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venerdì 19 novembre 2010

Sostanze Tossiche nel Lago Miseno: Le Istituzioni Nascondono i Risultati delle Analisi



Sostanze Tossiche nel Lago Miseno: Le Istituzioni Nascondono i Risultati delle Analisi
Tutti ricorderanno che lo scorso anno ci fu una moria di pesci nel Lago Miseno.
Alcuni comitati e singoli cittadini si attivarono pertanto per cercare di ottenere risposte scientificamente valide sulle cause che avevano determinato tale estremamente preoccupante fenomeno.
È passato oltre un anno e, malgrado i molteplici sforzi, non si è ancora riusciti ad ottenere alcuna risposta esauriente da parte di Autorità che, mentre da un lato professano apertura, dialogo e trasparenza e richiedono collaborazione alla popolazione, dall'altro sono tristemente protese a nascondere, invece che ad affrontare e risolvere, i problemi.
Nell'ansia parossistica di nascondere, nascondere, nascondere, ci si rifiuta, in barba a tutte le leggi, di far accedere ai documenti richiesti non soltanto i singoli cittadini e le associazioni ma persino chi, come il Consigliere Comunale Josi Gerardo Della Ragione, ha diritto all'accesso a tutti i documenti e a risposte nel termine di due giorni. Ancor di più, essendo Presidente della Commissione Mare e Laghi, viene così privato dei suoi compiti specifici che prevedono tra l'altro di "monitorare e sorvegliare lo stato di incuria, degrado ed inquinamento che attanaglia i bacini lacustri del Miseno e del Fusaro".

- Le prime risposte che ricevemmo a riguardo un anno fa, ma soltanto verbalmente, noi cittadini che domandavano all'ASL le cause della moria, era che tale fenomeno fosse dovuto ad emissioni sulfuree, visto che ci troviamo in un territorio vulcanico
- Alcuni cittadini allertavano pertanto l'Istituto Vulcanologico che, effettuate le dovute analisi, escludeva la presenza di emissioni di origine vulcanica. Si ricorda che il Miseno è una laguna lacustre, non un lago vulcanico, come invece, ad esempio, l'Averno.
- L'ASL Napoli 2 Nord inviava pertanto a fine ottobre 2009 al Comune di Bacoli una relazione, che peraltro non ci risulta sia stata accompagnata da alcun dato scientifico, in cui si asserisce che il fenomeno era dovuto ad "inversione termica con acque fredde in superficie e calde sul fondo", variazioni di "salinità e densità dalla superficie al fondo, con evidente apporto di acqua dolce", carenza di ossigeno", "aumento di nitriti", "processi di decomposizione delle alghe", "variazioni di temperatura e/o salinità". Sfido qualsiasi persona, semplice cittadino o esperto, a comprendere qualcosa da una relazione del genere. Nel frattempo, recatomi con altri cittadini all'ASL di via Bellavista, mi veniva risposto che non era stato ritenuto necessario effettuare esame tossicologico sui pesci morti in base ad un'analisi costi/benefici. Il fenomeno era stato ritenuto cioè di secondaria importanza. Per quanto a nostra conoscenza, oltre a quelle tossicologiche sui pesci, neanche le analisi chimiche sulle acque del lago erano, in tale circostanza, state effettuate. È del tutto lapalissiano che il miglior modo per non trovare NIENTE è NON FARE LE ANALISI che ti potrebbero portare ad un'evidenza che NON vuoi riscontrare.
- Un'ipotesi più plausibile, ripeto -soltanto un'ipotesi, non una certezza-, che andava accuratamente esaminata era se il temporale di qualche giorno prima, che aveva fatto saltare i tombini e riversato acqua, liquami e quant'altro nel Miseno, non avesse trasportato anche sostanze tossiche. Però, ripeto, se tu NON vuoi trovare qualcosa, è sufficiente che NON la ricerchi. Infatti se poi risultasse dalle analisi la presenza di inquinanti non si potrebbe poi affermare, come fa l'Ing. Balsamo nella sua nota del 16 luglio 2010, che l'Istituto Vulcanologico ha escluso "categoricamente inquinamenti antropici", cosa che peraltro non viene mai asserita dal detto Istituto. È evidente, tutto si può supporre, anche le cose più strane, per non correre il rischio di dovere ammettere che il sistema fognario di Bacoli, le cui straordinarie performance sono sotto gli occhi di tutti i cittadini, non è, per dirla in maniera estremamente eufemistica, adeguato.
Questo dimenticando peraltro che, come si legge nell'interrogazione del Consigliere Regionale Ronghi del 16 aprile 2007, confermata anche da un'ultima nota inviata al Comunale poche settimane fa dall' ISS (Istituto Superiore Sanità) nei "laghi Miseno e Lucrino" era stata trovata la "presenza di diverse sostanze tossiche, compreso tracce di IPA sostanza ritenuta cancerogena (910 nanogrammi per chilo nel Fusaro, 500 per il Lucrino, 400 per il Miseno), nonché l'alta presenza di "nutrienti", vale a dire azoto totale e fosforo, termometro dell'inquinamento presente".
- Quando verso metà Aprile 2010 si è cominciato a manifestare l'altro estremamente inquietante fenomeno della mucillagine nel lago, segno evidente di inquinamento, noi cittadini abbiamo chiamato nuovamente l'Istituto Vulcanologico, che ha prelevato ed analizzato i campioni, ma che poi, malgrado i nostri solleciti, non abbiamo ottenuto alcuna relazione, come invece avvenuto nel 2009.
- Infine ci consta, per averle personalmente viste nelle mani dell'Assessore all'Ambiente di Bacoli, Dr. Giuseppe Scotto di Vetta che, verso fine maggio-giugno 2010 l'Arpac aveva inviato al Comune risultati analitici sui prelievi nel Miseno ma questi, a sei mesi di distanza, e malgrado le nostre richieste e quelle del Consigliere Josi Della Ragione, non sono stati ancora resi noti, a dispetto della trasparenza e violando i diritti, primo tra tutti quello alla salute, dei cittadini. Ci consta poi che altri prelievi sono stati fatti in seguito, ma anche dei risultati su tali campioni non si ha traccia.
- L'unica azione intrapresa dall'Amministrazione è stata quella di apporre cartelli di divieto di pesca nel Miseno, senza peraltro preoccuparsi poi di farlo poi rispettare. E così ancora oggi si possono vedere persone che pescano e che raccolgono vongole nel lago! Pesci e vongole che poi finiranno tranquillamente sulle nostre tavole.
EVVIVA LA TUTELA DELLA SALUTE!!!
Alessandro Parisi
Redazione Freebacoli
freebacoli@live.it