venerdì 22 aprile 2011

Rifkin: il futuro dell’energia? “piccolo”, decentrato e intelligente

Secondo il “guru” dell’energia, la ricetta vincente starà nelle micro-centrali installate nelle case in campagna, nei porti e nei fari, con un’interconnessione della rete energetica nell'ottica di una crescita economica sostenibile e responsabile


L'economista, attivista e saggista statunitense Jeremy Rifkin
Quale sarà l’approvvigionamento energetico del futuro? Secondo il “guru” dell’energia Jeremy Rifkin la ricetta vincente starà nelle micro-centrali installate nelle case sparse in campagna, nei porti, nei fari, negli agriturismo con un’interconnessione della rete energetica in un'ottica di crescita economica sostenibile e responsabile che combina un nuovo modello energetico con i modelli di comunicazione condivisi orizzontalmente su internet.

Questo lo scenario tracciato da Rifkin, annunciato in una video-intervista in occasione del Forum del Barilla Center for food and nutrition (Bcfn) a Milano. «Occorre spostare le energie verso il mondo delle rinnovabili e delle alternative – afferma Rifkin - come il solare, l'eolico, l'energia geotermica, l'energia idroelettrica; modalità alternative per l'agricoltura. E iniziare a trovare soluzioni in cui i singoli possono produrre energie localmente nei propri edifici, nelle proprie regioni, nelle infrastrutture, e condividerle con gli altri, distribuendo il proprio surplus di energia pulita. Questo può creare un senso comune. Ed è il Piano a lungo termine dell'Unione europea.  Anche in Italia si sta muovendo qualcosa. Il mio team ha giá prodotto il Piano generale per la cittá di Roma, per il sindaco
Gianni Alemanno. Un piano ventennale che renderá Roma la porta-bandiera a livello europeo per l'avvio di una terza rivoluzione industriale economicamente sostenibile. Il Piano di Roma include non solo la Roma storica e commerciale, ma il 60% dell'intera giurisdizione romana. Roma è la capolista, ma stiamo lavorando anche in altre Regioni d'Italia, e posso garantire che nei prossimi sei mesi si potrà vedere, regione dopo regione, in Italia l'avvio della terza rivoluzione industriale per essere meno dipendenti dal petrolio e sentire meno il rialzo dei prezzi alimentari». (s.f.)