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venerdì 1 ottobre 2010

Polverini aumenta i posti letto. Ai privati

Tagli per 2.800 posti letto. Ventiquattro ospedali chiusi. Due entro poche settimane, gli altri trasformati in strutture di secondo livello e quindi destinati a diventare poco più di un ambulatorio. Nella capitale la mannaia della Polverini si abbatterà solo sul Santo Spirito, meno 60 posti letto e sul Centro Traumatologico Ortopedico della Garbatella che ne perderà cento.

Ma c’è anche chi ci guadagnerà. In primis il Campus Biomedico di Trigoria, fiore all’occhiello dell’Opus Dei, che potrà aumentare di 22 i posti letto ma soprattutto è stato autorizzato ad aprire il Pronto Soccorso. Un bel regalo anche al Policlinico Casilino che vedrà aumentare le degenze di 80 posti. La struttura è davvero atipica: la proprietà è privata ma il personale è pubblico, quindi pagato direttamente dalla Regione. Proprietario l’intramontabile Giuseppe Ciarrapico, manager, giornalista e senatore del Pdl. È andata bene anche al rettore della Sapienza Luigi Frati: la Regione Lazio sborserà 24 milioni di euro per il personale medico e paramedico del Policlinico universitario.

A ben vedere, il piano di ristrutturazione della rete ospedaliera del Lazio è anche più pesante di quello anticipato pochi giorni fa dal capogruppo Pd ed ex assessore alla Sanità Esterino Montino. E il governatore Polverini? Si è ben guardata dal fornire i particolari del piano ed è andata su tutte le furie quando i giornalisti presenti alla conferenza stampa di ieri pomeriggio, tutti in attesa della sua risposta a Montino, hanno insistito. “La Polverini è stata costretta a gettare la maschera”, commenta Montino. “Non solo, nei giorni scorsi abbiamo detto la verità, ma siamo anche stati ottimisti: vengono eliminati – spiega – 24 ospedali pubblici nelle province di Roma, Viterbo, Rieti e Frosinone. Di questi, 22 saranno trasformati in strutture poco più grandi di un poliambulatorio, 2 verranno semplicemente cancellati e cioè quelli di Arpino e Atina. Con la chiusura degli ospedali di Bracciano, Monterotondo e Magliano Sabina, viene di fatto desertificato il sistema sanitario del nord della provincia di Roma e della Bassa Sabina”.

Montino sostiene anche che “La Polverini e il Pdl per trarre in inganno i cittadini definiscono le chiusure riconversioni in ospedali di distretto. Sono ipocrisie che non ingannano nessuno: tutti i 22 ospedali diventano presidi territoriali di prossimità. Con la contestuale approvazione del decreto sulla rete dell’emergenza enormi aree del territorio regionale saranno prive di pronto soccorso. Ci saranno i cosiddetti Punti di primo intervento, strutture con scarsissime capacità assistenziali e inutili”.

In sostanza, verranno tagliati 2.865 posti letto: quasi 800 per i malati acuti, più di 1500 nella riabilitazione, altri centinaia per la lungodegenza. Renata Polverini, nonostante questi numeri siano ormai ufficiali, annuncia di aver presentato denuncia alla Procura della Repubblica “per la diffusione di dati falsi forniti nei giorni scorsi dall’opposizione, se è vero che sono usciti dalla Regione o da enti regionali. Ho il dovere di tutelare le istituzioni e la riservatezza degli atti”.

Incurante delle critiche, ignorando che i numeri del piano sono leggibili sul sistema Intranet della Regione Lazio, il presidente Polverini annuncia un nuovo che “oggi comincia un percorso nuovo: abbiamo inviato il nostro piano” per il riordino della rete ospedaliera “ai Ministeri dell’Economia e della Salute, e quindi iniziamo un iter che ci porterà ad avere un sistema integrato che dia risposte qualificate e diversificate alla popolazione”. E prosegue: “Il Lazio da quest’anno scenderà sotto il miliardo di disavanzo annuale per poi continuare in questa azione di risanamento”.

E nelle aree della Regione dove verranno ridimensionati gli ospedali che sono oggi in funzione? La presidente del Lazio rassicura e annuncia. “Tutte le province del Lazio avranno un Dipartimento di emergenza e accettazione di secondo livello, una cosa importante che prima non c’era – e conclude – da poche ore è legge la norma che può bloccare l’innalzamento automatico della addizionali Irap e Irpef in caso di via libera del governo al piano di rientro sanitario approvato oggi”.

di Mario Reggio