martedì 7 dicembre 2010

Il Piemonte regala la sua acqua

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l PD è stato al governo in Piemonte dal 2005 al 2010. Il rapporto di Legambiente e la conferenza Stato-Regioni del 2006 dimostravano palesemente come la Regione Piemonte fosse tra quelle che faceva pagare meno il canone di imbottigliamento delle sue acque minerali (0,7 euro per 1000 litri contro i 3 € della Regione Veneto dove non ci risulta che le aziende siano in crisi): non è stato preso in considerazione dalla Giunta Bresso.
Luglio 2010: Nell'assestamento di bilancio con la Giunta Cota l'emendamento del MoVimento 5 stelle per innalzare i canoni di imbottigliamento a 2 € non venne firmato da nessun capigruppo (nemmeno da federazione della sinistra) e quindi non venne presentato.
Settembre: la Giunta sta valutando di fare proprio l'emendamento con una delibera di giunta; il PD allora presenta una proposta di legge che noi sottoscriviamo, pronti ad emendarla al rialzo, provocando reazioni "preoccupate" di Assobevande.
Dicembre. La Giunta presenta un emendamento, ma si "dimentica" di innalzare le tariffe. Il MoVimento 5 stelle presenta un suo emendamento al bilancio previsionale del 2011 con tariffe di imbottigliamento a 3 €, il PD con Ronzani presenta un suo emendamento con tariffe a 2 €. Da rilevare da parte del PD la richiesta di maggiori controlli e più indipendenti sulle quantità d'acqua imbottigliate che al momento sono comunicate dalle stesse aziende d'acqua minerale. Ricordiamo che il 70% dei canoni andrebbero ai Comuni e alle Comunità Montane.
La Giunta afferma di voler riflettere fino all'esame in Aula per valutare un'eventuale propria proposta. Speriamo che rifletta bene, sarebbe già un minimo passo, di buon senso, in avanti. Certo, non basta pagare per poter sfruttare le risorse ed i beni comuni che sono rinnovabili fino ad un certo punto: se si prelevano più acque di quelle che garantiscono il deflusso minimo vitale si arreca un danno irreparabile all'ecosistema di cui noi stessi usufruiamo, così se le si inquinano a piè sospinto. Invece di prelevare l'acqua, imbottigliarla per il 91% in bottiglie di plastica, trasportarla in giro per centinaia di km, impariamo a bere l'acqua del rubinetto che spesso è più controllata di quella "minerale".
Oggi non ci si può limitare a pagare di più il prelievo insostenibile di risorse o le bonifiche di siti altamente inquinati (che quasi sempre toccano al pubblico! e che constano quasi sempre solo della "messa in sicurezza" e non dell'eliminazione della fonte del rischio), ma bisogna che la Regione, lo Stato, l'Europa e le Conferenze mondiali programmino dei limiti al prelievo di risorse e all'inquinamento delle nostre terre con delle precise leggi, che limitino l'aggressività degli imprenditori e dei consumatori verso i beni comuni, i quali forniscono i servizi fondamentali alla vita umana (acqua, aria, cibo, vestiti, riscaldamento, energia).
Da qui passa il futuro della razza umana e la sfida politica del XXI secolo: il MoVimento 5 stelle c'è, gli altri partiti vagheggiano sotto i colpi delle lobby (riunite in questo caso in Assobevande) che riescono a sfidare solo quando sono all'opposizione!