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venerdì 17 dicembre 2010

Jeremy Rifkin: "La terza rivoluzione industriale può iniziare in Sicilia"





Alcuni giorni fa è stata presentata, a Palermo, l’iniziativa Fred: Forum regionale per l’energia distribuita. Vi partecipano l’industria, il sindacato, i consumatori e il Cetri, Centro europeo per la terza rivoluzione industriale. Quella di Jeremy Rifkin, per capirci. Proprio Rifkin ha voluto essere virtualmente presente alla presentazione del Fred, inviando un videomessaggio nel quale spiega le potenzialità della generazione distribuita dell’energia rinnovabile in Sicilia:
Uno studio molto interessante in Sicilia ci da una idea dell’impatto importante che la Terza Rivoluzione Industriale può avere sull’economia locale. Lo studio mostra che se solo il 6,5 percento dei tetti siciliani, residenziali, uffici, capannoni industriali, fossero equipaggiati con pannelli fotovoltaici si produrrebbe quasi il cinquanta per cento del consumo elettrico in Sicilia oggi. Questi pannelli fotovoltaici permetterebbero in altre parole ai cittadini e consumatori siciliani di “fare da se” per quasi la metà dei loro consumi elettrici. Ma c’è di più. Coprire il solo 6,5 percento dei tetti siciliani oltre a fornire quasi la metà dell’energia, produrrebbe anche un giro d’affari per le piccole e medie imprese siciliane di circa 6 miliardi di euro e un reddito supplementare per le famiglie e le imprese variabile fra i 25 e i 35 miliardi di euro per vent’anni”
Un Rifkin nuovamente economista, quindi. Ma anche un po’ politico nelle sue parole immediatamente successive:
La Terza Rivoluzione Industriale è “power to the people”, è la democratizzazione dell’energia, così che ogni famiglia siciliana, ogni piccola impresa siciliana, ogni consumatore, possa trasformarsi in piccolo imprenditore dell’energia, condividere l’energia in modo collaborativo nell’isola, e nel resto del Paese. La mia speranza è che questo nuovo movimento animato da CGIL, le piccole e medie imprese, le cooperative, Confindustria e le associazioni dei consumatori, manderà un messaggio in Sicilia e in Italia, che la politica tradizionale è superata, e che bisogna creare un movimento economico che coinvolga milioni di italiani e li proietti nel 21simo secolo così che l’Italia possa diventare, con le sue risorse naturali e umane, il faro di uno sviluppo sostenibile per i nostri figli, nipoti e le generazioni a venire.
Parole non da poco, visto che Rifkin aveva battezzato il Piano energetico e ambientale regionale siciliano, per poi lamentarsi di non vederlo minimamente applicato nell’isola del sole. Che sia il tentativo di un nuovo approccio, questa volta dal basso? Dall’alto ci ha provato, senza grossi risultati…