martedì 19 ottobre 2010

'Due anni di Governo', un libro a casa di ogni famiglia. Ma c'è chi dice no


Berlusconi ha deciso di inviare a casa degli italiani il libro 'Due anni di governo'
Per essere informati e preparati su quanto è stato realizzato nell'arco di questi ultimi due anni, il Governo ha deciso di inviare a casa degli italiani un libro intitolato 'Due anni di governo'. La domanda sorge spontanea: è davvero necessario impiegare fiumi di inchiostro, nonché di carta, invece di optare per una politica del riciclo e del non spreco?
Se si ha veramente una così impellente necessità di conoscere i provvedimenti varati dal Governo, basta visitare il sito www.governo.it. Circa 100 pagine online spiegano molto chiaramente il lavoro svolto fin ora. Questa modalità consente ai più di accedere, appagando egregiamente le smanie informative del premier.
Una iniziativa che non è passata inosservata al popolo viola che ha deciso di organizzare in tutta Italia centri di raccolta e riciclo dell'opuscolo. Gli organizzatori dell'evento hanno dichiarato che saranno istituiti "dei punti fissi o gazebo ad hoc per ricevere le copie del libro che poi destineremo al riciclo della carta e per informare i cittadini". All'iniziativa stanno aderendo decine di città da Torino a Catania. È nata pure una pagina facebook che nell'arco di poche ore ha registrato migliaia di iscritti.
Ma la coscienza critica rispetto a iniziative di questo genere non si ferma alla mera opposizione politica. Da ieri in rete sulle caselle e-mail della società civile circola infatti un appello che si propone addirittura di fermare alla base questo meccanismo. L'invito intitolato 'Non voglio il libro due anni di Governo' propone di scrivere direttamente all'indirizzo mail di governo dedicato alla trasparenza le seguenti parole:
Con riferimento all'annuncio del Presidente del Consiglio On. Silvio Berlusconi di inviare ad ogni famiglia italiana il libro 'Due anni di governo', mi preme comunicarVi che non desidero riceverlo, essendo un mio diritto in base al Decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, Codice in materia di protezione dei dati personali, nella fattispecie
articolo 7 comma 4b. Chiedo che la spesa relativa che si risparmierà , venga messa a disposizione del Ministero della Pubblica istruzione e/o del Ministero della Sanità.
Ringraziando per l'attenzione porgo distinti saluti.
Spesso iniziative burocratiche di un certo livello – come elezioni politiche o eventi 'coordinati' da autorità che avrebbero, oltre che per il potere, la possibilità di far veicolare forme 'alternative' di pensiero tra una larga fetta di persone, visto il ruolo di rappresentanza che detengono – si 'ostinano' a perpetrare atteggiamenti e mentalità che ostacolano le tanto decantate politiche verdi basate su stili di vita che inneggiano alla sobrietà e al rispetto dell'ambiente. Basterebbe poco per invertire la rotta. Questo potrebbe essere un primo passo?