martedì 19 ottobre 2010

Celentano sul Corriere della Sera: “Fiom e Grillo sono ROCK. Bossi e Berlusconi, LENTI”


Adriano Celentano
Il “Corriere della Sera” ha pubblicato oggi, 19 ottobre, una lettera di Andriano Celentano. Il cantante ha posto come condizione al quotidiano che il suo lungo intervento non fosse “minimamente corretto”, comprese parolacce ed errori grammaticali. Il giornale così ha fatto rispettando la libertà di opinione, si legge nella premessa, pur non condividendo “molte delle cose scritte”.
Il molleggiato parla di tutto, come al solito, e classifica per argomento ciò che è Rock (buono) e ciò che invece è Lento (non buono), riprendendo uno dei suoi cavalli di battaglia televisivi. Celentano parte dallo “sfacelo della politica di questi giorni” e ammette di essere stato “favorevolmente colpito” dalla capacità della Fiom di portare in piazza centinaia di persone: “Una manifestazione senza un incidente, dove la protesta, pur se arrabbiata, non prevarica il rispetto umano fra le persone”. ROCK.
Positiva anche la considerazione del cantante sul movimento dei grillini, che a Cesena hanno risposto all’appello di Beppe Grillo, e in 120 mila hanno partecipato “alla stupenda Woodstock”. Il cantante sottolinea che “per la prima volta, nella storia dei raduni politici e non,  la purezza e la trasparenza ha prodotto il grande miracolo della pulizia”. Celentano si riferisce a dopo manifestazione. A differenza di molte manifestazioni il popolo a “5 stelle” non ha lasciato traccia della sua corposa presenza. “Non una cicca, un bicchiere di carta, un mozzicone di sigaretta o una latta di birra”. La lotta ai rifiuti e il rispetto dell’ambiente  decantato dal comico, politico e agitatore di masse Grillo è stato ascoltato alla perfezione. ROCK.
Partiti, politica e scontri tra idee. Celentano parla del presidente della Camera, Gianfranco Fini, dal dopo Mirabello e sostenendo che “ha dato l’impressione di essere attualmente l’unico leader in grado di dialogare e mettere insieme sulla via della libertà e della democrazia, quello che di buono c’è, qua e là nei vari movimenti e partiti”. Fini secondo l’artista milanese “è risorto dentro”. ROCK.
Ciò che potrebbe fare anche Silvio Berlusconi, ma “sono troppi gli ostacoli da superare”. Primo fra tutti “l’eccessiva dipendenza da Bossi“.  LENTO. Proprio al Bossi-lento, Berlusconi non riesce a spiegare le cose più elementari: “Il tricolore è quella cosa che ci distingue da quelli che parlano un’altra lingua”. Ecco perché per l’ex ragazzo della via Gluck è ROCK la risposta del preside della scuola di Adro che ha tolto la “miriade di falsi simboli con i quali il sindaco leghista ha tappezzato la scuola”.
Il presidente del Consiglio si fregia in ogni occasione dei successi portati a casa dal governo contro la criminalità organizzata. Celentano sottolinea che tutto ciò è dovuto “al buon operato del ministro Maroni e alla straordinaria efficienza del corpo dei carabinieri e della polizia”. Il ministro dell’Interno ha dato grande prova di sé durante i disordini allo stadio di Genova, si legge nella lettera al “Corriere della Sera”, “Maroni e la polizia hanno fatto la cosa giusta. Poteva veramente succedere una strage”. ROCK.
Celentano non risparmia però Mauro Masi “dittatore generale della Rai, che addirittura vuole selezionare il numero degli applausi imponendo un pericoloso coprifuoco sulle espressioni che deve avere il pubblico in sala”. LENTO anche per come ha trattato la questione Santoro punendo la trasmissione “Annozero”.
Il molleggiato regala un fiume di parole al quotidiano sapendo che “sono tante le cose su cui riflettere e francamente -scrive – non ho idea di cosa potrà succedere nell’immediato futuro”.  Celentano sa benissimo però cosa non vorrebbe che accada più:  “Quei ragazzi che, per ingraziarsi lo schieramento a cui sono legati, commettono atti deplorevoli come l’attentato al direttore di “Libero” Belpietro”. LENTO.