mercoledì 12 gennaio 2011

Assurdo a Bacoli, l’Amministrazione (S)vende a Privati una Scuola Materna: Ad Acquistarla è il Padre di un Consigliere del Partito Democratico

SCUOLA 

Assurdo a Bacoli, l’Amministrazione (S)vende a Privati una Scuola Materna: Ad Acquistarla è il Padre di un Consigliere del Partito Democratico


Buchi di cassa da ripianare ed edifici pubblici venduti (se non svenduti) per chiara ed esplicita scelta governativa: il comune di Bacoli si priva, dopo la svendita alla provincia di Napoli del plesso didattico di via Virgilio, di un’altra struttura scolastica sino all’anno scorso adibita come istituto di scuola materna situato in via Giulio Cesare al Fusaro.
Un altro inqualificabile modo per reperire denaro liquido con cui, tra le altre cose, chi amministra questa città ha intenzione di pagare anche le rate da mutui (i quali a differenza della vendita di un bene che, almeno si spera, si presenta come un’entrata “una tantum”, sono dei pagamenti cadenzati e periodici) manifestando un’evidente e gravosa miopia economica e finanziaria.
La cessione della nuova struttura però, a differenza del plesso di via Virgilio, risulterà avere degli aspetti ancor più critici per l’intera comunità: difatti mentre la sede liceale, nonostante sia passata dal comune alla provincia, continuerà ad essere utilizzata come istituto didattico, la scuola materna del Fusaro (conosciuta con il nominativo di “Ex Disna”) non solo è stata (s)venduta ad un privato cittadino, ma cambierà la propria destinazione d’uso, privando quindi il paese di un polo di periferia riservato alla crescita ed all’insegnamento.
Assurde sono le motivazioni per cui l’esecutivo prima e la maggioranza consiliare poi hanno deciso di privarsi della struttura che, a loro dire, “può essere alienata perché, nel prossimo anno scolastico, si riscontrerà la diminuzione della platea scolastica, e perché la “scuola materna Disna” non si presenta, per caratteristiche ed ubicazione idonea ad ospitare uffici comunali”, come se a Bacoli fosse inutile avere e potenziare una scuola materna pubblica (che è di pertinenza comunale), spronando (e quasi obbligando) quindi le neo-mamme di questa città ad indirizzare sempre più i propri figli verso edifici privati.
image Sconcertante inoltre pensare al fatto che la costruzione di quella stessa struttura fu resa possibile solo per finalità scolastiche, mentre adesso la si utilizzerà per altri obiettivi.
Improprio poi, se non irrisorio, il prezzo dato all’immobile situato in una area centrale del paese e la cui valutazione è stata fatta da Michele Balsamo, coordinatore degli uffici tecnici municipali.
Difatti il villino che si sviluppa su due piani, ciascuno di 120 mq, con un ampio spazio esterno, visto che esso giace su un lotto di terreno di circa 400 mq, in sede di vendita, è stato alienato con un importo a base d’asta pari ad euro € 737.685,00.
Somma alquanto bassa e poco redditizia per l’ente comunale, così come più volte manifestato dai banchi delle minoranze, per cui però la maggioranza di centrodestra ricordava che la somma di cessione complessiva, al termine del bando pubblico, sarebbe stata di sicuro superiore poiché la cifra di 737mila euro rappresentava solo il punto d’inizio su cui si sarebbero di certo sviluppate altre e più vantaggiose offerte d’acquisto.
L’autorizzazione alla (s)vendita, promossa (in data 09.07.2010) e portata avanti dalla giunta cittadina, ha ottenuto il necessario avallo dal consiglio comunale in data 14.07.2010 nel corso di una travagliata seduta consiliare contraddistinta, come spesso accaduto, da poca trasparenza nella visione degli atti amministrativi.
 Motivo per il quale il Partito Democratico (con l’esclusione del consigliere Adele Schiavo), con scelta opinabile e contesta dai banchi della maggioranza e della restante minoranza, abbandonò l’aula del dibattito decidendo prima di non partecipare (assentandosi) durante la votazione circa “l’alienazione di beni immobili comunali” e poi di non prendere parte al dibattito ed al voto sul bilancio preventivo 2010 che, in maniera paradossale, vista l’assenza dei consiglieri del Pd e dell’Udc, ebbe come unico voto contrario quello del consigliere Josi Gerardo Della Ragione.
imageRitornando invece al punto relativo all’alienazione dei beni immobili (tra cui le scuole di via Virgilio e dell’ex Disna) oltre ai 13 voti favorevoli della maggioranza si sono riscontrati 2 soli voti contrari (Adele Schiavo e Josi Gerardo Della Ragione).
Alla seduta di consiglio, inoltre e mentre tra i banchi della maggioranza non risultava esserci alcun assente, tra i banchi delle minoranze si sono aggiunte le mancate presenze, nel corso dell’intera assise, di Enzo Marotta dell’Udc e di Nicola Castaldo per il Partito Democratico.
Perciò si è proceduto dall’ 11.11.2010 all’espletamento della gara la cui ufficiale conclusione è avvenuta nella giornata di ieri con atto pubblicato presso il sito internet del comune di Bacoli.
Dallo stesso si evince che al bando ha partecipato un unico concorrente a cui è stato aggiudicato il bene per una somma pari a 740mila euro (con un irrisorio rialzo inferiore ad € 2400 pari, rispetto all’importo a base d’asta, del 0,3%).
La sola offerta presentata al municipio è stata firmata da Castaldo Gioacchino, ex vice-sindaco del comune di Bacoli durante l’amministrazione DC diretta da Ferdinando Ambrosino, e padre del consigliere del Partito Democratico Nicola Castaldo.
L’ex struttura scolastica dovrebbe essere riutilizzata o come clinica o come laboratorio di analisi.