lunedì 14 febbraio 2011

Acqua pubblica, Berlino dice 'sì'. In Italia si pensa alla data

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Ieri i berlinesi hanno votato 'sì' al referendum per l'annullamento della privatizzazione parziale della società di gestione dei servizi idrici
Berlino vuole l' acqua pubblica. Chiamati ieri alle urne, i berlinesi hanno infatti votato 'sì' al referendum per l'annullamento della privatizzazione parziale della società di gestione dei servizi idrici. Si è trattato di una vittoria schiacciante: su più di 678 000 elettori, il 98,2 per cento ha votato a favore di una maggiore trasparenza dei contratti.
Il referendum chiedeva infatti la pubblicazione integrale del contratto con cui nel 1999 Berlino, per riempire le casse della città, vendette alle società RWE e Veolia il 49,9% dell’azienda dei servizi idrici comunali (Berliner Wasserbetriebe). Secondo i sostenitori del referendum, da allora i prezzi dell'acqua sono aumentati del 35 per cento e sono tra i più alti di qualsiasi città tedesca.
Nel mese di novembre del 2010, su pressione dei promotori del referendum, il Comune ha pubblicato circa 700 pagine del contratto di privatizzazione parziale. Da queste emerge che la città ha garantito alti margini di guadagno a RWE e Veolia che dal 1999 al 2009 hanno incassato più utili di Berlino, malgrado la città detenga il 50,1% della Berliner Wasserbetriebe.
Dorothea Härlin, del comitato referendario, ha sottolineato l'importanza internazionale del successo registrato ieri ed ha ricordato che, non soltanto i berlinesi, ma i cittadini di tutto il mondo si battono per l'acqua.
Intanto in Italia il Comitato Referendario '2 Sì per l'Acqua Bene Comune' lancia un appello per l'accorpamento delle elezioni amministrative e i referendum per l'acqua pubblica. Il Consiglio dei Ministri definirà infatti a breve le date per le elezioni amministrative 2011 e per la consultazione referendaria prevista per la prossima primavera.
Il Comitato Referendario intende dunque porre l'attenzione sull'opportunità e sull'utilità dell'accorpamento, allo scopo di limitare i costi pubblici legati all'esercizio del voto e per favorire la maggior partecipazione popolare possibile alle consultazioni.
Per sostenere l'iniziativa del comitato i cittadini possono sottoscrivere la petizione sul sito internet del Forum Italiano dei movimenti per l'acqua.
A.P.