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sabato 4 settembre 2010

Cagnano, scandalo nell'epicentro del terremoto Le case antisismiche previste ma mai realizzate

Lo sciame sismico contiuna e crea una nuova emergenza, ma ma c'è chi ancora non ha una casa dal 6 aprile del 2009. A Cagnano i Map non sono mai stati realizzati. Ci sono solo le piastre antisismiche, ma sono state costruite in una zona paludosa: un bel giorno si è allagata e tutto è finito. E ora il sindaco invoca i container

CAGNANO AMITERNO. Tensostrutture, panche e tavolini. Bancali d'acqua minerale e brandine. Forse, tra poco, pure qualche stufa. Piani di evacuazione e bagni chimici. Roulotte caricate su carri attrezzi e portate in luoghi aperti, lontane da edifici pericolanti. Volontari che girano giorno e notte. Carabinieri di pattuglia. Ma mentre la gente dorme in macchina, in tutta l'Alta Valle dell'Aterno ci si preoccupa di trovare una sistemazione decorosa per tutti. Di fronte a tanto attivismo c'è anche l'altra faccia della medaglia. Chiede i container il sindaco di Cagnano Amiterno Donato Circi. «Qui fa freddo. Nelle case ci sono persone anziane e ammalate. Ci sono i bambini. Le tende non ci servono, occorrono casette antisismiche». Già, proprio come quelle che in questo stesso Comune erano state previste, progettate, avviate in una zona che un bel giorno si è allagata e a quel punto è finita la storia.

Cagnano, oltre all'ansia che pervade la popolazione, è alle prese anche con le case che sarebbero dovute nascere sulla palude. Mentre ci si interroga su dove far dormire la gente, riesplode il clamoroso caso di Cagnano Amiterno, paese inserito nel cratere sismico dopo l'allargamento. E dopo una lunga battaglia condotta a suon di manifestazioni dall'allora sindaco Giuseppe Carosi.

Il caso-Cagnano venne fuori, nei mesi scorsi, con una sorta di «autodenuncia» del successore Donato Circi, che appena eletto si trovò subito alle prese con la prima grana. «Io i Map li devo fare o no?», chiese a Chiodi e Fontana. Si parlava, 5 mesi fa, del villaggio mai nato in località Torre. Individuata l'area, i lavori erano partiti e subito s'erano fermati. «Noi stessi, quando li vedevamo scavare, dicevamo agli operai: qui è pieno d'acqua: lasciate stare», raccontano i residenti. «Sono andati avanti lo stesso, ora è tutto fermo». Una decina di piattaforme di cemento prima immerse nell'acqua e oggi invase dalle erbacce. Il cantiere è bloccato, non si sa quando e come riaprirà. Intanto si cercano come il pane case sicure. Al tendone al campo sportivo ci sono solo volontari alpini. E la gente continua a dormire in macchina.


AL BAR ARDUINO. La gente gioca a carte nel bar vicino al Comune. «Paura? Sì, come tutti», racconta un anziano. «Stanotte abbiamo sentito la scossa e ci siamo alzati. In strada c'erano parecchie persone. Come si fa a stare tranquilli in una situazione del genere?». Tre manifesti del Comune campeggiano alla parete. I messaggi, anche se per gradi, sono tutti piuttosto inquietanti. In uno si informa la popolazione che non si può assolutamente entrare nelle case inagibili (classificate B, C, E o F) e che bisogna stare alla larga dagli edifici pericolanti. Nel secondo si informa la gente che chi vuole realizzare una casa di legno «o similari» deve fare richiesta al Comune per avere, in tempi rapidissimi, l'autorizzazione dall'ufficio tecnico. Il terzo dice che è stato ampliato il cimitero di Sant'Antonio, loculi e cappelle. Ma questa, dicono, è una notizia vecchia.

I MAP DI MASCIONI. Altro Comune, altro caso di soldi pubblici in ballo e di ritardi ingiustificabili, quando sono trascorsi 17 mesi dal terremoto. A Mascioni, frazione del Comune di Campotosto dove forse sposteranno la tendina da otto posti precipitosamente fatta arrivare dall'Aquila, il cantiere dei Map è ancora aperto. Nessuna delle casette è stata ancora consegnata. Delle nove previste, sei sono state completate e le altre tre sono da completare. Localizzazione, muro di contenimento, problemi nel cantiere. Sta di fatto che le case sono ancora da sistemare, 17 mesi dopo. La prossima settimana sembra essere quella giusta per le prime consegne. Ieri la sede comunale di Campotosto è stata interessata dall'opera di verifica della vulnerabilità effettuata dai tecnici della Protezione civile, della Sge e del Cnr. L'esito verrà comunicato a giorni.

CASE ATER. L'Azienda territoriale per l'edilizia residenziale (Ater) ha avviato una ricognizione negli alloggi di proprietà nei territori interessati dallo sciame. A intervenire sul campo per verificare eventuali danni provocati dalle scosse sono tre tecnici dell'Ater e i professionisti esterni che hanno stilato i progetti di recupero per le case classificate A, B e C. Lo rende noto il commissario straordinario