domenica 19 giugno 2011

Il mio primo consiglio comunale

Entriamo in sala, cerchiamo i posti, scambio di sorrisi, complimenti e strette di mano (da molti, ma non da tutti…specie in zona maggioranza).
Il difficile appare capire il funzionamento dei pulsantini del malandato apparato di voto e microfono.
Il consigliere Basso che fa le veci di Presidente in attesa dell’elezione del medesimo, si posiziona, accompagnato dal segretario generale che ha l’incarico di vegliare su svolgimento e procedure, e comunica…
… che la seduta inizia, direte voi.
No. Che c’e’ una sospensione di un quarto d’ora chiesta dal Sindaco per riunione della maggioranza. Si alzano ed escono tutti.
Una sospensione prima ancora di convalidare gli eletti? Pare sia prevista dal regolamento e quindi lecita, ma non tutto ciò che è lecito appare opportuno.
Noi e alcuni del pubblico, non abituati a tale andazzo, iniziamo a rumoreggiare.
Quando il gruppetto rientra – e ormai siamo a quaranta minuti di ritardo rispetto all’inizio previsto – si alza la minoranza PDL e Lega, dicendo: ora la sospensione la chiediamo noi. E ci invitano a seguirli.
Noi, insieme con la consigliera Pongiglione di Noi per Savona e Verdi, restiamo invece al nostro posto.
Due cose sbagliate non ne fanno una giusta, e una seconda mancanza di rispetto per il pubblico, per l’orario e la trasparenza del Consiglio, non annulla la precedente né costituisce protesta, anzi. Né ci interessano consulti dell’ultimo momento.
Ci sembra di capire che entrambe le sospensioni riguardano frettolosi accordi per paura di scherzetti sull’elezione del Presidente.
E difatti la minoranza rientrante nell’aula ci comunica che le sue intenzioni di voto sono cambiate.
Si convalidano gli eletti, presentando con formula di rito le dimissioni di quelli divenuti assessori, nonché la diffida, atto dovuto, presentata dal nostro Peroni, l’eletto per un giorno. In pratica ci dicono di rivolgerci al Tar. Già lo sapevamo, ma non lo faremo. Non è questo il punto.
Frasi strane anche per annunciare le dimissioni di Sara Vaggi, lista Sindaco, in predicato di poltrona all’Ata, per la quale si vuole evitare il dubbio che, essendo stata comunque consigliere eletto, sia incompatibile, come già accaduto per Giraudo.
Ci penserà, ahimè, un malaugurato corollario dell’abolizione dell’articolo 23bis ottenuta con il referendum sull’acqua: non solo non ci si deve più preoccupare di tale incompatibilità, ma il Sindaco trionfalmente decide una poltrona per due. Le notizie attuali dicono infatti che la carica all’ATA si sdoppia, confermando entrambi i personaggi.
Non abbiamo aggettivi. Ma andiamo avanti.
Convalidati gli eletti, io chiedo la parola, avendo presentato una mozione d’ordine (su questioni procedurali, precede tutto il resto).
Ne approfitto per stigmatizzare il comportamento della maggioranza, dicendo che è una mancanza di rispetto anche per il pubblico una sospensione prima ancora dell’insediamento, e che, insomma, potevano anche vedersi e mettersi d’accordo prima. Non è certo un buon inizio.
Il Sindaco storce la boccuccia come avessi detto qualcosa di sconveniente.
Chiedo poi che il pubblico possa filmare il Consiglio, in deroga all’art. 52 del Regolamento che prevedere tutta una serie di condizioni e limitazioni.
Intervengono, a favore, la Pongiglione e Aquilino di SEL mentre Carlevarino capogruppo PD fa un intervento per rimandare tutto alla conferenza dei capigruppo e sembra voler allontanare il problema. La Romagnoli capogruppo PDL spiega che ne avevano già discusso in passato e che c’erano dei timori (??) che queste riprese potessero essere manipolate (?????) per estrarre singoli episodi e stravolgerne il senso.
Ho capito: hanno paura che siano rese pubbliche certe figure imbarazzanti dei discorsi dei consiglieri, come se ne sono già viste spesso in rete. Basterebbe evitarle, no? Invece è più che giusto che i cittadini sappiano quali livelli raggiungono a volte i loro eletti.
In definitiva, il Presidente non può decidere, il Segretario ha suggerito il carattere di urgenza, in base a quel carattere chiedo votazione. L’autorizzazione passa con 27 sì, solo alcuni della minoranza sono contrari. Sembra, riferiscono dal pubblico, che il Sindaco si sia sperticato in cenni per far capire ai suoi consiglieri smarriti che dovevano essere a favore.
Incassato questo comunque buon risultato, si prosegue con le note dolenti. Viene eletto Presidente dalla maggioranza compatta, a scrutinio segreto, il discusso Casalinuovo dell’UDC  – ex margherita, ex molte altre cose.. -  fra l’altro al centro di una imbarazzante questione circa una casa messa in vendita dal Comune e acquistata dalla sua compagna. Ma il terzo polo, e in particolare il personaggio recordman di preferenze personali, dovevano avere un compenso essendo fuori dagli assessorati, et voilà, alla faccia della figura super partes di garanzia. Due voti due li prendo io, proposta dalla Pongiglione.
Il PDL non si limita ad astenersi ma rifiuta platealmente le schede parlando di manuale Cencelli.
Vera opposizione o parte dei gioco? Fatto sta che la maggioranza non si scompone di una virgola, e per il vice presidente passa al secondo scrutinio il candidato Prefumo della lista Marson, con la maggioranza astenuta in massa come usa di solito in questi casi.
Curioso particolare, la prima votazione per il Presidente è annullata perché c’era una scheda in più votata rispetto ai presenti. Mah. Passi l’errore di chi ha consegnato per sbaglio due fogli, può succedere, son sottili e si appiccicano. Ma chi li ha votati entrambi? Ri- mah.
Il Sindaco presenta la Giunta. Qualche ombra di preoccupazione mi pervade, dovuta a tanti piccoli particolari. Tipo accenni del discorso. Quando si parla di fondi europei per il Por di riqualificazione del lungomare, l’enfasi è solo esclusivamente economica (come a dire “guardate quanti bei soldini ci facciamo dare”) e neppure una parola sulle ricadute positive per la cittadinanza.
Quando si enfatizza il gran lavoro recente di alcuni assessorati (e noi sappiamo che è consistito nell’approvare una mostruosità dopo l’altra…)
E soprattutto, le facce ampiamente compiaciute, particolarmente compiaciute, di alcuni assessori.
Impressioni. Sensazioni di pelle. Si vedrà.
Vado in breve sull’elezione sempre a scrutinio segreto dei componenti la commissione elettorale, che sceglie gli scrutatori, e quella per la formazione e aggiornamento albi dei giudici popolari. Rispettivamente, tre membri più tre supplenti per la prima, due più due per la seconda. In queste ci deve essere per forza, per legge, uno della minoranza, se non risulta fra i più votati lo si sceglie comunque.
Ma non occorre: il nostro Andrea Delfino è eletto per primo con ben 12 voti nella commissione elettorale, mentre gli altri due eletti, della maggioranza, se ne spartiscono 10 e 10 ciascuno. Un buon risultato comunque.
Nella seconda purtroppo non entra la Pongiglione perché, nello scrupolo ovvio delle persone per bene, non si è autovotata, dunque alla fine esce per un voto. Peccato.
Una votazione su un aumento di risorse fornite dalla regione per una riqualificazione energetica di edificio scolastico conclude tutto.
Per ora approviamo, accontentandoci delle informazioni.
In seguito si approfondirà sempre più e non si lascerà passare un singolo spillo. E’ una promessa.
Si riparte (almeno, per me) con la conferenza dei capigruppo martedì prossimo.
Il viaggio continua…
Milena Debenedetti