giovedì 9 giugno 2011

No Tav…


Un coro quasi unanime sommerge le giuste rivendicazioni dei comitati No Tav, un coro trasversale di tutti i politici “responsabili” (e di responsabili nel nostro paese ce ne sono tanti) che vuol far apparire il movimento dei cittadini, contro l’alta velocità della tratta Torino-Lione, come un’ accozzaglia di banditi esaltati, contrari al progresso del proprio paese e dell’industria tutta italiana.
Si sprecano le dichiarazioni di persone che hanno già da tempo perso faccia e dignità nella loro lunga e ben pagata carriera politica e giornalistica.
Fassino, noto ai più per le intercettazioni che lo vedono protagonista nel caso Unipol (tre condannati in primo grado) che per le sue indecifrabili “gesta” politiche, appena insediatosi come sindaco di Torino…straparla: “chiederò al ministro dell’interno, Roberto Maroni, di compiere tutti i passi e gli atti necessari per raggiungere questo obiettivo”.
Antonio Saitta, ancora del PD (ma guarda un po’…) che blatera: “Questo è il momento di essere chiarissimi. Noi siamo la forza politica che davvero vuole la Torino-Lione… Ora è una questione di ordine pubblico”.
Non manca all’appello l’associazione dei maggiori evasori italiani, l’unione industriale, quella che parla da decenni di “sicurezza sul lavoro” e detiene il record europeo dei paesi avanzati per decessi, che urla: “fare tutto ciò che serve per aprire il cantiere della Maddalena entro il 31 maggio, ovvero la scadenza imposta dall’Unione europea”.
Dulcis in fundo il ministro Maroni, strenuo difensore, a parole, lui e la Lega, dei diritti e del territorio di un non ben definito popolo del nord Italia, che proprio in queste ultime ore dichiara che non saranno più ammesse violenze (ma di chi?…le uniche sono state commesse dalla polizia contro i manifestanti inermi nel presidio di Venaus, anno 2005, che vide molti cittadini ricorrere alle cure ospedaliere) e che il cantiere sarà aperto entro il 30 giugno, come vuole l’unione europea.
Allo starnazzo si aggiungono, solerti, i “responsabili” dei media italiani, con in prima fila i giornali del nostro premier, Libero e Il Giornale, poi la Stampa…ed infine lo stesso Mentana, alfiere attualmente di una cosiddetta stampa indipendente…
I cittadini della Val di Susa vengono dipinti come terroristi, come rivoluzionari nostalgici, come i portatori sani di una visione del mondo vecchia e perdente che impedirebbe, alla “locomotiva” Italia, il suo naturale sviluppo…insomma un festival della disinformazione e della menzogna.
Dal “coretto” si dissociano, da tempo, de Magistris e alcuni parlamentari europei dell’Idv, i Verdi, i comunisti di Ferrero, i Cobas e la Fiom piemontese.
Il neo-sindaco di Napoli ha subito fatto giungere, ai cittadini, la sua solidarietà ed ha presentato, al parlamento di Bruxelles, formale richiesta di revoca dei finanziamenti stanziati, ricordando che la direttiva europea del 2003 vieta di finanziare opere fortemente avversate dalle popolazioni e ricordano “la massiccia e persistente opposizione della popolazione della valle e il mancato accordo con la maggioranza dei Comuni interessati”.
Ad orologeria, come sempre, giungono lettere minatorie, corredate da proiettili e minacce, ai fautori dello scempio della Val di Susa.
A due esponenti del PD, Stefano Esposito e Giorgio Merlo, vengono inviate missive contenenti pallottole e minacce…dalle quali si dissociano immediatamente i “No Tav”.
Ma questa è l’occasione, per chi vuole imporre ciò che la gente non vuole, di utilizzare la forza…guarda caso….
I militanti, come risposta, hanno rivolto un appello ad Amnesty International paventando il ricorso alla forza contro di loro, ed al tempo stesso hanno indirizzato ai “cittadini in uniforme” una lettera aperta, con la quale chiedono alle forze dell’ordine di “riflettere sul fatto che a loro sarebbe richiesto l’uso della forza per avallare un’opera pubblica colossale, devastante e completamente inutile, uno spreco di denaro pubblico i cui unici beneficiari sarebbero le lobby affaristiche”.
Eppure alcune perizie tecniche hanno evidenziato il pericolo della dispersione di polveri d’amianto a seguito degli scavi, come la distruzione di importanti falde acquifere del territorio, documentate anche da filmati inattaccabili, ma di cui nessuno parla.
Sembra di assistere a quanto accaduto già in provincia di Napoli, a Chiaiano, dove i cittadini denunciavano l’inquinamento del loro territorio, poi provato dalle stesse analisi e dalle indagini della magistratura…e lo Stato pensava a manganellare.
Ma anche qui, come ovunque quando si tratta di favorire lobby ed interessi, PDL e PD vanno a braccetto…
Forse è venuto il tempo che questa gente sia mandata definitivamente a casa.