martedì 19 ottobre 2010

Bozza di mozione per impianto tipo-Vedelago


Come convenuto con il Prof. Gallegati, allego una bozza di mozione per far mettere ai voti in Consiglio la proposta di un impianto per il riciclo dei rifiuti tipo-Vedelago.
Nella stessa mozione si raccoglie anche l'idea espressa da più parti che per difendere le nostre aziende locali di servizi dall'attacco dei colossi privati, sarebbe opportuno unire le forze a livello provinciale utilizzando le aziende più virtuose come capofila.
Scusate per la lunghezza. A disposizione per chiarimenti e per i vostri commenti e contributi.

Il Consiglio comunale di Ancona
esprime viva preoccupazione per la situazione che si verifica nel territorio provinciale sul trattamento dei rifiuti solidi urbani. L'imminente scadenza del 31 dicembre 2011, entro cui, secondo la legge, si dovrà procedere, non alla liberalizzazione dei servizi, ma alla privatizzazione degli stessi, potrà determinare conseguenze negative, ai cittadini, ai lavoratori, al bilancio dei Comuni (compreso Ancona) e all'ambiente;
prende atto che è stato avviato un percorso per la raccolta dei rifiuti "porta a porta" che ha portato ad un incremento della raccolta differenziata e che man mano che il nuovo sistema verrà esteso i risultati potranno ulteriormente migliorare;
sottolinea che il lavoro di approfondimento svolto dalle due Commissioni consiliari, mediante audizioni di soggetti pubblici e privati del settore, visite guidate agli impianti di riciclaggio dell'indifferenziata (come quello di Vedelago), o di trattamento dei rifiuti in parte a riciclaggio e in parte a discarica o a CDR, come quelli di Cadelbosco di Sopra (Reggio Emilia) e di Verderio Inferiore (Lecco), porta a una conclusione e alle scelte politiche conseguenti: "i rifiuti sono una risorsa, non un problema" e pertanto occorre perseguire, almeno nel territorio provinciale, l'obiettivo "rifiuti zero" e, per quanto riguarda i rifiuti solidi urbani (ad eccezione dei rifiuti speciali e di quelli nocivi), non si faccia ricorso a discariche o a incenerimento ma si persegua il riciclo totale.
ritiene che vada riformato lo stato di fatto, a partire dalla catena di comando e che debba essere superata l'eccessiva frammentazione che porta a diseconomie, duplicazioni di strutture e costi, scarsa programmazione quando non strategie alternative tra loro. Nella Provincia di Ancona insistono due ATO, due Consorzi: Conero Ambiente e CIR 33, tre Aziende nel raggio di 25 km., di cui una non più interamente pubblica, discariche gestite da soggetti pubblici. Una delle conseguenze è il nanismo aziendale, facile preda di colossi (pubblici o privati, o misti) in caso di affidamenti di servizi mediante gara, o pronti a sfruttare le difficoltà economiche in cui versano gli Enti locali, come sta già avvenendo soprattutto nei piccoli Comuni della Regione Marche.
Il Consiglio comunale di Ancona,
richiamata la propria mozione n. 61 del 19 maggio 2008 in tema di politica di rifiuti, ritiene che la regia politico programmatica deve far capo a un coordinamento almeno a livello provinciale e che occorre verificare rapidamente la possibilità e l'opportunità di concentrare le attività in capo alla società a capitale pubblico Multiservizi Ancona Spa. Inoltre, occorre realizzare un impianto a valenza provinciale per la selezione ed il trattamento della frazione secca dei rifiuti solidi urbani provenienti dalla raccolta differenziata, finalizzato alla valorizzazione e al riciclo totale dei materiali selezionati, compresa la produzione di materiali inerti per l'edilizia e materia prima secondaria per l'industria manifatturiera.
Tale scelta consentirebbe di:
- ottenere proventi dalla vendita dei materiali selezionati ai consorzi di riciclo;
- ottenere proventi dalla vendita agli operatori economici dei materiali inerti prodotti;
- ottenere proventi dalla vendita di materia prima secondaria alle industrie manifatturiere;
- ottenere vantaggi in termini occupazionali, sia nella fase di trattamento della materia prima secondaria, sia per le nuove attività produttive che potranno sorgere per l'utilizzo di materiale da riciclo;
- ottenere consistenti vantaggi per l'eliminazione dei costi di smaltimento rifiuti in discarica o a incenerimento;
- ottenere consistenti vantaggi economici ed ambientali per la riduzione del trasporto dei rifiuti verso le discariche o gli inceneritori;
Tutto ciò premesso e
Ritenuto che i suddetti vantaggi economici consentirebbero la riduzione delle attuali tariffe del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, con esclusione di quelle applicate per la frazione umida, con evidenti benefici economici per i cittadini;
Considerato pertanto che il funzionamento dell'impianto debba considerarsi un servizio pubblico, la cui gestione può essere pubblica o mediante ricorso a una società mista a capitale pubblico-privato;
Ritenuto che la maggioranza della proprietà delle quote in mano pubblica e la sinergia con il socio privato qualificato nel settore, scelto con gara pubblica, potrebbe assicurare un migliore perseguimento dell'interesse pubblico in termini di efficienza ed economicità;
Considerato che con DGR n.252/2009 la Regione Marche ha assegnato fondi per l'incremento dell'efficienza del servizio di gestione dei rifiuti per complessivi euro 5.623.000,00; che con DGR n. 958/2009 la Regione Marche ha adottato l'atto di indirizzo dove ha previsto la realizzazione/completamento di impianti di trattamento/valorizzazione dei rifiuti solidi urbani, assegnando a ciascun consorzio, CIR 33 e Coneroambiente, la somma di euro 1.874.333,00, per un totale di euro 3.748.666,00;
Considerato che in occasione dei lavori delle commissioni consiliari congiunte è stato ipotizzato che il costo di un impianto per il trattamento e la valorizzazione dei rifiuti di dimensioni sufficienti al fabbisogno del territorio della Provincia di Ancona è stimato in circa 3.000.000 di euro;
il Consiglio comunale
esprime parere contrario all'impianto progettato da Conero Ambiente alla Baraccola, tanto dispendioso quanto datato, pensato per stabilizzare i rifiuti per poi avviarli a discarica o a CDR con ulteriori costi di trasporto e di smaltimento;
esprime parere favorevole a realizzare, nello stesso sito già individuato alla Baraccola, nel territorio del Comune di Ancona, un impianto sul modello Vedelago in grado di recuperare l'intero ciclo della materia prima secondaria, come già realizzato in altre realtà in Italia.
dà mandato al Sindaco e alla Giunta di concordare con la Provincia di Ancona, gli altri Enti pubblici e i Comuni interessati un processo di unificazione delle aziende pubbliche o a prevalenza pubblica che operano nel settore dei rifiuti urbani;
impegna altresì il Sindaco e la Giunta, allo scopo di favorire tale processo di riforma, ad attivarsi nei confronti della Regione Marche affinché venga approvata una norma legislativa regionale secondo lo schema allegato "A" alla presente deliberazione;
invita il Sindaco e la Giunta a intervenire presso gli organi competenti affinché, entro due mesi dall'approvazione del presente atto, venga effettuata la gara per la realizzazione dell'impianto di trattamento, riciclo e valorizzazione dei rifiuti presso il sito della Baraccola di Ancona;
dà mandato al Sindaco e alla Giunta di concordare, con la Provincia e gli altri Comuni, un percorso volto a verificare la possibilità e l'opportunità di concentrare le attività in capo alla società a capitale pubblico Multiservizi Ancona Spa.