martedì 5 ottobre 2010

Nerviano, ombre sui rifiuti dopo la messa in mora di Gesem

Nerviano, hinterland milanese. Il Comune apre un contenzioso con la società che si occupa della gestione dei rifiuti per una questione di mancate pesature. Secondo alcuni cittadini, che hanno steso un rapporto, però, quello che appare come un vizio di forma potrebbe nascondere magagne ben più gravi.

di Andrea Degl'Innocenti - 5 Ottobre 2010

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Il comune di Nerviano apre un contenzioso con la la società che si occupa della gestione dei rifiuti
La notizia si può riassumere in poche righe, due o tre al massimo. A Nerviano, provincia di Milano, la società che gestisce i rifiuti, la Gesem srl, viene messa in mora dal Comune per non aver effettuato i controlli sulla corretta pesatura dei rifiuti in uscita dalla piattaforma ecologica. Ciò accade nei primi mesi del 2010.
Una sciocchezza, un vizio di forma che di certo non meriterebbe un articolo. Ma sarà per il nome del comune, che suona familiare, o per quello di un'altra impresa coinvolta nella vicenda, l'Aimeri, anche questo già sentito; sarà che in Italia, oggi, dietro ad ogni piccola imperfezione o sbavatura ci aspettiamo che si nasconda un vaso di Pandora di nefandezze pronto a spalancarsi. Fatto sta che nei cittadini di Nerviano nasce il sospetto.
Procediamo con ordine. Perché Nerviano dovrebbe suonarvi familiare? Per uno scandalo chiamato Nervianopoli che nel 1995, in piena Tangentopoli, vide ben 33 arrestati per corruzione, per un giro di appalti edili che coinvolgeva membri della Dc e del Psi. In quell'occasione finirono in carcere, fra gli altri, Carlo Chiappa, sindaco democristiano per circa trent'anni, Enrico Almasio, assessore socialista all'Urbanistica per venti, Luigi Codoro, vicesindaco Psi.
Pochi giorni dopo li raggiunse l'ex assessore regionale al territorio Maurizio Ricotti (Psi), che aveva intascato mazzette consistenti per dare via libera a due varianti del piano regolatore. In seguito Ricotti fu condannato anche per una vicenda di corruzione con Paolo Berlusconi per la costruzione di un club di golf a Tolcinasco – per cui Berlusconi è stato condannato nel 2009 a pagare una multa di 4 milioni di euro al comune di Pieve Emanuele.
Ma torniamo all'attualità. La vicenda di cui ci occupiamo inizia nel 2007, quando il Comune di Nerviano affida a Gesem srl – una società di capitali a totale partecipazione pubblica costituita, oltre che dal Comune di Nerviano, da quelli di Arese, Lainate, Pogliano Milanese – la gestione dei servizi di Igiene Urbana.
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Gli abitanti di Nerviano potrebbero aver pagato tasse sullo smaltimento maggiorate
Gesem, a sua volta, appalta alcune funzioni ad un'altra società, stavolta privata: la Aimeri Ambiente. Fra le varie funzioni che Aimeri svolge c'è quella di trasportare i rifiuti dalla Piattaforma Ecologica ai Centri di Smaltimento. Tale procedura prevede, per legge, che i rifiuti siano pesati, con tanto di scontrino, sia in uscita dalla Piattaforma che in entrata nel centro. Ed ecco l'oggetto del contendere. Durante le operazioni di chiusura del Capitolato viene fuori che l'operazione di pesatura in uscita non è mai stata svolta da Aimeri a partire dal 2005 (quando era ancora il Comune a gestire il servizio) fino al 2009.
Ciò significa che Aimeri – questo suppongono alcuni cittadini che hanno steso una relazione a riguardo – potrebbe aver condotto ai Centri di smaltimento una mole di rifiuti maggiore rispetto a quella prodotta a Nerviano. Con ingenti ricadute sugli abitanti, che avrebbero pagato tasse sullo smaltimento maggiorate.
Ad ogni modo, avviene che il Comune di Nerviano mette in mora Gesem srl per non aver svolto i controlli previsti sulla società appaltatrice. E che Gesem dal canto suo indichi proprio nel Comune l'ente preposto a controllare. La svista comunque sembra grossa, i cittadini non riescono a capire come tanto al Comune che alla Società sia potuta sfuggire la totale assenza di scontrini che certificavano le pesature.
E c'è un altro punto curioso. In tutto questo, nessuno cerca di quantificare il danno erariale potenzialmente subito dalla comunità: quei soldi, cioè, che i cittadini hanno dovuto sborsare in più per l'ipotetico aumento della mole dei rifiuti trasportati da Aimeri. Eppure – spiega la relazione – non dovrebbe essere difficile. Basterebbe stimare la produzione di rifiuti in uscita dalla Piattaforma ecologica e confrontarla con quella in entrata nel Centro di smaltimento, quella sì certificata.
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Nei primi mesi del 2010 la Gesem srl, viene messa in mora dal Comune per non aver effettuato i controlli sulla corretta pesatura dei rifiuti in uscita dalla piattaforma ecologica
Niente di tutto ciò compare nel danno chiesto dal Comune, che è in realtà poca cosa. 87.400 euro a titolo di sanzione per la mancata esecuzione delle pesature. E poi si apprende che, se anche Aimeri Ambiente fosse infine ritenuta colpevole e costretta al risarcimento, questo avverrebbe attraverso una non meglio definita corrispondenza di beni o servizi. Niente liquidità dunque.
Ma cos'è Aimeri Ambiente? E perché sembra godere di tanti favori?
Si tratta di una società milanese del gruppo Biancamano che si occupa dello smaltimento dei rifiuti. Il Gruppo Biancamano è la più importante realtà privata in Italia nel settore dell'igiene urbana. Consta di circa 3.200 dipendenti e 3.000 automezzi distribuiti in 82 centri servizio. Il gruppo serve 4,5 milioni di abitanti più centinaia di clienti privati per un totale di rifiuti raccolti stimati in 1,2 milioni di tonnellate all'anno.
Ne sono proprietari Giovanni Battista e Pierpaolo Pizzimbone, due fratelli soprannominati i "cowboy dell'ecoindustria", per la disinvoltura con cui hanno saputo muoversi in questo nuovo campo. Attualmente è Giovanni Battista che guida, in qualità di Presidente e Amministratore delegato, il gruppo. Il fratello Pierpaolo, infatti, ha lasciato ogni incarico nel 2007 quando ha deciso di dedicarsi alla politica al fianco di Marcello Dell'Utri. Pochi mesi fa, nell'aprile del 2010, Pierpaolo Pizzimbone è stato accusato di corruzione assieme ad alcuni pubblici amministratori per una questione riguardante la Discarica di Ponticelli, di proprietà del gruppo Biancamano.
Insomma, gli elementi in gioco sono tanti. E troppi altri ne devono emergere ed essere accertati prima di poter giungere a delle conclusioni o sparare sentenze. Restano comunque delle zone oscure nella vicenda. Non ultima il fatto che la Commissione Consiliare sulla messa in mora di Gesem, sollecitata a riunirsi dal Consiglio Comunale, è stata ritardata di oltre due mesi e infine convocata, dopo un sollecito scritto, per un giorno in cui i principali rappresentanti della ditta non erano disponibili, dunque mancava di fatto il contraddittorio.