martedì 19 aprile 2011

L’Onorevole Deputato Democratico!

di Moreno Corelli

Che ridere!?
“Il potere di una persona o di un gruppo di persone si misura considerando quanti imbecilli credono che Egli o Essi abbiano realmente potere”.
Nella lingua Italiana, “Onorevole” significa “degno di onore” oppure “degno di rispetto”.
Si lo so! Anche a voi viene istintivamente da ridere facendo il paragone tra il significato del termine e la nostra classe politica, infatti, proprio per questo motivo ritengo che questo termine, questo “titolo”, sia diventato del tutto fuori luogo, e in ogni caso questa importante parola non può e non deve essere più utilizzata per indicare i  “nostri politici”. È una parola scaduta! Proprio come avviene per gli alimenti i quali vengono conservati in maniera errata o non utilizzati per tempo, così anche la parola “onorevole” è avariata.  Non può più essere “consumata” in questo Stato.  Non la possiamo più riconoscere all’interno del nostro lessico quotidiano.
Sempre nella lingua Italiana, il termine “Democrazia” deriva dalla lingua Greca, (démos) = popolo;  e (cràtos) =  potere, ed etimologicamente significa, ma è meglio dire “significherebbe” governo del popolo oppure più semplicemente potere popolare. Anche qui, se volessimo paragonare il significato del termine al nostro attuale Stato, scatterebbero le risate a crepapelle, se non fosse che negli ultimi tempi in molti non ci trovano più tanto da ridere.
Ancora nella lingua Italiana, “Deputato” significa “colui che è stato scelto”.
Nel nostro paese vengono così chiamati i membri del parlamento eletti alla Camera dei Deputati che, “dovrebbero” essere i rappresentanti diretti dei cittadini, dico dovrebbero poiché dovrebbero essere eletti da questi proprio alla Camera dei Deputati, siccome abbiamo visto che in “Democrazia” “spetterebbe” al popolo scegliere e comandare. Sappiamo invece che grazie all’attuale  sistema “illegittimo” e quanto meno “incostituzionale” delle votazioni tutto ciò non avviene.  Infatti durante le votazioni i cittadini possono solamente votare un simbolo il quale raggruppa uno o più partiti, pertanto votando un partito non possono dare alcuna preferenza al singolo “individuo”, all’essere umano che dovrebbe appunto rappresentarlo alla Camera dei Deputati. Ci pensano “poi” i partiti in accordo tra loro a decidere e scegliere chi saranno i “nostri Deputati” e se ne guardano bene dal dircelo prima delle elezioni. Magnifico!  Anche per questa parola quindi l’evidenza ci impone di farne un uso cauto, meglio sarebbe addirittura non “nominarla” o riporla in un cassetto sino a  tempi“migliori”.
Ricapitolando, se vivessimo in un paese “Democratico”, sarebbe il popolo a comandare su tutto. Lo stesso popolo che per essere rappresentato in Parlamento dovrebbe eleggere un gruppo di persone “fidate”, i succitati esseri umani, quindi NON  simboli o partiti.  Persone con tanto di nome e cognome stampato BEN CHIARO sulle schede elettorali e tanto di foto riconoscibile, le quali “dovrebbero” una volta “scelti dal popolo” stabilirsi in Parlamento, a quel punto diverrebbero “Deputati” dal e del popolo. “Dovrebbero” discutere le problematiche del paese e prendere decisioni atte alla miglioria di tutte le classi sociali, ed ogni decisione la cui natura si presentasse “estremamente importante” per il futuro del paese, (esempio; i tagli economici sulla scuola pubblica) dovrebbero di volta in volta essere oggetto di votazione da parte di chi comanda il paese, ovvero sempre il popolo. Certo si tratterebbe di andare alle urne spesso, magari potrebbero inventare un sistema di votazione elettronica tramite internet per coloro che ne sono possessori, ma il modo per essere “modernamente democratici” si troverebbe, non manca la fantasia, manca altresì la “Democrazia”, perciò parliamo di niente!
Se non c’è Democrazia (ed è lampante che non c’è) va da se che non esistono i Deputati del popolo, ragion per cui questi che si fanno chiamare Deputati chi sono? Lo saranno tra di loro, ovvero, perché chi li ha scelti se non siamo stati noi?  Ma allora in che Stato viviamo? Mi verrebbe da dire: “in uno stato pietoso”; e l’evidenza non lascia dubbi.
Sul termine “Onorevole”, personalmente ne conosco persone che meriterebbero tale titolo, ma non siedono in Parlamento, per lo più si tratta di padri di famiglia che per arrivare a fine mese si travestono da Mago Zurlì.  Di certo però nessuno si degnerà mai di chiamarli in questo modo. Ecco perché, siccome certe parole non significano più nulla e soprattutto non indicano coloro che le possono “indossare”, propongo un referendum per l’abolizione dai Dizionari Italiani delle tre menzionate e obsolete “espressioni”.