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Debito pubblico italiano

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giovedì 21 aprile 2011

IL “GRAN CUORE” DELLA C.R.I. SCHIACCIA I DISSIDENTI….

O CON NOI, 
O CONTRO DI NOI !
 Questo slogan in “voga” durante il ventennio fascista, sembra calzare perfettamente al clima che si respira in questi ultimi tempi in Croce rossa.
Sempre più pesantemente, questa Amministrazione usa il pugno di ferro contro chiunque dissenta, disapprovi o denunci il marciume che, ormai senza nessun freno, sta prendendo possesso di questa glorioso Ente/Associazione.
Gli ultimi avvenimenti ne sono la prova evidente; quello che è accaduto alla collega Anna Montanile, oltre che essere inquietante, è oltremodo vergognoso per chi agisce nel nome, che in realtà utilizza faziosamente, di una Associazione che fa dei propri 7 Principi Fondamentali un cardine della propria esistenza.
I Dirigenti CRI, come fossero arrampicatori sociali, utilizzano qualsiasi mezzo per raggiungere il loro scopo senza preoccuparsi di calpestare una Istituzione pluricentenaria che, con i loro Volontari e i loro Dipendenti, ha dato lustro all’Italia intera.
E’ ormai evidente che i burocrati da strapazzo che dobbiamo sopportare, sono stati inviati da questo Governo con il chiaro intento di procedere ad un massiccio ridimensionamento delle risorse, sia umane che economiche, e che abbia come unico obiettivo finale quello della privatizzazione dell’Ente. Non a caso in questi giorni il Commissario Rocca è ripartito per Ginevra, dove sta cercando di accelerare questo processo attraverso le modifiche da apportare allo Statuto.

Tutto questo fa tremendamente paura a questa Amministrazione che reagisce veementemente tentando la carta dell’intimidazione e della sopraffazione. Oltre alla collega Montanile, ci sono altri soggetti che hanno denunciato irregolarità e comportamenti poco trasparenti.

  Uno su tutti: il caso del collega appartenente al Corpo Militare 
Vincenzo LO ZITO. Credo che molti di quelli che leggeranno questo comunicato sanno perfettamente di cosa stiamo parlando, ma forse non tutti sanno che questa Amministrazione, sempre attraverso processi sommari, ha quasi ridotto il collega all’indigenza (vi invitiamo a leggere il libro appena descritto per maggiori dettagli).

Altri esempi? 
La collega di Bari Anna SCIANNIMANICO è stata licenziata, senza giusta causa, solo per non aver accettato il trasferimento da Bari a Bolzano visto che è titolare della Legge 104/92.