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domenica 5 settembre 2010

NO AL PONTE SULLO STRETTO DI MESSINA


… i tanti problemi del nostro territorio, il dissesto idrogeologico, i
giovani, il lavoro, non hanno bisogno di divisione, ma hanno bisogno di
unità. Dobbiamo lottare con forza e tutti insieme sconfiggere chi marcia
contro. E allora la speranza siamo tutti noi, vecchi e giovani, per dare
insieme una speranza a questa Calabria abbandonata da tutti.”
Franco Nisticò, 19 dicembre 2009 - Manifestazione nazionale contro il Ponte.

A Villa S. Giovanni e a Messina un’orda di scatenati affaristi si sono già messi in precipitoso movimento.
A Villa, una classe politica incapace di governare il proprio territorio negli anni, è passata, armi e bagagli, alla società Eurolink (General Contractor per la costruzione del Ponte).
Proprio quella classe politica trasformistica, (basti ricordare l’ex sindaco Cassone) che fino a qualche anno fa si schierava contro il Ponte, oggi ha sposato la causa pro-Ponte e si affretta a stilare elenchi di prebende da elemosinare alla Stretto di Messina S.p.A.
La Commissione Strategica e per le opere compensative al Ponte di Villa S. Giovanni lavora a compilare un elenco di opere pseudo-compensative che dovrebbero lenire le ferite che i cantieri e la costruzione del Ponte porterebbero al territorio.
Sul versante siciliano, a Messina, sono state diffuse, dagli organi di stampa, le mappe, relative ai raccordi, alle cave e alle discariche del Ponte sullo Stretto con le quali si delineano i cantieri e, quindi, si chiarisce che i disagi ad essi connessi non interesseranno solo la zona di Torre Faro, ma che interesseranno l’intera città. D’altronde le trivelle che, come funghi, spuntano un po’ dappertutto lo stanno a dimostrare. Ciò che viene prospettato agli abitanti di Messina, per il futuro, è una città-cantiere nella quale l’autorità sarà in buona misura in mano alla Stretto di Messina S.p.A, concessionaria del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per la progettazione, realizzazione e gestione del Ponte sullo Stretto di Messina, e ad Eurolink (General Contractor).
Il popolo del NoPonte, dopo la bella e partecipata manifestazione del 28 agosto a Torre Faro (ME), tornerà in piazza, per le strade di Messina, il 2 ottobre, a riconfermare l’assoluta contrarietà ai cantieri-Ponte e a chiedere con forza di intervenire per le vere priorità dei nostri territori (calabro-siculo).
Dalla manifestazione svoltasi a Cannitello, il 19 dicembre 2009, restano sempre attuali le principali priorità: 1) messa in sicurezza del territorio; 2) completamento dell’A3 SA-RC; 3) ammodernamento della statale 106 Ionica; 4) potenziamento e ammodernamento della flotta marittima; rifacimento delle condotte dell’acqua e gestione pubblica come bene comune non alienabile; 5) allestimento dei servizi essenziali fondamentali in ogni territorio, a partire da quelli sanitari – ad esempio la disponibilità di vere autoambulanze e i presidi di pronto soccorso.
Il 2 di ottobre, Sfileremo, quindi, in occasione dell’anniversario delle frane che hanno causato 37 morti nella zona sud di Messina, per ribadire che i soldi del ponte devono essere utilizzati per le vere “opere” a partire da quelle per la messa in sicurezza dei territori.
UN SOLO NO E TANTI SI
FERMIAMO I CANTIERI DEL PONTE
LOTTIAMO PER LE VERE PRIORITA’