giovedì 13 gennaio 2011

Disastri ambientali: petrolio nel mare di Porto Torres. Un’altra marea nera?

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E' una corsa contro il tempo per salvare la spiaggia più amata dai sassaresi. Dopo la perdita di petrolio avvenuta martedì scorso nei depositi di E.On., nello scalo marittimo turritano, questa mattina, nella sede del dipartimento Ambiente, a Baldinca, nell’hinterland di Sassari, si è svolta una riunione urgente tra Provincia, Comuni di Sassari, Porto Torres e Sorso, E.On, Capitaneria di porto di Porto Torres e Arpas, per organizzare le operazioni da attuare per arginare la perdita di combustibile e scongiurare così il rischio di un nuovo disastro ambientale
Al termine della tavola rotonda, l'assessore provinciale dell'Ambiente, Paolo Denegri, spiegherà quali attività saranno messe in campo per tamponare l’emergenza e fornirà nuovi elementi e informazioni sullo stato del fenomeno.

Secondo un primo bilancio, da martedì sera, la quantità di olio fuoriuscita in mare dalla nave cisterna Esmeralda - destinato alla centrale E.On di Fiumesanto - dovrebbe aggirarsi intorno ai 10 metri cubi, ovvero circa diecimila litri.
La chiazza si sta espandendo fino a raggiungere la costa e le spiagge di Sorso e Platamona e alcune squadre sono al lavoro per recuperare il petrolio in mare.
Come riporta "La nuova Sardegna", "L'incidente ha riguardato una delle tubature che portano il carburante dalla banchina ai depositi della termocentrale. Dalla condotta, interrata nel cemento, è fuoriuscito l'olio che prima ha invaso la banchina e poi è finito in mare. In un primo momento si era parlato di «una modesta quantità», ma l'aspetto delle spiagge ieri mattina raccontava un'altra storia".
Molto duro il commento dei Verdi di Porto Torres che, attraverso il loro portavoce Gigi Pittalis hanno detto che si tratta dell'"Ennesimo disastro ambientale ai danni delle nostre coste, un fatto inaudito e inaccettabile. Lo sversamento in mare pone seri problemi circa la sicurezza delle operazioni di scarico".
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E inevitabilmente il pensiero in questa circostanza non poteva non andare nel piano dell'Enel di impiantare proprio a Porto Torres il più grande deposito costiero di idrocarburi del Mediterraneo.
"Un progetto che l'Eni sta portando avanti quasi in silenzio e che, una volta completato, avrebbe la conseguenza di vedere aumentare in maniera esponenziale il traffico delle navi cisterna nel golfo dell'Asinara, di fronte al parco. Dovrebbe riflettere chi pensa che si dovrebbe portare avanti il piano Eni di stoccaggio nei suoi serbatoi per poi movimentarlo verso altre rotte - aggiunge Pittalis -. Ritengo sia neccessario potenziare ragionamenti che, passando attraverso le bonifiche, ci portino verso un modello di sviluppo armonico basato sull'uso delle nostre risorse".
"Dopo l'ennesimo episodio riteniamo che sia arrivata l’ora di avviare un piano di bonifica del territorio, di chiedere che vengano effettuati al più presto gli adeguati risarcimenti, che venga quantificato il danno subito dal nostro ambiente per colpa di questo modello di sviluppo incompatibile con il nostro habitat. - tuona il Sardigna Natzione Indipendentzia (partito indipendentista sardo) in un comunicato stmpa -  Soprattutto, considerando la pericolosità che simili impianti rappresentano per la nostra Isola, crediamo sia ora di prendere coscienza del valore inestimabile che rappresenta il nostro ambiente, la cui compromissione significa un danno enorme alla nostra economia, oltre che alla qualità della vita, specie quando riguarda zone a chiara vocazione turistica come lo è tutto il litorale di Platamona, da tempo trascurato e abbandonatoSardigna Natzione Indipendentzia nei prossimi giorni si adopererà per verificare lo stato del mare e delle spiagge sulle quali si è riversato il materiale inquinante e chiede che si faccia immediata chiarezza sulle responsabilità di questo ennesimo incidente".

Verdiana Amorosi