lunedì 11 ottobre 2010

Il Comune dove è vietato ammalarsi

medico Il Comune dove è vietato ammalarsi-di Mario Lupo-
Quando il sindaco di Acquapendente, un comune italiano con meno di 6.000 anime in provincia di Viterbo, ha deciso di emanare l’ordinanza n. 137, di certo sapeva che il significato di tale provvedimento sarebbe stato solamente provocatorio e non restrittivo dato il contenuto piuttosto equivoco riportato nell’atto; “A partire dal 1.1.2011 data di disattivazione dei servizi ospedalieri, si richiede ai cittadini del comune di Acquapendente di evitare di contrarre qualsiasi malattia e patologia che necessiti un intervento ospedaliero soprattutto d’urgenza.”
Questo, in estrema sintesi, il contenuto del provvedimento emanato dal sindaco di Acquapendente Alberto Bambini in data 9 Ottobre 2010 a seguito del decreto del Commissario Regionale alla sanità Presidente Renata Polverini del 30 settembre 2010 che prevede il taglio dei posti letto dell’ospedale di Acquapendente oltre al pronto soccorso per l’emergenze.
Tra i passaggi più significativi dell’ordinanza del sindaco Bambini, quello in cui si dice che «premesso che circa il 30% della popolazione di Acquapendente supera i 65 anni,considerato che il territorio è privo di copertura sanitaria e che l’elisuperficie non potrà sopperire a tutte le emergenze, e dopo che la chiusura del reparto di Chirurgia generale non potranno essere realizzati molti tipi di interventi, si chiede ai cittadini di Acquapendente, a partire dal 1 gennaio 2011, di evitare di contrarre qualsiasi malattia e patologia che necessiti un intervento ospedaliero soprattutto d’urgenza».
In maniera provocatoria, quindi, l’ordinanza del Comune ordina di “assumere comportamenti che non mettano a rischio la salute, evitando qualsiasi incidente anche domestico e pertanto è opportuno non uscire troppo spesso o viaggiare o fare sport, restando invece il maggior tempo possibile a riposo. I contravventori saranno puniti attraverso forme di trasporto forzato presso l’ospedale di Belcolle e/o con sanzioni pecuniarie commisurate alla gravità della malattia o patologia contratta.”
Non è la prima volta che viene emessa da un sindaco di un comune un’ ordinanza così provocatoria per attirare le attenzioni dell’opinione pubblica; in passato avevamo raccontato dalle pagine del nostro giornale la singolare vicenda di un comune in provincia di Brescia dove, in mancanza di fondi per l’ampliamento del cimitero, ai cittadini era stato vietato in modo categorico di morire ( Il Comune dove è vietato morire ).
Tornando alla vicenda di Acquapendente, segnaliamo che sul territorio del comune si è svolta nelle scorse ore una manifestazione pubblica a difesa della struttura ospedaliera del luogo e che tale manifestazione ha fatto registrare,da quanto si evince dalle pagine del sito istituzionale del comune,un’ alta partecipazione dei cittadini; all’evento erano presenti i sindaci del territorio per chiedere tutti insieme il ritiro del piano sanitario della Polverini.
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