domenica 3 ottobre 2010

Puglia: rifiuti, emergenza infinita


Puglia: rifiuti, emergenza infinita
di Michele Matassa

Nient’altro che un caos affaristico fabbricato a tavolino dalla piovra partitocratica.
Non c’è nessuna emergenza rifiuti in Puglia, né a Conversano, né altrove. Se l’obiettivo è quello di convincere i pugliesi che la gestione dei rifiuti stia per esplodere – modello Campania – si commette un gravissimo errore e si falsa deliberatamente e scientemente la realtà dei fatti.
L’assessore regionale all’Ambiente, Lorenzo Nicastro – magistrato in aspettativa - non ha dubbi:
La Regione attraverso la gestione commissariale prima e poi quella ordinaria, ha messo in campo ogni azione possibile per raggiungere gli obiettivi di piano, nonché ingenti risorse destinate alle province per incentivare le raccolte differenziate, risorse, che molto spesso, sono rimaste nelle rispettive casse piuttosto che essere distribuite agli ATO – Ambiti territoriali ottimali – per l’attuazione di piani e programmi dedicati.
Secondo l’assessore bisogna:
Garantire la chiusura del ciclo, il potenziamento delle raccolte differenziate, il completamento dell’impiantistica con impianti di compostaggio, sono tutti obiettivi che non richiedono la presenza di poteri speciali commissariali, perché sono obiettivi che si perseguono attraverso la ricerca di concertazioni ed intese tra la provincia, regione e ATO. Cosa che, sino a ieri, è avvenuta in piena sintonia tra tutte le amministrazioni interessate. L’unica emergenza, quindi, è quella dell’uso politico del rifiuto.
Forse Nicastro non è al corrente di quel che combina il suo governatore con la spazzatura, o probabilmente finge di ignorare la reale situazione. Infatti Vendola alimenta di fatto l’emergenza in deroga a leggi e in barba a normative di protezione ambientale nonché sanitaria. In che modo? A suon di subappalti: una litania senza fine e controllo. Ecco un altro esempio concreto: l’autorizzazione rilasciata dal commissario delegato per l’emergenza ambientale nella regione Puglia, ovvero Nicola Vendola con nulla osta del 27 ottobre 2008 (protocollo numero 3531/CD). Nel testo è scritto:
Costruzione del sistema impiantistico complesso per il recupero energetico dei rifiuti urbani, a servizio dei bacini FG/1, FG/3, FG/4; FG/5 costituenti l’intera provincia di Foggia. Costituito da impianto di produzione di C.D.R. nel comune di Manfredonia, loc. Paglia, approvato con decreto 200/CD del 16/10/2007. Richiesta di autorizzazione al subappalto alla associazione temporanea di imprese EURO COSTRUZIONI S.r.l. e TOTARO COSTRUZIONI.
Questa fabbrica di ecoballe – co-finanziata dall’Ue con 9 milioni di euro – è stata inaugurata in pompa magna dall’assessore all’ecologia Losappio Michele (attuale assessore alla formazione e lavoro) nel 2009, ma risulta ancora inattiva. A chi appartiene? Scontato: alla Cogeam  ossia alla Marcegaglia. L’inceneritore della società Eta (61,9 megawatt termici dichiarati dal proponente), vale a dire della Marcegaglia, è in fase di costruzione illegale ed illegittima proprio accanto, a meno di 20 metri. Insomma, una comodità che solo chi detiene “poteri speciali” può elargire. Emma Marcegaglia non nutre assolutamente dubbi:
Vendola è il miglior governatore del Mezzogiorno, la Puglia è una Regione ben gestita, ma Vendola purtroppo non è tutti i governatori del Sud.
Il  presidente di Confindustria – in evidente debito di riconoscenza per tanta generosità -  non ha mancato di far sentire il suo appoggio a Nichi Vendola durante la conferenza degli industriali a Vicenza  il 14 giugno scorso. Non è tutto. La Puglia di Vendola tanto ha fatto per Marcegaglia consentendole di acquistare per un piatto di lenticchie il centro turistico di Pugnochiuso nel Gargano, escludendo quel territorio costiero dall’area a protezione integrale (zona 1) del parco nazionale. Tant’è che all’interno del complesso turistico dilaga il cemento abusivo, ma “legalizzato”. Non destano perplessità queste sortite confindustriali se si pensa che proprio la Commissione Valutazione Impatto Ambientale della Regione Puglia sta da tempo immemorabile tenendo in piedi una procedura illegittima ed illegale sotto ogni punto di vista proprio in relazione ad un impianto di incenerimento rifiuti targato Marcegaglia nel territorio di Modugno in provincia di Bari. D’altro canto non è stato lo stesso Vendola (Napoli) a tentare di giustificare alcune scelte discutibili sul piano ambientale trincerandosi dietro i fantasmi della burocrazia come facevano i migliori democristiani? In Puglia il gruppo Marcegaglia con varie società, controlla direttamente l’intero business degli inceneritori ed una fetta consistente della spazzatura. La giunta Vendola ha concesso alla Cogeam l’appalto per la realizzazione di sei impianti di trattamento rifiuti: Manfredonia, Spinazzola, Corigliano d’Otranto, Cavallino e Ugento. In provincia di Taranto la Cogeam e l’Eco Energia controllano il settore. L’Eco Energia in realtà è Euroenergy Renova srl, impresa di Mantova controllata al 51 per cento da Euroenergy Group della famiglia Marcegaglia e al 49 per cento da Cisa (Antonio Albanese). L’obiettivo finale è il monopolio del mercato. Per ogni anno di mandato Vendola ha promulgato un atto ad hoc. A tutti gli effetti ha aperto le danze con il decreto commissariale numero 187 del 9 dicembre 2005, mediante il quale è stato approvato il documento di aggiornamento, completamento e modificazione del piano regionale di gestione dei rifiuti urbani. Con il proprio “decreto emergenza ambientale 14 dicembre 2005 , n. 207″  Vendola ha posto “l’obiettivo della raccolta differenziata dei rifiuti urbani al 55%”. Dopo un lustro la percentuale complessiva – dati ufficiali – sfiora appena l’11 per cento. Dunque, come si giustifica tecnicamente e dal punto di vista giuridico-amministrativo l’incenerimento dei rifiuti solidi urbani? In più il Decreto del presidente del consiglio dei ministri (D.P.C.M.) dell’1 giugno 2006 “ha prorogato fino al 31 gennaio 2007 lo stato di emergenza in materia di gestione rifiuti e bonifiche nel territorio della regione Puglia, nonché la normativa di emergenza in relazione ai poteri conferiti, anche di deroga alla normativa ambientale”. Fuori tempo massimo il governatore Vendola con il provvedimento del 27 ottobre 2008  ha dato il via libera alla fantomatica “Società Progetto Ambiente di Foggia S.r.l.” – con sede però a Massafra in provincia di Taranto (all’estremo lembo della Puglia):
Si autorizza la Società “Progetto Ambiente Provincia di Foggia Srl” e per essa il socio Consorzio  stabile CO.GE.AM e da quest’ultima incaricato per l’esecuzione di opere civili a subappaltare opere civili individuate nel progetto esecutivo nella categoria OG 1, alla associazione temporanea di imprese (A.T.I.) subaffidataria tra la società EURO COSTRUZIONI S.r.l. con sede legale a Roccanova (PZ) (mandataria) e la società TOTARO COSTRUZIONI S.r.l. con sede a Senise (PZ), per l’importo di  contratto di subappalto pari ad euro 600.000.00.
In Capitanata non è caduta neppure unna briciola di lavoro, poiché le imprese risultano lucane. La Corte dei Conti ha bacchettato la gestione dell’emergenza rifiuti al Sud a opera dei vari Commissari straordinari del Governo. E non solo: con la delibera n. 5/2007 la sezione centrale di controllo denuncia “il disallineamento riscontrato dal confronto fra i dati forniti dalle sezioni di tesoreria provinciale e quelli rilevabili dal sistema integrato della Ragioneria generale dello Stato”. Così, mentre da una parte la Corte ordina al ministero dell’economia di depositare entro 30 giorni “una relazione contenente l’indicazione analitica delle modalità di afflusso e registrazione dei dati disallineati”, dall’altra manda la delibera al Collegio delle Sezioni riunite “affinché possa trarne deduzioni circa le modalità con le quali le amministrazioni interessate si sono conformate alla vigente disciplina finanziaria e contabile”. Modalità che evidentemente, secondo l’organo principale di controllo sulla gestione delle amministrazioni dello Stato, non sono state particolarmente cristalline. Il risultato negativo delle gestioni rifiuti nelle regioni interessate – Campania, Puglia, Calabria, Sicilia, Lazio – è evidenziato impietosamente nelle 200 pagine della delibera: una spesa complessiva di 1,8 miliardi di euro, il 21% dei quali per stipendi e funzionamento delle sedi; impianti in buona parte non realizzati; disfunzioni e sprechi a non finire, come i 725 mila euro che se ne sono andati in Campania per le sole telefonate in cinque anni; mancanza di campagne di sensibilizzazione ed educazione ambientale; infiltrazioni malavitose come conseguenza dell’affidamento di lavori a imprese spesso non competitive e inefficienti. Insomma, “un intreccio difficilmente districabile tra interessi pubblici e privati”. Nelle conclusioni i magistrati affermano che l’assetto organizzativo dell’emergenza rifiuti “ha perso gli originali caratteri della precarietà ed eccezionalità, e si è venuto configurando come una complessa e duratura organizzazione ‘extra ordinem’, che si è affiancata a quella ordinaria, paralizzandone spesso l’operatività”. Tutto questo “ha incentivato una prassi abnorme, che ha portato all’adozione di regimi commissariali derogatori anche per situazioni di pericolo determinate sostanzialmente da inefficienze, ritardi e imprevidenza degli ordinari apparati amministrativi”. Un sistema di deroghe, secondo la Corte, che oltretutto si porrebbe “in contrasto con lo spirito della riforma del titolo V della Costituzione”.
Che Nichi Vendola, ormai sia entrato sul piano ideologico nell’establishment dei padroni ed abbia sposato il capitale (non quello di Marx) lo conferma, oltre che questo feeling con Emma, anche il suo attacco ai contadini. Sempre Vendola, infatti ha dichiarato che la colpa della diossina in Puglia è ascrivibile ai «contadini che bruciano i copertoni».  Vendola – giacca e cravatta all’ultimo grido – è passato dalla falce e martello alla calce e carrello della spesa in proprio o per conto terzi? Una volta i contadini erano la classe sociale da difendere; adesso sono i nemici dell’ambiente. Viva Nichi, ora e sempre, purché non si discuta criticamente.

Emergenza eterna

D.P.C.M. 01.06.2006 – Proroga emergenza rifiuti in Puglia al 31 gennaio 2007.


D.P.C.M. 28 gennaio 2005 – Proroga  dello  stato  di  emergenza  nel settore dei rifiuti urbani, speciali  e  speciali  pericolosi, nonche’ in materia di tutela delle acque  superficiali  e  sotterranee  e  dei  cicli di depurazione nel territorio della regione Puglia.
D.P.C.M. 13 gennaio 2004 – Proroga  dello stato di emergenza nel territorio della regione Puglia nel  settore  dei  rifiuti  urbani,  speciali  e speciali pericolosi, bonifica  e  risanamento  ambientale  dei  suoli,  delle  falde e dei sedimenti  inquinanti,  nonché  in  materia  di  tutela  delle acque superficiali e sotterranee e dei cicli di depurazione.
O.P.C.M. 12 marzo 2003, n. 3271 – Ulteriori disposizioni urgenti per fronteggiare l’emergenza nel settore dei rifiuti urbani, bonifica e risanamento ambientale dei suoli, delle falde e dei sedimenti inquinanti, nonché in materia di tutela delle acque superficiali e sotterranee e dei cicli di depurazione nella Regione Puglia.
D.P.C.M. 20 dicembre 2002 – Proroga dello stato di emergenza nel territorio della Regione Puglia nel settore dei rifiuti urbani, speciali e speciali pericolosi, bonifica e risanamento ambientale dei suoli, delle falde e dei sedimenti inquinanti, nonché in materia di tutela delle acque superficiali e sotterranee e dei cicli di depurazione
O.P.C.M. 22 marzo 2002, n. 3184 – Disposizioni urgenti per fronteggiare l’emergenza nel settore dell’approvvigionamento idrico, del trasporto e della distribuzione delle acque per i diversi usi nella regione Puglia.
Ordinanza Ministro dell’Interno 4 agosto 2000, n. 3077 – Ulteriori disposizioni per fronteggiare l’emergenza in materia di gestione dei rifiuti urbani, speciali e speciali pericolosi, in materia di bonifica e risanamento ambientale dei suoli, delle falde e dei sedimenti inquinanti, nonché in materia di tutela delle acque superficiali e sotterranee e dei cicli di depurazione nel territorio della Regione Puglia.
Ordinanza Prefettura di Bari 2 maggio 2000 – Revoca delle ordinanze del commissario delegato n. 24 del 15 giugno 1999, n. 1 del 23 settembre 1997 e n. 13 del 25 febbraio 1998 in materia di rifiuti urbani, di rifiuti speciali e di rifiuti da imballaggio secondario e terziario.
O.P.C.M. 3 marzo 2000, n. 3045 – Stato di emergenza socio – economico – ambientale nella Regione Puglia.
D.P.C.M. 29 dicembre 1999 – Situazioni di emergenza ambientale nella regione Puglia per la gestione dei rifiuti urbani e speciali, anche pericolosi, e nella regione Calabria per la gestione dei rifiuti urbani e speciali, anche pericolosi, nonché in materia di bonifica e risanamento ambientale e tutela delle acque.
D.P.C.M. 8 novembre 1994 – Dichiarazione dello stato di emergenza a norma dell’articolo 5, comma 1, della legge 24 febbraio 1992, n. 225, in ordine alla situazione socio – economico – ambientale determinatasi nella Regione Puglia.
O.P.C.M. 8 novembre 1994 – Immediati interventi per fronteggiare lo stato di emergenza socio economico ambientale determinatosi nella Regione Puglia.