venerdì 29 ottobre 2010

Il "NUCLEARE BERLINGUERIANO" - Vol. 5 - Il "PEN" Piano Energetico Naz. del 1981 e il caso ENEL.

Dopo le vicende e le ADESIONI alla legislazione in materia di nucleare negli anni 70 e durante i governi di Unità Nazionale esposte nei capitoli precedenti qualcosa cambia nel panorama sociale e movimentistico nel Paese ma il PCI ne resta insensibile.

 
Maschiella


La sfiducia dell’opinione pubblica riguardante l’utilizzazione del nucleare per la produzione di energia in ambito civile ebbe  sensibilmente inizio dopo un grave incidente occorso nel 1979  presso la centrale nucleare “Three Miles Island” in  Pennsylvania - Stati Uniti.

Nel 1981 si ha l'approvazione del PEN - Piano energetico  Nazionale. Il PCI vi votò a favore e contribuì anche alla sua  scrittura attraverso emendamenti che furono accolti dalla maggioranza democristiana. D'altra parte la partecipazione compromissoria all'interno delle Partecipazioni Statali era un dato di fatto consolidato da tempo. Il Percorso fu tortuoso anche a causa delle numerose modifiche intercorse nell'arco di  12 mesi e decreti e puntava a rilanciare ANCHE il carbone e per  via di una manovra aggiuntiva che trovò compimento solo nella notte del 22 Dicembre.

Nella "SEDUTA DEL 18 DICEMBRE 1981" Il deputato radicale Alessandro Tessari rivelò numerose operazioni che spiegavano il ricorso a decreti per un notevole stanziamento da approvare. Leggete bene questa parte del resoconto stenografico della Camera dei Deputati... perché vi aiuta a capire cosa fu tutto quello che si muoveva attorno al carrozzone ENEL ed il perché di determinati equilibri che si romperanno attorno al referendum del 1987 e che affronteremo nei prossimi capitoli sugli Anni '80.

http://legislature.camera.it/_dati/leg08/lavori/stenografici/sed0429/sed0429.pdf ]

Disegno di legge (Discussione) : S. 1618. - Conversione in  legge del decreto - legge 30 ottobre 1981, n. 609, recante  modificazioni al regime fiscale di alcuni prodotti petroliferi  e conferimento al fondo di dotazione dell'ENEL. Modifica alla  legge 11 maggio 1981, n. 213 (approvato dal Senato) (3002).

TESSARI
Volge al termine non solo la settimana, ma anche una sessione  importante; nell'imminenza delle feste natalizie, si è più  disinvolti nel concedere al Governo la possibilità di arraffare  provvediment i molto discutibili.
Si è disposti (colpevolmente, da parte di chi ammette questo andazzo) anche a tollerare il metodo scorretto dello strumento  usato dal Governo.
Non credo servano molte parole per dimostrare la scorrettezza  del ricorso al decreto-legge, caro rappresentante del Governo:  non si nascondono 8.000 miliardi di un decreto-legge per il  fondo d i dotazione dell'ENEL!
Sono mesi che i partiti politici qui rappresentati chiedono di discutere la situazione amministrativa, finanziaria e  patrimoniale dell'ENEL, ma non ne trovate il tempo!

Non avete tempo nemmeno per un progetto di legge ordinaria per  il rifinanziamento del fondo di dotazione decennale dell'ENEL : 
volete strappare 8.000 miliardi, praticamente senza discussione  alcuna! E scorretto, è intollerabile da parte del Governo, che  in realtà continua ad usare questo grand e carrozzone che è  l'ENEL, in maniera ben disinvolta.
Illustrato l'articolo 3 con il regalo di 8.130 miliardi  all'ENEL, il relatore ha proseguito il suo intervento e mi  consentirà di ricamarvi sopra qualche cattiveria :

probabilmente glielo hanno preparato i funzionari dell'ENEL,  perché è chiaro che egli ha letto ciò che l'ENEL voleva che qua dentro si dicesse! Non ha detto ciò che egli pensava sul piano  energetico e sulla politica dell'ENEL, anche perché in Commissione non lo abbiamo mai sentito sollevare quella che è  la vera questione da cui poi si può giungere fino al  finanziamento dell 'ente.

Il collega Abete ha detto che questi miliardi servono per dare attuazione al piano energetico nazionale;
ha fatto finta di credere — dico questo perché sono convinto che egli è intelligente — alle bugie che ha letto e cioè che  questi miliardi servono a dare corpo al piano energetico  nazionale.

In questo piano sono contenute delle enunciazioni gratuite ed  esso non è impegnativo per il Parlamento; è infatti un  documento elaborato dal Governo e dal CIPE che dovrà però  trovare un seguito nelle leggi di attuazione.

Noi vi attenderemo allorquando queste leggi saranno emanate e non vi lasceremo certamente la vita tranquilla.
Perché dico  questo? Perché non si può nascondere la verità all'opinione pubblica, male informata dall'ente che beneficia degli ottomila  miliardi.

Perché dico che l'opinione pubblica è male informata?
Perché milioni e milioni di italiani, che ricevono  trimestralmente la bolletta della luce, sono venuti in possesso di uno strano messaggio firmato dall'ENEL.

In esso è scritto:

"caro abbonato, ti domanderai perché la bolletta è aumentata, e  la risposta sta nel fatto che il Parlamento non ha approvato la legge n. 2383."

Questa legge per l'utente non ha alcun significato: e magari  nel prossimo messaggio si dirà che è colpa dei radicali se tale  legge non viene approvata . Si fa poi capire subdolamente —  perché in questo gli amici che governano e dirigono l'ENEL sono  maestri — all'utente che per questa volta la bolletta è alta ma  in un prossimo futuro, quando si saranno costruite le centrali  nucleari, la bolletta diminuirà:

questo si è fatto intendere all'utente italiano!

Ciò rappresenta un'autentica barzelletta.
L'ENEL non è autorizzato a fare tutto ciò; noi abbiamo chiesto  le dimissioni del presidente Corbellini, perché non può essere  consentito alla concessionaria pubblica di fare, con il denaro  pubblico, la propaganda al Governo od a certe parti del  Parlamento.

L'ENEL rispetti le leggi approvate dal Parlamento e non scenda  in campo, mentre un progetto di legge è in discussione, per  sollecitare una o l'altra soluzione, salvo che non si voglia  dire apertamente che l'ENEL è cosa del ministro Marcora, della  maggioranza nella logica di «cosa nostra» che sembra essere  molto popolare in questo Parlamento.

Quando si erogano ottomila miliardi all'ENEL senza discutere,  si è in presenza di «cosa nostra»: si è in presenza di una  rapina.

[MORO, Sottosegretario di Stato per le finanze: Ottomila  miliardi dilazionati in 10 anni!]

Alessandro Tessari
TESSARI Alessandro
. Certo. Diceva il collega Abete di  installare delle centrali; ma quali centrali? Nella discussione  svoltasi in Commissione — vi siete vergognati di portarla in  aula e l'avete confinata nel chiuso della Commissione; avevate  infatti paura che si desse troppa pubblicità a quello che si  diceva — si è detto che il ministro Marcora giustificava sei  centrali nucleari — due a Montalto e quattro in progettazione —  perché nel decennio appena iniziato prevedeva un tasso di  sviluppo economico del paese pari al 3,5 per cento.

Questo tasso di sviluppo previsto e programmato comportava un  fabbisogno energetico che poteva essere soddisfatto con la  realizzazione di sei centrali nucleari.

Quando abbiamo saputo che il ministro, autorizzato a fare  programmazioni e previsioni, è il ministro La Malfa, e che  questo ministro fa tutt'altre previsioni per lo sviluppo di  questo decennio (parla infatti di uno sviluppo dello 0,5 o  dell'1 per cento, e di fronte alle dichiarazioni di Marcora ha  detto che queste sono gene - rose utopie) noi vorremo sapere  dal Governo — ma temo che l'amico Moro non sia in grado di  sciogliere questo nodo — quale dei due ministri racconta le  bugie: La Malfa o Marcora.

Se l'ipotesi di sviluppo è quella di La Malfa, non ha senso  costruire sei centrali nucleari, poiché non serviranno molto  probabilmente.

Per fare una battuta, se le costruiamo con la logica con cui  abbiamo costruito e gestito le centrali di Caorso e del  Garigliano, cioè centrali che stanno più chiuse che aperte (ed ogni giorno di chiusura costa all'ENEL circa 800 milioni)  allora si capisce che il fondo di dotazione servirà a pagare i  fallimenti gestionali dell'ENEL.

Pertanto il ministro ed il Governo nel suo insieme non hanno  saputo spiegare perché nel piano energetico si ipotizzavano sei centrali nucleari ; non solo, ma nel settore specifico del  nucleare, vi è un altro ente che ha chiesto tremila miliardi e che ancora non li ha avuti.
Ciò non certo grazie all'opposizione possente dei grossi  partiti in questo Parlamento, ma per la puntigliosa opposizione  ha detto che tremila miliardi ad un ente come il CNEN, che non ha presentato un credibile piano di lavori, non possono  essere concessi; non si vara un piano nucleare come quello del  CNEN (ecco perché, collega Abete, non credo che tu creda alle  cos e che hai letto) dove si seguono reattori come il CIRENE,  il Superphoenix ed il PEC con quel tipo di strutture, mezzi e disponibilità, nonché con quelle da parte del paese . Cerchiamo  di essere più realisti:
noi siamo convinti che non è realizzabile nel suo complesso il piano energetico.

Per questo questi ottomila miliardi — che oggi ci viene chiesto  di dare all 'ENEL — ci sembrano buttati dalla finestra ; e questo non perché non riconosciamo che l'ENEL abbia sacrosante  esigenze economiche, anche urgenti, ma perché il tutto viene  strappato con una campagna scandalistica del tutto falsa.

Non basta che il ministro Marcora, un giorno sì e l'altro  anche, dichiari ai giornali che siamo sull'orlo del baratro,  per essere poi smentito dal ministro Andreatta o dal ministro La Malfa, poiché questa è esibizione scenica, così come lo sono  le dichiarazioni del presidente dell'ENEL Corbellini, il quale  dichiara di non riuscire a pagare i fornitori, ragione per la  quale dovrà mettere sul lastrico... (Commenti del  sottosegretario di Stato per le finanze, Moro).

Caro Moro, se fosse così sul lastrico, non avrebbe chiesto 23  milioni di aumento del suo stipendio personale, proprio nel  momento in cui non riusciva a pagare i fornitori.

Anche queste inopportunità sarebbe bene venissero evitate nei  momenti in cui ci si strappano i cappelli e le vesti per  presentarsi al paese come bisognosi di 8130 miliardi «natalizi»  che il Governo sollecita con questo provvedimento.

Corbellini deve venire in Parlamento ; il Parlamento deve  aprire una discussion e sullo stato complessivo dell'ENEL.
Solo dopo potremo fare il piano pluriennale ed adeguare il  fondo di dotazione ad un piano realistico che rivisiti la  struttura dell'ente.

Ma noi non riteniamo possa essere assolto fino a questo  momento.

Quindi è scandaloso il metodo con cui venite a proporre di  erogare 8130 miliardi con un decreto-legge ; lo stato debitorio  e le disfunzioni dell 'ENEL non sono una delle calamità  previste dall'articolo 77 della Costituzione, caro Moro!

Atti Parlamentari


Non è quella la sede! Quindi perché ancora una volta avete  fatto ricorso allo strumento del decreto-legge?
Quando avete modificato il regolamento della Camera, avete  blaterato che finalmente si sarebbe posto un freno alla  produzione forsennata di decreti-legge da parte del Governo,  vist o che l'opposizione radicale sarebbe stata messa a tacere.

Avete messo il bavaglio ai radicali, avete impedito gli  ostruzionismi, però continuate a produrre decreti, anche quando non è necessario.

[MORO, Sottosegretario di Stato per le finanze. Per la parte fiscale permetterai...]


TESSARI ALESSANDRO. Infatti sto contestando di aver inserito  nel decreto - legge l'articolo 3 che riguarda l'ENEL. La parte  fiscale, invece, si commenta da sola e lo stesso relatore era  piuttosto imbarazzato quando doveva giustificare che i maggiori  introiti derivanti dall'applicazione di questo provvedimento  sono riservati allo Stato: voleva pure spiegare che questo,  forse, metterà un po' in crisi il settore automobilistico, che  è già abbastanza in crisi.

Ma ormai siete voi a dare la spiegazione con questo modo di  procedere:
voi rapinate dei soldi con queste misure, senza che ci sia un  aumento dei prodotti petroliferi tale da giustificare questi aumenti fiscali.
Ma dite che questi aumenti poi vanno nelle casse dello Stato:
bontà loro che il ministro Marcora, o il ministro delle  finanze, o il Presidente del Consiglio non li mettono nelle  loro tasche!

Vanno nelle casse dello Stato, da cui poi la FIAT o l'Alfa  attingeranno, sotto forma di cassa integrazione, quando  dovranno registrare ulteriori difficoltà per il settore delle auto!

Questa è la logica perversa che ormai avete assunto come modello del vostro operare. E certo dunque che non si può  auspicare, pur senza favorire altri disegni, lunga vita a   questo Governo, che continua a raccogliere il peggio della  tradizione trentennale dei governi nazionali e cioè la mancanza  di programmazione, la mancanza di un raccordo fra il momento in cui si aumenta l'imposizione fiscale e l'organizzazione  degli interventi nei settori che di riflesso verranno colpiti, il perpetuarsi della politica forsennata di buttare miliardi  senza voler discutere sulle strutture di un ente, come l'ENEL, facendo credere — come ha fatto anche il collega Abete — che il  prezzo del chilovattora calerà e che la bolletta della luce, quando sarà stato realizzato il piano generale delle illusioni  di Marcora, ci verrà praticamente regalata.

Siccome riteniamo che tutto questo non è vero, perché i paesi  che hanno avviato un serio programma nucleare ci hanno detto  che l'energia elettrica prodotta dalle centrali nucleari non  costa una lira di meno ...

CERRINA FERONI . Il solito Giappone!

TESSARI ALESSANDRO. Sì, il solito Giappone, il quale ci ha  dimostrato che quell'energia non costa di meno, se si vuole  procedere al piano nucleare in maniera seria e non come lo  facciamo noi, «all'italiana», con centrali che chiudono a giorni alterni! Lì le centrali funzionano anche quando c'è il  terremoto, perché nel giorno della nostra visita vi è stato un  terremoto e loro hanno costruito una centrale a prova di  terremoto!

Evidentemente questo costa e, nel costo complessivo, vorrei  sapere dal collega Abete, se siano state anche calcolate le  tangenti che paghiamo ai comuni perché ospitino le centrali  nucleari.

Infatti il «bel» pacchetto del PEN (piano energetico nazionale)  non può essere realizzato, perché le popolazioni delle località  in cui il Governo ha intenzione di costruire le centrali  nucleari hanno qualche diffidenza, forse perché conoscono la  disinvoltura con cui si costruiscono le centrali, non solo  quelle nucleari.

La risposta del Governo è la peggiore, la più scorretta, perché  tende a comprare, a corrompere sindaci e comuni:
interi consigli comunali, che si fann o comprare a suon di  miliardi! E siccome ci si vergogna di questi provvedimenti, li  si è nascosti in una legge che si intitola:

«Risparmio energetico e fonti rinnovabili».

Così tutti vedono il sole, la geotermia e tutte queste belle  cose, ma, nascosto tra le pieghe, c'è questo purulento articolo  17, con cui si danno miliardi — decine, centinaia saranno alla  fine miliardi! — ai comuni per il disagio di vedersi installata una centrale nucleare.

Da mesi stiamo facendo battaglia su questo:
per impedire che questo scandalo passi, legittimando la corruzione di Stato.

L'altro elemento ridicolo e scandaloso contenuto nel piano  energetico nazionale citato dal collega Abete, riguarda l'altra  ipotesi del carbone.

Sappiamo che l'Italia non può attuare la riconversione nel  senso del carbone, secondo le indicazioni previste dal piano  energetico, perché non siamo attrezzati a livello di strutture  ferroviarie e di sistema di rete distributiva.

Già adesso, prima ancora che si avvi un piano per rendere  possibile l'utilizzo del carbone, ci sono i comuni che pensano  di poter utilizzare il famoso articolo 17 per farsi pagare la  tangente per il disagio che subiranno con l'attraversamento dei  convogli che porteranno il materiale alle centrali di  destinazione.

E questa logica perversa che ormai caratterizza questo Governo,  che prima se ne va, meglio è, credo, per tutto il paese.

Noi siamo convinti che in questo settor e delicato non si possa rinviare la soluzione.
Siamo stati i primi a dimostrare disponibilità, volontà di confrontarci, volontà di discutere per trovare soluzioni realistiche e credibili, ma nel rispetto della legge, non nel raggiro della stessa, come viene prospettato con questi provvedimenti.

Ho concluso, signor Presidente, signor rappresentante del Governo .

Noi non sappiamo se questo decreto-legge sarà convertito in legge.

Per quanto ci riguarda, vorremmo auspicare che tutti coloro che rilevano la mostruosa presenza di questo articolo 3, relativo al regalo di 8 mila miliardi all 'ENEL per decreto-legge, vogliano prendere l'iniziativa, martedì prossimo (visto che avremo soltanto uno o due giorni di lavori parlamentari prima della pausa natalizia), di non fare questo regalo all'ENEL, ma di farne uno alla democrazia italiana, insegnando al Governo come si fanno le leggi e chiedendo al Governo di ritirare questo articolo e di introdurre il contenuto nell'ambito di un disegno di legge che consenta al Parlamento di discutere, a proposito dell'ENEL, su tutto ciò su cui il Parlamento ha diritto di discutere e su cui ha chiesto da tempo di poter discutere .
Noi ci muoviamo in questo senso. Vorremmo sperare (e questo è l'augurio che rivolgo soprattutto ai compagni comunisti, ai compagni del PDUP e a quanti hanno espresso perplessità anche da altri settori su questo inserimento dell'articolo 3) che si possa, tutti insieme, presentare degli emendamenti per modificare questa scandalosa e disinvolta operazione del Governo .

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Ecco come era composto il Consiglio di Amministrazione di ENEL tra il 1981 ed il 1986

ENEL Consiglio di Amministrazione (1981-86) (8 consiglieri + presidente)
Presidente: Corbellini (Dc), designato da Prodi - Vicepresidente: Inghilesi (Psi), designato da De Michelis -Consigliere: Bitetto (Psi), designato da Craxi - Consigliere: Lizzeri (Psi), designato da Donat Cattin - Consigliere: Fittipaldi (Psi), designato da Antonio Gava - Consigliere: Maschiella (Pci), designato dal Partito -Consigliere: Faletti (Pri), designato da Gunnella  - Consigliere: Caffarena (Pli), designato da Altissimo  - Consigliere: Averardi (Psdi), designato da Longo

▼ ▼ ▼ ▼ ▼ ▼ ▼ ▼ ▼ ▼ ▼ ▼ ▼ ▼ ▼ Redazione per RNA: Massimo Greco

Questo volume 5 segue i precedenti 4:




Il "NUCLEARE BERLINGUERIANO" - Vol. 4 - Il "Caso Zorzoli" - Capo della lobby filonucleare nel partito di Berlinguer [(17 gennaio 1993) - Corriere della Sera] - Ritratto di Giambattista Zorzoli, 60 anni, docente al Politecnico di Milano, ex responsabile del settore energia del PCI ed ex consigliere d' amministrazione dell' ENEL; arrestato per concussione nell' ambito dell' inchiesta sugli appalti per le centrali ENEL.
Il "NUCLEARE BERLINGUERIANO"
Vol. 3 - Il "Caso Ippolito"
http://www.facebook.com/note.php?note_id=441146310698
Vol. 2 - Sul nucleare "di Sinistra"
e le scelte governative di cui fu COMPLICE il PCI nell'era Andreottiana
http://www.facebook.com/note.php?note_id=440381335698
Il Vol. 1 (Intro) - Documenti, radici di una cultura industriale.
Nomi, Fatti e Fonti inoppugnabili per capire responsabilità, ruoli e scelte che si RIpercuotono sulle Nostre vite di oggi.
10 Volumi per la storia del Movimento Antinucleare in Italia e per la Storia dell'ultranuclearismo politico e istituzionale. http://www.facebook.com/note.php?note_id=440205515698 -