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martedì 16 novembre 2010

CRI sprechi di stato





I deputati Donati, Palagiano e Mura (IDV) hanno presentato una interrogazione a risposta scritta al Ministro della Salute e della difesa denunciando situazioni aberranti all’interno della Croce Rossa italiana.

[shared salute Sicilia] La C.R.I. è l’unica organizzazione del suo genere, almeno in Europa, che dipende politicamente ed economicamente dal Governo, il quale versa nelle casse dell’organizzazione oltre 160 milioni di euro l’anno (l’80 per cento se ne va in spese per il personale).
La Croce rossa italiana è una associazione di volontariato fondata nel 1864 che svolge la sua opera su tutto il territorio nazionale grazie agli oltre 150 mila volontari e soci attivi appartenenti all’organizzazione e oltre 5.000 dipendenti, ed è composta anche dagli ausiliari del Corpo militare, una componente centrale della Cri adibita al primo soccorso durante le emergenze;
La storia recente dice che la Croce rossa è stata commissariata quattro volte dal 1995 a oggi e ha vissuto 18 degli ultimi 25 anni in gestione straordinaria, con commissari nominati per cercare di sanare i deficit delle precedenti gestioni. L’ultimo commissario straordinario è il dottor Francesco Rocca;
da troppo tempo vengono denunciate irregolarità, poca trasparenza nella gestione dell’associazione, nonché una situazione di caos organizzativo con mancata corresponsione degli arretrati salariali ai dipendenti, assunzioni «facili» e senza concorso nel Corpo militare;
è sintomatico che già nel 2008, il Corriere della Sera, Gian Antonio Stella, titolava un suo articolo del 27 settembre con: «Sprechi, dossier dello Stato alla Corte dei Conti. La Croce rossa raddoppia i Centri. Ma per sole nove pratiche all’anno. Dopo l’ispezione partita richiesta alla Difesa di bloccare «il contributo per l’incapacità di spesa dimostrata».
Nell’articolo si fa riferimento ad un Rapporto firmato da Fabrizio Valenza dei Servizi Ispettivi di Finanza pubblica, nel quale tra l’altro, relativamente alle verifiche fatte su stipendi dei rimborsi, e promozioni, si denuncia l’«irregolare riconoscimento al personale di assistenza di gradi non previsti dalla legge», l’«illegittima presenza di personale militare in servizio continuativo in assenza di una norma che lo consenta», la «necessità di annullare promozioni effettuate» grazie alla laurea in materie non previste dalla legge, l’assenza di copertura finanziaria dei provvedimenti con cui erano stati distribuiti molti aumenti in busta paga, «l’erogazione di buoni pasto per importi superiori al dovuto» e così via»;
e ancora il 10 dicembre 2009, il quotidiano La Repubblica riporta un articolo ancora una volta dedicato alla Croce rossa italiana dal titolo «Assunzioni facili e conti fuori controllo. Il crac Croce Rossa». L’articolo riferisce ancora una volta di una Croce rossa alle prese con i mali della pubblica amministrazione: conti incerti, organici sovraffollati, gestioni instabili, influenza della politica. Otto ufficiali superiori sono stati chiamati a restituire i gradi, ottenuti in seguito a promozioni giudicate illegittime da un ispettore ministeriale, e cento dipendenti hanno fatto ricorso al giudice del lavoro dopo l’annullamento di generosi benefici economici, eccetera;
il medesimo articolo de La Repubblica sottolinea come la Croce rossa, sia «un ente costretto a muoversi al confine fra solidarietà e spreco, fra volontariato entusiasta e lavoro assistito. … La grana più grossa rimane quella della riorganizzazione del corpo militare, una delle sei componenti della Croce rossa (le altre sono i volontari del soccorso, i donatori di sangue, i giovani pionieri, le pie donne e le crocerossine) che, a leggere il j’accuse dell’ispettore del ministero, si è trasformata in un carrozzone. Ben 670 degli 877 militari in servizio continuativo nel corpo sono stati di fatto stabilizzati «senza che alcuna norma lo prevedesse».
E due terzi del personale, a fine 2007, risultavano impiegati in servizi civili, per lo svolgimento di attività in convenzione con enti pubblici e organismi privati. Per le emergenze come alluvioni e terremoti, insomma per la funzione istituzionale del corpo, la Croce rossa ha fatto soprattutto ricorso ai precari, che oggi sono 375, tutti arruolati senza concorso. Il personale militare a tempo determinato, dal 2001 al 2007, è cresciuto del 77 per cento. Quello civile in sette anni è addirittura triplicato»;
più recentemente, il 23 marzo 2010, il settimanale L’Espresso, riportava un articolo di Fittipaldi e Soldano dal titolo chiarificatore «Vertici strapagati. Boom di consulenti. Debiti in aumento. Sprechi. Anche un ex terrorista a fianco del commissario. Ecco come funziona l’associazione»;
il medesimo articolo sottolinea come «non stupisce che in Italia, unico caso in Occidente, l’ente invece di essere indipendente è sotto il controllo ferreo dei partiti. Che da sempre usano la Croce rossa per fare assunzioni di massa (migliaia di precari militari e civili sono stati chiamati senza concorso e senza criteri): le emergenze e le calamità sono eventi secondari. I bilanci non vengono approvati dal 2005, e i commissari straordinari vanno e vengono».
Nell’articolo si legge inoltre che nel 2008, un’ispezione del Ministero dell’economia stilò una lista di ben 54 rilievi che denunciavano gravi irregolarità degli ausiliari militari: promozioni illegittime, benefici economici non dovuti, sprechi senza fine. Successivamente, gli ispettori del Ministero della difesa verificavano per il periodo che va dal 2005 al 2009, le storture della gestione di presidenti e commissari: 17 milioni destinati dalla Difesa per le esigenze del Corpo (medicinali, automezzi, attrezzature da campo) non sarebbero stati mai spesi, le esposizioni con le banche sarebbero «ormai stabilmente sopra i 55 milioni di euro nelle sue punte massime», mentre oltre 15 milioni di euro avuti dalla Cri per l’operazione Antica Babilonia in Iraq sono «ancora da impegnare»;
ancora il settimanale L’Espresso, in un articolo del 30 luglio 2010 dal titolo «Croce Rossa conti al verde» riporta come «Il 12 luglio, la Banca nazionale del lavoro ha scritto al servizio amministrazione e finanza della Cri per lanciare l’allarme: è stata superata la soglia di fido e di extrafido di 53 milioni di euro e non sarà possibile effettuare i pagamenti giacenti per 11 milioni. In gran parte, oneri previdenziali e fiscali in scadenza -:
se non si intenda intervenire con fermezza per porre termine alle gravi irregolarità esposte in premessa nella gestione della Croce Rossa, riportando la necessaria indispensabile trasparenza nell’organizzazione e gestione di questa storica associazione”
Fin qui interrogazione parlamentare,  noi aggiungiamo più semplicemente che  670 degli 877 militari in servizio continuativo nel corpo sono stati di fatto stabilizzati «senza che alcuna norma lo prevedesse».
La Croce rossa ha fatto soprattutto ricorso ai precari militari, che oggi sono 375, tutti in servizio senza concorso. Il personale militare a tempo determinato, dal 2001 al 2007, è…… cresciuto del 77 per cento. Quello civile in sette anni è addirittura triplicato» (da: osservatorio Sicilia
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