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mercoledì 9 febbraio 2011

Disastro sul Lambro: indagati i proprietari della raffineria

lambro
L' 'incidente' avvenuto il 23 febbraio 2010 ha inferto il colpo di grazia ad un fiume da decenni in un vergognoso stato di degrado
A quasi un anno di distanza dal disastro ambientale causato dallo sversamento nel fiume Lambro di un'ingente quantità di gasolio fuoriuscito dalle cisterne dell’ex raffineria Lombarda Petroli di Villasanta, le indagini sono giunte alle fasi finali.
Secondo quanto riferito ieri dalla Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite nel ciclo dei rifiuti, l'ipotesi su cui stanno lavorando gli inquirenti della procura di Monza è che lo sversamento di olio e petrolio nell'affluente del Po sarebbe avvenuto per nascondere precedenti evasioni e illeciti fiscali da parte della ditta.
I magistrati hanno iscritto sul registro degli indagati i titolari della Lombarda Petroli, Giuseppe e Rinaldo Tagliabue, per i quali si ipotizza il reato di sottrazione all'accertamento o al pagamento delle accise sugli oli minerali. Dalle indagini è emerso infatti che la quantità di carburante e di oli industriali in stoccaggio non trovasse corrispondenza nei registri contabili e soprattutto nelle tasse versate.
Ai due petrolieri della Brianza potrebbe però essere contestato anche il reato di disastro ambientale.
L' 'incidente' avvenuto il 23 febbraio 2010 ha inferto il colpo di grazia, ad un fiume da decenni in un vergognoso stato di degrado. Il Lambro è infatti uno dei corsi d'acqua più inquinati d’Italia e continua a portare al Po un contributo di veleni insopportabile.
Un nuovo allarme inquinamento è scattato soltanto pochi giorni fa quando un quantitativo limitato di idrocarburi è stato riscontrato nel fiume che attraversa la Brianza. La nafta ha raggiunto il Lambro da un canale scolmatore che si immette nel fiume nella zona del confine tra Villasanta e la frazione arcorese di 'Ca bianca.
Commentando questo episodio l'assessore provinciale dell'Ambiente Fabrizio Sala e il presidente della provincia Dario Allevi hanno sottolineato la necessità di una “maggiore responsabilità e coscienza ambientale per tutelare i nostri corsi d'acqua che scontano, purtroppo, le gravi conseguenze di anni di incurie e disattenzioni”.

A.P.