articolo 50 della Carta costituzionale. Siamo in contatto con gli Indignados spagnoli e con i manifestanti greci che nelle scorse settimane hanno protestato nelle piazze, ma la nostra protesta vuole essere assolutamente nonviolenta, nello spirito gandhiano». Così il presidio a Montecitorio prosegue, fra un'intervista televisiva e una visita del leader radicale Marco Pannella, in attesa che anche la politica si accorga di loro.