venerdì 17 dicembre 2010

Il caso Helios

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Pubblichiamo la lettera inviataci da una ragazza (che preferisce restare anonima) riguardante la crisi che sta coinvolgendo l’azienda Helios e soprattutto i suoi dipendenti:
“Sono una ragazza che lavora alla Helios Technology di Carmigano di Brenta in provincia di Padova, azienda leader che produce celle e moduli fotovoltaici dal 1981 proprio qui in Veneto e che dal 2006 fa parte della Kerself spa di Prato di Correggio.
Qualche mese dopo l’acquisizione, i dipendenti furono messi in cassa integrazione straordinaria per alcuni mesi, il tempo necessario per installare due nuovi impianti hi-tech per la produzione di celle e moduli fotovoltaici ad altissima efficienza. Non contenti, grazie ad un ingegnere molto capace venne brevettato un impianto di riciclo delle acque di produzione. L’idea era: vendiamo un prodotto ecologico, ma quanto inquiniamo per produrlo? I colleghi cinesi ci chiesero se eravamo pazzi. Gli ultimi tre anni furono caratterizzati da molti ordini e vendite ottime, finché nel 2009 molti amici del paese si ritrovarono senza lavoro. Era arrivata la crisi, ma Helios invece continuava a produrre grazie agli incentivi.
Qualcosa però si era inceppato. Non sappiamo (e forse non sapremo mai) cosa sia successo davvero. Quello che però è certo è che improvvisamente la produzione si è fermata per mancanza di materia prima. Non c‘erano più soldi per acquistare wafer, vetro, EVA e backsheet. Come? E gli anticipi sugli ordini? Dove erano finiti? La produzione era ferma, la gente si licenziava, le prospettive erano pessime. Gli “Investitori” scrivevano sui forum di Finanza on line sparando a zero sulle aziende, incuranti del fatto che i dipendenti leggevano e capivano tutto, perché non erano stupidi. Risultato: qualche sciopero qui, qualche sciopero là.
Il 9 Dicembre, 50 operai partono da Carmignano di Brenta con pullman privato alla volta di Prato di Correggio, per scioperare assieme agli operai della Kerself e qualche superstite della fallita Ircem (sempre sotto lo stesso capo). Alle 9 e 30 si teneva il cda Kerself. Alle 14.00 il presidente, sposta il cda presso Helios Technology a Carmignano di Brenta. Alle 14.15 il pullman fa dietrofront e si torna in provincia di Padova. Alle 15.30, 100 dipendenti sono di fronte alla finestra della sala riunioni e chiamano a gran voce il presidente. Vogliono vederlo. Salgono sul tetto e lo chiamano. Vogliono vederlo. Non viene deciso nulla, il cda si scioglie, alcuni escono, tranne il presidente che si barrica in azienda. C’è chi tenta la fuga, ai cancelli le donne urlano. Loro, numerosissime e gran lavoratrici, pronte a fare turni di notte sempre con sorriso. Loro che all’uscita fermano i grandi grandi ingessati barricati dentro le enormi vetture e raccontano come sarà il proprio Natale facendoli diventare piccini piccini. A mezzanotte e venti, scortato dai carabinieri il presidente esce. L’obiettivo era solo fargli capire come ci si sente a tirar la corda anziché scorazzare con la Bentley o la Porsche tra le sterminate pianure di Padova e Correggio. Non so se ci siamo riusciti. Si parla di Green Economy, una delle più grosse realtà italiane che ora lascia a casa i dipendenti.”
Questa lettera ci torna a far riflettere sulla situazione delle aziende italiane nell’economia su scala italiana e globale. Com’è possibile ci chiediamo, in un settore quale il fotovoltaico dove si registra ovunque un boom, in Italia, vi siano presenti realtà quali la Helios? E soprattuto, com’è possibile, che un’azienda che lavora su appalti e contratti, non abbia le finanze per acquistare le materie prime? Dove sono finiti i soldi per gli anticipi sugli ordini piuttosto che sugli anticipi delle fatture? Forse le risposte si dovrebbero avere dal presidente sig. Pier Angelo Masselli, ma ad oggi i dipendenti non hanno ancora avuto illuminazioni riguardo il loro futuro. Ci troviamo forse di fronte ad un altro “capitano d’impresa” con le "pezze al culo"? Com’è possibile che a settembre la compravendita di azioni della società quotata in borsa vengano sospese per eccesso di rialzo e ora, appena tre mesi dopo, centinaia di famiglie si ritrovino senza un lavoro? (fonte)
Non è strano che il sig. Masselli acquisti dal sig. Traverso la Helios, il signor Traverso fondi la Solaris in Croazia, sfruttando il basso costo della manodopera e gli incentivi dello stato Croato, diventando il maggior fornitore della Helios, e che la stessa Solaris venga a sua volta acquisita da Helios?
E’ il solito giochino, dove pochi pensano ad arricchirsi a discapito di centinaia di famiglie. Lo stato italiano dovrebbe intervenire, non con la cassa integrazione ma bloccando queste malsane politiche economiche che permettono alle aziende (anche in utile) di chiudere filiali, dislocare la produzione, non per risollevare un’economia aziendale in crisi, ma per ottenere più profitti! Questo concetto di economia globalizzata è totalmente sbagliata, è inutile spostare merci per migliaia di km, si deve produrre dove serve, e per il proprio fabbisogno! La cassa integrazione non è un aiuto per le aziende, è la morte per centinaia di famiglie, e il trucchetto utile agli imprenditori per ingrassare i proprio guadagni! Se davvero si vuole aiutare questa economia, si permetta di essere competitivi, abbassando il costo del lavoro (oneri per il datore di lavoro non il netto in busta) e facendo si che il made in Italy sia davvero made in Italy dal primo pezzo all’ultimo della catena produttiva!
Associazione Vicenza 5 Stelle
MoVimento 5 Stelle