logo HDM

Debito pubblico italiano

facebook

sabato 30 ottobre 2010

Triplo schiaffo anti-nucleare dell'Emilia Romagna: approvate le proposte del Movimento 5 Stelle!

Nucleare__ma%20anche%20no!1.jpg Triplo schiaffo della Regione Emilia Romagna a chi vuole il nucleare o scorie nucleari sul suolo emiliano romagnolo. Il Consiglio Regionale ha approvato una risoluzione con i voti del Movimento 5 Stelle che ha ritirato il suo documento depositato il 16 giugno scorso (quello di maggioranza era stato depositato lo scorso 7 ottobre), facendolo confluire in quello unitario del fronte anti-nucleare. Sono stati approvati due nostri emendamenti al documento presentato dalla maggioranza. Gli emendamenti migliorativi anti-nucleare hanno eliminato dalla risoluzione presentata da Pd-Sel-Prc il riferimento al "nucleare di quarta generazione" che in realtà non esiste ed è una chimera. Inoltre è passata la nostra proposta di finanziare solo la ricerca per "efficienza e risparmio energetico, fonti rinnovabili ed alternative a quelle nucleari e fossili". Sconfitta su tutta la linea quindi la lobby nuclearista presente anche nel PD.
Dal Consiglio Regionale dell'Emilia Romagna con il contributo decisivo del Movimento 5 Stelle è quindi arrivato un triplo schiaffo ai fautori, Pdl e Lega Nord del ritorno al nucleare ed allo smaltimento di scorie. Se Lega e Pdl pensano di posizionare qui scorie e riaprire Caorso, o di costruire una centrale a pochi chilometri dalle sponde del Po nel territorio reggiano, sappiano che l'Emilia Romagna ha detto "NO" e si attiverà in ogni modo per contrastare questa follia. Con questo voto il Movimento 5 Stelle ha dimostrato, una volta di piu', di andare oltre alle ideologie partitiche e le "bandierine" , guardando alla sostanza delle proposte, per il bene dei cittadini emiliani e romagnoli.

La guerra del Vesuvio

venerdì 29 ottobre 2010

Silvio Berlusconi arrivo Prefettura di Napoli

Il "NUCLEARE BERLINGUERIANO" - Vol. 5 - Il "PEN" Piano Energetico Naz. del 1981 e il caso ENEL.

Dopo le vicende e le ADESIONI alla legislazione in materia di nucleare negli anni 70 e durante i governi di Unità Nazionale esposte nei capitoli precedenti qualcosa cambia nel panorama sociale e movimentistico nel Paese ma il PCI ne resta insensibile.

 
Maschiella


La sfiducia dell’opinione pubblica riguardante l’utilizzazione del nucleare per la produzione di energia in ambito civile ebbe  sensibilmente inizio dopo un grave incidente occorso nel 1979  presso la centrale nucleare “Three Miles Island” in  Pennsylvania - Stati Uniti.

Nel 1981 si ha l'approvazione del PEN - Piano energetico  Nazionale. Il PCI vi votò a favore e contribuì anche alla sua  scrittura attraverso emendamenti che furono accolti dalla maggioranza democristiana. D'altra parte la partecipazione compromissoria all'interno delle Partecipazioni Statali era un dato di fatto consolidato da tempo. Il Percorso fu tortuoso anche a causa delle numerose modifiche intercorse nell'arco di  12 mesi e decreti e puntava a rilanciare ANCHE il carbone e per  via di una manovra aggiuntiva che trovò compimento solo nella notte del 22 Dicembre.

Nella "SEDUTA DEL 18 DICEMBRE 1981" Il deputato radicale Alessandro Tessari rivelò numerose operazioni che spiegavano il ricorso a decreti per un notevole stanziamento da approvare. Leggete bene questa parte del resoconto stenografico della Camera dei Deputati... perché vi aiuta a capire cosa fu tutto quello che si muoveva attorno al carrozzone ENEL ed il perché di determinati equilibri che si romperanno attorno al referendum del 1987 e che affronteremo nei prossimi capitoli sugli Anni '80.

http://legislature.camera.it/_dati/leg08/lavori/stenografici/sed0429/sed0429.pdf ]

Disegno di legge (Discussione) : S. 1618. - Conversione in  legge del decreto - legge 30 ottobre 1981, n. 609, recante  modificazioni al regime fiscale di alcuni prodotti petroliferi  e conferimento al fondo di dotazione dell'ENEL. Modifica alla  legge 11 maggio 1981, n. 213 (approvato dal Senato) (3002).

TESSARI
Volge al termine non solo la settimana, ma anche una sessione  importante; nell'imminenza delle feste natalizie, si è più  disinvolti nel concedere al Governo la possibilità di arraffare  provvediment i molto discutibili.
Si è disposti (colpevolmente, da parte di chi ammette questo andazzo) anche a tollerare il metodo scorretto dello strumento  usato dal Governo.
Non credo servano molte parole per dimostrare la scorrettezza  del ricorso al decreto-legge, caro rappresentante del Governo:  non si nascondono 8.000 miliardi di un decreto-legge per il  fondo d i dotazione dell'ENEL!
Sono mesi che i partiti politici qui rappresentati chiedono di discutere la situazione amministrativa, finanziaria e  patrimoniale dell'ENEL, ma non ne trovate il tempo!

Non avete tempo nemmeno per un progetto di legge ordinaria per  il rifinanziamento del fondo di dotazione decennale dell'ENEL : 
volete strappare 8.000 miliardi, praticamente senza discussione  alcuna! E scorretto, è intollerabile da parte del Governo, che  in realtà continua ad usare questo grand e carrozzone che è  l'ENEL, in maniera ben disinvolta.
Illustrato l'articolo 3 con il regalo di 8.130 miliardi  all'ENEL, il relatore ha proseguito il suo intervento e mi  consentirà di ricamarvi sopra qualche cattiveria :

probabilmente glielo hanno preparato i funzionari dell'ENEL,  perché è chiaro che egli ha letto ciò che l'ENEL voleva che qua dentro si dicesse! Non ha detto ciò che egli pensava sul piano  energetico e sulla politica dell'ENEL, anche perché in Commissione non lo abbiamo mai sentito sollevare quella che è  la vera questione da cui poi si può giungere fino al  finanziamento dell 'ente.

Il collega Abete ha detto che questi miliardi servono per dare attuazione al piano energetico nazionale;
ha fatto finta di credere — dico questo perché sono convinto che egli è intelligente — alle bugie che ha letto e cioè che  questi miliardi servono a dare corpo al piano energetico  nazionale.

In questo piano sono contenute delle enunciazioni gratuite ed  esso non è impegnativo per il Parlamento; è infatti un  documento elaborato dal Governo e dal CIPE che dovrà però  trovare un seguito nelle leggi di attuazione.

Noi vi attenderemo allorquando queste leggi saranno emanate e non vi lasceremo certamente la vita tranquilla.
Perché dico  questo? Perché non si può nascondere la verità all'opinione pubblica, male informata dall'ente che beneficia degli ottomila  miliardi.

Perché dico che l'opinione pubblica è male informata?
Perché milioni e milioni di italiani, che ricevono  trimestralmente la bolletta della luce, sono venuti in possesso di uno strano messaggio firmato dall'ENEL.

In esso è scritto:

"caro abbonato, ti domanderai perché la bolletta è aumentata, e  la risposta sta nel fatto che il Parlamento non ha approvato la legge n. 2383."

Questa legge per l'utente non ha alcun significato: e magari  nel prossimo messaggio si dirà che è colpa dei radicali se tale  legge non viene approvata . Si fa poi capire subdolamente —  perché in questo gli amici che governano e dirigono l'ENEL sono  maestri — all'utente che per questa volta la bolletta è alta ma  in un prossimo futuro, quando si saranno costruite le centrali  nucleari, la bolletta diminuirà:

questo si è fatto intendere all'utente italiano!

Ciò rappresenta un'autentica barzelletta.
L'ENEL non è autorizzato a fare tutto ciò; noi abbiamo chiesto  le dimissioni del presidente Corbellini, perché non può essere  consentito alla concessionaria pubblica di fare, con il denaro  pubblico, la propaganda al Governo od a certe parti del  Parlamento.

L'ENEL rispetti le leggi approvate dal Parlamento e non scenda  in campo, mentre un progetto di legge è in discussione, per  sollecitare una o l'altra soluzione, salvo che non si voglia  dire apertamente che l'ENEL è cosa del ministro Marcora, della  maggioranza nella logica di «cosa nostra» che sembra essere  molto popolare in questo Parlamento.

Quando si erogano ottomila miliardi all'ENEL senza discutere,  si è in presenza di «cosa nostra»: si è in presenza di una  rapina.

[MORO, Sottosegretario di Stato per le finanze: Ottomila  miliardi dilazionati in 10 anni!]

Alessandro Tessari
TESSARI Alessandro
. Certo. Diceva il collega Abete di  installare delle centrali; ma quali centrali? Nella discussione  svoltasi in Commissione — vi siete vergognati di portarla in  aula e l'avete confinata nel chiuso della Commissione; avevate  infatti paura che si desse troppa pubblicità a quello che si  diceva — si è detto che il ministro Marcora giustificava sei  centrali nucleari — due a Montalto e quattro in progettazione —  perché nel decennio appena iniziato prevedeva un tasso di  sviluppo economico del paese pari al 3,5 per cento.

Questo tasso di sviluppo previsto e programmato comportava un  fabbisogno energetico che poteva essere soddisfatto con la  realizzazione di sei centrali nucleari.

Quando abbiamo saputo che il ministro, autorizzato a fare  programmazioni e previsioni, è il ministro La Malfa, e che  questo ministro fa tutt'altre previsioni per lo sviluppo di  questo decennio (parla infatti di uno sviluppo dello 0,5 o  dell'1 per cento, e di fronte alle dichiarazioni di Marcora ha  detto che queste sono gene - rose utopie) noi vorremo sapere  dal Governo — ma temo che l'amico Moro non sia in grado di  sciogliere questo nodo — quale dei due ministri racconta le  bugie: La Malfa o Marcora.

Se l'ipotesi di sviluppo è quella di La Malfa, non ha senso  costruire sei centrali nucleari, poiché non serviranno molto  probabilmente.

Per fare una battuta, se le costruiamo con la logica con cui  abbiamo costruito e gestito le centrali di Caorso e del  Garigliano, cioè centrali che stanno più chiuse che aperte (ed ogni giorno di chiusura costa all'ENEL circa 800 milioni)  allora si capisce che il fondo di dotazione servirà a pagare i  fallimenti gestionali dell'ENEL.

Pertanto il ministro ed il Governo nel suo insieme non hanno  saputo spiegare perché nel piano energetico si ipotizzavano sei centrali nucleari ; non solo, ma nel settore specifico del  nucleare, vi è un altro ente che ha chiesto tremila miliardi e che ancora non li ha avuti.
Ciò non certo grazie all'opposizione possente dei grossi  partiti in questo Parlamento, ma per la puntigliosa opposizione  ha detto che tremila miliardi ad un ente come il CNEN, che non ha presentato un credibile piano di lavori, non possono  essere concessi; non si vara un piano nucleare come quello del  CNEN (ecco perché, collega Abete, non credo che tu creda alle  cos e che hai letto) dove si seguono reattori come il CIRENE,  il Superphoenix ed il PEC con quel tipo di strutture, mezzi e disponibilità, nonché con quelle da parte del paese . Cerchiamo  di essere più realisti:
noi siamo convinti che non è realizzabile nel suo complesso il piano energetico.

Per questo questi ottomila miliardi — che oggi ci viene chiesto  di dare all 'ENEL — ci sembrano buttati dalla finestra ; e questo non perché non riconosciamo che l'ENEL abbia sacrosante  esigenze economiche, anche urgenti, ma perché il tutto viene  strappato con una campagna scandalistica del tutto falsa.

Non basta che il ministro Marcora, un giorno sì e l'altro  anche, dichiari ai giornali che siamo sull'orlo del baratro,  per essere poi smentito dal ministro Andreatta o dal ministro La Malfa, poiché questa è esibizione scenica, così come lo sono  le dichiarazioni del presidente dell'ENEL Corbellini, il quale  dichiara di non riuscire a pagare i fornitori, ragione per la  quale dovrà mettere sul lastrico... (Commenti del  sottosegretario di Stato per le finanze, Moro).

Caro Moro, se fosse così sul lastrico, non avrebbe chiesto 23  milioni di aumento del suo stipendio personale, proprio nel  momento in cui non riusciva a pagare i fornitori.

Anche queste inopportunità sarebbe bene venissero evitate nei  momenti in cui ci si strappano i cappelli e le vesti per  presentarsi al paese come bisognosi di 8130 miliardi «natalizi»  che il Governo sollecita con questo provvedimento.

Corbellini deve venire in Parlamento ; il Parlamento deve  aprire una discussion e sullo stato complessivo dell'ENEL.
Solo dopo potremo fare il piano pluriennale ed adeguare il  fondo di dotazione ad un piano realistico che rivisiti la  struttura dell'ente.

Ma noi non riteniamo possa essere assolto fino a questo  momento.

Quindi è scandaloso il metodo con cui venite a proporre di  erogare 8130 miliardi con un decreto-legge ; lo stato debitorio  e le disfunzioni dell 'ENEL non sono una delle calamità  previste dall'articolo 77 della Costituzione, caro Moro!

Atti Parlamentari


Non è quella la sede! Quindi perché ancora una volta avete  fatto ricorso allo strumento del decreto-legge?
Quando avete modificato il regolamento della Camera, avete  blaterato che finalmente si sarebbe posto un freno alla  produzione forsennata di decreti-legge da parte del Governo,  vist o che l'opposizione radicale sarebbe stata messa a tacere.

Avete messo il bavaglio ai radicali, avete impedito gli  ostruzionismi, però continuate a produrre decreti, anche quando non è necessario.

[MORO, Sottosegretario di Stato per le finanze. Per la parte fiscale permetterai...]


TESSARI ALESSANDRO. Infatti sto contestando di aver inserito  nel decreto - legge l'articolo 3 che riguarda l'ENEL. La parte  fiscale, invece, si commenta da sola e lo stesso relatore era  piuttosto imbarazzato quando doveva giustificare che i maggiori  introiti derivanti dall'applicazione di questo provvedimento  sono riservati allo Stato: voleva pure spiegare che questo,  forse, metterà un po' in crisi il settore automobilistico, che  è già abbastanza in crisi.

Ma ormai siete voi a dare la spiegazione con questo modo di  procedere:
voi rapinate dei soldi con queste misure, senza che ci sia un  aumento dei prodotti petroliferi tale da giustificare questi aumenti fiscali.
Ma dite che questi aumenti poi vanno nelle casse dello Stato:
bontà loro che il ministro Marcora, o il ministro delle  finanze, o il Presidente del Consiglio non li mettono nelle  loro tasche!

Vanno nelle casse dello Stato, da cui poi la FIAT o l'Alfa  attingeranno, sotto forma di cassa integrazione, quando  dovranno registrare ulteriori difficoltà per il settore delle auto!

Questa è la logica perversa che ormai avete assunto come modello del vostro operare. E certo dunque che non si può  auspicare, pur senza favorire altri disegni, lunga vita a   questo Governo, che continua a raccogliere il peggio della  tradizione trentennale dei governi nazionali e cioè la mancanza  di programmazione, la mancanza di un raccordo fra il momento in cui si aumenta l'imposizione fiscale e l'organizzazione  degli interventi nei settori che di riflesso verranno colpiti, il perpetuarsi della politica forsennata di buttare miliardi  senza voler discutere sulle strutture di un ente, come l'ENEL, facendo credere — come ha fatto anche il collega Abete — che il  prezzo del chilovattora calerà e che la bolletta della luce, quando sarà stato realizzato il piano generale delle illusioni  di Marcora, ci verrà praticamente regalata.

Siccome riteniamo che tutto questo non è vero, perché i paesi  che hanno avviato un serio programma nucleare ci hanno detto  che l'energia elettrica prodotta dalle centrali nucleari non  costa una lira di meno ...

CERRINA FERONI . Il solito Giappone!

TESSARI ALESSANDRO. Sì, il solito Giappone, il quale ci ha  dimostrato che quell'energia non costa di meno, se si vuole  procedere al piano nucleare in maniera seria e non come lo  facciamo noi, «all'italiana», con centrali che chiudono a giorni alterni! Lì le centrali funzionano anche quando c'è il  terremoto, perché nel giorno della nostra visita vi è stato un  terremoto e loro hanno costruito una centrale a prova di  terremoto!

Evidentemente questo costa e, nel costo complessivo, vorrei  sapere dal collega Abete, se siano state anche calcolate le  tangenti che paghiamo ai comuni perché ospitino le centrali  nucleari.

Infatti il «bel» pacchetto del PEN (piano energetico nazionale)  non può essere realizzato, perché le popolazioni delle località  in cui il Governo ha intenzione di costruire le centrali  nucleari hanno qualche diffidenza, forse perché conoscono la  disinvoltura con cui si costruiscono le centrali, non solo  quelle nucleari.

La risposta del Governo è la peggiore, la più scorretta, perché  tende a comprare, a corrompere sindaci e comuni:
interi consigli comunali, che si fann o comprare a suon di  miliardi! E siccome ci si vergogna di questi provvedimenti, li  si è nascosti in una legge che si intitola:

«Risparmio energetico e fonti rinnovabili».

Così tutti vedono il sole, la geotermia e tutte queste belle  cose, ma, nascosto tra le pieghe, c'è questo purulento articolo  17, con cui si danno miliardi — decine, centinaia saranno alla  fine miliardi! — ai comuni per il disagio di vedersi installata una centrale nucleare.

Da mesi stiamo facendo battaglia su questo:
per impedire che questo scandalo passi, legittimando la corruzione di Stato.

L'altro elemento ridicolo e scandaloso contenuto nel piano  energetico nazionale citato dal collega Abete, riguarda l'altra  ipotesi del carbone.

Sappiamo che l'Italia non può attuare la riconversione nel  senso del carbone, secondo le indicazioni previste dal piano  energetico, perché non siamo attrezzati a livello di strutture  ferroviarie e di sistema di rete distributiva.

Già adesso, prima ancora che si avvi un piano per rendere  possibile l'utilizzo del carbone, ci sono i comuni che pensano  di poter utilizzare il famoso articolo 17 per farsi pagare la  tangente per il disagio che subiranno con l'attraversamento dei  convogli che porteranno il materiale alle centrali di  destinazione.

E questa logica perversa che ormai caratterizza questo Governo,  che prima se ne va, meglio è, credo, per tutto il paese.

Noi siamo convinti che in questo settor e delicato non si possa rinviare la soluzione.
Siamo stati i primi a dimostrare disponibilità, volontà di confrontarci, volontà di discutere per trovare soluzioni realistiche e credibili, ma nel rispetto della legge, non nel raggiro della stessa, come viene prospettato con questi provvedimenti.

Ho concluso, signor Presidente, signor rappresentante del Governo .

Noi non sappiamo se questo decreto-legge sarà convertito in legge.

Per quanto ci riguarda, vorremmo auspicare che tutti coloro che rilevano la mostruosa presenza di questo articolo 3, relativo al regalo di 8 mila miliardi all 'ENEL per decreto-legge, vogliano prendere l'iniziativa, martedì prossimo (visto che avremo soltanto uno o due giorni di lavori parlamentari prima della pausa natalizia), di non fare questo regalo all'ENEL, ma di farne uno alla democrazia italiana, insegnando al Governo come si fanno le leggi e chiedendo al Governo di ritirare questo articolo e di introdurre il contenuto nell'ambito di un disegno di legge che consenta al Parlamento di discutere, a proposito dell'ENEL, su tutto ciò su cui il Parlamento ha diritto di discutere e su cui ha chiesto da tempo di poter discutere .
Noi ci muoviamo in questo senso. Vorremmo sperare (e questo è l'augurio che rivolgo soprattutto ai compagni comunisti, ai compagni del PDUP e a quanti hanno espresso perplessità anche da altri settori su questo inserimento dell'articolo 3) che si possa, tutti insieme, presentare degli emendamenti per modificare questa scandalosa e disinvolta operazione del Governo .

▼ ▼ ▼ ▼ ▼ ▼ ▼ ▼ ▼ ▼ ▼ ▼ ▼ ▼ ▼ ▼ ▼ ▼ ▼ ▼ ▼ ▼ ▼ ▼ ▼
Ecco come era composto il Consiglio di Amministrazione di ENEL tra il 1981 ed il 1986

ENEL Consiglio di Amministrazione (1981-86) (8 consiglieri + presidente)
Presidente: Corbellini (Dc), designato da Prodi - Vicepresidente: Inghilesi (Psi), designato da De Michelis -Consigliere: Bitetto (Psi), designato da Craxi - Consigliere: Lizzeri (Psi), designato da Donat Cattin - Consigliere: Fittipaldi (Psi), designato da Antonio Gava - Consigliere: Maschiella (Pci), designato dal Partito -Consigliere: Faletti (Pri), designato da Gunnella  - Consigliere: Caffarena (Pli), designato da Altissimo  - Consigliere: Averardi (Psdi), designato da Longo

▼ ▼ ▼ ▼ ▼ ▼ ▼ ▼ ▼ ▼ ▼ ▼ ▼ ▼ ▼ Redazione per RNA: Massimo Greco

Questo volume 5 segue i precedenti 4:




Il "NUCLEARE BERLINGUERIANO" - Vol. 4 - Il "Caso Zorzoli" - Capo della lobby filonucleare nel partito di Berlinguer [(17 gennaio 1993) - Corriere della Sera] - Ritratto di Giambattista Zorzoli, 60 anni, docente al Politecnico di Milano, ex responsabile del settore energia del PCI ed ex consigliere d' amministrazione dell' ENEL; arrestato per concussione nell' ambito dell' inchiesta sugli appalti per le centrali ENEL.
Il "NUCLEARE BERLINGUERIANO"
Vol. 3 - Il "Caso Ippolito"
http://www.facebook.com/note.php?note_id=441146310698
Vol. 2 - Sul nucleare "di Sinistra"
e le scelte governative di cui fu COMPLICE il PCI nell'era Andreottiana
http://www.facebook.com/note.php?note_id=440381335698
Il Vol. 1 (Intro) - Documenti, radici di una cultura industriale.
Nomi, Fatti e Fonti inoppugnabili per capire responsabilità, ruoli e scelte che si RIpercuotono sulle Nostre vite di oggi.
10 Volumi per la storia del Movimento Antinucleare in Italia e per la Storia dell'ultranuclearismo politico e istituzionale. http://www.facebook.com/note.php?note_id=440205515698 -

ALLA REDAZIONE ANNO ZERO c/a Michele Santoro


Abbiamo seguito con attenzione la trasmissione di ieri, 28 ottobre 2010.
Purtroppo il messaggio è stato ancora una volta parziale, e di parte, ed ha perpetuato l'immagine ormai ammuffita del sud che si lamenta. Contestualmente si è affermata l'apologia incontrastata del ciclo integrato dei rifiuti.
29 ottobre 2010 - CO.RE.ri - Coordinamento Regionale Rifiuti – Campania
Abbiamo seguito con attenzione la trasmissione di ieri, 28 ottobre 2010.
Purtroppo il messaggio è stato ancora una volta parziale, e di parte, ed ha perpetuato l'immagine ormai ammuffita del sud che si lamenta. Contestualmente si è affermata l'apologia incontrastata del ciclo integrato dei rifiuti.
Bertolaso ha potuto difendere la scelta del Governo di costruire 4 inceneritori in Campania, ha potuto addirittura lodare la disponibilità di De Luca ad accogliere un impianto sul territorio del suo Comune o della Provincia di Salerno.
La trasversalità a favore della combustione si è conclamata. De Luca ha potuto evocare il Sindaco di Pontecagnano, sottolineando l'estraneità delle amministrazioni dalla partita economico finanziaria dell'inceneritore salernitano. Ha detto con orgoglio: "..sarà in mano ai privati". Come fosse un vanto! La provincia di Salerno, in balia di nuovi potentati privati! Quali privati? Il business dei rifiuti si sposta dalle discariche alla combustione.
Un chiaro allarme parte da Terzigno: non sono stati i comitati di cittadini a bruciare camion di rifiuti, tantomeno sono stati i cittadini a devastare le isole ecologiche, ma, probabilmente chi è contro la raccolta differenziata e sa che si guadagna dalle discariche come dalla combustione.
Noi siamo gruppi responsabili di persone schiacciate tra interessi paralleli e contrapposti, di fronte ad uno Stato che sembra arrendersi a troppe difficoltà. Di tutto questo non si è discusso ieri sera. Si è, piuttosto, parlato dell'efficienza dell'inceneritore di Brescia, come se a Brescia non ci fossero problemi simili a quelli di Acerra, compresa la pregressa contaminazione del sito. Castelli ha potuto evidenziare che la Toscana è al vertice nella produzione di rifiuti pro capite. In barba alla riduzione di un piccolo paesello: Capannori. Si è ascoltata la protesta di un "singolo" Sindaco, "l'unico" ha detto Santoro, che viene "castigato" per aver promosso la raccolta differenziata. Non è l'unico, e sono tanti i cittadini penalizzati per il mancato riciclo della materia raccolta separatamente. In molti subiscono le conseguenze della scelta pro incenerimento che si sta affermando nel consorzio CONAI:  la raccolta differenziata non viene remunerata e le tariffe non scendono. Dunque i cittadini collaborano e gli amministratori si rivelano incapaci di promuovere o fare mercato.
Anche di questo non si è parlato. Largo spazio a Sodano, senza contraddittorio, solo per dire che Acerra dovrebbe bruciare il CDR, non per altro, così si è ribadito che la raccolta differenziata deve essere fatta, ma non si può fare il porta a porta, quasi fosse impossibile puntare davvero ad un modello economico alternativo! Secondo ANNO ZERO dobbiamo accettare l'ineludibilità della combustione dei rifiuti, solo perché  si è deciso di fermare il vero riciclo-riuso dei materiali. Anche il tema della provincializzazione è stato declinato in maniera scorretta: non si deve guardare il problema solo dal punto di vista dei Comuni, la provincializzazione non danneggia solo perché impone percorsi e aziende centralizzate, ma soprattutto perché deresponsabilizza il governo della Regione dal ruolo fondamentale di indirizzo e di programmazione che potrebbe produrre veri cambiamenti nell'organizzazione del territorio e delle priorità ambientali, sociali, agricole e industriali, che costituiranno, o dovrebbero costituire, il nostro futuro.
ANNO ZERO ha, dunque, replicato un rimpallo di responsabilità senza dare voce alla proposta costruttiva dei cittadini. Il CO.RE.Ri. ha proposto da anni soluzioni fattibili. Ribadiamo COMBUSTIONE ZERO - RICICLO TOTALE DELLA MATERIA perché sappiamo che è fattibile: la raccolta porta a porta si può fare, l'economia del riciclo e della valorizzazione del territorio è in linea con l'attuale crisi globale che richiede un ritorno a logiche di mercato reale. Di questo vorremmo parlare. Il tema è nazionale e non limitato alla Campania.
Traiamo spunto dalla frase pronunciata da Santoro in chiusura di trasmissione: "di questo parleremo con Napoli", ed evidenziamo che Napoli sta già discutendo; stampa e media dovrebbero dare a Napoli, al CoReri e alla Campania la possibilità di affermare le proprie ragioni, affinché possano diventare fatti e contagiare in positivo il resto del Paese, dove molti comitati, insieme a noi, si stanno preoccupando per l'attuale aggressione a territori, potenzialità di crescita e, soprattutto, salute e diritti dei cittadini.
A nostro avviso, censurare oltre la visibilità dei cittadini, che hanno le risposte e che potrebbero inchiodare politici e industriali alle loro responsabilità, costituisce un grave danno all'evoluzione delle regole democratiche nel nostro Paese.
I salotti televisivi non hanno alcun credito laddove pianificano le parti in commedia ed antepongono la dimostrazione dell'ipotesi preconcetta alla reale contrapposizione delle tesi. Invertendo questa tendenza si potrà sviluppare un vero  dibattito e recuperare quella credibilità dei media, che oggi è fortemente in discussione; solo così i media svolgeranno il loro ruolo primario, evitando di ripetersi quali vetrine e sponsor di interessi di parte alimentando confusione e disinformazione e contribuendo a tenere il Paese fermo al palo.
Napoli, 29/10/2010
Coordinamento Regionale rifiuti della Campania (CO.RE.Ri)
http://www.rifiuticampania.org
- contatti@rifiuticampania.org -  3346224313

ANNOZEROBALLE




Alla redazione di ANNO ZERO

Faccio seguito a quanto esposto al telefono. Trasmetto in cc al coordinamento campano
E' importante, in questo momento, dare voce alle proposte tecniche che i territori stanno proponendo.
Oggi la parola d'ordine( e la proposta) puntano a combustione zero-riciclo totale della materia. In quest' ottica vanno evidenziate le distorsioni che impediscono un cambio di paradigma.

Parlare oggi solo di Capannori e fare riferimento a Tommaso Sodano, significa trascurare gran parte dell'impegno dei comitati campani e perpetuare un'errata visione delle soluzioni al problema rifiuti. Invitare il sindaco Cenname, come fosse un'eccezione, significa dare una immagine limitante della realtà: ci sono molti altri sindaci come lui, la Campania è piena di ottime realtà locali.
Soprattutto significa ignorare il dibattito nazionale sul problema rifiuti, escludendo i contenuti dalla visibilità.
Lo stesso Alessio Ciacci ammette che Capannori manda il residuo a combustione. Questo non è Rifiuti Zero. E' ciclo integrato, cioè riciclo+combustione.. Capannori va a smaltimento del residuo, perché la regione Toscana e la provincia lo impongono. Il dibattito nazionale nei movimenti lo ha evidenziato da tempo: dobbiamo insistere per l'economia del riciclo e la stampa dovrebbe contribuire all'approfondimento.
Ovviamente Capannori è un'ottima esperienza, tra le più avanzate, ma non possiamo considerarla unica, né capofila, nè esaustiva. Si potevano trovare e consultare altre realtà nella stessa Campania, si doveva, per correttezza, consultare il CoReri (coordinamento regionale rifiuti Campania) che ha prodotto documenti e aggiornamenti per risolvere il problema della riconversione dei TMB (gli impianti produttori di ecoballe) e oggi sta in prima fila per informare i comitati locali e costruire proposte credibili e innovative.

Sodano era in parlamento quando sono stati confermati gli incentivi agli inceneritori già approvati in tutta Italia, rappresenta un'area politica che ha tradito dall'interno i movimenti partecipando all'approvazione di impianti in tutto il Paese e che, ora, sta solo "promettendo" per l'ennesima volta, di cambiare rotta e recuperare coerenza.
Se Santoro vuole confermare i protagonisti di un teatrino precostituito, non possiamo che farci una domanda: perché?
Forse è male informato? Forse i contatti avvengono sempre all'interno di una cerchia precostituite? Forse c'è stanchezza, abitudine a ripetere una trama? O forse è colpa nostra che, impegnati sul campo, non ci siamo preoccupati abbastanza di curare le pubbliche relazioni? O forse Santoro approva il ciclo integrato? Crede che davvero sia una soluzione?
Per informazione: la proposta del CoReri è sul sito del coordinamento campano (proposte). La logica che la ispira non appartiene solo al CoReri, ma a molti gruppi e comitati sparsi in tutta Italia, che stanno insieme elaborando.
Perché Rifiuti Zero sia tale deve essere declinato come COMBUSTIONE ZERO -RICICLO TOTALE DELLA MATERIA e deve escludere tutte le soluzioni tecnologiche che concentrano le fasi di trattamento e gestione.
In questo senso Ciacci e Sodano non possono rappresentarci, soprattutto sono parte della politica e delle amministrazioni.
La proposta arriva dalle persone, da chi non si candida, perché sa di essere controparte e che, in quanto tale, chiede ascolto e spazio.
Abbiamo bisogno d parlare dei limiti della legislazione, dei limiti del CONAI, della cattiva organizzazione dei servizi, ma soprattutto del ruolo delle ex muicipalizzate che oggi si asssociano (già in atto) con i privati, aprendo la porta ad un doppio inganno ai cittadini. Questa è l'emergenza ed è inutile parlare di contrapposizione tra destra e sinistra, quando a Salerno il sindaco De Luca vuole costruire un inceneritore nonostante il 70% ca. di raccolta differenziata.
Evidentemente ciò che manca è la filiera industriale, manca la volontà politica e confindustriale, si segue ancora una volta la regola di mercato monetario, piuttosto che interpretare l'esigenza di mercato reale. Si perde l'occasione di parlare di posti di lavoro.
Di questo vorrebbero e dovrebbero parlare i cittadini interessati, NON "CHI PER ESSI"
Mi auguro di risentirla e di poter fornire ulteriori dettagli e contatti

Anna Stramigioli
DNS . DirittiNaturaSalute . Coordinamento Civico Nazionale
28.10.10 23:30


giovedì 28 ottobre 2010

Proposta di legge regionale : non bruciamoci il futuro.

Agghiacciante! In provincia di Pavia un largo dedicato a Hitler


2 Votes
Quantcast

Agghiacciante. Un largo dedicato a Adolf Hitler, a Dorno, in provincia di Pavia. Lo ha scoperto Bruna Durante, una cittadina del luogo, e ve lo segnaliamo. Dopo aver più volte invitato il comune a provvedere, Bruna ha segnalato il caso su Facebook. Aiutateci a renderlo pubblico e inviate la richiesta al sindaco, Secondina Passerini, di rimuovere immediatamente quella targa e di sostituirla con un’altra che ricordi le vittime dell’olocausto.

La mail del Comune di Dorno: info@comune.dorno.pv.it

Operazioni USA ad alto rischio per i lavoratori civili di Sigonella

Lavori altamente pericolosi e scarsamente retribuiti in un ambiente dove imperano comportamenti repressivi ed antisindacali. È il pane quotidiano degli operai italiani della grande militare base USA di Sigonella. Un mondo a parte fatto di precarietà e sfruttamento intensivo del tutto ignorato dai politici e dai media perlomeno sino a quando non sopraggiunge la tragedia. La notte di domenica 24 ottobre un grosso pallet contenente un carico di zinco da 1.600 kg è caduto da un aereo schiacciando un lavoratore di 47 anni, Salvatore Maita, che si trovava sulla rampa sottostante. Trasportato d’urgenza in ospedale, l’operaio è stato sottoposto a un intervento chirurgico per la riduzione di un esteso trauma cranico, ma le sue condizioni restano disperate. La vittima era impegnata nelle operazioni di carico di un Md-11, aereo cargo trimotore prodotto dalla McDonnell Douglas, di proprietà di una compagnia privata operante per conto del Fleet and Industrial Supply Center (FISC), il centro logistico delle forze navali degli Stati Uniti d’America istituito a Sigonella il 3 marzo 2005. Il FISC dirige e coordina la movimentazione e l’invio di merci, attrezzature, viveri, armi, munizioni e materiali pericolosi alle truppe schierate negli scacchieri di guerra in Africa, Caucaso, Golfo Persico, Iraq ed Afghanistan.
Sul gravissimo incidente che ha coinvolto Maita è stata avviata un’indagine da parte della Procura della Repubblica di Catania. “Quello di Sigonella è l’ennesimo di una lunghissima serie che si sta verificando negli aeroporti italiani”, denuncia in un comunicato la Cub Trasporti. “L’aumento indiscriminato dei carichi di lavoro, il sott’organico, la precarietà, l’assenza di adeguati investimenti, la privatizzazione e la diminuzione dei livelli di sicurezza sul lavoro sono le cause di uno stillicidio di incidenti che non possono e non debbono continuare. Auspichiamo che siano individuate le responsabilità del grave incidente di Sigonrella e che la Procura predisponga l’obbligo dei dovuti risarcimenti all’operaio che ne è rimasto vittima”.
I rappresentanti locali della Cub Trasporti puntano il dito sui pesantissimi tagli agli organici operati negli ultimi anni. “Nel 1997 noi lavoratori eravamo 274”, denuncia uno dei colleghi di Salvatore Maita. “Ora siamo sotto organico, in 162. Gli altri sono in mobilità e cassa integrazione. Il consorzio di aziende con cui lavoriamo, dopo aver ottenuto l’appalto, ha dichiarato lo stato di crisi. Hanno fatto fuori tutele, diritti e sindacati. Il risultato finale è che c’è un collega che sta morendo”. Il consorzio in questione è Algese2, costituito dalle società Alisud, Gesac e Servisair, aggiudicatosi qualche mese fa un contratto di oltre 100 milioni di dollari per gestire per quattro anni le operazioni aeroportuali nelle basi di Napoli-Capodichino e Sigonella. Grazie a un ricorso, Algese2 ha soffiato la commessa del Dipartimento dell’US Navy al colosso industriale Lockheed Martin, uno dei principali attori del complesso militare industriale statunitense. Inizialmente la Lockheed era stata dichiarata vincitrice dei lavori e avrebbe dovuto operare nelle due basi della marina militare USA dal febbraio 2010. “Algese ha però ottenuto prima una proroga fino al 30 giugno 2010, grazie a un contratto dal valore di 3.200.000 euro, poi l’aggiudicazione definitiva dell’appalto”, spiegano i rappresentanti della Cub Trasporti. “Immediatamente il consorzio ha reso pubblica la decisione di non pagare ai suoi dipendenti né gli arretrati per complessivi 1.700 euro, né gli aumenti stabiliti dal nuovo contratto nazionale sottoscritto il 26 gennaio 2010, pari a 131 euro mensili”.   
Con l’accordo quadriennale per la gestione aeroportuale di Napoli-Capodichino e Sigonella, Algese2 si afferma come uno dei maggiori contractor delle forze armate statunitensi in Italia. Nel triennio 2004-2006 il consorzio aveva già ottenuto dal Fleet and Industrial Supply Center commesse per 18.412.208 dollari. Ad esse vanno poi aggiunti i 15 contratti per complessivi 118.942.608 dollari sottoscritti dal principale socio-azionista di Algese2, l’Alisud Spa di Napoli, con diverse agenzie del Pentagono nel periodo compreso tra il 2000 e il 2009. La società napoletana che ha pure in gestione l’handling degli scali di Venezia, Bologna, Catania-Fontanarossa e Palermo, opera ininterrottamente dal 1972 nel terminal militare di NSA Napoli, e dal 1976 a Sigonella. La presenza in Sicilia si è interrotta per un breve periodo nel maggio 1997, quando i servizi della base militare furono affidati ad una joint-venture italo-statunitense composta da Pae, Aviation Management e Climega, che presentò un’offerta di gara con un ribasso del 42%. Subito dopo il loro arrivo, queste tre società presentarono un pesantissimo “piano di ristrutturazione” che prevedeva tagli occupazionali e salariali per il personale, con un ulteriore peggioramento delle condizioni di lavoro e dell’agibilità sindacale. I lavoratori di Sigonella diedero però vita ad una mobilitazione senza precedenti nella storia delle basi USA in Europa, effettuando sino ad oltre 4.000 ore di scioperi, blocchi stradali e un digiuno durato 46 giorni, subendo pure le cariche delle forze dell’ordine. La straordinaria stagione di lotta dei lavoratori, nota con il nome di “Popolo dei cancelli”, fu documentata dal cineasta britannico Ken Loach.
Con il ri-affidamento nel novembre 2002 del contratto ad Algese2, non si registrò tuttavia alcun cambiamento di rotta nelle politiche aziendali. Il 10 maggio 2004, nel corso di un seminario di studio sul ruolo strategico della base siciliana e sulla penetrazione mafiosa nella gestione di subappalti di costruzione e servizi al suo interno, alcuni lavoratori denunciarono che il “biglietto da visita” del consorzio vedeva l’imposizione di una piattaforma aziendale “finalizzata al contenimento ed alla compressione salariale”, con conseguente “precarizzazione del rapporto di lavoro e l’intensificarsi dello sfruttamento”. “Da allora in poi le cose sono ulteriormente peggiorate e per i lavoratori non c’è stato più scampo”, dichiarano oggi i rappresentanti locali della Cub Trasporti. “Non solo rispetto al loro precedente “status” i lavoratori di Sigonella non recupereranno mai nulla, ma dal 2002 al 2010 perderanno ancora altri livelli e perciò altri soldi, perderanno gratifiche, diritti e speranze. Perderanno posti di lavoro e perfino il rispetto di sé”.
Non è certamente migliore l’aria che si respira tra i dipendenti civili italiani e statunitensi direttamente impiegati dalla marina militare USA. Il 15 ottobre è stato completato il processo di ridimensionamento numerico del personale delle basi di Napoli e Sigonella. “Di conseguenza sono state eliminate 44 posizioni americane, 39 dipendenti locali sono stati oggetto di cessazione non volontaria del rapporto di lavoro e 52 dipendenti locali sono stati ricollocati in posizioni create a seguito di dimissioni volontarie e congelamento delle assunzioni”, scrive il Contrammiraglio Tony Gaiani, Commander, Navy Region Europe, Africa, Southwest Asia. “L’US Navy ha pure sospeso temporaneamente le assunzioni durante il processo di adeguamento del personale al fine di minimizzare le possibili perdite di posti di lavoro. Inoltre, la Navy ha garantito incentivi all’esodo per 24 impiegati che occupavano posizioni o in eccesso o successivamente utilizzate per ricollocamenti”. Le funzioni strategiche delle basi USA in Italia sono destinate a crescere ulteriormente, nuovi scenari di guerra si aprono in Africa ed Asia e vengono schierati nuovi reparti d’élite a Vicenza e ulteriori sofisticati sistemi d’arma in Sicilia (i Global Hawk a Sigonella e il MUOS a Niscemi), ma l’occupazione italiana è destinata progressivamente a scemare.

L'Aquila dimenticata

PDF Stampa E-mail
terremoto-scuola-web.jpg


di Ruben H Oliva - 27 ottobre 2010

Il videoreportage in 5 puntate
«Muore la zona rossa». Il silenzio della città. Tra disoccupazione e speranze

Da lunedì 25 ottobre a venerdì 29 ottobre: ogni giorno on line su Corriere.it una puntata del videoreportage su L'Aquila realizzato dal giornalista Ruben H.Oliva. Un viaggio per capire a che punto siamo con la ricostruzione da quel 6 aprile del 2009 che portò morte e distruzione. Un viaggio per cogliere umori, sensazioni, speranze e delusioni.


GUARDA IL VIDEO: corriere.it

L'AQUILA - Domenico ti fulmina con lo sguardo mentre cammina sul cumulo di macerie in cui un tempo c’era Tempera, il suo paese. Non si è ancora rassegnato, ma l’esperienza di questi ultimi diciotto mesi gli ha fatto perdere ogni fiducia nello stato italiano. Don Giovanni Gatto, parroco di Tempera, mentre racconta come sia riuscito a salvarsi per miracolo, indica con tristezza la montagna di pietre ed erbacce che ha presso il posto della sua chiesa.

Lungo le statali che avvolgono l’Aquila, i cartelli con i nomi di paesi e borghi fantasmi sono tanti. Basta abbandonare l’asfalto e inoltrarsi lungo strade sterrate per assistere ad uno spettacolo agghiacciante, diventato ormai normale. Poltrone, televisori, resti di bagni e cucine, spuntano tra i detriti per raccontare come un tempo in questi luoghi c’era la vita. Il signor Maurizi, orgoglioso proprietario del albergo ristorante “La cabina” di Castelnuovo, si è dovuto costruire a spese sue una baracca di legno sul bordo della strada. Il nuovo e precario bar si chiama «La cabina 2» e dista pochi passi dai resti della struttura precedente. Ora Maurizi tira a campare immerso nei debiti: il sima ha raso al suolo i sacrifici di tre generazioni d’emigranti in america e in Germania. Benvenuti ad un Aquila di cui tanto si è parlato e poco si è visto, diventata drammatico bottino della politica. Nel centro storico della città abruzzese, ci si aspetta di vedere o sentire l’assordante rumore di ruspe o il movimento di camion e gru. Invece niente, un silenzio innaturale ti accompagna mentre cammini nei vicoli di quello che rimane del bellissimo centro storico. Le new town, piccoli quartieri di case nuove, costruite a peso d'oro, stonano con il paesaggio circostante. Chi ha avuto la fortuna di finire in questi quartieri inizia a intuire che ci dovrà rimanere, se tutto va bene, almeno 30 anni. Le case consegnate personalmente dal premier Berlusconi, appena ci si entra, appaiono molto diverse da come le abbiamo viste in televisione. Sono piccole e di mura sottili. Come spiega un terremotato «dopo mesi in tenda pure una baracca ti sarebbe sembrata una reggia».

L’Aquila appare molto diversa da quella mostrata fin ora. Le macerie non sono state rimosse, la gente vive in un clima d’angoscia crescente. Il numero dei morti, dei suicidi, dei divorzi e dell’uso di psicofarmaci è aumentato nel silenzio generale. Il dottor Alessandro Sirolli, direttore del centro psichiatrico diurno dell’Asl 1 dell’Aquila non ha dubbi: «Ci nascondono le cifre del disastro umano» racconta. Gli effetti distruttivi sulla psiche umana, dopo il sisma e lo stato di crisi, sono stati devastanti.

Di ricostruzione non se ne parla più né in consiglio regionale né tra la gente. La speranza è ridotta al lumicino mentre un secondo inverno è alle porte. Un dramma umano che si svolge lontano anni luce dalle aule parlamentari e dalle sedi dei partiti. La sensazione è che l’Aquila, questo pezzo d’Italia, sia stata rimossa dall’immaginario collettivo e che il cartello posto all’ingresso di una delle centinaia di baracche di legno in cui trascorrere quel poco di vita sociale che ancora rimane - dove si legge «questa è l’Italia del si salvi chi può» - non sia frutto del qualunquismo quanto piuttosto la fotografia di una realtà con cui dovremmo fare i conti per molti decenni.

Tratto da: corriere.it


ARTICOLI CORRELATI

- L'Aquila dimenticata - 3° parte

-
L'Aquila dimenticata - 2° parte

- L'Aquila dimenticata - 1° parte

Municipio Roma 16: Proposto impianto fotovoltaico per il parcheggio del Municipio

Oggi depositerò la seguente proposta di deliberazione in Municipio:

MUNICIPIO ROMA XVI
PROPOSTA DI DELIBERAZIONE



Premesso

che il Decreto legislativo 29 dicembre 2003, n. 387, recante attuazione della direttiva 2001/77/CE, e le successive modifiche prevedono la possibilità per privati, aziende ed enti pubblici di usufruire di incentivi per la costruzione di impianti fotovoltaici, ovvero dotati di pannelli solari che producono elettricità e che sono connessi alla rete elettrica, che vengono erogati in "conto energia", ovvero rivendendo tutta l'energia elettrica prodotta direttamente al Gestore dei servizi elettrici (GSE) ad una tariffa incentivante;

Tenuto conto

che secondo la normativa vigente, in caso di installazione di un impianto fotovoltaico, verranno corrisposti per venti anni fino a 0,47€ per ogni kilowattora (kWh) prodotto; che, a titolo di esempio, qualora l'impianto fotovoltaico sia di un taglio di 3 kWh e produca mediamente almeno 3.450 kWh all'anno (dato medio per impianti posizionati nel Nord Italia), con quest'impianto si possono incassare 32.430€ di incentivi di venti anni (0,47€/kWh x 3450 kWh/anno x 20 anni= 32.430€); che inoltre, in aggiunta all'incentivo ventennale, in caso di installazione di un impianto fotovoltaico, si avrà corrisposto anche un rimborso equivalente alla bolletta elettrica pagata, portando quindi l'incasso ventennale a quasi 50.000 €, il tutto per un impianto che in media costa meno di 20.000 € e che quindi si tratta, in termini percentuali, di un investimento con un rendimento ventennale dal 250 al 350%; che le attuali tariffe sono valide per installazioni effettuate entro il 31/12/2010 e che l'attuale normativa prevede una riduzione compresa fra il 18 e il 20% per installazioni entro il 2011, ed un'ulteriore decremento del 6% all'anno per installazioni nel 2012 e 2013;

che tutti gli istituti bancari hanno da tempo predisposto finanziamenti per gli impianti fotovoltaici, che consentono ai soggetti che vogliono installare gli impianti suddetti, di effettuarli a costo zero in quanto il pagamento delle rate del finanziamento e dei relativi interessi avviene per mezzo della corresponsione dei suddetti incentivi erogati dal GSE direttamente a favore degli istituti bancari erogatori del finanziamento;

che da tempo esistono soluzioni tecniche per l'installazione di pannelli fotovoltaici integrati in tettoie (di seguito “tettoie fotovoltaiche”), che permettono di svolgere contemporaneamente la funzione di copertura per aree di parcheggio per veicoli e di impianto di produzione di energia elettrica da fonte solare; che l'installazione integrata su tettoia garantisce il massimo incentivo dal “conto energia”, in quanto esecuzione classificata come "totale integrazione architettonica"; che sono disponibili sul mercato proposte commerciali per la realizzazione di impianti fotovoltaici con tettoie fotovoltaiche autoportanti, che non necessitano di plinti a terra e quindi sono velocemente posizionabili ed altrettanto velocemente possono essere soggetti ad autorizzazione perchè godono di un trattamento normativo urbanistico semplificato;

Considerato

che presso la sede del Municipio Roma XVI sita in Via Fabiola 14 Roma, esiste un'area di parcheggio per veicoli, accessibile tramite rampa dal lato sinistro dell'ingresso, che è esposta al sole ed in cui potrebbe essere posizionato un impianto fotovoltaico della tipologia a “tettoia fotovoltaica autoportante” in tempi brevissimi;

IL CONSIGLIO DEL MUNICIPIO ROMA XVI

delibera di dare mandato all'Unità Organizzativa Tecnica del Municipio Roma XVI, di concerto con gli Uffici competenti, di redarre uno studio di fattibilità relativo all'installazione di un impianto fotovoltaico della tipologia a “tettoia fotovoltaica autoportante”, da realizzarsi nell'area di parcheggio suindicata e le cui opere siano da eseguirsi se possibile entro il termine del 31/12/2010.

delibera altresì di dare immediata esecuzione alla presente deliberazione, ai sensi dell'art. 134 del decreto legislativo n. 267/2000 e successive modifiche.


Roma, lì 28/10/2010

Marco Giustini
Consigliere del Municipio Roma XVI
Lista Civica 5 Stelle di Roma

mercoledì 27 ottobre 2010

Chicco Testa e il Forum Nucleare Italiano

Testa_forum_nucleare.jpg
Chicco Testa, contestato oggi a Genova, ha inaugurato nei giorni scorsi il "Forum nucleare italiano". Ha salutato calorosamente i convenuti per la nascita di questa nuova associazione no profit. Tra questi la Confindustria, i sindacati, imprese francesi, tedesche e americane: Ansaldo, Edison, Edf. Alstom, Enel, Eon, Terna, Westinghouse... l'Associazione Italiana Nucleare che tanto ha fatto per tenere accesa la fiammella del nucleare in questi anni, prestigiose università italiane come il Politecnico di Milano, le Università di Genova e di Pisa e La Sapienza di Roma. Gli unici assenti al Forum erano i cittadini italiani che hanno votato in massa un referendum contro il nucleare. Obiettivo del Forum è quello di sviluppare la comunicazione e l'informazione sull'utilizzo del nucleare in Italia. Obiettivo dei presenti partecipare alla torta. Il nucleare è il passato, ma per Testa è il suo futuro.

analisi psicologica di Berlusconi, intervista al tg1

 Il linguaggio del corpo

Analisi psicologica di Silvio Berlusconi. Studio e interpretazione del linguaggio del corpo del premier. I sottotitoli con [CORPO] sono stati effettuati senza ascoltare l'audio! Attenzione al movimento degli occhi! Le tecniche psicologiche da venditore sono portate ai massimi livelli

RIVOLUZIONE! IL 7/12 ANDIAMO TUTTI INSIEME A RITIRARE I NOSTRI SOLDI!



l'idea viene dalla francia ( http://www.facebook.com/event.php?eid=101996426533405 ) ma, com'è giusto che sia, sta piacendo anche in altri paesi del mondo.

questo sarà il gruppo parallelo italiano.

intanto vi traduciamo il testo dell'iniziativa francese (traduzione di elena scola, giuseppe ohhd sette, andrea alma e ilenia grison. gli eventuali errori verranno presto corretti). piano piano tradurremo anche i link.

" Perché oggi è evidente che manifestare non serve a nulla per farsi ascoltare dalla nostra classe dirigente e che il potere è detenuto dalle banche, ANDIAMO TUTTI INSIEME A RITIRARE I NOSTRI SOLDI DALLE BANCHE IL 7 DICEMBRE 2010!

Loro sono grandi perché noi siamo in ginocchio!
Fate girare questo messaggio, la fine di questo sistema ingiusto è possibile!

http://www.bu2z.com/video/revolution-selon-cantona.html

F.A.Q

"E se non si hanno soldi? Oppure, se ne abbiamo pochi? "
I torrenti creano grandi fiumi!, hanno 20 millioni di volte soldi in più di quanto posseggono nelle loro casse.
Dobbiamo fare pressione su di loro, in modo da ricordare che il loro potere esiste solo perché lo vogliamo, e possiamo cambiare le regole del gioco. Se questa azione sarà collettiva, riusciremo a farli tremare. Essi sono grandi perché noi siamo in ginocchio. Prendiamone atto. Non c'è bisogno di marciare per strada a urlare e a prendere botte se non veniamo ascoltati. Questo semplice gesto simbolico può trasmettere le cose in chiaro come stanno.

Messaggio del collettivo "Stop Banque" che riproduciamo qui brani per meglio aiutare la comprensione del sistema monetario onde evitare la dispersione di circa mille soggetti (non è lo scopo di questo evento) e concentrandosi sul tema delle banche e del risparmio:

RIMOZIONE MASSICCIA DI SOLDI E CHIUSURA DEI CONTI BANCARI (risparmio)

Conoscete il funzionamento del vostro sistema bancario?

Conoscete il metodo di creazione della moneta?

Chi crea i soldi in Francia e nel mondo?

Per comprendere la rilevanza dell'iniziativa della proposta dei cittadini, dobbiamo conoscere le basi del sistema bancario globale.

E 'ovvio che il denaro che si ritirerà in una sola volta e l'afflusso di lettere esplicative non comprometterà la banca tal dei tali (a meno che l'evento riunisce milioni di persone, che sarebbe il fine principale), ma l'abbondanza improvvisa di persone infelici, rispingendo il sistema bancario non passerà inosservata.

Immaginate un cassiere di banca con, all'improvviso, 10, 20, 50 persone infelici che cercando il ritiro dei loro soldi e di chiudere i loro conti.

Inoltre, questa può essere una spinta per altre iniziative volontarie dal popolo nel suo insieme e non da un gruppo politico in particolare, d'associazioni politiche, d'enti religiosi o sindacati che troppo spesso servono a canalizzare o sfruttare la rabbia dei cittadini e servire gli interessi delle grandi imprese.

Pensate veramente che Nicolas Sarkozy o "l'opposizione" hanno alcune competenze nel "caso pensionamento"?

Nel 97% dei casi nel 2008, il PSE (Partito del socialismo europeo, dove siedono i socialisti francesi) e il PPE (Partito popolare europeo, dunque l'UMP) hanno votato nello stesso modo che i loro articoli sono stati sottoposti al parlamento europeo. Sono 10 voti differenti solamente su un totale di 535!!! Consenso?

Sapendo che oltre l'80% delle nostre leggi provengono da questa legislazione europea, si capisce perché i media d' opposizione tra il PS e l'UMP è solo un brutto spettacolo.

Credete davvero che i sindacati sono convinti che le loro azioni sono sentite e sufficienti?

Noterete che si tratta sempre delle stesse organizzazioni presentate in testa dei processi e si sono fatti 40 anni che non sono riusciti ad avanzare sul soggetto quando non li hanno oscurati, o seccamente rifiutati.

Cette initiative citoyenne ne propose pas de fermer son compte courant "bêtement" et ne plus pouvoir faire ses opérations, bien que nous pensons que c'est ce qu'il faudrait pouvoir faire à terme, mais de retirer la somme d'argent vous permettant de tomber à 0euro à votre dernier ordre permanent ou domiciliation.
Questa iniziativa cittadina non propone di chiudere il proprio conto corrente "stupidamente" e neppure di impedire di fare le proprie operazioni, anche se pensiamo che questo è ciò che si dovrebbe fare alla fine, ma per prelevare i soldi voi permetterete di scendere a 0 € al vostro ultimo ordine in piedi o addebito diretto.

Sarebbe l'ideale chiudere i propri sotto-conti (risparmi) e dirigere i propri soldi in una cassetta di sicurezza (a noleggio) o in banche cooperative, come: NEF (Francia), BAS (Svizzera), le soluzioni alternative sono in corso e ci aspettiamo anche vostre proposte...

Appello ai cittadini:

L'iniziativa cittadina ha bisogno:

Graphic Designer (Pro / Amatoriale) (creazione di manifesti, volantini, grafica, etc etc ...)

Realizzatori di audio-video (Pro / Amatoriale) (realizzatori di clip, montaggi, spot pubblicitari per promuovere il messaggio e l'evento)

Tutti i cittadini che desiderano partecipare ai lavori di riflessione, la scrittura dei testi e di promozione dell'iniziativa. (Riflessione generale, risposte alle domande sul muro, la redazione dei testi, correzione etc etc ...)

Se ciascuno di noi dona semplicemente 10 minuti al giorno per far avanzare questa iniziativa, noi doniamo 10 minuti del nostro tempo a tutti noi cittadini, tutto il mondo ne beneficerebbe...

Ottenere informazione dalla rete e portiamola per strada!

Fraternamente,

vostri cittadini.


Link per capire e contribuire al dibattito:

http://www.bu2z.com/video/revolution-selon-cantona.html

Il gioco del denaro, chiari ed obiettivi:
http://video.google.fr/videoplay?docid=6905682498354316268#

Dossier Soldi:

http://www.dailymotion.com/video/x75e0k_l-argent-dette-de-paul-grignon-fr-i_news

http://www.dailymotion.com/video/xbqww7_l-argent-dette-2-promesses-chimeriq_news

http://www.dailymotion.com/video/x73kz3_cori-delaigue-gunthert-dissequent-l_news

http://www.dailymotion.com/video/x786ui_bankster-tv-solde-les-comptes-avec_lifestyle

Collegamento file in Argentina e Cut-up:

http://www.tagtele.com/videos/recherche/++L%27argent/

Dossier Asselineau:

http://www.dailymotion.com/video/xbqgrx_francois-asselineau-qui-gouverne-re_news

http://www.dailymotion.com/video/xbnazl_les-12-impasses-de-la-construction_news


Dossier Chouard:

http://www.dailymotion.com/video/x5xwcv_etienne-chouard-article-104-du-trai_news

http://www.dailymotion.com/video/x22dxw_etienne-chouard-1-1-le-tirage-au-so_news#from=embed

http://www.dailymotion.com/video/x22e4t_etienne-chouard-2-2-le-tirage-au-so_news#from=embed

http://www.dailymotion.com/video/x22dxw_etienne-chouard-1-1-le-tirage-au-so_news#from=embed

http://www.dailymotion.com/video/x22e4t_etienne-chouard-2-2-le-tirage-au-so_news#from=embed

9000 milliards de dollars "égarées" ??!!!!!!

http://www.dailymotion.com/video/x9wg5t_9000-milliards-de-egares-par-la-res_webcam?start=1#from=embed

http://www.fluctuat.net/6873-Ou-sont-les-9000-milliards-perdus-de-la-FED-

http://societe.fluctuat.net/blog/39005-decryptage-a-la-recherche-des-9000-milliards-perdus-par-la-fed.html "

DISTRUZIONE PARCO VIII Municipio Roma video intervista

PAZZESCO!!!!!! SIAMO IN PIENO FASCISMO!!!!!!

TERZIGNO RESISTI!!!!!

La polizia sta usufruendo dell’articolo 41 del codice penale che dà lapossibilità di irrompere in un domicilio privato senza il mandato delgiudice, appellandosi ad un ipotetico sospetto di possesso di armi odroga.

E’ emergenza democratica nelle zone vesuviane. Secondo l’agenzia di stampa CNRmedia.com, in queste ore le forze dell’ordine stanno facendo irruzione a tappeto nelle abitazioni dei manifestanti.La notizia era stata lanciata 5 ore fa dal web e soprattutto dal social network più famoso, Facebook, ed ha trovato conferma in un comunicato della Questura di Napoli, che ribadisce che le perquisizioni sono solo "operazioni di routine". La polizia sta usufruendo dell’articolo 41 del codice penale che dà la possibilità di irrompere in un domicilio privato senza il mandato del giudice, appellandosi ad un ipotetico sospetto di possesso di armi o droga.Le testimonianze raccolte da CNRmedia sono allarmanti: “Ti perquisiscono alla ricerca di armi e droga e se non trovano nulla ti rilasciano un foglio con gli estremi della perquisizione e l'esito negativo. Altrimenti ti arrestano".Oppure “Stiamo parlando di persone senza precedenti, completamente incensurate. Sono stati perquisiti circa quindici giovani manifestanti: qualcuno è stato rilasciato immediatamente, altri sono stati portati in questura di Napoli per poi essere liberati senza che sia stato trovato nulla".E ancora: “Con questo metodo diversi ragazzi si sono intimoriti e, anche per la pressione delle famiglie spaventate, difficilmente li rivedremo in giro. È un'operazione squallida".Intanto i sindaci vesuviani, durante l'incontro in Prefettura a Napoli con il sottosegretario Bertolaso, hanno ribadito un secco no all’apertura della seconda discarica e auspicano che siano eseguiti il prima possibile gli accertamenti sullo stato di salute della discarica Sari.Ma è anche emergenza economica, infatti gli imprenditori della zona fanno sapere che si sta generando nell'area una grave crisi, con il rischio di 600-700 posti di lavoro a perdere.Per ultimo, secondo la giornalista del Corriere della Sera, Fiorenza Sarzanini, è in studio una misura dettata direttamente dal Ministro Maroni, che parla di “divieto di assembramento nella rotonda di Terzigno” prevedendo l’arresto immediato per chi non rispetta tale veto.Questa direttiva è già sulla scrivania del Prefetto Andrea De Martino, che la renderà subito operativa in caso si verificassero nuovi scontri.E’ questa la linea dura di cui parlava Maroni? E poi, una domanda sorge spontanea: a Terzigno la Costituzione è stata sospesa?

http://www.infooggi.it/articolo/terzigno-la-polizia-irrompe-nelle-case-dei-manifestanti-arresto-immediato-per-chi-presidia-la-zona/7112/


L´immagine é di Stefano Luzi
· 

martedì 26 ottobre 2010

Reportage. La raccolta differenziata mista nel centro storico di Roma

Una passeggiata nel centro storico della capitale per capire come funziona il sistema di raccolta mista dei rifiuti scelto dall'azienda romana che li gestisce, l'AMA. Una serie di scatti fotografici per raccontare quello che c'è, ma soprattutto quello che ancora manca.

di Redazione - 26 Ottobre 2010


1. I cittadini hanno lasciato a terra i sacchi differenziati che l'operatore Ama raccoglie
Come moltissimi sanno - a parte i cittadini residenti già coinvolti - il centro storico monumentale della capitale è oggetto da dicembre del 2009 di un progetto sperimentale di raccolta differenziata mista. Carta e multimateriale vengono raccolti a livello stradale in punti mobili presidiati da personale AMA, mentre organico e indifferenziato residuo vengono raccolti dentro gli androni dei palazzi.
Il 16 settembre scorso, abbiamo deciso di fare una passeggiata da Piazza del Popolo a Piazza di Spagna per capire come funziona, e sono emersi diversi problemi. Abbiamo deciso quindi di documentare con alcune foto il nostro itinerario.
Prima osservazione: i sistemi per aumentare la percentuale di materia da inviare a recupero si applicano (non ci sarebbe niente da sperimentare con una progettazione partecipata). Siamo andati a verificare il rispetto dell’Ordinanza del Sindaco 224 del 2009
che ha sancito l’avvio di questo progetto per le utenze domestiche a quasi un anno di distanza dal suo concepimento (per le utenze commerciali c’è tuttora un servizio a parte con altre squadre di raccolta, dove purtroppo il sacco nero tal quale, cartoni a parte, la fa ancora da padrone, in questo modo le tariffe per gli operatori commerciali non potranno mai calare).
La prima valutazione a livello visivo, è il mancato rispetto del decoro urbano, ma non per colpa dei cittadini che ai punti mobili si recano disciplinatamente. L’ordinanza imporrebbe di non lasciare nulla a terra, anche per preservare la purezza merceologica del raccolto da eventuali contaminazioni o rotture di sacchi.
Come si evince dalla prima foto di questo articolo, i cittadini hanno lasciato a terra i sacchi differenziati che l’operatore - in ritardo alla postazione di 15 minuti - non aveva intercettato secondo le modalità concordate. Una volta arrivato, è l’operatore che si fa carico di raccogliere i sacchetti. L'operatore arriva alle 9.45, l'orario per la raccolta è dalle 9.30 alle 10.30

2. Gli operatori sono costretti a 'inventarsi' un parcheggio precario diverso ogni volta, con conseguenze anche sul traffico
Altra pecca del sistema è quella di non aver delimitato o identificato un'area di sosta per le camionette di raccolta, così che gli operatori sono costretti a 'inventarsi' un parcheggio precario diverso ogni volta, con conseguenze anche sul traffico. Come si nota nella seconda immagine di questo articolo, il mezzo lasciato di sbieco rallenta il passaggio in una via già congestionata dagli operatori commerciali. Da metà di via Del Babuino fino all’inizio di Piazza di Spagna si crea una fila immotivata, a causa di questo 'parcheggio creativo', fino a che questa fila non viene 'completata' da un altro mezzo compattatore dell’AMA che, anche se pensato per i centri storici e più stretto di larghezza, in una strada trafficata diviene esso stesso causa di fila, oltre a mettersi in fila con mezzi privati e mezzi commerciali che riforniscono i negozi.
I problemi - già denunciati in un articolo precedente - si verificano tuttora, e niente è stato fatto per rimediare a questo difetto di progettazione.

3. Piazza di Spagna: i cittadini depositano i loro sacchi differenziati a terra
Arrivati a Piazza di Spagna, come si vede nella terza fotografia, ci sono cittadini che depositano i loro sacchi differenziati di nuovo sul suolo pubblico, con la camionetta in ritardo questa volta di 20 minuti. Sempre dalle 9.30 è fissato l'orario di raccolta, questa volta il mezzo arriva alle 9.50. I colleghi addetti a semplice pulizia non possono intercettare questi sacchetti, perché si occupano solo della pulizia: assistono semplicemente al mancato rispetto dell’ordinanza. In pratica, in 20 minuti viene aggirata due volte su due l’ordinanza.
All’arrivo ritardatario della camionetta dedicata, è l’operatore a doversi fare carico di raccogliere i sacchetti (come si vede nella quarta fotografia), ma a parte non poter verificare il contenuto con i cittadini che diligentemente si recano a portare i materiali della raccolta differenziata (vetro, metalli, plastica), non è nemmeno possibile spiegare loro eventuali imperfezioni contenute nei sacchetti: salta completamente il ruolo educativo e di controllo dell’addetto alla raccolta.

4. All’arrivo della camionetta dedicata è l’operatore a doversi fare carico di raccogliere i sacchetti
Un errore molto evidente quanto banale, ad esempio, è rappresentato dalla mancata riduzione volumetrica degli imballaggi: se le bottiglie di acqua non vengono schiacciate, un sacchetto con 5 bottiglie è già pieno, con aggravio di costi nella raccolta, mancata capacità di carico per mezzi che girando in centro storico non possono essere molto grandi, maggiori svuotamenti nei 'camion madre', come vediamo nella quinta foto scattata a Piazza del Popolo (questa è l’unica scattata in un giorno diverso: in febbraio; ma non ci sono differenze per la procedura che seguono i piccoli mezzi atti alla raccolta).
Un altro degli errori più frequenti è rappresentato dal mancato risciacquo degli imballaggi prima di conferirli: se gli operatori sono sempre in ritardo come in questo caso documentato, i cittadini non prenderanno mai l’abitudine di sciacquare e schiacciare i contenitori. Maggiori sono le impurità contenute nei sacchetti, minori saranno i contributi erogati dal Conai (Consorzio nazionale imballaggi, ndr) al Comune di Roma. Basti pensare che al di sopra del 20% di impurità in un carico, tutto quanto viene inviato a smaltimento invece che a recupero, con aggravio di costi ulteriore.
Abbiamo raggiunto telefonicamente l’autore del brevetto 'Carretta Caretta', applicato in modo imperfetto e soprattutto senza permesso dal Comune di Roma. Gli abbiamo chiesto un parere su quanto avviene in centro storico.

5. Piazza del Popolo: gli svuotamenti nel camion madre sono inevitabili per portare a destinazione il carico. I centri di riciclo non sono certo a portata dei piccoli mezzi. Ma è saltato il ruolo di controllo di quanto viene conferito
Non ha voluto aggiungere molto alle risposte date nell'articolo pubblicato su Terranauta.it: ha precisato che la prima udienza in tribunale per il plagio del sistema si terrà a gennaio 2011, e che comunque è lieto di aver appurato delle centinaia di assunzioni operate dall’AMA in questi mesi. Almeno il suo lavoro intellettuale è servito a creare posti di lavoro: un primo dato positivo. Rimane il dubbio che utilizzando due squadre di raccolta al posto di una e non accorpando il servizio di spazzamento delle strade, i costi in questo modo invece di calare corrono il rischio di aumentare, nonostante una maggiore quantità, se non qualità, di raccolta differenziata.
A questo proposito si può segnalare come la RRRLazio (Rete Regionale Rifiuti del Lazio) abbia manifestato l’intenzione di coinvolgere la Corte dei Conti per verificare come siano stati spesi gli stanziamenti regionali mirati alla raccolta differenziata, nonché il grado di efficacia per aver l’AMA imposto un sistema 'misto', che ovunque è stato applicato in Italia ha limitato quantità e qualità della materia raccolta rispetto ad un sistema domiciliare con una sola squadra impegnata a fidelizzare il cittadino e a controllare quanto viene conferito e la sua qualità.
Se le tariffe aumenteranno invece di diminuire, sarà evidente che a parte gli interessi di un progettista costretto a rivolgersi alla magistratura a tutela dei suoi interessi, saranno gli interessi collettivi a subirne effetti negativi.
In attesa della prossima puntata, si segnala che i sistemi misti scelti dall’AMA, sempre con diverse modalità, sono in incremento in molte zone cittadine.
Per ulteriori informazioni su orari e modalità della raccolta, è possibile collegarsi al sito Ama Roma S.p.A .

La centrale solare spaziale europea si farà nel 2020

L’agenzia spaziale giapponese Jaxa ha annunciato che nel 2030 lancerà nello spazio 4.000 m2 di pannelli fotovoltaici alla distanza di 36.000 Km dalla Terra per dare vita alla più grande centrale solare spaziale.
Già nel 2020, tra poco meno di 10 anni, la società spaziale europea, la Eads Astrium 2, lancerà nello spazio una prima centrale spaziale orbitante nello spazio, ma più piccola di quella giapponese.
Dunque l’idea pioneristica lanciata nel 1973 dall’ingegnere USA Peter Glaser sta diventando realtà e tra una decina di anni potremo produrre energia pulita utilizzando centrali solari nello spazio.
Nello spazio l’energia solare è molto più potente di quella che giunge nella nostra atmosfera, 1.371 watt/m2 contro i 170 W/m2 sulla Terra e, ora che
I limiti tecnologici di 40 anni fa non esistono più
come ha affermato l’americano John Mankins, allora responsabile del primo progetto solare spaziale negli anni ’70, è giunto il momento di progettare una struttura gigantesca che possa contenere i pannelli solari su un’orbita geostazionaria. Per far arrivare l’energia solare sulla Terra e trasformarla in energia elettrica, ci sono due possibilità, ancora da valutare. La prima è quella progettata da Glaser nel 1973 e tuttora valida: convertire l’energia solare in onde radio dalla lunghezza di 15 cm, come quelle generate da un forno a microonde, che attraversino l’atmosfera terrestre e alimentino tutte le aree del pianeta, ad ogni latitudine. Questa soluzione comporterebbe la realizzazione di un impianto con una massa di 10.000 tonnellate e una superficie di 4.000 m2 e due grandi collettori a specchio in grado di catturare i raggi solari e dirigerli verso una piattaforma circolare dal diametro di 1 km. In questa piattaforma le celle solari convertiranno l’energia luminosa in elettricità, da mandare sulla Terra sottoforma di fascio di microonde attraverso antenne che comunicheranno con altre antenne dislocate sulla Terra e distribuite agli abitanti di tutto il mondo.


I primi test effettuati da Mankins nel 2008 nelle isole Hawaii hanno dimostrato che è possibile trasmettere l’energia solare attreverso l’atmosfera terrestre, ma occorre l’impiego di antenne enormi nello spazio, con un diametro di almeno 1 km, e ancora più grandi sulla Terra, con almeno 10 km di diametro. La difficoltà di testare questa soluzione, ha permesso di pensarne una seconda: trasmettere l’energia attraverso un fascio di laser a infrarossi. Il laser necessita difatti di antenne piccole, avendo una lunghezza d’onda 100.000 volte più piccola, fino a 1,5 micrometri. Questa soluzione è dunque la più auspicabile in quanto si può testare in laboratorio, con minori costi e pericoli. Di test ne sono stati fatti e la tecnologia è già disponibile. Nel 2009 è stato lanciato dal gruppo Eads Astrium un telescopio spaziale con uno specchio di 3,5 m di diametro, in grado di focalizzare il laser e inviarlo sulla Terra, dove verrà ricevuto da pannelli fotovoltaici e trasformato in energia pulita. Come spiega Stephen Sweeney, il ricercatore che sta lavorando al progetto
L’obiettivo è di arrivare all’80% di rendimento delle celle fotovoltaiche, contro il 40% oggi raggiunto dai migliori laboratori mondiali.
Ma c’è un problema non facilmente risolvibile: la luce a infrarossi oltrepassa con difficoltà le nuvole. E poi ci sono i costi. Lanciare sullo spazio in orbita geostazionaria degli oggetti costa 4 euro al grammo, dunque per una centrale solare spaziale di almeno 10.000 tonnellate occorrono circa 40 miliardi di euro. Come ha messo in evidenza uno studio realizzato per il Centro aerospazionale tedesco (Dir), il costo di una centrale laser da 22 gigawatt sarebbe di 120 miliardi: 5,5 miliardi a GW contro gli 1,5 a GW dell’energia prodotta dal nucleare, ma l’investimento spaziale si ammortizzerebbe in 30 anni, non avrebbe costi, ed effetti sulla salute, per lo stoccaggio delle scorie, e poi si tratta di energia pulita.
[Fonte: Adnokronos]