sabato 7 maggio 2011

Referendum, l’Authority per confondere le acque


Rossella Anitori

IL CASO. Il Consiglio dei ministri ha istituito un’Agenzia per la regolazione e la vigilanza dei servizi idrici. Il Comitato promotore: «Un banale tentativo di sabotare la consultazione popolare».

Alla vigilia del referendum per la ripubblicizzazione del servizio idrico il governo rilancia istituendo un’Agenzia nazionale per la regolazione e la vigilanza in materia di acqua. Un organismo indipendente – si legge in una nota dell’esecutivo – a tutela dei cittadini utenti, con compiti di regolazione del mercato nel settore delle acque pubbliche e di gestione del servizio pubblico locale idrico integrato. L’obiettivo è dichiarato: sabotare il referendum.

È il sottosegretario al ministero dello Sviluppo Economico, Stefano Saglia, a palesare le intenzioni del governo: «Costituire un’autorità per il servizio idrico significa salvaguardare i consumatori meglio di quanto non facciano i referendari tra i quali ci sono persone in buona fede ma anche tanti aspiranti politicanti. La decisione del governo - aggiunge - testimonia che ci muoviamo nel solco del principio di sussidiarietà: acqua come bene pubblico, regolazione indipendente, gestione in concorrenza e investimenti. Il referendum non sarà superato legalmente ma nei fatti».

A differenza del quesito sul nucleare, l’obiettivo dell’esecutivo stavolta non sembra impedire il voto con una nuova norma, ma disincentivare l’affluenza alle urne. Per il Comitato referendario “Due sì per l’acqua bene comune” si tratta di un «banale tentativo di confondere le acque – spiega Paolo Carsetti, del Forum dei movimenti per l’acqua -. Il messaggio che il governo vorrebbe far passare è che andare a votare a questo punto non sia più necessario». L’istituzione di un’Authority per l’acqua non tocca però a livello formale le norme oggetto dei quesiti referendari. Carsetti è ottimista: «Dubito che un provvedimento del genere riesca a produrre il risultato sperato».

Intanto il ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo si dice soddisfatta: «L’istituzione dell’Autorità per l’acqua, nell’ambito del decreto sviluppo, rappresenta un grande traguardo a difesa di tutti i cittadini e della risorsa-acqua». Critica l’Italia dei Valori che denuncia «la squallida truffa» del governo sui referendum. «L’esecutivo vuole far credere agli italiani che il 12 e 13 giugno non ci saranno le consultazioni e che non vale la pena andare a votare perché saranno cambiate le leggi sul nucleare e sull’acqua – afferma il leader del partito Antonio Di Pietro- . Ma è falso, perché come ha detto anche Berlusconi per il ritorno all’atomo, il giorno dopo aver sabotato i referendum, questo esecutivo tornerà a proporre il nucleare in Italia e la privatizzazione degli acquedotti. Acqua, ambiente e legalità sono tre temi che non hanno colore politico e appartengono a tutti i cittadini. Il 12 e 13 giugno si voterà e gli italiani bocceranno questo governo che non mette al primo posto la legalità e favorisce solo le cricche».